Metodo Moghet

Metodo Moghet Il metodo Moghet è il modo più naturale per fare esperienza delle proprie abilità Giulio Sartori 3471513588
Cristiana Pisanu 3474495402

Associazione Metodo Moghet è un'associazione culturale finalizzata al benessere. Il Metodo è strutturato su tre livelli, progressivi in base all’esperienza acquisita e diversi nelle finalità. Il primo livello del metodo consiste in otto gruppi di esercizi a corpo libero, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi qui descritti:
•Equilibrio
l’attenzione al senso proprio del corpo, il nostro sesto senso effettivo, permette di essere più svegli e stimola l’essere presenti ed equilibrati. In questa serie di esercizi si stimola la volontà di ergersi come individui, unici e irripetibili.

•Respiro
questi esercizi consentono di ottimizzare le proprie risorse energetiche. Inoltre, permettono di accedere alla volontà vitale e sono la base su cui sviluppare armonicamente la propria indole.

•Movimento
questa serie di esercizi di allungamento della colonna vertebrale e degli arti, condotti insieme al respiro spontaneo e in equilibrio, permette di sperimentare la reale libertà di movimento, nei limiti delle proprie possibilità fisiche e psichiche.

•Emozioni
la pratica quotidiana degli esercizi lungo i Vettori Emotivi (dalla Calma al Panico, dal Piacere al Disgusto, dall’Euforia all’Angoscia, dalla Rabbia alla Tristezza), serve a sviluppare e migliorare la sintonia tra la mente e le forze corporee istintive che ci smuovono, le emozioni, permettendo di cavalcarle senza esserne travolti.

15/03/2026
LA FIDUCIAFiducia è una bella parola che ha la stessa origine di fede e affidare.Mettersi nelle mani di qualcuno, magari...
10/03/2026

LA FIDUCIA

Fiducia è una bella parola che ha la stessa origine di fede e affidare.
Mettersi nelle mani di qualcuno, magari per qualcosa che non è possibile fare da soli, è un segno di intelligenza, a patto che la fiducia non venga tradita.
Per evitare spiacevoli sorprese, diventa indispensabile sviluppare la capacità di sapersi affidare alle persone giuste e di scansare quelle sbagliate, un’abilità che può essere affinata facilmente esercitando l’equilibrio.
Questa potrà sembrarti un’affermazione campata in aria e quindi farò un esempio pratico. Normalmente riusciamo a svolgere svariate attività senza preoccuparci di cadere in terra, perché il compito di tenerci in piedi è affidato completamente al nostro corpo e non richiede la nostra attenzione. Viceversa, ogni volta che avvertiamo la possibilità di cadere, viene attivato un sistema di allarme che ci metterà, come minimo, in tensione.
Chiunque abbia sofferto di vertigini conosce questa condizione e ricorda bene che può diventare difficoltoso fare anche solo un passo. Per fortuna è vero anche l’opposto, cioè che tanto migliore è l’equilibrio quanto più saremo liberi di svolgere varie attività sentendoci tranquilli.
Queste sensazioni, sicurezza e stabilità, e uno stato di calma interiore possono essere ben tradotte con la parola fiducia.
Quando ci rivolgiamo a qualcuno per avere collaborazione o assistenza, cerchiamo di farlo con tutta la fiducia di cui siamo capaci (bastano pochi minuti per verificare se il tuo equilibrio è buono) ma anche attenti a quei segnali di allerta (tensione, instabilità, insicurezza) che ci dicono che qualcosa non quadra, perché il corpo non mente mai.

Giulio Sartori

01/03/2026

Prima di reagire a una situazione difficile, fai questo.🔽

Situazione che ti scatena. Impulso di reagire subito: rispondere male, scappare, attaccare.

STOP.

Tre respiri profondi. Senti dov'è la tensione nel corpo. POI scegli come rispondere.

Questa è la pratica base del Metodo Moghet: lo spazio di risposta.

Il corpo reagisce immediatamente a ogni situazione. È automatico, istintivo, più veloce del pensiero.
Ma tra lo stimolo e la reazione c'è uno spazio. Piccolissimo. E in quello spazio c'è la tua libertà.

Se impari a sentire la reazione corporea PRIMA di agirla, guadagni il potere di scegliere.

Gli esercizi del Metodo Moghet allenano esattamente questo: riconoscere l'impulso corporeo, dargli spazio, e scegliere consapevolmente se seguirlo o lasciarlo passare.

Non elimini le reazioni. Smetti di esserne schiavo.

La prossima volta che qualcosa ti scatena, ricordati: tre respiri. Senti il corpo. Poi scegli.

Salvalo. Ti servirà.

24/02/2026

Ti svegli rigido. Pensi sia l'allenamento di ieri.

Ma aspetta: quella rigidità è diversa. Non è muscolare.
La rigidità da allenamento la conosci. È localizzata, specifica sui muscoli che hai lavorato.

Questa è diversa. È diffusa. Profonda. Come se tutto il corpo fosse contratto.

A volte non è affaticamento fisico. È stress accumulato.

Tensione emotiva che il corpo trattiene anche mentre dormi. La pressione della gara. L'ansia da prestazione. La frustrazione per i risultati che non arrivano.

Il corpo custodisce tutto.

Il Metodo Moghet ti insegna a distinguere tra rigidità muscolare e tensione emotiva.

La prima si scioglie con recupero attivo e stretching.
La seconda serve ascolto.

Gli esercizi del Metodo Moghet sciolgono quello che stretching e allungamenti non possono raggiungere: la tensione profonda che blocca il recupero e rallenta i progressi.

Quando sciogli quella, tutto migliora. Recuperi meglio. Dormi meglio. Performi meglio.

Riconosci questa rigidità diversa?

21/02/2026

Il problema è enorme. La soluzione è semplice.

Anni di tensione accumulata. Dolori cronici. Ansia che non passa mai del tutto.

Pensi servano mesi di terapia, anni di lavoro su te stesso, percorsi lunghi e complessi.

La verità? Il corpo sa già come sciogliersi.
Non ha bisogno che tu capisca perché sei teso. Ha bisogno che tu lo ascolti mentre si scioglie.

Il Metodo Moghet non risolve problemi complessi con soluzioni complicate.

Gli esercizi sono semplici: movimenti spontanei guidati, respiro, ascolto. 10 minuti al giorno.

Il corpo fa il resto. Non perché sia magia. Perché il corpo sa già cosa fare quando finalmente gli dai il permesso di farlo.

Hai passato anni a controllarlo, forzarlo, ignorarlo. Ora prova ad ascoltarlo.

Bastano 10 minuti. Non serve attrezzatura. Non serve preparazione fisica. Solo la volontà di fermarti e sentire.

Dove c'è tensione? Cosa vuole fare il corpo? Seguilo. La soluzione non è complicata. È semplice. Forse troppo semplice per crederci. Ma il corpo non mente.

Pronto a provare qualcosa di semplice?

16/02/2026

Il respiro è l'unico ponte tra corpo e mente che puoi controllare consapevolmente.

Battito cardiaco, digestione, temperatura: tutto automatico. Ma il respiro puoi modificarlo.

Ed è proprio questo che lo rende la porta d'accesso al sistema nervoso.

Ansia = respiro corto, alto, rapido.
Calma = respiro lungo, profondo, lento.

Il respiro segue le emozioni. Sempre.

Ma nel Metodo Moghet non lo forziamo. Lo ascoltiamo.

Non serve respirare "correttamente" seguendo schemi. Serve sentire come respiri spontaneamente.
Poi, delicatamente, impari ad accompagnarlo. Non a controllarlo.

Il respiro bloccato al petto ti sta dicendo qualcosa. Ascoltalo prima di forzarlo a scendere.

Quando è ascoltato, si aggiusta da solo. Trova il suo ritmo naturale.
Non controllo, ma dialogo.

Respira profondamente ora. Dove va il respiro? Come ti senti?

12/02/2026

Mi chiamo Giulio Sartori e ho 55 anni, la metà dei quali ho esercitato come fisioterapista, trattando dalle tre alle quattromila persone.

Nella mia vita ho capito qualcosa durante l’infanzia e poi dopo i cinquant’anni, ma questo solo perché il mio corpo mi ha bruscamente svegliato.

Poco tempo fa ho rivissuto quello che mi è successo, giocando con un aquilone. Ero con i miei figli piccoli a San Miniato in occasione della festa degli aquiloni, ma il vento scarseggiava. Mentre i bambini correvano per far prendere quota agli aquiloni, io tenevo il mio come un pescatore regge la canna, attento a percepire la minima tensione. Così, quando ho sentito il primo strappo, ho iniziato a dare corda e ho visto il mio aquilone decollare e allontanarsi nel cielo, libero nel vento.

Analogamente, ciascuno di noi può godere di una prospettiva non abituale, per esempio quella da cui è possibile vedere la via d’uscita da un labirinto di sofferenza o sapere che domani pioverà, quando è in grado di maneggiare quelle sottili cordicelle che sono le sensazioni corporee.

Riuscirci è solo questione di allenamento; provare per credere.

09/02/2026

Mi va davvero di bere questo tè?

06/02/2026

1 ora di palestra. Stretching. Massaggi.
Ma quella tensione resta. Come se il corpo non volesse mollare.

Non è che non fai abbastanza. È che stai facendo la cosa sbagliata.

Il corpo non ha bisogno di essere "lavorato". Ha bisogno di essere ascoltato.
C'è una differenza enorme tra forzare il rilascio e permetterlo.

Quando forzi lo stretching, il corpo si difende. Quando ascolti dov'è la tensione e cosa trattiene, il corpo decide se lasciar andare.

Il Metodo Moghet non aggiunge altri esercizi alla tua routine già piena. Ti insegna a fermarti e sentire: cosa vuole fare il corpo in questo momento? Dove c'è tensione? Quale emozione sta trattenendo?

10 minuti di ascolto consapevole sciolgono quello che ore di stretching forzato non possono nemmeno toccare.

La prossima volta che senti quella tensione che non passa, invece di aggiungere un altro esercizio, prova a fermarti. Chiudi gli occhi. Senti dov'è. E chiedile cosa vuole dirti.
Spesso si scioglie da sola.

Hai mai provato a fermarti e ascoltare?

02/02/2026

Stamattina ho visto un tizio correre con le spalle fino alle orecchie, mascella serrata, viso contratto.

Non stava correndo PER qualcosa. Stava correndo DA qualcosa.
Il corpo lo sapeva. Lui probabilmente no.

C'è una differenza enorme tra correre per il piacere e correre per scappare dalla testa.

Nel primo caso, il corpo si apre. Respiro fluido, spalle rilassate, movimento che cerca espansione.

Nel secondo caso, il corpo si chiude. Tensione ovunque, come se stesse scappando da un incendio interno.

Stessa attività. Messaggio opposto.

Puoi mentirti con la testa quanto vuoi. Ma il corpo racconta sempre la verità.

Quando corri, nuoti, cammini, lavori: stai andando VERSO qualcosa che desideri o stai scappando DA qualcosa che non vuoi sentire?

Il corpo lo sa. Basta ascoltarlo.

29/01/2026

Dolore cronico che nessuno riesce a spiegarti.🔽

Hai fatto tutti gli esami. Radiografie, risonanze, analisi del sangue. Tutto negativo.

I medici ti dicono "non c'è nulla", ma il dolore c'è. È reale. Torna sempre. Si sposta. Cambia intensità. Ma non se ne va mai completamente.

E inizi a chiederti se è nella tua testa. Se te lo stai immaginando. Se sei tu il problema.

No. Non è immaginazione. È dolore psicosomatico reale.

Emozioni non elaborate creano tensione cronica nel corpo. La rabbia non espressa si deposita nelle spalle. L'ansia trattenuta si manifesta nello stomaco. La tristezza repressa pesa sul petto.Il corpo manifesta fisicamente ciò che non riesci a esprimere emotivamente.

Il Metodo Moghet non nega il dolore fisico. Lo accoglie. Lo rispetta. E attraverso l'ascolto profondo del corpo, spesso emerge il legame nascosto con emozioni bloccate.

Gli esercizi permettono al corpo di raccontare finalmente cosa c'è sotto quel dolore. Quale emozione custodisce. Quale messaggio porta.

E quando il corpo si sente ascoltato, quando l'emozione trova spazio, spesso il dolore si trasforma. Non sparisce per magia, ma cambia natura. Diventa gestibile. A volte si dissolve completamente.

Hai un dolore che va e viene senza spiegazione medica?

Indirizzo

Piazza Paci 1
Montelupo Fiorentino
50056

Telefono

+393471513588

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