10/05/2020
Una delle figure che maggiormente può essere vista come emblema e riferimento del tema delle risorse è la Donna.
Talvolta le sottovaluta, talvolta può non riconoscerle, non pensare di esserci.
Poi, le più fortunate, sanno di averle e le custodiscono come metalli nascosti.
Altre, le usano per il proprio vantaggio; che può essere più o meno condiviso con altri.
Fatto sta, che le donne con la loro ciclicità, con l’essere così collegate alla Luna, sono l’impersonificazione del tema delle risorse.
Che poi sarà vero quel che diceva Ligabue: “Le donne lo sanno, le donne l’hanno sempre saputo”? Oggi non è giornata come le altre: è la festa di una dei volti della donna. Forse il più doloroso, forse il più bello, il più voluto o il non voluto.
È la festa del volto della madre.
La Grande Madre è una divinità femminile primordiale, presente in quasi tutte le mitologie, rappresentante la terra, la generatività, il femminile come mediatore fra l’umano e il divino.
Come figura, si onora sin dal Neolitico e forse addirittura dal Paleolitico se pensiamo alle numerose figure femminili steatopigie ritrovate in tutto il mondo.
La Grande Madre è il nostro aspetto femminile e materno di Dio.
L’archetipo della madre è sostanzialmente un’immagine della figura della madre che è destinata ad essere una rappresentazione universale. Tuttavia, i suoi volti sono diversi: la nutrice (cura e altruismo), colei che abbandona il figlio, colei che rifiuta la violenza, colei che ha lottato per i diritti.
Allora diviene semplice pensare all’importanza della donna anche nell’uomo, la cui parte potrebbe essere sottovalutata o dimenticata.
Allora, festeggiamo la madre che è in noi e godiamo nella sua ricchezza di risorse.