22/01/2026
Ci ho messo tanto
per raccontare di Irene e Samy.
Per trovare le parole giuste, le loro parole...io che ho deciso che contano e che è importante sceglierle con attenzione.
Sentivo forte la necessità di aspettare...cesellare, perché vorrei che questo racconto parlasse davvero di loro, della loro storia, onorandola
e custodendola.
Una sola certezza mi ha accompagnata dal primo incontro con loro...
Tra sorrisi e battute che nascondevano domande e la paura grandissima di rivivere un dolore ancora caldo.
Un dolore di quelli che ti stanno addosso, insinuandosi anche nelle pieghe di una giornata di sole.
Fin dal primo istante, ho visto come si tenevano: non per non cadere, ma per ricordarsi che insieme si può restare in piedi anche quando la terra trema.
La certezza era nella loro parola: Cura.
Dell'altro, per l'altra.
Cura di bambini già nati e dei quali si vuole accompagnare con amore il destino.
Cura della famiglia, fatta di persone, animali e di una piccola casa, un tesoro prezioso tinto di colori tenui e accoglienti, tenuta come uno spazio che ha custodito qualcuno che ha attraversato il vento... e ha scelto di restare.
Cura che non fa rumore,
che non pretende,
che non chiede nulla in cambio.
Che costruisce, che ripara, che accoglie.
E poi, due mesi fa, quella casa, quelle vite, hanno trovato nuovo nutrimento in Giorgio, bimbo nato da quella stessa Cura,
cerchio intenso e silenzioso fatto di mani, gesti e attenzioni dedicate a lui e a tutti.
Ancora una volta, nessuno escluso.
Giorgio è Amore
che non ha cancellato il dolore,
ma lo ha trasformato in spazio.
Spazio per respirare di nuovo.
Spazio per fidarsi.
Spazio per ricominciare.
E forse il loro racconto è proprio questo:
la prova che l’amore, quando si prende cura, sa tornare a fiorire.
Grazie,
per la vostra fiducia.
Per avermi permesso
di assistere alla vostra meraviglia.
La vostra doula
Alessandra
Nella foto, realizzata da , Irene con Giorgio, Sally e Samy.