28/02/2026
“Quante volte ci capita di non scommettere sulle nostre chances? Quante volte ci ripetiamo di non potercela fare? E quante altre ci arrendiamo a ostacoli che non esistono? Purtroppo, siamo fatti così: le più grandi partite le giochiamo contro noi stessi.
I dubbi ci assediano, i timori ci assillano, le paranoie ci divorano. È come se di fronte avessimo una squadra composta da avversari tutti identici a noi, col nostro stesso volto, incarnazione ciascuno di una nostra insicurezza, di uno dei tanti mostri che abitano le nostre crepe. E puntualmente dobbiamo dribblarli tutti, prima di potercela fare.
Farcela non nel senso di vincere o fare goal, attenzione, ma farcela nel senso di provarci, cioè di fare qualcosa che non sia lasciare scorrere passivamente l’esistenza di fronte a noi, spettatori inermi. Prima di intraprendere ogni gara all’esterno, infatti, siamo costretti a correrne di ben più ardue all’interno.
Alla fine, la verità è che viviamo molte più disfatte nella nostra testa che sul campo. Ecco il motivo per cui lo sport è a suo modo in grado di salvarci. Perché ci invita a smettere di pensare e iniziare ad agire; a non domandarci se siamo abbastanza forti o se ne valga la pena, ma a metterci in gioco e scoprirlo.
E spesso, provandoci, ci accorgiamo di una cosa straordinaria: che la realtà è meno tremenda di come ce l’eravamo immaginata, e che noi siamo meglio di quanto ci stimavamo.”
Testo tratto da “𝗧𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗿𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶. 𝗟𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗶𝗹𝗼𝘀𝗼𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮”. È uno dei miei libri. Racconta di come lo sport possa migliorarci la vita.
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Il Saggio dello sport