22/10/2023
La sopravvivenza è uno dei parametri con cui la scienza valuta l'impatto di una determinata patologia sulla popolazione, insieme a incidenza, prevalenza e mortalità. Quando si misura la sopravvivenza a 5 anni da una diagnosi di tumore si tenta di rispondere alla domanda: quanti dei pazienti con quella diagnosi non sono deceduti dopo 5 anni a causa della patologia?
La risposta, legata al tumore al seno, oggi è davvero incoraggiante. Prevenzione e ricerca hanno reso possibile portare il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi a quasi il 90%, anche di più se il tumore è diagnosticato nelle primissime fasi di sviluppo.
La mammografia è l’esame che permette di identificare con anticipo eventuali tumori o anomalie. Non scherma contro il tumore, ma incide moltissimo sul rischio di morte e anche sulla riduzione di interventi invasivi, perché permette una diagnosi precoce del tumore al seno. Anche per questo è importante ricordare che in Italia la mammografia è gratuita e fortemente raccomandata a tutte le donne tra i 50 e i 69 anni.
Oltre a questo, l'auto-palpazione al seno - da svolgere mensilmente nella settimana successiva al ciclo mestruale - può aiutare a riscontrare eventuali cambiamenti nel tessuto mammario e a mantenere sotto controllo in maniera autonoma (ma non sufficiente) la normale conformazione del seno.
Esistono anche casi di tumore della mammella che riguardano le persone di sesso maschile. Ogni anno ci sono infatti 1,7 casi ogni 100.000 uomini e 150 casi ogni 100.000 donne.
All’origine dei tumori al seno negli uomini molto spesso c’è la presenza di mutazioni genetiche come quelle su BRCA1 e BRCA2, che sono connesse anche all'insorgenza di altri tumori (come quello alla prostata) e che sono in ogni caso identificabili tramite test genetico.
Alla luce di questi dati, abbiamo sposato la campagna di prevenzione da moltissimi anni portata avanti da Fondazione Veronesi, con l'obiettivo di diffondere consapevolezza sull'importanza di effettuare con costanza dei controlli.
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