Dott.sa Alice Riazzola, psicologa clinica

Dott.sa Alice Riazzola, psicologa clinica Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.sa Alice Riazzola, psicologa clinica, Medico, Monza.

06/07/2023

👉 L’ansia si può esprimere anche attraverso dolori o disagi fisici che non hanno una reale origine organica: si parla in questi casi di ansia somatizzata. 😢⁣⁣⁣
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👉 La somatizzazione dell’ansia è un tipo di somatizzazione che si presenta normalmente quando la nostra ansia, protratta per lunghi periodi, si esprime attraverso dolori fisici che non hanno in realtà apparenti cause organiche ma piuttosto sono rappresentazione di una condizione psicologica alterata.⁣⁣⁣
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⛔ Prima di parlare di ansia somatizzata, è sempre bene escludere possibili cause organiche. Rivolgiti a un professionista! 💪⁣⁣⁣

07/05/2023

26/04/2023

𝙍𝙚𝙨𝙥𝙞𝙧𝙤 𝙎𝙖𝙡𝙪𝙩𝙚
“Conoscerli per riconoscerli”
Il medico dietologo, dottoressa M. Nicastro e la psicoterapeuta A. Riazzola
presentano tre interessanti lezioni a tema DCA 🍏
Nelle giornate di Martedì 2/9/16 Maggio alle ore 18,30 ( durata delle lezioni di circa 1 ora)🗓
Costo dei tre incontri di €50.

Per info e prenotazioni siamo disponibili anche su Whatsapp al numero 3516755542📞
Vi aspettiamo💙
𝙍𝙚𝙨𝙥𝙞𝙧𝙤 𝙎𝙖𝙡𝙪𝙩𝙚
📞 0396366892
📍Lissone (MB), 20851
Via G. Carducci, 81
🌐 cmed@respirosalute.com

27/03/2023

Spesso chiedere aiuto non è facile. Significa ammettere che esiste un problema, che si è vulnerabili di fronte ad esso, e che le proprie risorse individuali non sono in quel momento sufficienti a generare una condizione emotiva migliore. In realtà queste tre affermazioni possono essere rivedute e corrette.

Avere un problema non significa esserne colpevoli, non rappresenta la misura del valore di un essere umano. Avere un problema è un fatto. Oggettivo, neutro, privo di connotazioni valoriali, ideologiche o morali. Un problema non è un deficit.

Essere vulnerabili non significa essere inadeguati. L’idea che di fronte a qualunque situazione sia necessario mostrarsi forti, decisionisti, perfettamente autonomi dal punto di vista emotivo è una trappola che rende impossibile il cambiamento. Fare sempre tutto da soli non è possibile e soprattutto non è sano. Pensare che non si debbano mai mostrare delle fragilità impedisce di conoscere la reale natura dell’animo umano e non è una descrizione corretta di come funziona la nostra psiche.
G. Frazzoni, psicoterapeuta

15/03/2023

𝙍𝙚𝙨𝙥𝙞𝙧𝙤 𝙎𝙖𝙡𝙪𝙩𝙚
"CONOSCERLI PER RICONOSCERLI"
In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla💜 vi presentiamo il nostro nuovo progetto in collaborazione con il Medico Dietologo, la Dottoressa Monica Nicastro e la Psicoterapeuta Alice Riazzola
3 incontri dedicati ai genitori di ragazzi con disturbi alimentari
Martedì 2-9-16 Maggio alle ore 18:30 (durata circa 1 ora ad incontro)

Primo incontro: cosa sono i DCA e cenni (AN, BN, BED), a chi mi rivolgo in prima battuta, i livelli di cura per gravità, cenni di epidemiologica dei DCA- rapporto DCA e Covid
Secondo incontro: ruolo del meidoc dietologo nei DCA, sintomi e segni clinici dei DCA, complicanze mediche dei DCA
Terzo incontro: Question time, focus sui campanelli di allarme psicologici, pillole psicoeducazionali per i genitori

Per info e prenotazioni siamo disponibili anche su Whatsapp al numero 3516755542📞
Vi aspettiamo💙
𝙍𝙚𝙨𝙥𝙞𝙧𝙤 𝙎𝙖𝙡𝙪𝙩𝙚
📞 0396366892
📍Lissone (MB), 20851
Via G. Carducci, 81
🌐 cmed@respirosalute.com

15/03/2023

👉 È possibile parlare di depressione sorridente quando l'individuo tende a nascondere i propri sintomi agli altri. Chi ne soffre occulta la propria sofferenza dietro un sorriso o un atteggiamento energico e felice... 🙈⁣

👉 Una persona con depressione sorridente può sperimentare alcuni o tutti i sintomi che abbiamo elencato, ma in presenza di altre persone cercherà di camuffare il suo vero sentire per diverse ragioni:⁣
🔸mostrare segni di depressione sarebbe un segno di debolezza;⁣
🔸timore di essere un peso per gli altri;⁣
🔸non voler accettare la propria sofferenza;⁣
🔸credere che gli altri stiano peggio e convincersi di non avere il diritto di lamentarsi;⁣
🔸pensieri come: "il mondo sarebbe migliore senza di me". ⁣

👉 Evita le autodiagnosi: in caso di dubbi, divolgiti a un professionista specializzato 💪 ⁣

14/03/2023
09/02/2023

I 4 STILI GENITORIALI

Ognuno di noi è diverso da tutti gli altri. Allo stesso modo ogni individuo che diventa genitore vive questo nuovo ruolo in maniera differente, in base alle proprie esperienze e alla propria personalità. Numerosi psicologi negli ultimi anni hanno identificato 4 principali stili genitoriali, che dipendono dai livelli di supporto e di controllo che il genitore esercita sul figlio. Il livello di controllo si riferisce alle pressioni esercitate dei genitori per educare figli a comportamenti socialmente adeguati. Il livello di supporto si riferisce al sostegno, alla vicinanza emotiva e alla disponibilità a soddisfare i bisogni dei figli. I 4 stili che emergono dalla combinazione di queste due dimensioni in diverse quantità sono: autorevole, autoritario, permissivo/indulgente e trascurante/rifiutante. Lo stile che viene identificato come maggiormente positivo è quello autorevole, perché stimola maggiormente l’autostima, l’assertività, la responsabilità e l’autonomia. Conoscere i quattro stili educativi genitoriali permette di avere una guida operativa, per poter rendersi conto di che tipo di genitore si è e cambiare o affinare la propria linea educativa per migliorare. Ovviamente ci sono molti altri fattori oltre ai due sopracitati che influenzano lo stile genitoriale e che quindi vanno tenuti in considerazione nell’educazione dei figli. Ad esempio, se entrambi i genitori sono presenti essi devono essere entrambi partecipanti attivi del piano educativo genitoriale. Non devono per forza avere lo stesso stile genitoriale, ma devono lavorare di squadra, esaltando i punti di forza dell’altro e sostenendosi a vicenda nelle debolezze e difficoltà per crescere in maniera ottimale i figli.

Fonte: “Parenting Styles: A Closer Look at a Well-Known Concept”, Sofie Kuppens, Eva Ceulemans, 2019, Journal of Child and Family Studies, National Institute of Health

20/01/2023

Buongiorno ☀️

21/12/2022

14/11/2022

Con gli occhi del paziente. la cura dello sguardo del terapeuta

Cosa ricordano i pazienti quando, dopo anni, ripensano alla loro esperienza terapeutica? Non gli insight, non le interpretazioni del terapeuta. Del loro terapeuta ricordano piuttosto le espressioni di sostegno positive.
In questo secondo incontro di Supervisione Clinica e Fioritura Personale siamo partiti dalla nostra esperienza soggettiva per esplorare il tipo di sostegno che abbiamo ricevuto nelle nostre diverse esperienze di vita per arrivare a riflettere sulla qualità del sostegno che offriamo ai nostri pazienti e ci siamo chiesti se poteva esserci margine di estensione.

Mantenendo il radicamento dentro l'esperienza, che per fissarla abbiamo descritto con dei disegni astratti, ci siamo immersi nella supervisione clinica.
L'immersione è intesa in senso letterale, in questo caso, perchè a turno siamo entrati in relazione con il collega "essendo" il nostro paziente con lo scopo di valutare come il paziente sperimenta la relazione con noi, come vede il mondo, che emozioni e sensazioni prova, che pensieri formula tra sè e sé e di che tipo di sostegno profondo e riparativo delle esperienze traumatiche precedenti ha bisogno.
La terapia viene potenziata se il terapeuta entra accuratamente nel mondo del paziente. Questa accuratezza è di per sè sufficiente perchè si crei un campo di comprensione profonda che abita come un clima la seduta: i pazienti traggono un enorme profitto semplicemente dall'esperienza di essere visti appieno e capiti sul serio.
Cinquant'anni fa Carl Rogers identificò l'empatia accurata come una delle tre caratteristiche essenziali di un terapeuta efficace ( insieme all' accettazione positiva incondizionata e alla autenticità) e inaugurò il campo della ricerca in psicoterapia che alla fine raccolse notevoli prove a sostegno dell'efficacia dell'empatia.

Mentre l'uno agiva come se fosse il suo paziente, l'altro era il terapeuta esercitandosi ad essere in contatto con lui a partire da ciò che accadeva in quel preciso momento nella relazione La richiesta era di incontrare il paziente provando ad uscire dalla zona di confort e dandosi il permesso di sperimentare nuove forme di sostegno più spontanee e meno "tecniche" che prendessero ispirazione dal lavoro di consapevolezza precedente sulle esperienze personali di sostegno.

La discussione sul caso che è emersa in seguito a questa esperienza ha permesso da una parte di integrare il quadro diagnostico del paziente, e di conseguenza una maggiore comprensione del suo mondo emotivo e dei suoi bisogni inespressi, dall'altra di mettere in figura le "resistenze del terapeuta" e a guardare l'esperienza anche da un punto di vista delle limitazioni poste alla relazione dal nostro modo di essere, dai nostri riferimenti teorici e dal nostro carattere.
In questa danza dall'esperienza soggettiva del terapeuta a quella del paziente e di nuovo a quella del terapeuta, in questo movimento abbiamo potuto vivere in maniera sentita la profonda connessione umana che c'è tra ogni essere vivente e che si instaura come strumento potentissimo nella relazione terapeutica.
E contemporaneamente abbiamo potuto vedere quando l'idea della separatezza possa indurci a sentirci esclusi dal campo relazionale di cura e ad agire, di conseguenza, movimenti distanti e poco sintonizzati con il vissuto del paziente.
Nella parte finale abbiamo condiviso i doni, le consapevolezza e soprattutto la condizione dell'essere e di impoteramento a cui siamo approdati grazie a tutto il viaggio esplorativo.
In particolare ci siamo accorti che il senso di accettazione e accoglienza nei nostri confronti e del paziente di noi stessi era maggiore rispetto a qualche ora prima sentendo un senso più vibrante di speranza e possibilità per tutti.

‼️sei uno psicologo o uno psicoterapeuta e vuoi sperimentare un gruppo di supervisione e crescita personale ad orientamento fenomenologico-esistenziale-contemplativo?

⭕️ sabato 14 gennaio dalle 10 alle 18 ti aspetto.

🟢 clicca qui per saperne di più:
https://centrodivenire.net/2022/il-dono-della-terapia/

Indirizzo

Monza
20900

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:30
Martedì 08:00 - 19:30
Mercoledì 08:00 - 19:30
Giovedì 08:00 - 19:30
Venerdì 08:00 - 19:30
Sabato 14:00 - 18:00

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