14/01/2026
Ci sono missioni che finiscono con un volo di ritorno.
E poi ce ne sono altre che non finiscono affatto: restano negli occhi di chi ha ricominciato a vedere.
Questa è una di quelle.
Tra il Ghana e la Costa d’Avorio, io e il mio staff abbiamo attraversato chilometri, stanchezza, notti brevi e giornate infinite per fare una cosa semplice e gigantesca allo stesso tempo: ridare luce.
Più di 800 visite. Circa 100 interventi chirurgici, su adulti e bambini.
Mani ferme, cuori aperti.
Qualche bambino operato in anestesia generale, grazie al supporto prezioso dell’anestesista locale.
Risultati buoni. In molti casi, commoventi.
E poi c’è Melody.
Dieci anni. Il buio arrivato all’improvviso dopo un trauma.
Un occhio ferito, una cataratta che aveva spento tutto.
Melody non vedeva più nulla.
Oggi Melody vede.
E in quel sorriso c’è il senso intero di questa missione.
Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza una squadra che ha scelto di esserci, fino in fondo:
il Dott. Claudio Iovino, il Dott. Nicola Panella, Alessandro Iovino,
la Prof.ssa Enza Bonfiglio ed Emanuele Canino da Palermo, Gianpaolo Miniello e Mariano Ruggiero da Napoli, Alessandro Tacchella da Verona,i tecnici Fabio Del Prete, Pasquale Cirillo e Giancarlo Lautieri.
Persone diverse, città diverse.
Un solo battito.
Questa missione si chiude così: con la consapevolezza che non abbiamo solo operato occhi, ma difeso futuri.
Che non abbiamo solo fatto numeri, ma acceso possibilità.
Ci rivediamo il prossimo anno.
Sempre in Africa.
Lì dove i tramonti non si spengono nel cielo, ma negli occhi meravigliosi dei bambini africani.
| AIRO onlus |