Dott.ssa Rossella De Falco

Dott.ssa Rossella De Falco Sono una Psicologa specializzata in psicoterapia della Gestalt integrata e lavoro da con adulti, bambini, adolescenti e i loro genitori.

La psicoterapia non rappresenta un prendersi cura delle persone, ma l'aver cura di esse.

GLI ADOLESCENTI E LA RABBIALa rabbia è un’emozione caratterizzata da un intenso turbamento che può culminare in comporta...
07/09/2021

GLI ADOLESCENTI E LA RABBIA

La rabbia è un’emozione caratterizzata da un intenso turbamento che può culminare in comportamenti aggressivi a livello verbale o fisico. E allo stesso modo rispetto a tutte le altre emozioni primarie, ci può comunicare qualcosa di importante su noi stessi, così come ci può aiutare a difenderci da minacce dell’ambiente esterno oppure da minacce di natura emotiva

A volte la rabbia si presenta come reazione al proprio senso di impotenza, alla propria confusione e al proprio sentirsi spaesati nelle relazioni.
A tal proposito, gli adolescenti sono ancora più esposti a percepire i pericoli emotivi rispetto agli adulti, in quanto il loro ruolo nei processi decisionali della famiglia non è ancora consolidato e riconosciuto appieno, il senso di valore del proprio sé non è ancora stabile e ogni situazione in cui si sentono svalutati o giudicati rappresenta una vera e propria minaccia per la loro autostima.

Come gestirla?

RICONOSCERE l’emozione della rabbia: fondamentale è distinguere che emozione stiamo vivendo in quel momento

IMPARARE AD ACCETTARE LE EMOZIONI MENO PIACEVOLI: anche le emozioni con tonalità negativa fanno parte del vissuto di ogni persona e non possono essere evitate o eliminate; a volte si è in grado di comprenderle e gestirle, altre si fa più fatica

COMPRENDERE IL SENSO che la rabbia ha per noi in quel momento: comprendere non significa giustificare, bensì dare significato e contestualizzare le reazioni emotive, può aiutarci ad individuare modalità più funzionali per gestirle.

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GLI ADULTI E LA RABBIALa rabbia è un’emozione primitiva la cui ira e i comportamenti che ne derivano sono determinati da...
07/09/2021

GLI ADULTI E LA RABBIA

La rabbia è un’emozione primitiva la cui ira e i comportamenti che ne derivano sono determinati da ragioni legate, direttamente o indirettamente, alla sopravvivenza dell’individuo e della specie.

Moltissimi sono i termini linguistici che si riferiscono a questa reazione emotiva: collera, esasperazione, furore e ira rappresentano lo stato emotivo intenso della rabbia, mentre esprimono la stessa emozione, ma con intensità minore le parole: irritazione, fastidio, impazienza.

Cosa si può fare?

RICONOSCERE I PROPRI STATI D’ANIMO così da comprendere come ci si sente ed evitare di agire in maniera inconsapevole le proprie emozioni.

ASCOLTARE I SEGNALI DEL CORPO: il corpo, ci invia segnali come sudorazione, tachicardia, respiro accelerato, muscolatura irrigidita. Essi se ascoltati e riconosciuti tempestivamente, possono aiutarci ad evitare scoppi d’ira

RAGIONAREA SU COSA CI HA FATTO ARRABBIARE: diventare consapevoli dell’origine delle proprie emozioni può aiutare a riconoscerle e dunque gestirle in maniera migliore.

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I BAMBINI E LA RABBIALa rabbia è una normale ed onesta emozione. Tutti quanti si arrabbiano. Spesso è il modo in cui la ...
07/09/2021

I BAMBINI E LA RABBIA

La rabbia è una normale ed onesta emozione. Tutti quanti si arrabbiano. Spesso è il modo in cui la esprimiamo che diventa un problema. Un influenza importante che influenza il modo di gestire la rabbia è l’atteggiamento culturale nei suoi confronti.

Quante volte avete detto ai vostri figli: “Non è bello arrabbiarsi”? Ciò porta i bambini a sostituire la rabbia con la vergogna o con il senso di colpa.

La rabbia è come un mostro incombente che va continuamente represso, ricacciato, schivato ed evitato.

Come lavorare sulla rabbia?

DARE MODI PRATICI ai bambini per esprimere i loro sentimenti di rabbia

AIUTARLI AD ACCOSTARSI AL SENTIMENTO DI RABBIA presente e incoraggiarli a dargli un’espressione emotiva

OFFRIRE L’OPPORTUNITÀ DI ESSERE diretti con i sentimenti di rabbia, dicendo ciò che hanno bisogno di dire alla persona a cui hanno bisogno di esprimerla e parlare con loro della rabbia, su cosa sia, e su cosa li faccia arrabbiare.

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ADOLESCENZA: L’ANSIA DA PRESTAZIONEQuella dell’ansia da prestazione è una difficoltà che si trovano a vivere tanti pre-a...
30/08/2021

ADOLESCENZA: L’ANSIA DA PRESTAZIONE

Quella dell’ansia da prestazione è una difficoltà che si trovano a vivere tanti pre-adolescenti ed adolescenti nella loro quotidianità. E’ caratterizzata da:

la paura dell’insuccesso;
la paura del giudizio negativo degli altri;
la paura dell’eventualità di non essere capaci di superare la prova che si deve affrontare.

Prima di una prova alcuni sintomi fisici potrebbero essere:

senso di sopraffazione,
accelerazione del battito cardiaco,
sudori freddi,
e persino tremori agli arti a seconda dell’intensità dell’emozione.

ALCUNI MODI PER GESTIRLA?

NON EVITARE LA SITUAZIONE ANSIOGENA. L’evitamento placa l’ansia, in quel momento, ma non ti permetterà di capire quante e quali risorse hai dentro di te

NON CREARE PROFEZIE CHE SI AUTO-AVVERANO. Se vi danno delle etichette o, peggio, se siete voi stessi a darvele, è molto probabile che alla lunga vi identificherete con quella etichetta, finendo con essere quello che pensate di essere.

IL FALLIMENTO COME TALE NON ESISTE: il vero insuccesso è l’ aver perso l’occasione di rischiare; qualunque sia il risultato ottenuto, meglio aver giocato e aver perso la partita, che non aver giocato affatto.

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L’ansia da prestazione è la paura legata alla capacità di svolgere un compito specifico. Le persone che sperimentano que...
30/08/2021

L’ansia da prestazione è la paura legata alla capacità di svolgere un compito specifico. Le persone che sperimentano questo tipo di ansia possono preoccuparsi di fallire ancor prima di iniziare, potrebbero inoltre credere che il fallimento si tradurrà in un’umiliazione o un rifiuto.
Vediamo alcuni sintomi tipici:
• sudorazione eccessiva, palpitazioni, brividi o pressione sanguigna elevata.
• sensazione che ci sia un nodo allo stomaco.
• aumento degli errori durante la performance.
• tremore e nausea.
• tendenza a ritirarsi dalla performance.
• respiro affannoso.
• bocca e gola secche.
• mani, ginocchia e voce tremolante.
• mani sudate e fredde.
• cambiamenti nella visione.

ALCUNI MODI PER GESTIRLA?

IMPARA AD ASCOLTARE IL TUO CORPO E A GESTIRNE I SEGNALI: Una pratica molto importante è quella di avere consapevolezza alle reazioni corporee momento per momento

CONCENTRATI SU OBIETTIVI SFIDANTI MA ALLA TUA PORTATA: Fai in modo di
calibrare l’asticella dei tuoi obiettivi leggermente più in alto di quanto sei capace di saltare, quel tanto che basta per stimolarti senza però scoraggiarti

NON PENSARE A CIO’ CHE SFUGGE AL TUO CONTROLLO: Concentrarsi su cose che non si possono gestire fa solamente crescere l’ansia da prestazione e occupa la mente in pensieri inutili, capaci di generare solo impotenza e paura. Non pensare a dove si vuole arrivare, bensì concentrati sul processo per raggiungere l’obiettivo prefissato.

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BAMBINI SEMPRE PIÙ ANSIOSI. COME COMBATTERE L’ANSIA DA PRESTAZIONE?Molti bambini in vista di un’interrogazione, un compi...
30/08/2021

BAMBINI SEMPRE PIÙ ANSIOSI. COME COMBATTERE L’ANSIA DA PRESTAZIONE?
Molti bambini in vista di un’interrogazione, un compito in classe o una gara sportiva, sperimentano alti livelli di ansia e preoccupazione, non si sentono sicuri e arrivano anche a bloccarsi e a rifiutare di affrontare il problema.

A volte i figli sono investiti di aspettative troppo elevate che li portano a non sentirsi all’altezza e ad avere paura di sbagliare.
È normale che i genitori siano attenti agli obiettivi e al loro rendimento, ma non bisogna esagerare, per il loro ben-essere è fondamentale riconoscerli come persone, non come prestazione.

ALCUNI MODI PER GESTIRLA?

DARE VALORE ALL’IMPEGNO E MENO AL RISULTATO: È importante lodare anche i piccoli passi in avanti, l’impegno e la grinta dimostrata. I figli devono capire che studiare e allenarsi non serve ad arrivare primi, ma ad imparare e a conoscere ciò che non si sa fare per migliorarsi.

AIUTATELI A TOLLERARE GLI INSUCCESSI: Quando i figli non accettano una sconfitta, è importante parlarne con loro, facendogli capire che può succedere e che non si può riuscire sempre in tutto. Può essere utile raccontare esperienze personali in cui si è vissuto un insuccesso e, imparando dagli errori, ci si è rialzati più forti di prima.

EVITARE I PARAGONI CON GLI ALTRI: Durante le attività che svolgono, a scuola o nello sport, non bisogna fare i confronti con i compagni: piuttosto che spronarli, si rischia di ottenere l’effetto contrario. Ognuno è unico e deve esprimersi in funzione delle sue capacità.

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