29/12/2025
Empatia non è sempre e solo dire la cosa giusta al momento giusto. È restare, anche quando non sai cosa dire.
Spesso confondiamo l’aiuto con la spiegazione, la cura con il consiglio, la presenza con la soluzione. Ma una mente in sofferenza non cerca risposte: cerca regolazione, cerca un sistema nervoso che non scappi, che non giudichi, che non abbia fretta di aggiustare.
In quei momenti il cervello è in modalità sopravvivenza. Le parole rimbalzano, i ragionamenti non entrano, i “dovresti” diventano rumore. Quello che passa, invece, è il tono della voce, lo sguardo che non si distrae, il messaggio implicito: non sei solo mentre ti senti così.
L’empatia non salva perché consola.
Salva perché stabilizza, perché abbassa l’allarme, perché permette alla persona di tornare lentamente a respirare. Solo dopo, forse, potrà anche imparare a nuotare.
Prima serve qualcuno disposto a ba****si le mani.