Anna Biancardi - Psicologa

Anna Biancardi - Psicologa Supporto Psicologico Online / Esperto in Tecniche per la Gestione dell'ansia ® / Coaching Relazionale Percorsi Online

29/12/2025

Empatia non è sempre e solo dire la cosa giusta al momento giusto. È restare, anche quando non sai cosa dire.

Spesso confondiamo l’aiuto con la spiegazione, la cura con il consiglio, la presenza con la soluzione. Ma una mente in sofferenza non cerca risposte: cerca regolazione, cerca un sistema nervoso che non scappi, che non giudichi, che non abbia fretta di aggiustare.

In quei momenti il cervello è in modalità sopravvivenza. Le parole rimbalzano, i ragionamenti non entrano, i “dovresti” diventano rumore. Quello che passa, invece, è il tono della voce, lo sguardo che non si distrae, il messaggio implicito: non sei solo mentre ti senti così.

L’empatia non salva perché consola.

Salva perché stabilizza, perché abbassa l’allarme, perché permette alla persona di tornare lentamente a respirare. Solo dopo, forse, potrà anche imparare a nuotare.
Prima serve qualcuno disposto a ba****si le mani.

A Natale non sempre serve fare di più, a volta serve fare solo più attenzione.Ci sono gesti che sembrano normali, tradiz...
22/12/2025

A Natale non sempre serve fare di più, a volta serve fare solo più attenzione.

Ci sono gesti che sembrano normali, tradizionali, persino affettuosi, ma che possono diventare invasivi, giudicanti, faticosi. A volte non per cattiveria, ma per automatismo.

Le feste portano insieme persone, storie, fragilità diverse.
E quando siamo tanti, quando siamo stanchi, quando “si è sempre fatto così”, è facile dimenticare che ognuno arriva con un carico invisibile.

A volte il regalo più grande è trattenersi.
Dal punto di vista psicologico, la sicurezza emotiva nasce più spesso da ciò che non forziamo che da ciò che imponiamo in nome dell’amore, della famiglia o delle buone intenzioni.

Questo non è un invito alla distanza, ma alla presenza.
A stare, senza invadere.
A voler bene, senza misurare.
A rispettare, anche quando non capiamo fino in fondo.

Che questo Natale possa essere un luogo sicuro e gentile per tutti ✨

03/12/2025

✨ Giorno 3 — “La stanchezza che non hai ascoltato”

Quest’anno ci sono stati giorni in cui eri esausta —
ma sei andata avanti lo stesso.
Hai sorriso quando volevi restare in silenzio.
Hai detto “va tutto bene” mentre dentro il corpo urlava piano.
Hai chiesto ancora più forza a un sistema già al limite.

La stanchezza non sempre arriva gridando.
A volte si insinua come una nebbia sottile:
ti fa dimenticare ciò che ami,
ti toglie colore dalle giornate,
ti chiede solo di fermarti un attimo.
E tu — per necessità, per abitudine, per resistenza — forse non l’hai sentita.

Oggi non serve che tu faccia un passo gigante.
Oggi serve un atto di sincerità con te.

Non per giudicarti.
Per accoglierti.

✨ La pratica (2 minuti, ma puoi farla anche in 30 secondi se hai poco):

• Chiudi gli occhi.
• Appoggia una mano sul petto, una sulla pancia.
• Prendi un respiro lento, uno solo, come a dire: ti vedo.

Poi scrivi:

“Dove vive la mia stanchezza?”

Nel corpo? Nelle spalle? Negli occhi?
Nel cuore? Nelle troppe parole non dette?
Nel fare per tutti? Nel correre sempre?

Non devi trovare una soluzione.
Solo darle un nome e un luogo.

✨ Il gesto concreto di oggi

Scegli una micro-riparazione.
Una minuscola gentilezza.
Un permesso che non ti sei mai data.

Può essere:

• 10 minuti senza schermi
• andare a letto mezz’ora prima
• bere un bicchiere d’acqua lentamente
• fare una doccia come se fosse un abbraccio
• togliere un impegno che ti pesa
• chiudere gli occhi e non fare nulla (sì, anche questo è fare)

E mentre lo fai, sussurra dentro di te:

“La mia stanchezza non è un fallimento.
È un messaggio.”

Non serve recuperare tutto.
Serve ascoltare un centimetro in più del tuo corpo.
Un respiro alla volta.

Domani continuiamo. 🌙
La porta è socchiusa, e tu stai già rientrando.

01/12/2025

Oggi ci fermiamo un minuto per dare un nome all'anno appena trascorso.

Prendi carta e penna, o utilizza le note del telefono.
Chiudi gli occhi per dieci secondi.
Poi scegli 3 parole o emozioni che senti siano state le più presenti quest'anno.

Non importa se siano positive o negative, giuste o sbagliate. Non c'è nessun giudizio, solo osservazione.
L'importante è che rappresentino ciò che davvero hai vissuto.

Ad esempio:
Stanchezza, gratitudine, sorpresa.
Paura, resilienza, curiosità.

Scrivere queste 3 parole ci aiuta a partire con chiarezza, a creare il nostro punto di partenza per i prossimi giorni ✨

A volte non è ansia, non è paura, e nemmeno troppa adrenalina.È semplicemente il cervello che resta acceso.La notte prim...
27/10/2025

A volte non è ansia, non è paura, e nemmeno troppa adrenalina.
È semplicemente il cervello che resta acceso.

La notte prima di un viaggio, di un evento o di qualcosa di nuovo, molti non riescono a dormire — e non perché siano agitati. A livello cosciente si sentono tranquilli, ma il cervello… è già in movimento.

Le neuroscienze spiegano che l’attività della corteccia prefrontale e dei centri attentivi rimane più alta del normale quando il cervello sta “preparando” il giorno dopo. È come se facesse delle prove: organizza, simula, prevede.
Nel frattempo, l’amigdala resta un po’ più vigile, perché tutto ciò che è nuovo o fuori routine viene registrato come qualcosa che richiede attenzione. Non allarme, ma attenzione.

Il risultato? Il corpo rimane in una lieve iperattivazione, il ritmo cardiaco è appena più alto, la temperatura corporea non scende come dovrebbe — e il sonno fatica ad arrivare.

Non è un segno che stai male.
È il cervello che sta solo cercando di aiutarti a essere pronto.

A volte, non serve “forzarsi” a dormire. Basta accorgersi che il corpo è già in viaggio, anche se tu sei ancora a letto.

24/10/2025

"Ho iniziato terapia ma sto peggio di prima."
Lo so, è normale.
"Dopo la sessione a volte mi sento peggio."
Lo capisco.

Perché il corpo e la mente smettono di anestetizzare, e cominciano a parlare.
Ti sembra di perdere il controllo, ma in realtà è la prima volta che lo riprendi davvero.

Quando inizi a sentire, emergono rabbia, tristezza, paura, ricordi che credevi sepolti, e anche sintomi fisici che sembrano tornare.
Non è un passo indietro. È il corpo che si sveglia, e ti dice: “ora posso sentire, ora posso guarire”.

La guarigione non è una linea retta, è una discesa dentro di te.
E fa male, sì. Ma quel dolore è il segno che non ti stai più nascondendo.

Perché si guarisce quando si sente tutto, non quando si evita di sentire.
E solo attraversando tutto — anche il buio — si arriva a quella pace che non è assenza di sintomi, ma presenza di te.

Indirizzo

Naples

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 15:00

Telefono

+393313092801

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