17/02/2026
Ma come mai, pur essendo costantemente connessi, tendiamo a sentirci soli?
Gli esseri umani sono animali sociali: non possono non comunicare, e ricercano, chi più e chi meno, la compagnia di altri.
L'espansione di internet, i social network, i forum, i videogiochi di gruppo e così via ci hanno portato a essere sempre e costantemente in connessione con chiunque, vicino e lontano, in qualsiasi momento della giornata.
Tuttavia, non di rado ci si sente soli pur essendo in connessione digitale costante: questo è un argomento complesso, e nel reel cerco di complimerlo brevemente.
Tenendo a mente che uno degli aspetti che caratterizza la società odierna è la pretesa di avere controllo su tutto, l'iperconnessione va in effetti ad alimentare questa sensazione.
Tuttavia, la relazione virtuale ha tre falle principali:
1️⃣ i contatti sono numerosi e veloci, ma superficiali. Noi non percepiamo il numero delle relazioni, ma la qualità delle sensazioni che abbiamo da esse
2️⃣ le relazioni sociali digitali sono spesso filtrate, anche quando non vogliamo. Il contatto utilizza tutti e 5 i nostri sensi, mentre quella digitale ne usa solo due. Dobbiamo quindi entrare e far entrare in connessione facendo a meno di gran parte degli strumenti sensoriali di cui siamo dotati
3️⃣ soprattutto i social alimentano molto più velocemente e costantemente l'esclusione e il confronto, portando a fenomeni come il ritiro sociale (hikikomori e simili), alla FOMO, e così via
Gli strumenti digitali vengono spesso usati per provare sensazioni (es. videogiochi sempre più stimolanti), per evitare la solitudine e l'isolamento, e per compensare altre carenze che si sentono. Tuttavia, si genera un circolo nel quale c'è il rischio di sentirsi ancora più soli e inadatti, o accettati solo all'interno della bolla che si è creata.
Non è lo strumento in sé a essere sbagliato, ma l'uso che decidiamo di farne, e il modo in cui ci approcciamo a esso.
E tu quanto spesso e come usi lo smartphone?