De Giovanni inventa cose

De Giovanni inventa cose Ci stavano un salernitano, un bergamasco ed un tedesco....

Maledetti infiltrati! 😡
13/02/2026

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All’arrivo della spedizione dei Mille l’11 maggio 1860, la presenza delle fregate inglesi davanti al porto di Marsala im...
29/01/2026

All’arrivo della spedizione dei Mille l’11 maggio 1860, la presenza delle fregate inglesi davanti al porto di Marsala impedì la reazione della squadra borbonica che stava per intercettare e distruggere i due piroscafi garibaldini. Ma quali motivazioni portarono l’Inghilterra a decider di influenzare il processo unitario italiano? La risposta va cercata nei rapporti diplomatici tra Regno Unito e Regno delle Due Sicilie.

Tra il 1799 e il 1815 la gran Bretagna fu un alleato fondamentale per i Borboni. Dopo le due invasioni francesi i regnanti di Napoli fuggirono in Sicilia, protetti dalla flotta della Gran Bretagna, che stabilì un effettivo protettorato sull’isola. Come sottolineò Giovanni Aceto (nel volume del 1827 “De la Sicile et de ses rapports avec l’Angleterre”), “quest’isola non rappresenta per l’Inghilterra soltanto un importante avamposto strategico, da preservare ad ogni costo, da una possibile occupazione della Francia che la minaccia dalle sue coste, ma costituisce anche il centro di tutte le operazioni militari e politiche che il Regno Unito intende intraprendere nell’Italia e nel Mediterraneo”. Gli inglesi svilupparono ottimi rapporti commerciali con l’isola. Una quota rilevante della bilancia commerciale britannica era rappresentata dall’importazione di materie prime provenienti dalla Sicilia e soprattutto dallo zolfo. In Sicilia erano presenti vere e proprie dinastie di mercanti inglesi, le quali avevano ottenuto il monopolio per lo sfruttamento di questa importante risorsa.

La situazione cambiò nel 1830, quando salì al potere Ferdinando II. Egli si pose l’obbiettivo di rendere il Regno delle Due Sicilie una potenza di media grandezza, autonoma da ingerenze esterne all’interno dello scacchiere europeo. Prima occasione di scontro fu la questione dell’isola Fernandea, un lembo di terra di circa quattro chilometri quadrati emerso dal mare tra Sciacca e Pantelleria all’inizio del 1831. A causa della sua posizione strategica, le varie potenze si contesero il dominio dell’isola. Il primo a rivendicarne la sovranità fu il capitano inglese Humphrey Fleming Jenhouse battezzandola ‘Isola Graham’. In seguito si fece avanti anche la Francia, che inoltrò sul luogo una spedizione scientifica, che si concluse con il posizionamento di una nuova bandiera e di un nuovo nome, ‘Iulia’. Poco dopo, Ferdinando II inviò una spedizione che ribattezzò l’isola in Ferdinandea, informando successivamente francesi e inglesi dell’accaduto sottolineando che la nuova isola era emersa in acque siciliane e che, quindi, apparteneva al Regno del sud. Ma prima che si rischiasse di giungere ad un conflitto, l’isola sprofondò nuovamente l’8 dicembre 1831. Un altro motivo di attrito fu la decisione di Ferdinando II di non appoggiare nel 1834 Isabella II nelle guerre carliste per la successione di Ferdinando VII. La regina era appoggiata da Francia e GB, che presero la decisione come un atto di insubordinazione.

Per ristabilire una forte influenza sulla Sicilia, quando nel 1848 da Palermo cominciarono i moti che infiammarono il continente per i due anni successivi, l’Inghilterra sostenne il governo separatista siciliano, allo scopo di farne uno Stato autonomo retto da un principe di Casa Savoia. Ma la sconfitta di Carlo Alberto nella prima guerra d’indipendenza permise a Ferdinando II di intervenire in Sicilia e ristabilire la propria egemonia sull’isola. Il Regno Unito accusò il governo di Napoli di essere causa del malgoverno che scatenò le proteste e in una nota inviata al governo di Napoli minacciò che “qualora Ferdinando II avesse violato i termini della capitolazione e perseverato nella sua politica di oppressione, il Regno Unito non avrebbe assistito passivamente a una nuova crisi tra il governo di Napoli e il popolo siciliano”. A inasprire le relazioni contribuirono le due lettere di Gladstone a lord Aberdeen (premier in carica), pubblicate su tutti i maggiori giornali europei durante il 1851. L’esponente liberale denunciò le dure condizioni delle carceri napoletane, scrivendo che il governo delle Due Sicilie era “la negazione di Dio eretta a sistema di governo”.

I rapporti furono sul punto di rottura definitivo a causa dello scoppio della guerra di Crimea. Ferdinando II decise di non appoggiare Francia e Gran Bretagna durante il conflitto (a differenza del Piemonte) poiché riteneva probabile una vittoria russa. Palmerston, primo ministro inglese, accusò la corona borbonica di essere divenuto vassallo della Russia. Si stava addirittura preparando una dimostrazione navale nel golfo di Napoli allo scopo di favorire un’insurrezione contro la dinastia in carica per sostituirla con una monarchia costituzionale, ma fu annullata per decisone della Regina Vittoria. Un editoriale del “Times” sosteneva che questa iniziativa raccogliesse il favore dell’opinione pubblica e che dovesse avere un effetto simile della spedizione dell’ammiraglio Perry in Giappone che provocò il crollo del dello shogunato Tokugawa.

Con il Regno del Sud isolato diplomaticamente, quando Garibaldi decise di intraprendere l’impresa dei Mille il Regno Unito decise di agevolarne la riuscita. Impedì alla flotta francese di affondare i garibaldini che attraversavano lo stretto per dirigersi in Calabria e favorì l’alleanza tra la malavita napoletana e gli insorti. In questo modo la Gran Bretagna riuscì ad avere una forte influenza sul nuovo Stato unitario. Come scrisse Palmerston in una lettera alla regina Vittoria, “considerando la generale bilancia dei poteri in Europa, uno Stato italiano unito, posto sotto l’influenza della Gran Bretagna ed esposto al ricatto della sua superiorità navale, risultava il miglior adattamento possibile(…)l’Italia non parteggerà mai con la Francia contro di noi, e più forte diventerà questa nazione più sarà in grado di resistere alle imposizioni di qualsiasi Potenza che si dimostrerà ostile al Vostro Regno”.

E ferita d'ammore nun se sana!
28/01/2026

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Napoli e Katania!
22/01/2026

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14/01/2026

Ferdinando II di Borbone legiferò e si adoperò per garantire l'assoluta indipendenza della Magistratura dagli altri poteri dello Stato. Si bandivano concorsi e si garantiva la discussione pubblica di tutte le cause “mirando anche al motivo della gloria del foro, affinché non scemasse il pregio dell'eloquenza degli avvocati con lasciar trasandata la perorazione delle cause”.

Campioni in Europa! 😎
09/01/2026

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Campioni in Italia!
05/12/2025

Campioni in Italia!

LA CLASSIFICA DELLA (VERA) QUALITÀ DELLA VITA
di Gennaro De Crescenzo


Sono stati utilizzati i seguenti indicatori:
- clima, sole e mare, assenza di smog, nebbia e pioggia frequente;
- sorrisi e abbracci per le strade;
- caffè e pizze come riti;
- gastronomia, ricchezza e varietà del cibo;
- tavolate per parlare mangiando senza fretta;
- "agorazein", dal greco "andare in piazza, passeggiare per incontrarsi, partecipare, condividere";
- importanza della musica e del teatro;
- tracce di storia nelle città;
- testimonianze culturali eccellenti nel corso dei secoli;
- attitudine all'inclusione, alla tolleranza e alla solidarietà cristiana;
- velocità di pensiero nel superamento di ostacoli e difficoltà;
- capacità di sopportare classi dirigenti incapaci da oltre un secolo e mezzo;
- ironia...

Questa la classifica per il 2025.
Prime 5 città:

1) NAPOLI
2) PALERMO
3) BARI
4) CATANZARO
5) POTENZA

Ultime 5 città:
103) MILANO
104) TORINO
105) GENOVA
106) VENEZIA
107) TRENTO

Appuntamento al 2026 per la nuova classifica (si accettano suggerimenti e indicazioni).

FONTE E INDAGINI a cura di Il Sole Veramente 24 Ore

Gennaro De Crescenzo

'O mare 'o sole (24 ore) 'a pizza
01/12/2025

'O mare 'o sole (24 ore) 'a pizza

LETTERA APERTA A QUELLI CHE (DA 36 ANNI) FANNO LE CLASSIFICHE DELLA QUALITÀ DELLA VITA. Per la trentaseiesima (!) classifica della Qualità della Vita ai primi posti, ovviamente, il Nord; Trento, Bolzano e Udine sul podio, in basso tutto il Sud con le ultime 24 posizioni tutte meridionali; Reggio Calabria ultima, Palermo al posto 97; Napoli 98.
Sei le categorie: ricchezza e consumi, affari e lavoro (e quindi parametri economici), demografia, società, salute o sportività (e quindi conseguenze dei parametri economici) con vari indici e tra essi la criminalità (strano indice, se i dati ministeriali mettono il Nord, invece, ai primi posti), qualità dell'aria (Milano al posto 8 con tutti i record anche mondiali di inquinamento?), clima (Bolzano, Udine o Trento?) o un fragilissimo e "soggettivissimo" indice della "percezione della sicurezza" (con i media e queste stesse classifiche da anni sulla linea del Sud "brutto e pericoloso").
PREMESSE
- Al di là della NOIA di classifiche sempre UGUALI addirittura fin da 1989 (!),
- al di là del fatto che certi parametri della qualità di una vita (la gastronomia, il carattere degli abitanti, il sole, il mare ecc.ecc.) non sono inclusi e non possono essere quantificati,
- al di là del fatto che evidentemente, vista anche la fonte (il quotidiano economico Sole24Ore), prevalgono i parametri economici e le loro conseguenze (pare che -lo avete saputo?- la questione meridionale non sia stata ancora risolta),
UNA DOMANDA resta sospesa nel rispetto massimo delle vittime coinvolte: se la vita al Nord è così bella, come mai le statistiche relative ai drammi dei suicidi sono così "basse" al Sud e così "alte" al Nord con numeri doppi o anche tripli?
Non sarebbe il caso di smettere di fare queste classifiche, di auto-esaltarsi o di mortificare sempre e inutilmente il Sud?
Se invece siete convinti e insisterete, per voi è pronto un...
REGALO: risparmiate soldi e lavoro e vi invieremo le classifiche degli anni 2026, 2027, 2028, 2029, 2030... 2126, 2127 ecc. ecc.
Gennaro De Crescenzo

Diffidate dalle imitazioni!
14/11/2025

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Anche a salierne, nella periferia del Regno, ci si prepara per il quinto scudetto!
08/11/2025

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Partenope (in greco antico: Παρθενόπη?; in latino Parthenŏpe) fu una sub-colonia greca edificata tra il Vesuvio ed i Cam...
07/11/2025

Partenope (in greco antico: Παρθενόπη?; in latino Parthenŏpe) fu una sub-colonia greca edificata tra il Vesuvio ed i Campi Flegrei nell'VIII secolo a.C. dai cumani.

Indirizzo

Naples

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