07/03/2026
C’è un momento preciso, nel percorso di guarigione, in cui ci si sente improvvisamente esausti. Ma non è la solita stanchezza: è la stanchezza di parlare di narcisismo, di analizzare ogni virgola del passato, di studiare "red flags" e di cercare risposte che, in fondo, abbiamo già trovato.
Spesso, chi viene nel mio studio mi dice: "Mi sento in colpa, oggi non ho voglia di lavorare su di me, vorrei solo non pensarci più".
Come consulente, voglio dirvi una cosa che potrebbe sorprendervi: quella stanchezza è un segnale bellissimo. È la vostra mente che sta reclamando spazio. È la prova che non siete più in modalità "sopravvivenza", dove ogni secondo era dedicato a capire le mosse dell'altro, ma state passando alla modalità "vita".
Guarire non significa diventare dei professori universitari sul narcisismo per il resto dei vostri giorni. Significa arrivare al punto in cui quel termine diventa noioso, in cui quel passato non è più l'unico libro che leggete, ma solo un capitolo polveroso in fondo alla libreria.
Se oggi vi sentite stanchi di lottare, di analizzare e di "guarire" a tutti i costi, datevi il permesso di restare in silenzio. La vera rinascita accade proprio in quei momenti di calma, quando smettiamo di essere "vittime in cura" e ricominciamo a essere semplicemente persone. La guarigione non è una maratona forzata, è imparare a camminare di nuovo al proprio ritmo, senza nessuno che ci insegua.
Oggi vorrei sapere: c’è qualcuno di voi che si sente in questa fase? Quella in cui sentite il bisogno di staccare la spina da tutto questo dolore per tornare a respirare un po' di normalità?
Vi leggo, come sempre, con tutto il cuore. ❤️