Istituto Internazionale per lo Studio del Settecento Musicale Napoletano

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08/04/2026

Un Festival internazionale

Alessandro Scarlatti.Nacque a Palermo il 2 maggio 1660, secondogenito di Pietro Scarlata, musicista trapanese, e di Eleo...
31/03/2026

Alessandro Scarlatti.
Nacque a Palermo il 2 maggio 1660, secondogenito di Pietro Scarlata, musicista trapanese, e di Eleonora d’Amato; fu battezzato con i nomi di Pietro Alessandro Gasparo.
Pietro ed Eleonora si erano sposati il 5 maggio del 1658 a Palermo in S. Antonio Magno Abate, testimoni Pietro Cannella e il cantante Marc’Antonio Sportonio, già allievo di Giacomo Carissimi al Collegio germanico di Roma, attivo a Palermo dal 1653 e coinvolto nell’allestimento della prima opera in città, il Giasone di Francesco Cavalli (1655). Eleonora era parente di don Vincenzo Amato, sacerdote, maestro di ca****la in duomo: fu lui a battezzare la primogenita dei giovani sposi, Anna Maria Antonia Diana, nata l’8 febbraio 1659, morta di otto mesi. Dopo Alessandro la coppia ebbe altri sei figli: Anna Maria (8 dicembre 1661, cantante documentata nei teatri di Venezia e Napoli dal 1680 al 1689, morta a Napoli il 14 dicembre 1703) e Melchiorra Brigida (5 ottobre 1663, morta a Napoli il 2 dicembre 1736), anch’esse battezzate da Amato; Vincenzo Placido (15 ottobre 1665), Francesco Antonio Nicola (5 dicembre 1666, violinista a Napoli e Palermo, compositore attivo anche a Londra tra il 1719 e il 1724, morto a Dublino dopo il gennaio 1741) e Antonio Giuseppe (15 gennaio 1669); in data non precisata, probabilmente nel 1674-1675, Tommaso (tenore, documentato nei teatri di Crema e Napoli dal 1701 al 1740 e impiegato nella ca****la reale a Napoli dal 1722, dove morì il 1° agosto 1760).
La prima formazione musicale di Alessandro dovette avvenire in famiglia. La tradizione storiografica lo vorrebbe allievo di Giacomo Carissimi (morto nel 1674), ma non ci sono documenti che lo comprovino: è più probabile che, in Roma, egli abbia completato gli studi musicali con Bernardo Pasquini, Antonio Foggia e Pietro Simone Agostini, compositore di musica da chiesa e operista.
La partenza degli Scarlatti da Palermo è stata messa in rapporto con la carestia che colpì la città nel 1672, anno probabile dell’arrivo della famiglia a Roma. Il primo documento che accerti la presenza del giovanissimo musicista in città sono gli Stati d’anime della parrocchia di S. Andrea delle Fratte: nel 1676 risulta abitante a Strada nova, l’odierna via della Panetteria, con la madre già vedova e cinque fratelli (Della Libera, in corso di stampa). Intorno a quell’anno risulta, altresì, affiliato all’arciconfraternita di S. Maria Odigitria dei siciliani. Il 12 aprile 1678 Alessandro sposò Antonia Anzalone nella medesima parrocchia – la stessa dove furono poi battezzati tutti i figli nati in Roma – dirimpetto all’insula dei Bernini, dove, nello stesso anno, è documentata anche la prima abitazione della coppia. Da allora, Scarlatti ebbe rapporti determinanti con la famiglia Bernini e gli architetti a essa collegati, tra cui Matthia De’ Rossi (nel suo palazzo in strada Felice, l’odierna via Sistina, è documentata l’abitazione del musicista nel 1681-82), Giovanni Battista Contini e la famiglia Schor. Il fiorentino Cosimo Scarlatti, forse un lontano parente, all’epoca maestro di casa di Gian Lorenzo Bernini, potrebbe essere stato il tramite tra Alessandro e il migliore ambiente artistico romano (Pagano, 2015, p. 23).
A Roma, Scarlatti visse e operò almeno fino al 1683, attivo come maestro di ca****la in varie istituzioni religiose, fruendo della protezione di diversi mecenati.
In questo periodo nacquero cinque figli: Pietro Filippo, battezzato l’11 gennaio 1679, padrino Pietro Filippo Bernini, madrina donna Cinzia Maffei (divenne compositore, fu maestro di ca****la a Urbino e poi organista della ca****la reale a Napoli, dove morì il 22 febbraio 1750); A Napoli nacquero altri cinque figli: Giuseppe Domenico (26 ottobre 1685, clavicembalista e compositore), Giuseppe Nicola Roberto Domenico Antonio (17 febbraio 1689), Caterina Eleonora Emilia Margherita (15 novembre 1690), Carlo Francesco Giacomo (5 maggio 1692) e Giovanni Francesco Diodato (7 maggio 1695). I primi quattro furono tenuti al sacro fonte da aristocratici, evidentemente protettori del musicista; nell’ordine: Eleonora Cardines, principessa di Colobrano, e Domenico Marzio Carafa, duca di Maddaloni; Domenico Carafa, principe di Colobrano, e Giulia Spinelli, principessa di Tarsia; Marino Caracciolo, principe d’Avellino, ed Emilia Carafa, duchessa di Maddaloni rappresentata dalla principessa di Colobrano; Nicola Gaetani, primogenito di Antonio Gaetani duca di Laurenzano, in vece di Carlo Caracciolo duca d’Ajrola, e la famosa Aurora Sanseverino (che protesse pure Händel), allora consorte di Gaetani. Nell’atto di battesimo di Giovanni Francesco Diodato compare soltanto la levatrice Caterina de Giglio (si sarà trattato di un battesimo precauzionale).
Da allora Scarlatti visse stabilmente a Napoli in qualità di maestro di ca****la della corte, senza però tralasciare le frequenti commissioni che continuarono ad arrivargli dai patrocinatori romani, in questa fase principalmente Ottoboni, la regina Maria Casimira di Polonia, il principe Ruspoli (per i melodrammi e gli oratori) e il cardinale Acquaviva per l’importante Messa di santa Cecilia in stile concertato (ottobre del 1720) unitamente al Vespro completo.
A questo periodo risalgono con certezza una quarantina di drammi per musica, composti in gran parte per Napoli, ma anche per Roma e Firenze, più una decina di serenate. Spiccano i sontuosi spettacoli marittimi a Posillipo come L’Olimpo in Mergellina (1686; vi suonarono e cantarono più di cento musicisti); una decina di oratori, tra cui la Passio Domini nostri Jesu Christi secundum Joannem, annoverata tra i capolavori del compositore (Poensgen, 2004, pp. 63, 98); l’unica sua raccolta a stampa (Mottetti sacri, Napoli 1702), dedicata a Giorgina, la cantante amante ufficiale del viceré Medinaceli, con un esplicito cenno alla memoria di Cristina di Svezia e almeno una sessantina di cantate per soprano e basso continuo. In una lettera del 1696 da Napoli un confidente dei Colonna riferisce al conestabile Filippo II che la serenata Il Genio di Partenope fu bellissima «pues Escarlati compuso todo diferentemente de su solito», con probabile riferimento alla ricerca del grande effetto mediante il ricorso a manierismi armonici, come il subitaneo cambio di modo tra tonalità parallele e l’alterazione cromatica della melodia, tanto nei recitativi quanto nelle arie (Griffin, in Devozione e Passione. Alessandro Scarlatti..., 2013, p. 440). Questa sperimentazione espressiva per via armonica prima ancora che melodica coincide, nel tempo e nello spazio, con il momento storico in cui si assiste a una svolta radicale verso la standardizzazione formale delle cantate da camera, dal 1697 in poi tagliate sul modello delle due arie con il daccapo precedute da recitativi (Boyd, 1964, p. 22). Tra la musica strumentale di quegli anni risultano due suites per flauto e basso continuo, datate 16 giugno 1699 (oggi nella Biblioteca diocesana di Münster, Santini 3975; sulla base dell’inattendibile indice del manoscritto vengono talvolta erroneamente menzionate come «sinfonie» per cembalo). Lo sfruttamento di soggetti drammatici spagnoli continuò per tutto il periodo del viceregno di Carpio; addirittura La Psiche (libretto di De Totis da una tragicomedia di Calderón, gennaio del 1684) echeggerebbe melodie del compositore spagnolo Juan Hidalgo, forse in omaggio allo stesso viceré, che da giovane aveva patrocinato in Madrid l’allestimento di comedias originali di Calderón e Hidalgo (Stein, 2016).
Sul versante sacro, il maestro regio, spesso richiesto da numerose chiese cittadine, lavorò anche da libero professionista per le maggiori feste religiose promosse dalle confraternite. Anche se la data di composizione non è stata accertata, egli compose lo Stabat mater per la confraternita di Nostra Signora de’ Sette dolori, rimpiazzato dal più celebre Stabat mater di Giovanni Battista Pergolesi negli anni Trenta del nuovo secolo.

Morì a Napoli il 22 ottobre 1725; fu sepolto nella ca****la di S. Cecilia in S. Maria di Montesanto: la lapide lo dice «musices instaurator maximus» e «optimatibus regibusque apprime carus».

QUESTA LA SUPPLICA DI ALESSANDRO SCARLATTI A PAPA CLEMENTE XI PER L'AMMISSIONE AI CAVALIERI DELL'ORDINE DI GESU' CRISTO

La prima fonte archivistica nella quale compare l'appellativo di «cavaliere» è la La Gazzetta di Napoli, che I'll dicembre 1715 informa: Mercordl il mattina giorno di S. Barbara ch'è il Nome di Sua Ecc[ellenza] ta Signora Vice Regina [...] e la sera fecero to medesimo tutte le Dame della nostra Città, quali ascoltarono una vaghissima Serenata, che si cantö in Iode di detta Ecceilentiss[ima] Signora posta in note dal célébré Primo Maestro della Real Ca****la, Cavalier Scarlatti.

Archivio Segreto Vaticano, Segreteria dei Brevi, Reg. 2393, cc. 22sr-228v.
c. 226r:

Beatissimo Padre
Alesandro Scarlatti, umilissimo servo, e suddito di Vostra Santità havendo già ottenuto
l'onore, che la Messa, et il Miserere picciole sue fatighe musicali fatte per servitio della Ca****la Pontificia, siano poste fra quelle di tanti uomini illustri délia Ca****la medesima; supplica la paterna clemenza di Vostra Santità a volerlo ammettere netl'ordine dei
Cavalieri potendo presentemente sperare un gran sollievo alla sua disastrata famiglia dal conseguimento di questa gratia, quam Deus

21/03/2026
https://www.fondazionepergolesispontini.com/dvd-opere-pergolesi/16 marzo 1736 – 16 marzo 2026Giovanni Battista Pergolesi...
17/03/2026

https://www.fondazionepergolesispontini.com/dvd-opere-pergolesi/

16 marzo 1736 – 16 marzo 2026
Giovanni Battista Pergolesi morì a soli 26 anni, a Pozzuoli. Secondo la tradizione, alimentata dal suo primo biografo, il marchese Tommaso di Villarosa, il giovane musicista malato e consapevole della fine ormai vicina trascorse i suoi ultimi giorni di vita scrivendo lo "Stabat Mater": una delle composizioni più celebri e profonde della storia della musica, conosciuta ed eseguita in tutto il mondo.
Un piccolo dipinto a olio, dalla fattura pittorica quasi impressionistica, ci restituisce l’intima drammaticità di quel momento quando, terminata l’ultima nota, Pergolesi morì sfiorando ancora con le dita la sua spinetta.
Il dipinto è conservato nei depositi della Pinacoteca Civica di Palazzo Pianetti a Jesi ed è una copia di quello realizzato nel 1890 da Gustavo Nacciardone e conservato al Museo di San Martino di Napoli.
Jesi Cultura e Turismo Comune di Jesi

Porpora NicolòNasce a Napoli il 17 agosto del 1686, dove muore il 3 marzo del 1768. È ammesso a soli dieci anni al Conse...
15/03/2026

Porpora Nicolò
Nasce a Napoli il 17 agosto del 1686, dove muore il 3 marzo del 1768. È ammesso a soli dieci anni al Conservatorio napoletano dei Poveri di Gesù Cristo, studiando con Gaetano Greco fino al 1706. Terminati gli studi, è al servizio del Principe d’Assia-Darmstadt come Maestro di Ca****la. Nel 1708 il suo esordio come operista a soli ventiquattro anni: a Palazzo Reale, è rappresentato il suo dramma su libretto di Nicola Giuvo l’Agrippina, successivamente in scena al Teatro San Bartolomeo. Si trasferisce a Vienna nel 1723 e poi a Venezia dove, dal 1726 al 1733, è Maestro nella Scuola di Musica Femminile dell'Ospedale degli Incurabili. La sua attività è irrefrenabile: Monaco, Roma, Milano, Torino; a Londra, si contrappone a Georg Friedrich Händel, grazie alla scelta di un gruppo di cantanti virtuosi - quali il Farinelli e il Senesino - e alla sua maestria. Lascia Londra per ritornare in Italia Venezia e Roma le sue tappe, successivamente è a Napoli dove nel 1739 scrive due opere buffe per il Teatro Nuovo e il Teatro dei Fiorentini, rispettivamente: Il Barone di Zampano e L’amico fedele. L’anno successivo, al Teatro di San Carlo, rappresenta il dramma il Trionfo di Camilla, a cui fa seguire nello stesso anno e nello stesso teatro Tridate su libretto del Metastasio. In questi anni, dal 1739 al 1741, è Maestro di Ca****la presso il Conservatorio di Santa Maria di Loreto, carica che ricopre anche dal 1758 al 1760, e da quest’ultimo anno al 1761 è Primo Maestro del Conservatorio napoletano di Sant’Onofrio a Capuana. Apprezzato maestro di canto, ha formato i più celebri cantanti dell’epoca: Carlo Broschi, detto il Farinelli, Antonio Hubert, detto il Porporino, Gaetano Majorano, in arte Caffarelli, Felice Salimbeni. Tra i suoi allievi del periodo viennese, Franz Joseph Haydn che visse con lui fungendogli da copista, da accompagnatore al cembalo e da servitore1. Ha scritto musica vocale e strumentale in tutti i generi. Per la musica sacra, un suo autografo, Salve Regina A Voce Sola con Istrumenti 1728, è conservato presso la British Library di Londra. Per la musica strumentale, otto sue Sonate a tre per due violini e Basso Continuo sono conservate manoscritte presso la Sächsische Landesbibliothek Staats- und Universitätsbibliothek, di Dresda e una sua Sinfonia di Violongello con VV: e Basso Del Sig.r Niccolò Porpora è custodita, sempre manoscritta, presso la Divisione Musicale della New York Public Library nel Lincoln Center di New York.

Joseph Doll (Baviera, ... – Napoli, agosto 1774) è stato un organista e pedagogo tedesco. In Italia era conosciuto con i...
14/03/2026

Joseph Doll (Baviera, ... – Napoli, agosto 1774) è stato un organista e pedagogo tedesco. In Italia era conosciuto con il nome Giuseppe Dol.
Grazie all'aiuto del Cardinale Spinelli fu ammesso al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo di Napoli il 15 dicembre 1736, dove fu allievo di Francesco Durante e Francesco Feo. Nel 1749 scrisse la cantata Per la solenne esposizione del santissimo sagramento su testo del cardinale Giuseppe Ercolani. Nel 1755 diventò secondo maestro del Conservatorio di Sant'Onofrio a Porta Capuana accanto a Carlo Cotumacci. Poco più tardi, nel 1757, fu nominato anche secondo organista della Ca****la del Tesoro del Duomo di Napoli. Nel 1770 incontrò nella città partenopea il giovane Wolfgang Amadeus Mozart.
Doll fu l'unico musicista non italiano a diventare maestro di un conservatorio napoletano.

Si ricorda tra l'altro:
Joseph Doll (1717?–1774) Regole per Acompagnare il Basso di Giuseppe Doll Napoletano from a manuscript in Geneva, Switzerland

Napoli nel Medioevo Le Jeu de Robin et Marion (1282-83)Alla corte di Carlo d’Angiò1 che, nel 1275, fu rappresentato “Le ...
13/03/2026

Napoli nel Medioevo
Le Jeu de Robin et Marion (1282-83)

Alla corte di Carlo d’Angiò1 che, nel 1275, fu rappresentato “Le jeu de Robin et Marion” di Adam de la Halle, primo esempio di opera in musica. Adam de la Halle (o le Bossu "il gobbo"). Troviero francese nato ad Arras nel 1235 circa e morto forse Napoli nel 1287 circa; visse dal 1283 presso la Corte Angioina di Napoli.
Carlo I d'Angiò nasce il 21 marzo del 1226 e muore a Foggia il 7 gennaio 1285.Conte d'Angiò e del Maine, Conte di Provenza, Re di Sicilia, Re di Napoli, Principe di Taranto, Re d'Albania, Principe d'Acaia e Re di Gerusalemme. Figlio del re di Francia Luigi VIII e di Bianca di Castiglia, fratello del re di Francia, Luigi IX. Conquistò il Regno di Napoli nel 1266 sconfiggendo a Benevento l'ultimo Re Svevo, Manfredi di Sicilia e facendo valere la sua influenza come vicario in nome del papa e come capo del guelfismo in Piemonte, Lombardia, Toscana e Umbria, il 23 agosto 1268 C. riconfermò il possesso del Regno battendo a Tagliacozzo il quattordicenne Corradinodi Svevia da lui fatto decapitare a Napoli il 29 ottobre dello stesso anno. Con il suo nome sono stati tramandati anche due Minnelieder in versi, composti in medio - alto tedesco prima della spedizione in Italia, in cui Corradino si compiace di assumere con una certa precocità la posa di chi muore per amore.

Ensemble Micrologus

1. D'aucuns Se Sont Loués D'Amour (0:00)
2. A Dieu Je Recommande Mes Amours (1:15)
II
3. Mout Me Fu/Robin M'aime/Portare (3:51)
4. Robins M'aime, Robin M'a (5:53)
5. Je Me Repairoie Du Tournoiement (7:03)
6. Hé! Robin (8:04)
III
7. Vous Perdés Vo Paine (9:19)
8. Bergeronnete Sui, Mais J'ai (9:47)
9. Trairi Deluriau (10:31)
10. Hui Main Jou Chevauchoie (10:46)
IV
11. Hé! Robechon! (13:30)
V
12. Vous L'orrés Bien Dire (16:13)
13. Bergonnette, Do**he Baisselete (17:13)
14. Robin, Par L'ame Ten Pere (17:44)
VIII
19. J'oi Robin Flagoler (20:28)
IX
20. Hé! Resveille Toi, Robin! (21:32)
X
22. Aveuc Tele Compagniez (23:07)
XIV
27. J'ai Encore Un Tel Pasté (24:42)
29. Venés Aprés Moi (26:34)
XV
30. Merchi, Amours (29:50)

Adam de la Halle (1245–50 – 1285–8/after 1306) was a French poet-composer trouvère. Among the few medieval composers to write both monophonic and polyphonic ...

Indicazione a titolo esemplificativo di un’opera rappresentata per ogni anno di vita del Teatro San Carlo fino al 1809:1...
12/03/2026

Indicazione a titolo esemplificativo di un’opera rappresentata per ogni anno di vita del Teatro San Carlo fino al 1809:

1737 Achille in Sciro di Domenico Sarro: inaugurazione del Teatro di San Carlo
1738 Le nozze Amore e Psiche di Leonardo Leo: festa per le nozze di Re Carlo con Maria Amalia
1739 La Partenope di Domenico Sarro
1740 Il Trionfo di Camilla di Nicolò Porpora
1741 Olimpia nell’isola di Ebuda di Gaetano Latilla
1742 Andromaca di Leonardo Leo
1743 Artaserse di Leonardo Vinci
1744 La Semiramide di Nicola Logroscino
1745 Lucio Vero di Gennaro Manna
1746 Catone in Ustica di Egidio Romualdo Duni
1747 Arianna e Teseo di Giuseppe De Majo
1748 Ezio di Niccolò Jommelli
1749 La clemenza di Tito di Davide Perez
1750 Antigono di Niccolò Conforto
1751 Ipermestra di Pasquale Cafaro
1752 Lucio Vero di Girolamo Abos
1753 I Pastori Felici di Tommaso Traetta
1754 Issipile di Pasquale Errichelli
1755 Caio Mario di Giuseppe Scarlatti
1756 Zenobia di Nicolò Piccinni
1757 L’incendio di T***a di Pasquale Cafaro
1758 Ezio di Gaetano Latilla
1759 Siroe di Pasquale Errichelli
1760 Astrea placata di Ciccio De Majo
1761 Andromaca di Antonio Sacchini
1762 Ifigenia in Aulide di Ciccio De Majo
1763 Olimpiade di Pietro Guglielmi
1764 Catone in Utica di Johan Christian Bach
1765 Il Creso di Antonio Sacchini
1766 Il Gran Cid di Nicolò Piccinni
1767 Lucio Papiro dittatore di Giovanni Paisiello
1768 Ipermestra di Ciccio De Majo
1769 Merope di Nicola Sala
1770 Antigono di Pasquale Cafaro
1771 Ifigenia in Tauride di Niccolò Jommelli
1772 La Clemenza di Tito di Pasquale Anfossi
1773 Adriano in Siria di Giacomo Insanguine
1774 Alessandro nelle Indie di Nicolò Piccinni
1775 Nitteti di Domenico Fischetti
1776 La Semiramide di Pietro Antonio Guglielmi
1777 La Disfatta di Dario di Giovanni Paisiello
1778 Ifigenia in Tauride di Tommaso Traetta
1779 Il Barbiere d’Arpino di Angelo Tarchi
1780 Il Gran Cid di Antonio Rossetti
1781 Montezuma di Antonio Zingarelli
1782 L’Eroe Cinese di Domenico Cimarosa
1783 Oreste di Domenico Cimarosa
1784 Artenice di GiacomoTritto
1785 Enea e Lavinia di Pietro Guglielmi
1786 Olimpiade di Giovanni Paisiello
1787 Lacoonte di Pietro Guglielmi
1788 Debora e Sisara di Pietro Guglielmi
1789 Ricimero di Giacomo Siri
1790 Apollo e Dafne di Giovanni Paisiello
1791 Pizzarro nelle Indie di Marcello Bernardino
1792 Il ritorno d’Idomeneo in Creta di Giovanni Paisiello
1793 Ercole al Termodonte di Niccolò Piccinni
1794 I furbi rivali di Domenico Cercià
1795 Olimpiade di Marcello Perrino
1796 Apelle e Campaspe di Giacomo Tritto
1797 Artemisia regina di Caria di Domenico Cimarosa
1798 La morte di Cleopatra di Pietro Alessandro Guglielmi
1799 La Passione di Cristo di Gaetano Andreozzi
1801 Scipione in Cartagine di Domenico Ciercià
1802 Gli Americani di Giacomo Tritto
1803 Asterio e Teseo di Pietro Carlo Guglielmi
1804 Peribea e Talamone di Giuseppe Nicolini
1805 L’Oracolo Sannita di Nicola Zingarelli
1806 Licurgo di Antonio De Santis
1807 Artemisia di Domenico Cimarosa
1808 I Pittagorici di Giovanni Paisiello
1809 Giulietta e Romeo di Nicola Zingarelli

Indirizzo

Via Port'alba 30
Naples
80134

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