Espressione

Espressione CONSULTORIO DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA E ISTITUZIONALE
per il trattamento del disagio psichico.

Il Progetto ESpressione nasce nel 2009 da un’idea di Antonio Maiolino, psicoanalista, che è riuscito a conciliare la dimensione soggettiva della psicoanalisi, cognizione di vita prima ancora che professionale, alla dimensione sociale e istituzionale. Il Progetto ha preso vita in diverse forme nel corso degli anni, costituendosi come équipe di professionisti il cui lavoro concilia teoria e metodo, in una prospettiva di ricerca volta all'approfondimento, accoglienza e trattamento del disagio psichico.

Velo sugli occhi - Angelina MangoGli amici spesso sono un pozzo di consigli sui rapporti umani. Utilizzano la loro esper...
02/02/2026

Velo sugli occhi - Angelina Mango
Gli amici spesso sono un pozzo di consigli sui rapporti umani. Utilizzano la loro esperienza per segnalarci una catastrofe annunciata. Quasi volessero fare una vera e propria prevenzione dalla sofferenza. Ciononostante perseveriamo nella possibilità di infrangerci contro un muro. Dopotutto è così che ci si sente vivi, e non delle marionette che eseguono le indicazioni di altri. Non ci risparmiamo di vivere quella catastrofe annunciata che, a modo suo, ci segnala gli effetti anche di un nostro agire, la nostra parte nei rapporti umani. Un amico rimpiange di aver dato quel consiglio, incredulo che non sia così versatile da essere utile per tutti. In terapia, si fa la vera prevenzione: non incontrare altre circostanze simili, comprendendo perché, una parte di noi che non conosciamo, spinge nella stessa direzione, deleteria e inconcludente che sia. In terapia il pensiero si nutre della parola e viceversa. È così che si vedono orizzonti laddove prima si scorgevano soltanto i limiti di una comfort-zone divenuta una gabbia.

Procedere è fondamentale, fermarsi, talvolta è necessario. Tale considerazione stona con l'elogio della velocità e la pr...
22/01/2026

Procedere è fondamentale, fermarsi, talvolta è necessario. Tale considerazione stona con l'elogio della velocità e la pronta realizzazione; stona con la logica dell'investimento. Proprio quando il tempo in cui pensavamo prima di agire sembra un lontano ricordo dobbiamo incaricarci di potervi fare ritorno. Recuperare quell'antica facoltà che ad esempio, si incarna nel porsi domande e costruire risposte che non si vendono in farmacia, eppure fanno stare meglio. In terapia, ci stupiamo delle nostre abitudini: spesso fonti di sofferenza ma che in assenza di alternative, divengono la nostra scelta esclusiva. Questa sosta non vale soltanto la pena, ma anche il piacere.

Caparezza - CuriosityQuando il bambino passa dalla posizione a carponi a quella in piedi, non sperimenta soltanto una nu...
19/01/2026

Caparezza - Curiosity
Quando il bambino passa dalla posizione a carponi a quella in piedi, non sperimenta soltanto una nuova mobilità, ma fa esperienza di un nuovo modo di vedere il mondo. Nel tempo, non si lascia spazio a una nuova mobilità. Ognuno resta quasi paralizzato nella sua posizione anche se, talvolta, riserva pena e sofferenze. Quello di Caparezza è un inno a spingersi oltre il proprio naso; come quel bambino che con la motilità più matura è riuscito a trascendere le sue più antiche possibilità. Se la nostra natura ci spinge a stare comodi, le circostanze ci segnalano la necessità di un cambiamento. È così che un campanello di allarme - un disagio personale - si traduce nell'intoppo che può divenire giovamento se vi prestiamo attenzione. È quello di terapia a rivelarsi il più riservato degli spazi in cui stupirsi di quanto possa costarci la cecità verso i nostri sentimenti soffocati dalla ragione, talvolta, tiranna.

Alice nel paese delle meraviglie - 1951Il cappellaio - sì matto, ma saggio - dà un consiglio alla giovane e persa Alice,...
15/01/2026

Alice nel paese delle meraviglie - 1951
Il cappellaio - sì matto, ma saggio - dà un consiglio alla giovane e persa Alice, la quale deve misurarsi con il mondo interno e quello esterno. Ricorda alla ragazza che se accontenta gli altri, scontenta se stessa. Il cappellaio non sa, però, che teoria e pratica non sempre si incontrano; che intenzionalità e agire non dormono sempre sotto lo stesso tetto; che la compiacenza è sintomo di insicurezza e paura di un passo che prevediamo essere falso. Tutto questo non si risolve ascoltando qualcuno che vuole darci una versione giusta del modo di stare al mondo. In terapia, un buon incontro si misura sulla capacità del terapeuta di non riporre aspettative personali, ma lasciarsi andare all'ascolto di quel mondo interiore che agita chi soffre, osservandone le manifestazioni e attendendo che qualcosa sbocci nel suo tempo più maturo. Chi ascolta non vuole riempire un vuoto di sapere, ma ne svela uno nascosto dentro che, se afferrato, può cambiare certe sorti future o chiarire il quadro attuale.

La ragazza e la miniera – De GregoriForse amiamo tanto i videogiochi perché ci illudono che sia possibile resettare, che...
24/11/2025

La ragazza e la miniera – De Gregori
Forse amiamo tanto i videogiochi perché ci illudono che sia possibile resettare, che se si commette un errore si può cancellare. Dopotutto siamo figli e nipoti dell'intelligenza artificiale e ci viene piuttosto "naturale" pensare di annullare un agire e con esso i suoi effetti. E invece, no. Noi da umani non possiamo fare reset. Dovremmo ritornare a tempi lontani in cui gli insegnanti lasciavano un segno, un messaggio non scritto: dagli errori si impara. Sono gli adolescenti, i soggetti- bersaglio: pozzo di domande non autorizzate. Gli adolescenti devono essere, per la società, un pozzo di sapere. Come se cogliessimo un frutto ancora acerbo che potrebbe esserci deleterio. Come se forzassimo una fioritura fuori dal suo tempo. Invece, dobbiamo dare strumenti per animare quelle domande e permettere alle risposte di fiorire nel giusto tempo.

Mr robot - 2015Per secoli interi l'uomo ha manifestato la necessità di aggregarsi. Per la sua propensione al legame, lo ...
20/11/2025

Mr robot - 2015
Per secoli interi l'uomo ha manifestato la necessità di aggregarsi. Per la sua propensione al legame, lo hanno denominato "animale sociale". Per tanto tempo, quasi come fosse la peste, il messaggio sociale è stato quello di evitare qualsiasi forma di solitudine. Allora si è diventati emotivamente affamati, ingenui e tesi all'affidarsi più totale. Allora non si tratta di scegliere se essere eremiti o essere dipendenti. Si tratta di apprezzare (dare un prezzo) entrambe le condizioni: la relazione con l'altro per rispondere all'esigenza più antica di legare, amare ed essere amati; la solitudine per ascoltare se stessi, avanzare senza zavorre né pretese di proprietà. Arrivare a questo delicato equilibrio non è prerogativa dell'umano. Non nasciamo liberi, ma possiamo diventarlo se comprendiamo che non evitiamo i bastoni tra le ruote perché ci spaventa avanzare. In questo modo rinunciamo a vivere!

Una somma di piccole cose - FabiAzzerare o sommare? La nostra vita non può essere figlia di un problema matematico. Ogni...
17/11/2025

Una somma di piccole cose - Fabi
Azzerare o sommare? La nostra vita non può essere figlia di un problema matematico. Ogni volta fermi al bivio, speranzosi di scongiurare l'errore, pensiamo di essere mossi dalla mente calcolatrice. E, invece, siamo più complessi. Il cantautore non è uno stupido e da ciò che gli capita, crea la sua arte. Ciò che conta non è non incorrere nell'errore, ma fare qualcosa che alle scuole elementari diventa un mantra: imparare da essi. Il reset lo lasciamo alle macchine. Noi umani possiamo ritornare indietro senza annullare ciò che è stato fatto, ma più predisposti a comprendere il senso di certe - a volte discutibili - scelte. Comprendere che quello che ci muove dentro non è solo ciò che conosciamo. Qualcosa che non sappiamo ci spinge dove rifuggiamo sempre di arrivare; solo se lo affrontiamo possiamo da quella somma, andare avanti.

Palombella rossa – 1989Quando Freud ha dichiarato senza fronzoli che siamo abitati da qualcosa che non conosciamo, molto...
13/11/2025

Palombella rossa – 1989
Quando Freud ha dichiarato senza fronzoli che siamo abitati da qualcosa che non conosciamo, molto difficile da trattare, proponeva che questo qualcosa, impossibile da neutralizzare, venisse incanalato nella parola. Normalmente, come un velo di Maya, si insinua in noi la convinzione che se proviamo un fastidio o una sensazione di imbarazzo possiamo liberarcene, senza pensarlo più. Se non lo penso non esiste. Questa illusione appartiene al mondo infantile. Quello che ci infastidisce contribuisce ad animarci. Non si può espellere, perché cattivo. La parola aiuta a trattare ciò che di sconosciuto si anima in noi. Quell'elemento diventa un tassello della nostra storia che merita risoluzione. Se ne parlo bene, lo penso bene e vivo meglio la condizione umana soggetta a oscillazioni continue. Chi non pensa, crede di vivere, ma in realtà sta soltanto provando a sopravvivere.

Il mio canto libero – Lucio BattistiForse è questa la sintesi di un percorso di psicoterapia. Mettere in circolo sconosc...
10/11/2025

Il mio canto libero – Lucio Battisti
Forse è questa la sintesi di un percorso di psicoterapia. Mettere in circolo sconosciute sensazioni offuscate da un sintomo. Non è semplice scomodarne l'origine o, per dirla con la psicoanalisi, il ricordo rimosso che lo ha generato. Intanto, fin quando qualcuno non se ne occuperà, il disagio del sintomo creerà non poche limitazioni, sbarrando ogni possibilità di accedere agli autentici sentimenti e ai più spontanei pensieri. In terapia prima delle sensazioni, sono le parole ad entrare in circolo per mettere ordine a quel terremoto interno che ha trovato nel sintomo una sua sistemazione. Il prezzo da pagare è fin troppo alto e la necessità di riguardare questo compromesso può non sentire ragioni. In terapia, liberazione (del sintomo) e libertà (negli affetti) appaiono conciliabili baluardi.

Scrubs - 2001Non si possono lasciare i propri affetti personali all'interno di un deposito bagagli. Prima o poi bisogna ...
06/11/2025

Scrubs - 2001
Non si possono lasciare i propri affetti personali all'interno di un deposito bagagli. Prima o poi bisogna riappropriarsene. Riprendere possesso delle proprie cose non dev'essere sempre negativo, anche se la tendenza ad azzerare tutto è la nostra più frequenta strategia. La più frequente, non la più efficace. Come suggerisce JD, riprendere la memoria dei nostri fatti può solo insegnarci a intraprendere strade diverse. Ma nessuno lo fa se non incontra uno stop. Non una frenata brusca, ma una sosta da viandanti quali siamo, per pensare alle nostre scelte, comprenderne le ragioni e orientare la nostra bussola in una direzione più consapevole.

Per i loro occhi - ErniaDa piccoli, è piuttosto diffusa la sensazione di dover compiacere un pubblico, talvolta severo, ...
03/11/2025

Per i loro occhi - Ernia
Da piccoli, è piuttosto diffusa la sensazione di dover compiacere un pubblico, talvolta severo, che giudica immotivate o stupide le nostre reazioni. Quel giudizio può essere una sentenza, per la quale, abbiamo necessità di riparare un'immagine distorta. Come se un tribunale fosse sempre lì a formulare un giudizio anziché sforzarsi di chiedere le ragioni del nostro naufragio. Gli adulti sono i responsabili primi di questo vissuti di svalutazione. Attenzione, non bisogna elogiare i giovani senza un motivo o non riconoscere l'errore insito nella natura umana. Non è questo che rinforza l'autostima. Bisogna aiutarli a comprendere le défaillances, a guidarli verso il loro piacere e non a compiacere sempre gli altri. Dobbiamo aiutare le nuove generazioni a diventare attori e spettatori curiosi del loro teatro interiore, critici autentici della vita che afferriamo e di quello che lasciamo andare.

Coco - 2017Per Freud il lutto è quanto c'è di più inspiegabile per lo psicologo. Perdere non è mai un'alternativa che vi...
30/10/2025

Coco - 2017
Per Freud il lutto è quanto c'è di più inspiegabile per lo psicologo. Perdere non è mai un'alternativa che viene contemplata. Perdere una persona, men che meno. Quando accade, restiamo bloccati nella convinzione che quanto avvenuto sia un incubo, restando nell'attesa che qualcuno ci desti. Poi, addolorati, comprendiamo che quell'incubo è la nostra nuova vita, per un certo tempo. L'illusione diviene delusione. Se la chiusura appare inevitabile, il racconto è forse è l'unica medicina. Chi va via non lascia soltanto un vuoto, ma anche un segno. Rievocare immagini e momenti tiene vivo per sempre dentro ciò che fuori non può fare ritorno.

Indirizzo

Via Eduardo Suarez, 10
Naples
80129

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:30
Martedì 09:00 - 20:30
Mercoledì 09:00 - 20:30
Giovedì 09:00 - 20:30
Venerdì 09:00 - 20:30

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