Espressione

Espressione CONSULTORIO DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA E ISTITUZIONALE
per il trattamento del disagio psichico.

Il Progetto ESpressione nasce nel 2009 da un’idea di Antonio Maiolino, psicoanalista, che è riuscito a conciliare la dimensione soggettiva della psicoanalisi, cognizione di vita prima ancora che professionale, alla dimensione sociale e istituzionale. Il Progetto ha preso vita in diverse forme nel corso degli anni, costituendosi come équipe di professionisti il cui lavoro concilia teoria e metodo, in una prospettiva di ricerca volta all'approfondimento, accoglienza e trattamento del disagio psichico.

Strappare lungo i bordi - 2021La domanda più quotata alla fine del liceo, nel momento, si sa, più difficile della storia...
19/03/2026

Strappare lungo i bordi - 2021
La domanda più quotata alla fine del liceo, nel momento, si sa, più difficile della storia. Il secondo tempo della domanda: "Cosa vuoi fare da grande?". Non riusciamo a spiegarci come da piccoli, prima della domanda, sappiamo la risposta. Da giovani, invece, la devastazione. Non riusciamo a vedere dentro di noi ciò che spinge per uscire perché oscurati dalle aspettative che gli altri nutrono verso di noi. Non riusciamo a vedere che quelle aspettative sono la nostra stella polare, ma non il nostro cammino. Quelle aspettative possono orientarci, ma non definire necessariamente la forma che assumeremo un giorno. Lo spazio di terapia mette fuori momentaneamente i progetti degli altri e ciò che per convenzione dovremmo essere. Ciò che si vive in quella stanza è la possibilità unica di non rinunciare a "creare" piuttosto che accettare un progetto che non ci appartiene.

Dammi un senso alla fine - Rose Villain ft Sally CruzLa canzone è un grido e, al contempo un inno, per far si che il dol...
16/03/2026

Dammi un senso alla fine - Rose Villain ft Sally Cruz
La canzone è un grido e, al contempo un inno, per far si che il dolore per la fine, incontri, a sua volta una fine. Il Dottor Tempo promette, attraverso un rimedio naturale, una guarigione, sebbene non immediata. E spesso, non basta. La Signora Negazione garantisce una veloce ripresa, pagando il prezzo di non vedere ciò che accade e vivere una momentanea finzione. In terapia, la negazione dell'accadimento - perché non pronti a vedere la fine - incontra il tempo, medicina naturale che aiuta a dimenticare. Entrambi fanno esperienza del racconto e dell'ascolto perchè quella fine si riveli il pretesto per guardarsi dentro e rivedere il fuori tanto tempestoso in una nuova giornata di sole.

Cime tempestose – 2026Si assiste così all'alba di una domanda di aiuto. Freud, in "Analisi terminabile e interminabile",...
12/03/2026

Cime tempestose – 2026
Si assiste così all'alba di una domanda di aiuto. Freud, in "Analisi terminabile e interminabile", spiega il conflitto interno tra la parte che persiste nelle stesse circostanze e quella che ricerca un cambiamento. In terapia, questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente, perché non mancheranno sabotaggi alla propria stabilità. Non mancheranno passi indietro temendo un passo in avanti. Non siamo padroni in casa nostra. Ma quella sofferenza sarà necessaria per porre fine alle sensazioni abituali di assoggettamento a eventi e persone; alla fatica immane di trovare le risposte avvolti nella nebbia dei nostri pensieri. Quella sofferenza è un'alleata.

Blanco – Anche a vent’anni si muoreÉ opinione abbastanza comune che da giovani, prima della maggior età, il tempo appare...
09/03/2026

Blanco – Anche a vent’anni si muore
É opinione abbastanza comune che da giovani, prima della maggior età, il tempo appare dilatato, in contrasto con la fretta di crescere. Protestiamo e minacciamo di una nostra improvvisa partenza non appena la legge ce ne riconosca la facoltà. Miriamo alla libertà che sentiamo limitata. Alla soglia di quel momento però, il bilancio appare in perdita. La posizione privilegiata di figlio protetto si rende meno necessaria. Quei panni tanto desiderati un tempo, sono temuti ora. Alla soglia o a compimento di questa età, i giovani sentono di infrangere quel vetro che compone la teca in cui sentono di aver vissuto sino ad allora. Al contempo, sentono di stare alle intemperie senza la giusta copertura. Talvolta, la terapia sembra un valido aiuto. Non vuole essere, però, l'armatura da indossare nel quotidiano, ma il luogo in cui lasciar cadere quella di cui si è già corazzati. Un luogo in cui si può addirittura tornare indietro nel tempo, rielaborare gli intoppi che hanno bloccato un passo, e "non avere addosso" anni e danni, ma il desiderio di riprendere la rotta in mare aperto.

7 minuti dopo la mezzanotte - 2016 L'evoluzione ha consentito che noi umani trovassimo sempre più raffinati modi di elud...
05/03/2026

7 minuti dopo la mezzanotte - 2016
L'evoluzione ha consentito che noi umani trovassimo sempre più raffinati modi di eludere la sofferenza. Essere ciechi anche vedendo perfettamente. Un innamorato sfugge all'idea che l'altro non sia indispensabile e nemmeno certa presenza nel suo cammino. Un figlio non dà prova di una sua autonomia perché teme di fallire fuori dalla propria casa. Lo stesso genitore accetta di esserne il faro per la stessa paura, rimandando ogni occasione che segnali la necessità di lasciarlo andare. In terapia, non si tratta di smascherare o fare a pezzi le teorie che ci tengono in piedi. La terapia lascia che ognuno sia più consapevole della propria bugia, ascoltando i timori legittimi di non svelare verità alcuna. La terapia può offrire un cannocchiale per regolare la giusta distanza dalla quale vedere quelle apparenti minacciose verità per vederne una realtà possibile.

Un fiore per crescere non può contare soltanto sul tempo che avanza. Serve: un terreno solido che lo trattiene e, al con...
02/03/2026

Un fiore per crescere non può contare soltanto sul tempo che avanza. Serve: un terreno solido che lo trattiene e, al contempo lo spinge fuori, e un nutrimento che rallenta il suo appassire. Anche nel caso degli umani, il tempo non è esclusivo garante di crescita. Ci ritroviamo grandi, sicuramente: i nostri vestiti faticano ad entrare. Genitori e figli notano questo cambiamento. Ma crescere significa, per i genitori, allentare la presa sicuri che gli insegnamenti possano trovare un terreno fertile nel figlio. Per il figlio, invece, mostrarsi sicuro nell'incedere anche laddove quel passo significa rinunciare, odiare, soffrire. In altre parole, vivere.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, 2004 È il cuore l'organo che segnala, con l'accelerazione dei suoi battiti,  i...
26/02/2026

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, 2004
È il cuore l'organo che segnala, con l'accelerazione dei suoi battiti, il coinvolgimento affettivo nei confronti di una persona. Poeticamente, sempre al cuore ricorriamo per recuperare i ricordi passati e i vecchi legami. Se il cuore poeticamente ha una memoria, è grazie alla mente che si rivela fabbricatrice di esperienze. Sin dall'età più tenera, la mente fa sì che quella presenza costante e anticipatoria dei nostri bisogni venga anche cercata con l'appellativo di mamma - ne evochiamo il nome - perché ci fa vivere anche la sua tollerabile assenza. E così via via con le altre persone che incrociamo nella nostra vita: ognuno lascia un segno che si traduce in quelle immagini, scene, parole che fanno il legame che trascende la presenza fisica. La perdita di qualcuno inenarrabile e dolorosa lascia un vuoto. Costruire e narrare ciò che c'è stato permette di recuperare i ricordi della vita per avvolgervi al suo interno. Come per Harry, i suoi genitori sono la sua guida che gli ha lasciato in eredità il desiderio di ve**re al mondo e quello di viverlo con i loro insegnamenti

Pathosfera - Caparezza Sturm und drang. La tempesta adolescenziale: le fiamme della passione più sentita, la rabbia più ...
23/02/2026

Pathosfera - Caparezza
Sturm und drang. La tempesta adolescenziale: le fiamme della passione più sentita, la rabbia più esplosiva, la tristezza più rumorosa. La società talvolta si indigna e vorrebbe ridimensionarne la portata. Un'educazione degli affetti appare, allora, necessaria. Il rischio di un loro soffocamento, inevitabile. Spegnere quelle fiamme, sedare ogni conflitto minaccia la vita degli affetti. Resta però la paura che si traduce come testimonianza di essere vivi. Come Caparezza suggerisce, la paura ci salva perché, come il dolore, crea movimento e sentiamo di essere fuori dal pericolo di perire dentro. In terapia quella paura è la più genuina alleata. Quella paura - si comprenderà - paralizza e muove al contempo. Grazie ad essa mostriamo a chi sa ascoltare quella parte che reputiamo aliena e che altro non è che la lotta contro l'emotività più viva. Altro non è che la lotta contro la sofferenza che, laddove percepita, ci segnala di essere vivi.

Il lato positivo – 2012Siamo quasi devoti a certe tendenze di ca**tà cristiana che si consumano nell'aiuto prestato agli...
19/02/2026

Il lato positivo – 2012
Siamo quasi devoti a certe tendenze di ca**tà cristiana che si consumano nell'aiuto prestato agli altri. Viviamo questo aiuto come un investimento: quando ne avrò bisogno riceverò lo stesso. È proprio quel mancato ritorno di amore che rende l'investimento una perdita. E nonostante l'esperienza maturata nel tempo, perseveriamo. Da quell'esperienza non nasce un sapere, ma la ripetizione delle stesse tendenze. Sintomo è il nome che la psicoanalisi le ha affibbiato, indicando con esso un certo modo di funzionare di ognuno. Freud lo paragona al molare da estirpare sulla sedia del dentista. Quanto più il dentista si avvicina per rimuovere il molare dalla radice, tanto più forte la nostra mano vorrebbe bloccare l'operazione. Nel dare, le persone talvolta, si sentono rianimate, riempite di una gratitudine che colma uno spazio dentro dove manca qualcosa. La dichiarazione della protagonista è un grido di disperazione. Può tramutarsi in richiesta di aiuto, se rivolta a chi ascolta, e piuttosto che consigliare un nuovo accomodamento, ne comprende meglio le più intime ragioni.

Gelosa cara - Lucio Battisti"Chi c'è stato prima di me?!" chiede il partner, mettendo in difficoltà l'amato/a che vorreb...
16/02/2026

Gelosa cara - Lucio Battisti
"Chi c'è stato prima di me?!" chiede il partner, mettendo in difficoltà l'amato/a che vorrebbe spiegare le vele verso il futuro. Chi sta accanto chiede conferme, talvolta per confrontarsi con il partner che l'ha preceduto, pensando che non sia superato. E questa idea è sostenuta dal fatto che quel passato è una persona di bell'aspetto, oppure il destinatario di una proposta importante. Spesso, è l'insicurezza verso se stessi, che rende più precario il rapporto con il partner, insinuando dubbi in merito all'esclusività che l'altro gli restituisce. Quella domanda "Chi c'è stato prima di me" diventa il tormento di ogni uomo che smette di sentirsi all'altezza e colma di dubbi la relazione. Il dubbio ha una radice profonda nell'insoddisfazione che proviamo nei nostri confronti. Il lavoro personale, nella fattispecie, consente di esplorare le zone d'ombra che agitano l'animo ed esercitano negativi effetti nelle relazioni sociali. Un lavoro personale è la possibilità che ogni uomo si concede di liberarsi dalla schiavitù di certi schemi che se confermati, confortano; se sconfermati, arrecano profonda sofferenza.

Stranger things - 2016Quanto si legge è un testamento autentico di amore incondizionato, la dichiarazione accorata di un...
12/02/2026

Stranger things - 2016
Quanto si legge è un testamento autentico di amore incondizionato, la dichiarazione accorata di un padre che non smette di voler bene a sua figlia soltanto perché la lascia andare nel buio. I genitori fanno quel che possono, munendo i figli di preziose parole che rischiarano, al momento opportuno, l'ombra nella quale brancolano. Ma in quell'ombra il giovane va incoraggiato. E si sa, non potrà che commettere errori, leggerezze non prive di conseguenze. Ma quegli errori sono un investimento per il futuro. Quegli errori rendono gli umani vivi, fuori dalla caverna in cui altrimenti restano intrappolati. Quella caverna è protezione e gabbia, al contempo. Amare è lasciare andare. Amare è lasciar sbagliare. In terapia, i genitori affrontano le incertezze della loro funzione, evitando che diventi l'insicurezza dei figli e l'impossibilità di accettare una solitudine di libertà e possibile indipendenza.

Ho imparato a sognare - NegritaPare che proprio questa facoltà faccia difetto. Non c'è più tempo per sognare. Al suo pos...
09/02/2026

Ho imparato a sognare - Negrita
Pare che proprio questa facoltà faccia difetto. Non c'è più tempo per sognare. Al suo posto ci sono già i fatti. Cosa vuoi fare da grande? Bambini e ragazzini sembrano già grandi. Non ci sono progetti, ma già cose nelle quali investire. Uno sport, passione per eccellenza, diventa terreno fertile per un futuro lavoro. Sognare e progettare, a seconda delle passioni che albergano in noi, resta quella universale fuga dalla realtà quotidiana e il motore per l'avve**re. La necessità che anziché saltare dall'infanzia all'età adulta si segua una linearità. Questo aiuterebbe a preve**re quelle bizzarre circostanze in cui un bambino-adulto diventi un adulto-bambino.

Indirizzo

Via Eduardo Suarez, 10
Naples
80129

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:30
Martedì 09:00 - 20:30
Mercoledì 09:00 - 20:30
Giovedì 09:00 - 20:30
Venerdì 09:00 - 20:30

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