26/04/2020
Al presidente della repubblica,
Al presidente del consiglio,
Al ministro dell’interno,
Al prefetto di Napoli ,
Al presidente della regione Campania,
Agli agenti di pubblica sicurezza.
Al direttore di repubblica e
de
Il Manifesto
Gentilissimi,
Dopo due mesi di stretta osservanza delle regole con i miei figli, oggi siamo usciti a fare una passeggiata nei pressi di casa.
Abbiamo comprato il giornale e attraversato piazza materdei ( Napoli ), piena di cani al guinzaglio più liberi di noi.
Dopo qualche minuto sono stato esortato in maniera perentoria da due ‘falchi’ ( poliziotti in borghese ) a tornare a casa con frasi di rito de tipo ‘lei qui non può stare vada a casa, il decreto prevede che stiate qui, etc ‘.
Non mi sono state chieste motivazioni,
Non mi sono state chieste autocertificazioni,
Ma solo ordinato con una certa prepotenza verbale di tornare a casa.
Avrei potuto rispondere molte cose finte per giustificare il nostro passaggio da quelle parti ma proprio non volevo accampare scuse finte!
Da buon Padre di famiglia ho sentito la necessità, davanti ai miei figli, di dire la verità.
Di affermare che i miei due ragazzi ( 11 e 9 anni ) avevano bisogno per la loro salute di fare quattro passi nei dintorni di casa.
E non solo come padre ma anche come psicologo.
Non è servito, anzi.
Mi è stata paventata una segnalazione, ‘ci dia i suoi dati e poi vedremo’ e una multa.
Ho ripetuto ancora di non essere d’accordo ma che capivo stessero facendo il loro lavoro.
E qui è arrivata la frase inaccettabile:
‘vada a casa, le stiamo facendo un favore, lei non ha motivi per stare qui e basta!’.
Eh no!
Nessun favore.
Non è accettabile questo tono!
Non sono un teppistello da redarguire!
Per fortuna sono un uomo adulto e in padre separato, con una buona qualità di vita e un certo equilibrio,
che ha scelto di essere per strada e può ritornare ( un po’ arrabbiato e frustato ) a casa senza grosse conseguenze.
Riesco a sostenere uno scontro verbale con due agenti di polizia senza patirne troppo,
ma qualche riflessione è assolutamente necessaria!
- Non è possibile iniziare una conversazione con un libero cittadino con un tono di questo tipo o siamo in uno stato di polizia?!
- la prima cosa da dire a un uomo con due ragazzi NON sarebbe dovuta essere un’affermazione
ma piuttosto una domanda del tipo ‘come mai è qui?’
E forse visto il momento difficile si avrebbero potuto aggiungere ‘ha bisogno di qualcosa ?’
- il disagio psichico nelle famiglie è altissimo,
rimandare a casa un uomo con due ragazzi siamo certi sia senza conseguenze ?
E se al posto nostro ci fossero state persone con dei problemi psichici ?
Credo non sarebbe cambiato molto,
infatti inutile è stato il mio tentativo di dire che ero lì per quello che io ritenevo un motivo di salute ( e non ero tenuto a dire quale visto che sono previste autocertificazioni anche per motivi di salute e l’urgenza è questione di sfumature ).
Dopo lo scambio con i due agenti e alla frase ‘è la quarta volta che glielo diciamo, non ci faccia arrabbiare’ ho replicato che continuavo a non essere d’accordo ma ho evitato lo scontro e ho dovuto guardarli come due bulli minacciosi con i quali puoi solo accennare un sorriso e tanta tenerezza.
Mi Resta addosso un grande dispiacere perché viviamo in momento di grandi privazioni, trasformazioni e angosce;
non ne usciamo con lo scontro, con le intransigenze, con la deresponsabilizzazione,
non ne usciremo se non con un clima di cooperazione.
Ma se queste sono le premesse la vedo difficile.
Alfredo Toriello
Padre
Psicologo
Psicoterapeuta