Lino Pasquale Caulo

Lino Pasquale Caulo "Non vi è cultura creata dalla mente che sia sufficiente a trasformare la tua anima in giardino" (Jung)

09/02/2026

Jung, la psicologia analitica e le tecnologie intelligenti

Viviamo oggi un Sé policentrico, dislocato, frammentato.
Un’identità che non abita più un solo luogo, ma si moltiplica tra profili, piattaforme, avatar, spazi virtuali.

Chi siamo, quando siamo ovunque?

Nel mondo digitale, i nostri profili diventano una Persona potenziata:
una maschera curata, esposta, continuamente aggiornata.
A volte ci protegge.
A volte ci amplifica.
A volte finisce per sostituirci.

E intanto prende forma un Sé “saturato”:
nato da interazioni incessanti, notifiche, sguardi, algoritmi.
Un Sé in cui l’io privato e l’identità registrata online si fondono,
rendendo sempre più sottile il confine tra esperienza interiore e rappresentazione pubblica.

In questo scenario, che senso ha oggi parlare di individuazione?
È ancora possibile un cammino verso il Sé, nell’era dell’intelligenza artificiale?

Mercoledì 19 febbraio – ore 19:30
📍 In presenza e online

Alessio Tommasetti
Cyber-Sé: identità, percezione e tecnologie intelligenti

Un incontro per chi sente che il digitale non è solo uno strumento,
ma un ambiente psichico che ci attraversa e ci trasforma.

🔗 Collegamento Zoom:
https://zoom.us/meeting/tJItf-CorjIpGNEwWszryL4IGjJgym9gRcPK/
ID: 960 8900 9325
Codice: 685443





É un appuntamento imperdibile. Vi aspetto !
06/02/2026

É un appuntamento imperdibile.
Vi aspetto !

Il Sé nell’era digitale
Jung, la fisica quantistica e l’intelligenza artificiale

In un tempo in cui identità, percezione e tecnologia si intrecciano sempre più profondamente, cosa significa oggi parlare di Sé?

Un incontro per esplorare il dialogo tra psicologia analitica junghiana, fisica quantistica e intelligenza artificiale, interrogando le trasformazioni della soggettività nell’era digitale.

19 febbraio ore 19:30
Relatore: Alessio Tommasetti
Cyber-Sé: identità, percezione e tecnologie intelligenti
Presenta: Franco Castellana
Con la partecipazione di: Valerio Colangeli e Luca Giarrettino

📍 Evento online – collegamento Zoom:

https://zoom.us/j/96089009325?pwd=srbbgaAnhfGCRed48CNxjsiergbg7K.1

Un’occasione di riflessione aperta sul rapporto tra psiche, scienza e tecnologia, là dove il pensiero simbolico incontra le sfide del presente.

Vi aspettiamo

ABBIAMO RIMANDATO DI UN MESE L'INIZIO E  RIFORMULATO IL CORSO, APRENDOLO A TERP, INFERMIERI, EDUCATORI, TIROCINANTI (TUT...
06/02/2026

ABBIAMO RIMANDATO DI UN MESE L'INIZIO E RIFORMULATO IL CORSO, APRENDOLO A TERP, INFERMIERI, EDUCATORI, TIROCINANTI (TUTTI CON ECM).
ABBIAMO ANCHE APERTO AGLI ASSISTENTI SOCIALI (SENZA ECM POICHE' NON HANNO OBBLIGO).

VI PREGO DI CONSIDERARE VOSTRE ISCRIZIONI E DI DIFFONDERE.

PREGHIAMO I RAPPRESENTANTI DELLE VARIE PROFESSIONALITA' DI DIFFONDERE PRESSO I PROPRI COLLEGHI (TERP, EDUCATORI, ASSISTENTI SOCIALI, INFERMIERI, PSICHIATRI, PSICOLOGI).

VI ASSICURIAMO CHE LE TEMATICHE SARANNO AFFRONTATE IN MODO PLURALISTA, TRASVERSALE, CON ATTENZIONE ALLE VARIE PROFESSIONALITA'.

ABBIAMO RITENUTO (CON SFORZO, POICHE' L'ORGANIZZATORE E' L'AIPA) DI INVITARE NON SOLO JUNGHIANI, MA SPECIALISTI DI VARIA FORMAZIONE, PROPRIO PERCHE' VOLEVAMO FORNIRE AI PARTECIPANTI VISIONI POLIMORFE, PLURICULTURALI, PLURIPROFESSIONALI.

LA CURA DELLA SALUTE MENTALE E' PLURALE, E' UNA CURA CIRCOLARE, E' IL RISULTATO DI UN LAVORO CORALE CUI TUTTI DEVONO PARTECIPARE IN MANIERA SINERGICA E CON PARI DIGNITA' PROFESSIONALE.

GRAZIE.

CORSO BIENNALE DI ALTA FORMAZIONE AIPA – 2026
Le sfide dello Junghismo nelle patologie gravi ed emergenti
Psicologia Analitica e Salute Mentale

Prende avvio nel 2026 il Corso Biennale di Alta Formazione AIPA, un percorso articolato e approfondito dedicato al contributo della Psicologia Analitica junghiana nel lavoro clinico con le patologie gravi ed emergenti e nei contesti della salute mentale.

Il programma del I anno propone sei moduli tematici che attraversano i fondamenti teorici, la diagnosi e la clinica junghiana, il rapporto tra individuo e collettività, fino al dialogo con i Servizi di Salute Mentale e alla riflessione sulla motivazione alla cura, intrecciando teoria, pratica clinica ed esperienza.

Il corso si rivolge a psichiatri, psicologi, medici psicoterapeuti, e a tutte le figure professionali operanti nell’ambito della salute mentale, in ambito pubblico e privato, offrendo un approccio formativo teorico-pratico, applicativo e orientato al confronto clinico.

Anno formativo 2026
50 crediti ECM per annualità
📍 Modalità FAD

Un percorso di studio e di ricerca pensato per interrogare lo Junghismo nel presente, confrontandolo con le complessità cliniche e istituzionali del nostro tempo.

06/02/2026

INCONTRARE JUNG 2026 ✨
Cura, complessità, individuazione: riflessioni sui fondamenti della Psicologia Analitica

Prende avvio il ciclo di incontri Incontrare Jung 2026, promosso da AIPA Napoli, un percorso di approfondimento teorico-clinico dedicato ai temi centrali della Psicologia Analitica e alla loro rilevanza nel tempo presente.

Attraverso cinque appuntamenti, analisti junghiani si confronteranno su questioni cruciali della cura, del legame, dei processi individuativi e delle trasformazioni soggettive e collettive, offrendo letture complesse e articolate dei mutamenti contemporanei.

Il ciclo si rivolge a psicologi, psicoterapeuti, studenti e a tutti coloro che desiderano approfondire il pensiero junghiano come strumento vivo di comprensione dell’esperienza clinica e della realtà attuale.

Date: febbraio – maggio – giugno – ottobre – dicembre 2026
Orario: 9.45 – 13.15
📍 Sede: AIPA Napoli

Un’occasione di studio, dialogo e riflessione per incontrare Jung nel nostro tempo, tra cura, conoscenza e complessità.

06/02/2026

?
Un giorno ero in macchina con la mia compagna ed incontrammo alcune sue amiche. Una di queste, mi chiese se conoscevo uno psichiatra per la figlia o per una sua parente, non ricordo con precisione, raccomandandosi che le segnalassi uno psichiatra e non uno psicologo. Io mi chiesi perché questa scelta tra psichiatra e psicologo? Da un punto di vista di competenza psicoterapeutica hanno la stessa formazione (ammesso che facciano una scuola di psicoterapia dopo la laurea) anzi potrei dire che lo psicologo ha una formazione psicologica molto più ferrata dello psichiatra. Oltretutto i miei colleghi psicologi analisti sono tutti psichiatri ed abbiamo studiato le stesse cose. Mi chiedevo perché questa donna chiedeva dello psichiatra? Allora, pensai, forse ha bisogno di farmaci? E le chiesi : “ma pensi che tua figlia o questa tua parente ha bisogno di farmaci?” Mi rispose no, spero proprio di no. E allora mi ritornò
la domanda : perché lo psichiatra? In effetti non mi ha detto : devo curare mia figlia perché ha un disagio che provoca sofferenza, ha dato direttamente la soluzione : Ho bisogno dello psichiatra! Ma forse perché lo psichiatra dà maggiori garanzie? Mah garanzie di
cosa poi? Forse perché è un medico? Eppure sia Jung che Freud dissero che la cosa migliore per uno psicologo e quella di non essere medico ed io questa cosa dopo tanti anni di esperienza l’ho capita. Forse,
pensandoci, la risposta sta proprio lì, nel fatto che uno psichiatra da maggiori garanzie da un punto di vista della cura, perché il medico cura le persone ed in effetti in quel momento chi fa la domanda più che pensare ad
una cura, pensa di passare la sofferenza a qualcuno, scaricandosi tutto il peso e la responsabilità. Un professionista che, all’occorrenza, possa dare anche i farmaci e quindi attivare un processo di delega a cascata, in quanto il collega, dando il farmaco, scarica a sua volta il problema ad un terzo. Ma allora se parliamo dell’intervento del medico passiamo dalla cura alla medicazione e medicare non vuol dire curare. Farà anche parte della cura, ma non è la cura. Ecco questo concetto forse andrebbe un po’ diffuso : curare non vuol dire medicare ed in particolare non vuol dire delegare.
Lo psicofarmaco viene visto inizialmente con timore, ma nel momento in cui il portatore di un disagio mentale diventa un peso insostenibile, viene visto come la panacea, l’unica grande soluzione : Che splendida invenzione lo psicofarmaco. In un articolo Fausto Rossano scriveva: “Negli ultimi anni assistiamo ad una cospicua offerta di psicofarmaci indicati come sempre più selettivi nei confronti di sindromi o sintomi (…) tale offerta molto spesso trasforma il binomio malati/terapia in quello totalmente diverso di farmaco/malattia. Non intendo con ciò disconoscere l’importanza e la preziosa utilità del farmaco, quanto piuttosto pormi su una posizione estremamente critica per quegli abusi che riducono l’uomo esclusivamente alla sua biologia, trasformandoli in zombie(…)”
Caro amico che tanto generosamente leggi questo post, non ti spaventare per le cose che sto per dirti : i farmaci in psichiatria vengono usati più per contenere i sintomi che per curare, perché la cura indica la conoscenza del fenomeno ed in psichiatria sapere cosa c’è alla base dell’alterazione della serotonina nei fenomeni maniacali non lo sa nessuno. Si va a tentativi. Abbassiamo la serotonina così conteniamo la mania. Ok ha funzionato, ma la cura del problema alla base di questo fenomeno dov’è? Non c’è.
Mi ricordo quando ero piccolo ed esistevano i televisori a valvole in bianco e nero. Quando a volte il televisore presentava un disturbo come un fruscio, mio padre dava uno schiaffo lateralmente all’apparecchio ed il fruscio come per incanto spariva. Ecco spariva il fruscio, ma la televisione non era stata riparata e dopo qualche tempo a furia di schiaffoni finiva per abbandonarci. I farmaci funzionano più o meno come questi schiaffoni : risolvono il sintomo non la causa e non si sa neanche perché.
Dico solo questa cosa : un collega che prende in cura un paziente anche se è uno psichiatra, nel momento in cui capisce che il paziente deve essere contenuto con un farmaco, lo segnala ad un suo collega che lo segue solo per l’aspetto farmacologico, tenendolo lui in cura dal punto di vista psicoterapeutico.
Ascoltate : non partite dal preconcetto se ci vuole lo psicologo o lo psichiatra, perché vi state prendendo la briga di una decisione su qualcosa su cui non sapete niente. Fatelo per loro per coloro che soffrono, specialmente se sono persone che amate, affidatevi ad un professionista serio e non vi preoccupate se ha fatto gli esami di anatomia e di istologia o di antropologia culturale. Psicologo o Psichiatra non cambia nulla, purché siano rispettate queste due condizioni : non sia un biologista (scappate da queste figure) ed abbia fatto una analisi personale (questa è la cosa più difficile da sapere) oltre ad essere uno psicoterapeuta.

Meditate…gente meditate
06/02/2026

Meditate…gente meditate

27/10/2025
05/10/2025

Buonasera,
continuiamo con il testo di Tommaso D'Aquino

Ritorniamo adesso al testo di Tommaso D’Aquino e alle sua visioni di cui lui stesso dice che bisogna interpretare in senso metaforico per poter raggiungere la Sapienza.
S. Tommaso parla della sapienza del sud (sapienza austri) che corrisponde alla Sapienza dello Spirito Santo.
Feci un sogno tempo fa nel quale mi rivolgevo a Gesù per chiedere qualcosa, non ricordo cosa, ma sicuramente qualcosa legata alla mia sofferenza ed alla ricerca di un aiuto per la mia crescita interiore. Gesù nel sogno mi disse : “Perché ti rivolgi a me se hai lo Spirito Santo a portata di mano a cui puoi rivolgerti in ogni momento?”
Ciò mi fa pensare che la Sapienza di cui parla il testo è alla nostra portata e noi non riusciamo ad arrivarci a causa della centralità, quasi onnipotente della nostra coscienza.
Questo limite dettato dalla coscienza non ci fa vedere oltre la punta del nostro naso e ci fa vivere da stolti.
Nel testo, Tommaso invita gli stolti ad intendere le parabole e le sue interpretazioni. Per fare ciò bisogna leggere ogni parabola come metafora, in quanto i sapienti “usano la metafora per ogni cosa che sta’ sulla terra”.
La prima parabola intitolata “La terra nera in cui hanno messo le radici i sette pianeti” ha il compito di introdurre il lettore all’opera alchemica ed inizia così : “Osservando da lontano, vidi una densa caligine coprire di nero tutta la terra e che aveva preso fino in fondo la mia anima che ne era stata oscurata”.
Dal punto di vista alchemico questa appena citata è la descrizione della Nigredo (l’annerimento) la prima tormentata e fondamentale fase dell’Opera Alchemica.
“La densa caligine che copre la terra” rappresenta la materia prima che è stata disciolta e lasciata putrefare. Essa simboleggia l’oscurità spirituale, l’ignoranza e la disperazione da cui deve partire l’alchimista per affrontare il processo alchemico.
Dal punto di vista psicologico rappresenta la condizione di sofferenza, di profondo stato di sconforto, di “annerimento” d’anima, da cui deve partire un paziente per poter affrontare con le giuste motivazione e determinazione un percorso analitico.
Diversamente avremo un paziente che se non ha l’intelligenza emotiva di comprendere la necessità di trasformare dentro di sé le dinamiche per cambiare la realtà esterna (che non esiste in quanto tale ma solo come immagine che abbiamo di essa nella nostra psiche) allora lascerà la terapia e rafforzerà ancora di più la coscienza e la propria onnipotenza, col fermo proposito di cambiare la realtà esterna.
Il lavoro su di sé richiede tanto lavoro e tanto sacrificio che non tutti sono disposti ad affrontare. Come dice il mio “supervisore” : l’analisi non è per tutti.
Ritornando alla prima parabola del testo “Aurora Consurgens” scopriamo qualcosa che siamo ben disposti ad accettare quando non ci troviamo in quella condizione di sofferenza caratteristica della nigredo e cioè che la vera ricchezza, la sostanza preziosa, l’elemento trasformativo si trova proprio nella nigredo, cioè nella sostanza corrotta, ovvero nella sofferenza.
A tale scopo il testo dice : “chi mi avrà tratto da sottoterra come ricchezza sepolta e acquistata come un tesoro, chi non avrà provocato il pianto dei miei occhi…..per lui sarò il padre ed egli sarà per me figlio, sapiente, che rallegra il padre”
Trarre da sottoterra il tesoro nascosto come ricchezza sepolta, sta ad indicare il significato alchemico che consiste nell’estrarre la sostanza preziosa e incorruttibile (l’oro, la pietra filosofale) dalla materia prima (la “terra nera del sottosuolo”) ossia dalla nigredo.
La materia prima, ovvero la Sapienza Divina, non è in superficie ma nel sottosuolo e l’alchimista deve intraprendere un lavoro interiore per dissotterrare questa ricchezza sepolta.
Nel periodo seguente troviamo un ulteriore conferma a quanto stiamo dicendo : “allora si prostreranno ai miei piedi gli Etiopi e i miei nemici lambiranno la mia terra”. Aldilà della citazione biblica, gli Etiopi e i nemici, rappresentano la materia nera corrotta che si sottomette al principio superiore rappresentato dalla sapienza e saranno assimilate dalla terra al servizio della terra stessa (“lambiranno la mia terra” ) e costituiranno concime della terra che è diventata sostanza trasformata.
E’ molto difficile comprendere profondamente questo passaggio, ma è molto semplice accettarlo solo a livello solo cognitivo : la soluzione non va ricercata altrove ma nel problema stesso che anzi costituisce concime per la trasformazione.
Una seconda cosa interessante che viene fuori dalla prima parabola dell’”Aurora Consurgens” è che il segreto per raggiungere la pietra filosofale, non sta nella tecnica utilizzata in sé, ma nell’ integrità tecnica e morale da parte dell’Alchimista. Infatti il testo dice : “se non avrà avvelenato la mia acqua e il mio cibo, inzozzato il mio letto ed anche tutto il mio corpo…per lui sarò padre e lui per me sarà figlio”.
Questa cosa è un monito per tutti coloro che vogliono approcciare la professione di psicoterapeuta: non serve una buona tecnica ma l’integrità tecnica e morale. Cosa si intende ? Provo a dare una interpretazione personale : l’integrità tecnica consiste nell’accuratezza che bisogna avere nella raccolta dei dati, ovvero nell’ascolto del paziente e di ciò che porta in seduta, senza avere pregiudizi o come diceva Bion, senza memoria e senza desiderio; laddove si parla invece di integrità morale, si potrebbe intendere nella coerenza ai valori morali manifestando onestà e rettitudine. In altre parole il terapeuta non deve portare una tecnica, ma la propria persona interamente con l’onestà e la rettitudine morale.
Il testo parla anche del fallimento morale che può avvenire, non tanto come errore di laboratorio, ma come trascuratezza dei principi fondamentali, con la conseguente vincita della corruzione.
Questa parabola termina con la ricompensa che riceverà chi seguirà correttamente il procedimento alchemico. Una ricompensa che viene definita quadrupla e si manifesterà come protezione, ricchezza, gloria e gioia.
La parabola termina con un sigillo che unisce i temi del sacramento cristiano e della trasformazione alchemica. Il sacramento cristiano a cui mi riferisco è il battesimo a cui corrisponde la trasformazione alchemica costituita dall’albedo, raggiungibile attraverso l’abluzione (la lavatio) : “i segni di coloro che hanno creduto e sono stati battezzati rettamente sono questi : quando il re celeste li guarda, diventeranno bianchi come la neve di Selmon, le penne della colomba si faranno argentee e il suo dorso come oro pallido”
Il battesimo, ovvero l’abluzione, è una operazione fondamentale dell’alchimia e rappresenta la purificazione ed il lavaggio della materia. Questo passaggio elimina la corruzione della nigredo e consente il passaggio alla successiva trasfigurazione ed al bianco dell’albedo. Nel testo c’è un chiaro riferimento biblico alla purezza montanara : “diventeranno bianchi come la neve di Selmon” che indica una bianchezza perfetta e luminosa.

04/10/2025

Buonasera,
questa sera continuiamo con la lettura di Aurora Consurgens.

Il testo illustra i sette passaggi fondamentali per arrivare alla Sapienza, la Sapienza Divina ed in ultima analisi a Dio. Si tratta, in pratica, di sette parabole, sette fasi alchemiche che partendo dalla Nigredo, la condizione di maggiore arretratezza e sofferenza spirituale arriva alla luce dell’aurora : l’aurora che sorge.
Qui vorrei fare un parallelo con il paziente che arriva in seduta con una richiesta di aiuto. La sua posizione sociale ed il suo livello culturale diventano irrilevanti di fronte alla condizione di sofferenza che pone tutti sullo stesso piano, quel piano di oscurità ben rappresentato da Tommaso nella prima parabola.
Queste parabole consistono in racconti di visioni avute dal Santo e che rappresentano in maniera metaforica le condizioni di sofferenza e di rinascita.
A tal proposito, Enrico Varese nell’introduzione al testo e citando Henry Corbin, afferma : “Se l’alchimista opera – medita – su tutti i metalli come farebbe un ermeneuta (ovvero come se stesse interpretando un testo) cercando in esso significati profondi e metaforici, allora si può compiere il passaggio ad un lavoro alchemico e di trasformazione interiore della Scrittura Sacra.”
Le visioni riportate nel libro da Tommaso D’Aquino, potrebbero rappresentare, secondo Varese, “quell’esperienza interiore drammaticamente vissuta come vera a propria crisi che lo indusse a interrompere la stesura del Summa Theologiae”.
Quando San Tommaso morì era in uno stato di estasi, mentre cercava di spiegare ai monaci di Santa Maria di Fossanova il Cantico dei Cantici : la più bella rappresentazione del “matrimonio sacro” (dal greco Hierosgamos) che simboleggia l’unione tra due divinità o tra una divinità e un mortale legata al rito della fertilità. I due innamorati biblici del testo appena citato, aspirano ad un congiungimento mistico che gli alchimisti descrivono nel loro processo alchemico.
In termini junghiani si tratta dell’unificazione degli opposti (in primis maschile e femminile, materia e spirito) e l’ingresso estatico in uno stato di pienezza divina.
Questo è il punto centrale di tutto il processo alchemico a cui si riferì Jung e che diede senso all’idea di un processo di sviluppo psichico comune a tutta l’umanità: l’unione degli opposti.
E’ questo ciò che gli alchimisti chiamavano “coniunctio oppositorim” e che permetteva di raggiungere il successo dell’intero processo alchemico.
Ma cosa c’entra l’unione degli opposti con la psicologia e in cosa consiste ?
Noi, per esigenze dell’Io, operiamo una continua separazione del bene dal male, del buono dal cattivo, del sano dal corrotto, del giusto dall’ingiusto ecc. e ci poniamo su uno solo dei due poli ottenuti dalla separazione, proiettando l’aspetto che non accettiamo fuori da noi e sull’altro.
L’esigenza dell’IO di separare, nasce nel bambino piccolo che vivendo una condizione di integrazione assoluta con l’ambiente e con la madre, ha bisogno di deintegrarsi per poi integrarsi nuovamente attraverso le cure materne. Il processo di deintegrazione nasce con i primi dolorini, con la fame, con le prime sofferenze, e fanno sì che il bambino possa scacciare via da sé le cause della sofferenza per addebitarle all’altro. Questo processo fa in modo che il bambino possa uscire da uno stato di fusionalità, ma allo stesso tempo costituisce un pericolo di frammentazione interna, a cui la madre pone rimedio attraverso le cure materne che consentono al bambino l’accettazione e la successiva reintegrazione di aspetti di sé.
Il doppio meccanismo di separazione del bene dal male e di proiezione di quest’ultimo, ad opera della nostra coscienza per alleviare la sofferenza addebitando all’altro la causa del nostro malessere, a lungo andare si ritorce contro di noi e ci porta a quello stato di sofferenza maggiore che nasce dal conflitto degli opposti rappresentabile, metaforicamente, con la nigredo. Solo quando riusciremo a trasformare dentro di noi le dinamiche che portano alla separazione ed alla proiezione, accettando profondamente che gli opposti convivono dentro di noi e ne prendiamo responsabilità, allora potremmo dire che abbiamo raggiunto il successo del processo alchemico.
In termini junghiani, l’individuazione compiuta, ossia l’unificazione degli opposti (in primis il maschile ed il femminile e materia e spirito) e l’ingresso estatico in uno stato di pienezza divina.

Alla prossima

03/10/2025

3 ottobre 2025
Buonasera.
Questa sera vorrei iniziarvi a parlare di un libro molto bello scritto probabilmente da S. Tommaso D'Aquino (anche se non ci sono prove certe che sia lui l'autore). Questo libro, scritto nel XIV secolo, ci parla di Alchimia. Un modo Cristiano di approcciare all'alchimia, considerata a quei tempi la scienza più importante.

L'alchimia nasce da una antica tradizione che ebbe origine in Egitto. Si parte da una venerazione arcaica per pietre e rocce che venendo fuori dai vulcani venivano ritenute sacre. Infatti i fabbri che lavoravano queste pietre dovevano sottomettersi alla supervisione di collegi sacerdotali.
Pertanto gli alchimisti potremmo dire che erano particolari fabbri che volevano trasformare i metalli vili in oro e per fare ciò avevano bisogno della pietra filosofale o lapis philosophorum.

Ora mi potreste chiedere dove ci stai portando? cosa c'entra l'alchimia con la psicologia?
Per gli addetti ai lavori che operano in area junghiana, è tutto chiaro, ma io mi rivolgo a voi amici miei, che siete immersi in ben altre faccende e mi seguite solo perché vorreste saperne qualcosa in più su Jung.

Sappiamo benissimo che nel 18° secolo l’alchimia si è «estinta» a causa della propria oscurità, la scarsa chiarezza dei propri scritti e con lo spirito dell’illuminismo e la scientificità della chimica ricevette il colpo di grazia.

Jung, però, leggendo un testo cinese passatogli da Wilhelm, "Il segreto del fiore d'oro" ebbe un'intuizione : capì che questo testo orientale e l'alchimia occidentale avevano molti punti in comune.

Jung partì dall'ipotesi che le fasi di trasformazioni alchemiche altro non erano che delle metafore che rappresentavano gli stati psichici interni degli alchimisti. Questi stati interni seguivano lo stesso percorso del processo di trasformazione che portava al fiore d'oro.

Questo parallelo faceva scopa con una idea di Jung, che gli era venuta dalla propria esperienza clinica con gli psicotici : che l'inconscio non fosse solo un ricettacolo di esperienze nostre passate, ma che ci fossero due inconsci, uno personale ed un altro collettivo. Cioè ci fosse un inconscio che condividiamo con tutti gli altri esseri umani, da nord a sud, da occidente ad oriente.
Un inconscio che riceviamo in una eredità comune a tutto il mondo nel nostro corredo genetico.

Dai testi di alchimia si ricavava che l'ultimo vero obiettivo degli alchimisti era ricercare la pietra filosofale, in grado di risolvere tutti i problemi che assillavano l'umanità e non solo quelli materiali. Questa pietra altro non era che una sostanza catalizzatrice che aveva diverse qualità oltre a quella già citata : dare una salute perenne e l’immortalità, guarire da ogni malattia, fornire l’onniscienza.

Questa ricerca passava attraverso 4 fasi che descrivevano la trasmutazione chimica del vile metallo :
- L'annerimento (Nigredo)
- L'imbiancamento (Albedo)
- L'ingiallimento (Citrinas)
- l'irrossimento (Rubedo)

Queste fasi di trasformazione venivano riportate anche nel testo cinese "Il segreto del fiore d'oro" e nel testo di cui parleremo "Aurora Consurgens" ma con un fine apparentemente diverso da quello degli alchimisti.

Il libro cinese ("Il segreto del fiore d'oro") parlava di un processo di trasformazione interiore attraverso la meditazione. Si tratta della trasformazione di un uomo che soffre, tale da far schiudere dentro di sé il vero bene.

Il testo "Alchemico-Cristiano" parla invece di un percorso interiore da fare per raggiungere la "Sapienza Divina".

In entrambi i libri, nel testo alchemico cinese ed in quello Cristiano, abbiamo un percorso che parte dalla sofferenza e conduce alla guarigione, lo stesso percorso che noi analisti affrontiamo con i nostri pazienti. E questi passaggi coincidono con le fasi di trasformazione alchemica

Per stasera mi fermo qui. La prossima volta cominceremo a commentare il testo di Tommaso D'Aquino, canonizzato il 18 luglio 1323 da Papa Giovanni XXII

Cominceremo a commentare la prima delle 7 parabole che ci presenta la prima fase del processo che tutti noi abbiamo attraversato almeno una volta nella nostra vita : la Nigredo.

Indirizzo

Naples
80124

Orario di apertura

Lunedì 18:30 - 21:00
Martedì 18:30 - 21:00
Mercoledì 18:30 - 21:00
Giovedì 18:30 - 21:00
Venerdì 18:30 - 21:00
Sabato 11:00 - 13:00
15:30 - 17:30

Telefono

+393495907714

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