25/03/2026
Mi rendo conto di essere vecchia o antica o boomer, come dice mia figlia. Insomma, di un'altra epoca, un'epoca nella quale ti insegnavano che il linguaggio scritto e quello parlato erano differenti; che bisognava leggere rispettando le pause e la punteggiatura. E la punteggiatura veniva insegnata. E corretta, nei temi.
Ricordo ancora le correzioni se si metteva un punto e virgola invece di un punto o una virgola invece di un punto e virgola. Non c'era whatsapp, meno che mai i messaggi vocali. Si scrivevano ancora cartoline e lettere.
Sono nostalgica? Forse, ma qui non sto parlando di nostalgia ma di punteggiatura.
Perché quando si cambia il modo di scrivere e di parlare si cambia tutto. Soprattutto il modo di pensare e quindi di vivere.
Io ancora penso - e vivo - come un tempo: con i punti, i punti e virgola ed i 2 punti. Con le pause diverse.
Me ne sono resa conto quando mia figlia, parlando del piu e del meno, mi ha detto che ora ha capito che il mio mettere un punto alla fine della frase in un messaggio non é segno di incazzatura. E perché mai hai interpretato un punto cosi? Perché il punto non si mette nei messaggi, si mette quando vuoi fatto capire che sei incazzata.
E se vuoi cambiare frase, se la frase é finita come fai, come scrivi? Semplice, scrivi un altro messaggio.
Mi ha spiegato perchè spesso mi mandano 10 messaggi per una comunicazione che si sarebbe potuta riassumere in un unico messaggio. Non solo. Mi ha fatto capire ancora di piu l'importanza del punto. E perche oggi si tenda a non usarlo.
Il punto indica una chiusura, mette un confine ed un limite tra una frase ed un'altra. Possono anche essere due frasi collegate per contesto ma non si fondono l'una con l'altra. Sono separate. Ognuna è una frase finita con un suo soggetto, un suo predicato, dei suoi complementi, una principale e delle secondarie. Ma é chiusa.
Quando si faceva l'analisi del periodo si doveva in primo luogo individuare una frase completa e poi analizzarla. L'analisi grammaticale, logica e del periodo andava fatta frase per frase, da un punto all'altro.
Oggi viviamo in un periodo nel quale si tende a non mettere punti, ossia a non mettere limiti o confini. Mettere un punto, ad una frase o ad una situazione, fa quasi paura: significa essere chiari, sapere dove inizia e dove finisce qualcosa - e non mi riferisco solo alle frasi. Significa sapere che, per poter mettere il famoso punto, la frase deve avere uno senso compiuto: il famoso soggetto, predicato e complemento.
Oggi questo non c'è piu. Abbiamo sostituito il punto coi puntini sospensivi. Tendiamo a non esprimere piu un pensiero in modo chiaro, compiuto ma a lasciare aperte tante possibilità, di fatto a non esprimerci davvero. A non esprimere un pensiero chiaro ma a lasciare sempre una porta aperta ad infinite possibilità.
Oppure sostituiamo il punto con la virgola, neanche col punto e virgola o i 2 punti. Con infinite virgole. Così facendo non abbiamo pause, non abbiamo separazione tra concetti diversi, non abbiamo quasi principali e secondarie. Non c'è gerarchia nei pensieri. Tutto é sullo stesso piano, tutto é fuso, non ci sono separazioni. E, come conseguenza, tutto diviene confuso, dannatamente confuso.
Ogni pensiero non espresso in modo chiaro può avere infinite interpretazioni. E si rinuncia ad esprimersi. Ossia si rinuncia ad essere. Perché la parola serve per esprimere noi stessi, ciò che siamo, ciò che desideriamo.
Il punto é la massima affermazione di noi stessi. Io sono, io penso, io credo, io voglio.
Quando mi esprimo in modo confuso, non chiaro significa che non ho, dentro di me, chiarezza di ciò che sono, che penso, che voglio. E questo fa sì che io, il mio pensiero, i miei desideri, possano essere invasi da quelli altrui. Perché non ho messo un limite ed un confine tra me ed il mondo esterno.
E quindi, il punto alla fine del mio messaggio viene interpretato come comunicazione aggressiva.
Oggi mettere un punto, mettere un confine, chiudere in modo chiaro fa paura. Fa paura essere se stessi ed affermarsi nella propria individualità.
Per cui, si, sono vecchia: ma sono altrettanto convinta che sia di fondamentale importanza riprendere lo studio della grammatica, a partire proprio dalla punteggiatura