Tommaso Montini

Tommaso Montini Uno spazio per "essere famiglia" con tutti i nostri bambini! Un divano per stare insieme, rilassati!

“A letto senza cena!!”“Bei tempi...! Allora sì che c’era un po’ di educazione!”    Oppure… “Pfiuuu! Meno male che questi...
21/02/2026

“A letto senza cena!!”

“Bei tempi...! Allora sì che c’era un po’ di educazione!” Oppure… “Pfiuuu! Meno male che questi metodi assurdi non esistono più!” ???

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Il nostro passato racconta modelli educativi molto rigidi.
“Signorsì!” “…e tutti in fila per due, ben allineati!” “Formiamo soldati per la patria!”

Domanda: ma erano più educati i nostri nonni?
Forse si.
Ma… erano educati oppure “obbedienti” e repressi?
Andava bene una educazione fondata sulla paura delle punizioni, delle botte, della censura dei grandi…?

C’era rispetto. Si, c’era. Che bello! “Onora il padre e la madre!” è addirittura un comandamento divino.
Ma un rispetto fondato sulla paura non è vero rispetto.

Quei modelli educativi hanno costruito soldati obbedienti, ma anche persone insicure, con problemi importanti.
Alice Miller, una grande studiosa, racconta che non solo i “soldati obbedienti” ma anche i carnefici dei campi di concentramento erano tutti molto “ben educati”!

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Oggi sappiamo che la stima, l’empatia, le carezze, la tenerezza… ottengono risultati di gran lunga migliori per la formazione della persona, la sua felicità e la sua capacità di realizzarsi nella vita!

Quindi benvenuta l’educazione che ascolta, spiega, incoraggia, stima, rispetta… Senza bisogno di punizioni, umiliazioni o minacce per ottenere una “buona condotta”!

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"Bravo dottore. Bello da dire!"
"Ma quando mio figlio fa una sceneggiata urlando per pretese assurde e non riesco a prenderlo da nessuna parte... vieni tu a spiegargli "dolcemente" di smetterla "per favore"?"

"Come si fa a non far crescere bambini senza regole, viziati, maleducati, incapaci di interagire in modo equilibrato tra gli altri?"
Come si fa a “convincere” un bambino piccolo a non “buttarsi a terra in strada urlando” per una pretesa assurda?
Come si fa a insegnare le regole della convivenza civile se nonostante le "dolci spiegazioni" lui sembra fare sempre peggio e sembra sempre più "sordo"?

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Riflettiamo:

E’ importantissimo essere dolci, spiegare, considerare i punti di vista, contrattare decisioni… ma dobbiamo anche far comprendere le regole, il SI e NO!

C’è però un dettaglio da considerare (e che spesso sfugge): le capacità e modalità di comunicazione e comprensione del bambino, cambiano in rapporto al suo sviluppo.

Più è piccolo, più il suo cervello immaturo è prevalentemente emotivo rispetto a quello critico razionale di noi adulti.
Quindi come un radar sofisticato lui coglie immediatamente le emozioni, il non verbale: i volti, i toni di voce… Molto meno le parole.

Ha poi tempi di attenzione limitati: vive nel qui e ora, e non riesce a seguire astrazioni e concetti complessi.
Ci vuole tempo perché possa gestire costruzioni mentali, significati, ragionamenti, progetti…cioè a comunicare con gli stessi strumenti a cui siamo abituati noi e che a noi sembrano ovvi.

In modo parallelo cambia nel tempo la percezione di sé stesso nell’ambiente.

Da piccolo tutto è rapportato a lui (“cucù… settè!” il bambino realmente si sente nascosto quando chiude gli occhi!) e si percepisce come centro del mondo.
Crescendo, progressivamente comprende che il mondo è grande e impara le relazioni tra lui e gli altri.

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E allora: è vero che è importantissimo spiegare, ascoltare e non imporre minacciando punizioni, ma non si può pensare di avere una modalità comunicativa e un approccio uguale per tutte le età.

Intorno ai due anni i nostri discorsi pieni di aggettivi, concetti, spiegazioni complicate… Non servono quasi a niente perché il bambino non è in grado di seguirli.

Inoltre quando è travolto dalle emozioni negative come la rabbia, anche quella piccola possibilità è completamente azzerata.

Nel momento oppositivo serve il contenimento. Punto.

Serve il sentire che la mamma e papà ci sono, sono affidabili, sanno di cosa lui ha bisogno e sanno dire chiaramente SI e NO.
In modo semplice, perché a quella età il bambino ha bisogno di sentire "argini", che sono sicurezze, per evitare che il fiume straripi e crei danni.

Il NO scatena rabbia, è vero, ma:
- se quel NO viene da una figura ferma, ma accogliente, che non si fa contagiare a sua volta dalla rabbia,
- se quella figura non si mette sullo stesso piano del bambino avviando una “rissa” come tra pari, con dispetti, ricatti e minacce,
- se quel genitore sa proteggere “l’essere” (che è sempre bello, buono e bravo!) nonostante la censura, semplice e chiara, solo sul “fare” sbagliato…

…Tutto lo “scontro” insegna regole, ma soprattutto ad incanalare l’energia di quella rabbia in un percorso costruttivo e non distruttivo. Detto in due parole: l'autocontrollo e la resilienza.
Tutto infatti finisce in un abbraccio che non lascia “feriti” sul "campo di battaglia"!

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Il bambino non deve mai sentirsi cattivo!
Quindi nei momenti di tensione facciamo attenzione agli “attacchi alla persona": è “la cosa” che non si fa, ma tu sei buono!"

E, lo ripeto, cerchiamo di non farci travolgere a nostra volta dalla rabbia che "sa parlare" un non verbale che colpisce fin troppo bene!

Serve fermezza, non urla o minacce che spaventano e confondono, e serve sapere che a due anni comunica un volto fermo, poche parole, uno sguardo. Tutto il resto è rumore che "non spiega" quasi niente.

Il SI è si e il NO è no. Punto. Detti con tono fermo, uno sguardo e a bassa voce, sono più incisivi di una sceneggiata.

I perché e percome nel momento dell’adrenalina non servono. Conviene aspettare, calmi e fermi, che sia metabolizzata.

Quando il bambino si calma l’abbraccio e il bacio infatti cancellano tutto, e allora con parole semplici possiamo anche spiegare i perché del no, ma infondendo sempre stima, fiducia accoglienza.

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Con la crescita, dopo i cinque sei anni la scena cambia e potremo iniziare a discutere, spiegare, accordarci in modo più complesso, ma sempre fuori dai momenti di scontro perché la rabbia offusca le capacità di riflessione.

Quello che dobbiamo insegnare è il controllo delle emozioni negative e la resilienza.
Possiamo farlo se prima noi riusciamo a mantenere calma e controllo, anche quando è necessaria “l’affettuosa fermezza”.

Con la crescita il dialogo diventerà il centro della relazione e la trattativa non sarà più sempre vinta dai genitori. Ma questo è un altro capitolo…

Buon week end!

Carnevale con le lasagne è passato. All’orizzonte abbiamo… la prova costume! “Adesso si fa sul serio: Dieta!”---------Ra...
18/02/2026

Carnevale con le lasagne è passato.
All’orizzonte abbiamo… la prova costume! “Adesso si fa sul serio: Dieta!”

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Racconto una storia:
Giovane e bella ragazza un pochino sovrappeso. Dimagrita, tonica, felice di star bene. Complimenti!!
Improvvisamente: “Dottore, ho mal di testa, un senso di oppressione in petto...”

Il dottore, sempre malpensante, fa fare subito un controllo cardiologico con ecografia: tutto ok ma pressione alta 140/95.
“Strano… mai avuto problemi di pressione!” Ok, facciamo controlli ematici, “non si sa mai…”
Tutto ok. Rivalutiamo...

Dopo pochi giorni: “Dottore sto male. Mi fischia l’orecchio, ho un forte mal di testa… Ma mi formicola un braccio e pure le gambe, ho quasi difficoltà a camminare…” Pressione 175/110 !!!

Corsa in P.S.!!
Analisi e TAC encefalo urgente. “Sembra non ci sia nulla, ma per prudenza fate fare anche RMN con sequenze angiografiche”.
Ansia.
Corsa per far fare con urgenza anche RMN, altre analisi… non emerge niente.

Il dottore non capisce. Da dove esce questo quadro ipertensivo improvviso e preoccupante in una giovane sempre stata sanissima?

Cerchiamo di ragionare...
Improvvisamente la ragazza dice: “dottore ma mica può dipendere dalla dieta?”
“La dieta? Quale dieta?”
“Ho fatto una dieta chetogenica con delle bustine… ma non erano farmaci, erano solo proteine…”

Il dottore ha un colpo!! “Fammi vedere queste bustine e fammi capire…”
Un po’ di calcoli ed è emerso che questa ragazza per oltre un mese ha assunto un carico proteico cinque volte maggiore del suo fabbisogno!!

“Chi ha prescritto queste bustine?”
“Nessuno. Me le ha consigliate una mia amica che è dimagrita tantissimo e sta benissimo! Ma è un trattamento collaudato da molte altre amiche. E infatti dottore anche per me ha funzionato benissimo! Ho perso 10 kg!!”

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Nessun commento sui fatti, non ci servono giudizi (Per favore, evitateli nei commenti).
Ma dai fatti cerchiamo di cogliere qualcosa per riflettere:

Le bustine: “Sono solo proteine!” “Energizzanti!” “Rafforzano i muscoli”
Si vendono in barattoloni anche nei negozi di articoli sportivi e nei supermercati senza nessun controllo. “Mica sono doping!”

E le diete… Ormai in rete non si contano più: “Abbassano il colesterolo!” “Fanno dimagrire facilmente!”
Abbiamo una epidemia di professori e scienziati in circolazione.

Ma io senza giudicare nessuno mi rivolgo alle "amiche" che prescrivono bustine e diete iperproteiche.
Care "amiche" ve le spiego, spero in modo facile:

Il cervello per funzionare ha bisogno di glucosio. Se questo glucosio non entra anche dalla dieta il corpo deve produrlo smontando grassi e proteine.

La cosa piace perché fa dimagrire e si è tutti contenti. Questo il motivo del successo di queste diete.

Ma a chi tocca il lavoro di smontaggio e produzione di glucosio è il fegato, e lui non sempre è “tutto contento”.

Se infatti non ci sono carboidrati disponibili e per fornire il glucosio necessario deve fare tutto lui, il suo lavoro diventa pesantissimo!
Niente diritti sindacali, turni massacranti, niente riposi… "Na' vitaccia!"

Ma smontare troppe proteine significa anche produrre montagne di materiale di scarto da smaltire, in particolare l’ammonio. Il fegato sa che è tossico e quindi nel super lavoro deve aggiungere anche la trasformazione in urea da scaricare nel sangue.

Quando succede il rene che stava in santa pace, viene travolto da un alluvione: arriva una montagna di urea da scaricare nelle urine!!

La reazione è immediata ed efficiente; "Emergenza! “Allarme rosso!” “Tutti ai posti di combattimento!” le sirene suonano all'impazzata.

“Aprire tutti gli scarichi!!! Aumentare la filtrazione al massimo!!!”
“Comandante non basta!! Come facciamo???”

“Dilatiamo l’arteriola afferente così facciamo arrivare più sangue e aumentiamo la filtrazione!”
La velocità di filtrazione aumenta.
Le proteine animali intanto hanno generato acidi fissi ma il rene oltre alla filtrazione gestisce anche “Il fronte” dell’equilibrio acido base.

Alla fine, modello di efficienza straordinaria, il rene ce la fa e compensa! Meriterebbe una medaglia al valore. Bravo!

Ma per quanto tempo può resistere così?
Per quanto tempo i suoi sistemi di filtrazione riescono a compensare senza rompersi?

Indipendentemente dal rischio "rottura" tutto questo comunque aumenta la pressione intra glomerulare in modo persistente.

I sensori generali colgono questo stato di squilibrio e attivano i meccanismi per aumentare la pressione sistemica (sistema renina angiotensina aldosterone).

E allora signore e signori, ecco a voi...l’ipertensione!

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Che succede alla fine della storia?

Se siamo gestiti da medici, seguiamo indicazioni precise e controllate, non succede niente.
Non si forza il sistema, non si arriva alle sofferenze d’organo, non si rompe niente.

Ma se invece facciamo da soli o seguendo il fascino dei bravi influencer dal fisico statuario della serie “come sono belli! Voglio essere anche io così!”, o i consigli degli amici o “i muscoli come li faccio senza un aiutino?” “mica sono farmaci! Si vendono al supermercato!” “Sono solo proteine integratori aminoacidi… come le vitamine!”…

Ci sono due possibilità:

la prima: rischiamo un danno acuto. Quello che è capitato alla ragazza che è corsa al pronto soccorso con una crisi ipertensiva.
Fortunata, perché anche se ci ha provato non è riuscita a fare danni permanenti. Ora sta bene e ha capito.

La seconda: rischiamo un danno cronico e ritardato.
Dopo anni di “come sono stato bravo a tenere il colesterolo basso e a dimagrire perfettamente!” e “Ormai sono abituato: io mangio sempre solo proteine senza mai carboidrati!” può succedere che il fegato e anche il rene cedano e ci presentino il conto!

In questo secondo caso speriamo di non farci troppo male perché una insufficienza epatica o renale cronica non si curano con sciroppetti!

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E allora concludo questo lunghissimo post con pochi messaggi:

1) La dieta migliore resta quella mediterranea, che non è una dieta ma un mangiar bene in modo equilibrato

2) Qualsiasi dieta è un intervento medico. Quindi qualsiasi dieta va prescritta gestita e controllata da professionisti. Gente con una laurea ufficiale che sia in grado di valutarci in modo globale!
Non solo misurare massa magra massa grassa e colesterolo con macchinari da effetti speciali!

3) Nessun integratore, e meno che mai i barattoloni che si vendono nei negozi di bellezza o articoli sportivi, devono essere assunti senza un controllo medico.

4) ... e mai lasciare che i ragazzi li comprino da soli perché “tanto non è doping!”

L’obiettivo non è il costume o i muscoli: è star bene!

E fare passi equilibrati con il buon senso. Perché i veri rischi sono sempre negli eccessi.

MAMMA PICCHIA MAESTRA…Notizia di cronaca. Il giornale riempie una grande pagina.Il commento è triste: l’emergenza rischi...
15/02/2026

MAMMA PICCHIA MAESTRA…

Notizia di cronaca. Il giornale riempie una grande pagina.

Il commento è triste: l’emergenza rischio sociale ed emarginazione è un problema immenso.
C’è in tutte le grandi metropoli e l’imbarbarimento ne è uno dei sintomi più evidenti.

Napoli, che è una culla di grandissima civiltà e cultura, dove arte e bellezza si fondono con una storia più che bimillenaria, viene ancora una volta lapidata da beceri selvaggi che, pur rappresentando una marginalità, finiscono per invadere la scena e oscurare tutto il resto.

Non entro nella cronaca, ma dalla cronaca prendo uno spunto per riflettere insieme.

Una insegnante non è una persona, ma un riferimento fondamentale. Importantissimo! E’ come un tralcio su cui arrampicarsi, proprio come una vite!

Dopo i genitori infatti diventa una delle figure che rappresentano l’autorevolezza (non l’autorità) e la sicurezza che sono indispensabili per una crescita sana.

Per questo la voce dei genitori e quella degli insegnanti dovrebbe sempre essere univoca, come due argini dello stesso fiume!
Una alleanza educativa orientata e coordinata ad uno stesso obiettivo: lo sviluppo sano del bambino.

Quindi mai svalutare un insegnante!!! Mai.

Se ci sono dei problemi (capita) contraddire l’insegnante davanti al bambino significa far male al bambino: confonderlo, demolire i suoi riferimenti.
Molto meglio andare a confrontarsi a scuola con serenità per migliorare l’alleanza e aiutarsi a coordinarsi.

Non ci piace la maestra? La scuola? Non riusciamo a trovare un equilibrio?
Facciamoci aiutare. Con i dirigenti scolastici i pediatri o pedagogisti o psicoterapeuti o chi vogliamo, ma se davvero non riusciamo a trovare un punto di incontro… cambiamo scuola! Facciamolo, ma senza coinvolgere il bambino nei conflitti o i giudizi negativi.

Un maestro non è quello che sa fare belle lezioni, ma quello che affascina, che si ama e si stima, un modello che entra nella vita e si ricorderà per sempre.

Un maestro vero è quello che sente i ragazzi come suoi. Li ama, li ascolta, li orienta, li incoraggia… anche quando gli tocca il ruolo della censura.

Il brutto voto è del compito sbagliato, non il giudizio sul bambino! E serve come incoraggiamento per fare un altro compito migliore.

Serve per imparare a tollerare l’insuccesso senza scoraggiarsi, per saper usare le energie della frustrazione in modo costruttivo!

Questo è quello che deve arrivare al ragazzo dalla scuola perché sia rafforzato a casa dai genitori!

“Coraggio! Sbagliando si impara!” (era la voce del mio papà!)
Benedetto errore che mi insegna che non lo ripeterò.

Svalutare un insegnante, correre a difendere il proprio figlio per un voto che non è piaciuto o un rimprovero, arrivare addirittura a picchiarlo (!!), significa far veramente male al proprio figlio.

Demolire il principio delle regole, dell’autorevolezza, della guida… E’ come lasciare un agnellino senza più un recinto che lo difenda. Un disastro!!!

Quella mamma ha picchiato suo figlio, non la maestra!!!
Purtroppo costruirà un disadattato a rischio sociale, esattamente come è lei. Un perdente, un fallito.

Che tristezza!

Carnevale! Che bello! Andiamo alla festa tutti in maschera."Io mi vesto da..."Ma... un bambino di cinque anni ha voluto ...
13/02/2026

Carnevale! Che bello! Andiamo alla festa tutti in maschera.
"Io mi vesto da..."

Ma... un bambino di cinque anni ha voluto il vestito della principessa Elsa.
E’ un bambino delicato, più volte ha manifestato anche atteggiamenti femminili...
La mamma lo ha accontentato anche se un po’ preoccupata per la reazione degli altri. Dopo poco il bambino molto triste le ha chiesto di togliergli il vestitino perché lo prendevano in giro…

Dottore, mille interrogativi! Che fare?

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Siamo in un mondo strano.
Da un lato si ostenta una cultura gender come una bandiera (non si capisce la parola “Pride” che significa “Orgoglio”! Di che?) e si fa anche spettacolo su questo,
dall’altro c’è una chiusura e un pregiudizio che ferisce profondamente i ragazzi, e gli adolescenti in particolare.

Dovremmo invece tutti imparare ad accogliere la persona, indipendentemente da ogni forma di diversità di qualsiasi genere (colore razza religione orientamento sessuale ecc…), e considerare le diversità come normalità e anche ricchezza.

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Sul sesso poi siamo nel caos perché quella che dovrebbe essere affettività e intimità viene trasformata in status symbol, ostentazione e merce, completamente slegati dalla profonda affettività e dall’amore.
Il sesso che dovrebbe essere la quintessenza dell’incontro è ridotto a solitudine, prestazione, uso di corpi senza anima!

Tutto questo ci fa male, ma fa malissimo ai ragazzi che per loro natura invece si innamorano davvero e hanno una immensa sensibilità che andrebbe protetta!

Ma il discorso sarebbe lunghissimo e quindi torno al problema.

A cinque anni un bambino è... un bambino!! Punto. Un esploratore, uno che cerca, si emoziona, vuole capire.
E’ assolutamente presto per attribuirgli etichette o tendenze.

Ha una grande sensibilità ed è normale che la principessa Elsa lo attragga!
E' bella, forte, magica, decisa, potente...

Ha pensato di essere una fe*******ia?
Ma anche no. Voleva essere Elsa perché Elsa lo aveva emozionato. Punto.

Il problema non è Elsa, quanto la reazione di tutti che non riescono a vedere le emozioni di un bambino per quello che sono e attribuiscono significati che il bambino è costretto ad elaborare.

Tanti adulti si vestono da donne a carnevale ma ci si ride sopra e amen!
Invece per un bambino no, c’è sempre un giudizio con cui dover fare i conti.

Che le consiglio?
Di essere serena e di stare attenta a non far parte di quel giudizio, anche se positivo!

Piuttosto aiutiamolo a difendersi con risposte semplici. Per esempio...
"A Carnevale ci si veste come si vuole e a me piace Elsa"
"Sto giocando e mi diverto così"
"E' il mio vestito e mi piace così"

Frasi neutre, non aggressive che chiudono la conversazione.

Il bambino esprima quello che è, e trovi una mamma e un papà che lo accolgano come bambino, senza sottolineare problematiche che ora lui non ha.

Gli piace giocare con le bambine perché sono bambine dolci e lui è delicato.
Gli piace giocare anche con i bambini, ma non vuole essere di quelli che danno cazzotti o dicono le parolacce perché è educato e sensibile!

Tutto qui.

Se però i modelli sono:
Femmine carine, dolci, disponibili, meno competitive, non violente e calme…
Maschi aggressivi, che fanno la lotta, gridano, sono prepotenti competitivi e violenti…

Potrò decidere che “non mi piacciono i maschi!” E' sbagliato? Anche a me non piacevano.
Ma il “non mi piace essere maschio!” è un'altra cosa e il percorso per deciderlo è molto lungo!

Il "dove ci si sente" non dipende dagli organi genitali ma dal cervello.
Le esperienze dell'ambiente agiscono sui geni attivandoli o disattivandoli per il risultato finale che per ognuno di noi è epigenetico.

Oggi si cerca anche un terzo sesso deciso nella vita intrauterina e ci sono verità anche in questi studi (le mamme in gravidanza sono delicatissime e dovrebbero essere protette e sostenute!) ma il tema è molto complesso perché i fattori che entrano in gioco sono tantissimi e non c’è una verità tutta bianca o tutta nera.

Resta la certezza della epigenetica e resta il dato che, dei tantissimi bambini che a cinque anni sembrano orientati in un modo, solo una piccolissima minoranza rimane stabile in un sesso diverso da quello che gli è stato attribuito alla nascita.

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E allora?
E allora noi adulti dovremmo rispettare i bambini e lasciarli bambini!

- Giocare con i bambini dell’asilo e dire che l’amichetta “è la fidanzatina” è sbagliato!
- Divertirsi sul loro imbarazzo quando non sanno cosa rispondere alle domande ammiccanti è demenziale (perdonatemi se mi è uscita una parola forte!)!
- Sottolineare per gioco ostentazioni di mascolinità o femminilità dei bambini è sbagliato!
- Trasformare lo zecchino d’oro in “talent show” con bambini che mimano mostruosamente adulti con canzoni assolutamente “non bambine” è violenza!

E mi chiedo:
che arriva ad un bambino quando in uno spettacolo seguito da tutti, pieno di luci scintillii ed effetti speciali, un personaggio con un vestito tutto luccicante dà improvvisamente un bacio in bocca ad un altro per fare spettacolo?
Gli sta dicendo che gli vuole bene?

Potrei continuare il lunghissimo elenco di assurdità che vedo sui bambini!

Il mondo dei grandi non ama i bambini e li usa con cattiveria, senza rispettare l’ABC della infanzia, calpestandoli.

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E allora… Elsa? Difenda il suo bambino!
Sostenendolo e facendogli sentire che lui va bene come è, che lei lo stima e lo accoglie sempre! Proprio perchè è come è.

Il sesso a cinque anni non interessa a nessun bambino se il mondo gli adulti non ha invaso il loro con curiosità "strane" da "capire meglio".

I bambini giocano serenamente se gli adulti li lasciano essere quello che sono, bambini!
Giocano e accolgono con qualsiasi vestito, colore, razza o religione!

Perchè sono... bambini!
Quanto abbiamo da imparare da loro!

4 Febbraio:  E' la "Giornata mondiale della lettura ai bambini ad alta voce!"Lo stavo dimenticando!"Nati per leggere" è ...
04/02/2026

4 Febbraio: E' la "Giornata mondiale della lettura ai bambini ad alta voce!"
Lo stavo dimenticando!

"Nati per leggere" è un progetto che non può passare inosservato!

Allora anche se la giornata sta finendo sono ancora in tempo per ripubblicare un post per riflettere insieme su questo tema.

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Una notizia:
“Il Vocabolario di un bambino di 3 anni è fortemente correlato alla quantità e alla varietà di parole ascoltate a 8 mesi di vita.”

Uhmm…Interessante. Ma che significa?

Significa che sedersi su un divano (o dovunque) con un bambino piccolo in braccio per accarezzarlo e leggergli libri, vuol dire dargli delle opportunità superiori a cento ricostituenti o corsi di qualsiasi cosa fatti nel corso di tutta la sua infanzia!

Piccolo quanto? Iniziamo tra i 4-5 mesi!

Ma che capisce a quella età?

Ok, non iniziamo con i fratelli Karamazov e scegliamo libri facili da manipolare e con figure ed espressioni del viso, ma poi via via cominceremo con piccole storie semplici e colorate…

Capisce? Certo che capisce!
Cosa?

Il contenimento e l’intimità con la mamma che legge, apre autostrade nei piccoli cervelli! ..E presto, molto più presto di quanto si crederebbe, il bambino capisce eccome!

Ma la particolarità è che capirà molto di più dei bambini della sua età a cui non sarà stato letto nulla!

Ma c'è di più!

Leggere libri ai bambini significa anche vivere con loro occasioni di incontro privilegiate.
Entrare nelle loro storie fantastiche, dar loro la possibilità di esprimere quello che hanno dentro: ascoltarli e scrivere nei loro cuori che mamma (o papà) ci sono!

Che significa entrare nelle loro storie fantastiche?

Riguardate Mary Poppins. In particolare la scena in cui Berth ha fatto i disegni a terra.

“Mary Poppins possiamo entrarci?”
Mary Poppins sembra esitare, quasi infastidita ma poi... “Datemi la manina!”

L’adulto forte e sicuro stringe la mano dei bambini e… Oplà! Siamo nella giostra!

Che cosa è la giostra e poi la caccia alla volpe e poi la corsa…?
E’ l’adulto che con la sua forza sicura sta accompagnando i bambini nel loro mondo fantastico!
L’adulto sicuro è quello che sa trovare vie di uscita magiche in tutte le situazioni difficili.

Come fa Mary Poppins? Con una parola! “Supercalifragilistichespiralidoso!”
Una parola magica senza significato che cambia tutto e trasforma la realtà in festa e serenità!

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Care mamme: fate Mary Poppins! Entrate nelle favole!

Se nelle storie insieme ai vostri bambini inciampate in qualche difficoltà… Aiutateli ad uscirne fuori!

Ascoltando favole in un posto morbido tra le braccia di mamma...
Quando il tempo si ferma e non c’è altro che il piacere di una intimità particolare…

Si risolvono paure, si ricuciono strappi, si armonizza il mondo, si risolvono tensioni!

Leggere libri ai bambini piccoli significa costruire cervelli aperti alle opportunità, vivaci… intelligenti!

IL LATTE VACCINO. “E’ un alimento completo! Se prende il latte, anche se non mangia stai tranquilla, perché vale come pr...
03/02/2026

IL LATTE VACCINO.

“E’ un alimento completo! Se prende il latte, anche se non mangia stai tranquilla, perché vale come primo e secondo!”

Le nostre bisnonne dicevano così e la loro voce riecheggia ancora oggi.

Avevano ragione? Forse ai loro tempi anche si.

Nel passato, nemmeno troppo remoto, il problema dell'infanzia era infatti la denutrizione.
La carne e le fonti proteiche erano alimenti per ricchi e larghe fasce della popolazione in Italia erano molto, molto povere.
Il grande dott. Moscati a Napoli “curava” portando “la spesa” a casa dei bambini quando andava a visitarli!

In quel contesto il latte vaccino rappresentava una salvezza! Ricco di grassi, zuccheri, proteine era “l’alimento dei bambini” per eccellenza.

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Oggi abbiamo il problema opposto: non “denutrizione” ma “malnutrizione” per eccesso!

Ipercolesterolemia sovrappeso e sindrome metabolica sono ormai una grave epidemia mondiale.

E allora il latte vaccino, alimento ricchissimo di grassi animali e proteine, è andato in disgrazia!
Addirittura qualcuno oggi dice che può essere pure cancerogeno! Perchè contiene degli RNA liberi che agiscono come stimolanti della crescita cellulare.

Per ora questa voce non ha conferme e quindi io direi di lasciarla perdere, ma comunque un vitello cresce 400 gr. al giorno e noi non vogliamo che i nostri bambini crescano come i vitelli!

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Tutto questo però ha spinto nuove mode:
Ai miei tempi c’erano le buste di latte triangolari: la scelta era tra due o tre marche e al massimo c’era quello scremato.
Oggi al supermercato c’è il latte di soya, di riso, di avena, di capra, di asina, senza lattosio, di mandorla (ne dimentico certamente qualcuno) e poi scremato, parzialmente scremato, ultra filtrato, a lunga conservazione…

Se il mercato cambia… Le industrie si organizzano!

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La natura fa le cose bene: il latte di mamma è sempre buono. Ma ognuno ha la sua mamma e il latte della mucca è perfetto per i suoi vitelli!

Noi siamo gli unici che rubiamo il latte delle mamme degli altri.

Il latte poi è pensato per i cuccioli. Gli animali, terminato l’allattamento, non me mangiano più. Noi invece…

Nel passato remotissimo era proprio complicato trovare da mangiare e gli adulti rubavano ai bambini il latte delle loro mamme!
(Non sarà stato facile essere mamme nemmeno in epoca preistorica! e curiosità: nel famosissimo quadro di Caravaggio delle 7 opere di misericordia che sta a Napoli, di lato si nota una donna che offre il suo latte con il seno ad un uomo anziano).

Per difenderli, nel corso dell’evoluzione la natura con la crescita disattivò la lattasi (l’enzima che permette di digerire il lattosio). Gli adulti diventarono quindi sempre più intolleranti e il latte delle mamme iniziò a provocar loro dolori di pancia e diarree.
Così finalmente i bambini (e le loro mamme!) furono lasciati in pace, ma per questo oggi tantissimi adulti non digeriscono il latte e tutti noi abbiamo una soglia oltre la quale non possiamo assumerne senza rischiare dei mal di pancia.

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Il latte vaccino è buonissimo e sazia tanto e per tanto tempo (il bambino non mangia più niente altro). Ma è una “botta di colesterolo” e di proteine animali!

Il colesterolo è importante per costruire cervello e ormoni, ma l’organismo se lo produce anche da solo e non ha bisogno di grandi supporti esterni. Troppe proteine animali poi contribuiscono al sovrappeso!

Inoltre non contiene ferro, interferisce con il suo assorbimento e lo fa anche perdere attraverso l’intestino, e non contiene nemmeno acido folico e fibre!

“E allora sto' latte, fa male? Si o NO ?” Risposta “politica”: SI, se troppo.

Il latte infatti resta un alimento ricco e importante: come fonte di calcio ma anche zuccheri proteine e colesterolo! Sostanze necessarie per la crescita.

Ma dai 12-15 mesi in poi, anche vaccino, lasciamolo solo la mattina, con la tazza (niente biberon!), condividendo con i bambini il bel momento della colazione: ricca e piacevole! Anche con frutta cereali marmellata e tanti sorrisi!

Una tazza di latte la mattina copre il fabbisogno di calcio e dà il giusto senso di sazietà per affrontare una mattina senza ulteriori integrazioni (o solo con un piccolo spuntino) e arrivare affamati a pranzo.

E poi…? E poi basta.

I derivati del latte, cioè formaggi, formaggini, yogurt, mozzarelle ecc… buoni! Ma senza eccedere!
No a formaggini in ogni pietanza “per fare sostanza!”, no a montagne di Pamigiano, no a latte la sera, no a yogurt come merendine a tutte le ore “perché non vuole la frutta”…

No agli eccessi! Si ogni tanto, perché restano alimenti ricchi.

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“Ma quanti problemi! Adesso ci sono i latti di crescita, fatti apposta per i bambini, che risolvono tutto quello che hai detto!”
“Hanno un minor carico proteico, sono scremati, più leggeri, ci aggiungono anche il ferro e pure i fermenti lattici… Che vuoi di più?”

“Sono perfetti per i bambini!” Vero. Infatti i pediatri li consigliano.
“E tu perché non li consigli?”

Non li consiglio perché sono pensati dalle aziende che vendono latte per continuare ad incoraggiare il consumo del latte (ovviamente!), mentre nella dieta mediterranea il latte non è in prima linea!

Inoltre il ferro che contengono li renderebbe “schifosi” e neri se non fossero fortemente edulcorati e schiariti!
Per farli diventare gradevoli sono infatti tutti dolcissimi, al gusto di vaniglia, cioccolata ecc…

In questo modo abituano i bambini al dolce e, considerando che l’imprinting sui geni del gusto si ha fino ai due anni circa, non mi sembrano una buona scelta in questa fase della vita.
Tra l’altro poi spesso prolungano la vita dei biberon che sono cariogeni.

Si potrebbe dire che però contengono ferro, ma il ferro con il latte non si assorbe e l’eccessivo consumo di proteine del latte riduce quelle della carne (i bambini finiscono per rifiutarla) che invece ha un ferro che si assorbe molto meglio.

E allora io consiglio meno latte, anche se vaccino solo la mattina, e dieta mediterranea per tutti!
Con meno grassi e proteine animali e molte più verdure, pesci, legumi e olio di oliva.

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Ma questo è il mio punto di vista personale che non conta niente.
Ho scritto questo parere solo per rispondere alle tante domande che mi sono arrivate sul perché non prescrivo latti di crescita.
I pediatri che consigliano latti di crescita sono correttissimi!

Il consiglio giusto resta sempre quello di seguire e aver fiducia del proprio pediatra!
Non dei “bravi-dottori-on-line-che-sanno-tutto”…con le tastiere o le videocamere!

Perché questi latti di proseguimento sono effettivamente modificati per rispondere ai fabbisogni dei bambini e risolvere i problemi del latte dei vitelli, quindi ineccepibili, e perché non esiste una vera medicina senza veri dottori in carne ed ossa!

Indirizzo

Via Salvatore Ferrara 15
Naples
80124

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