Tommaso Montini

Tommaso Montini Uno spazio per "essere famiglia" con tutti i nostri bambini! Un divano per stare insieme, rilassati!

Esistono le malattie che fanno correre dal dottore,  forse al pronto soccorso…Quelle che "Dottore che paura che ho avuto...
31/01/2026

Esistono le malattie che fanno correre dal dottore, forse al pronto soccorso…
Quelle che "Dottore che paura che ho avuto…!”

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Ma esistono anche le malattie che non fanno più correre: perchè stanno sempre lì, ormai compagne della nostra vita.

Malattie che non fanno più piangere, ma tolgono il sonno e spezzano il cuore, giorno dopo giorno.
Quelle che dal dottore non vanno quasi più.

Con il tempo diventano invisibili, silenziose, sole...

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L'obiettivo della vita non è arrivare da qualche parte, ma essere felici.
E la felicità non viene dalle prestazioni o dai risultati che si raggiungono, ma dal sentirsi accolti ed amati per come si è.

Non è facile sorridere a qualcuno che non ricambia un sorriso, ma sapere che quel sorriso o quella carezza, anche se non sembra, arriva al cuore, è importante!

Ogni carezza arriva al cuore! Ogni abbraccio arriva, riscalda e regala benessere.

Perchè i circuiti emotivi profondi, quelli che non hanno bisogno di essere "capiti", sono accanto agli interruttori della vita. Fino alla fine.

Le parole possono non essere comprese, ma il suono della voce melodica di una ninna nanna o il tocco di una mano calda, possono cambiare una frequenza cardiaca!

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Le malattie croniche e le disabilità, sono tante.

Andiamo dai medici e facciamo tutte le riabilitazioni possibili, ma il bisogno del cuore, quello che davvero "cura" e produce benessere per i nostri figli, anche gravissimi, è che si sentano amati e accolti per quello che sono, così come sono.

Restiamo genitori. Non trasformiamoci in terapisti perché a noi tocca solo amarli e accoglierli.

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E poi...? E domani ?

Il futuro è solo una nostra costruzione mentale: la nostra capacità di immaginarlo. Ma non esiste!
La mia vita me lo ha confermato, con durezza.

Abbiamo il presente e in questo presente abbiamo i loro occhi dentro cui perderci, la loro tenerezza da coccolare, il loro bisogno di noi da riempire.

Ma loro... hanno bisogno di una mamma e un papà capaci di sorridere! Sorrisi veri, spontanei.
Quindi, cari genitori, trovate spazi per voi! Lo ripeto: per voi.

Restare schiacciati dal peso di una diagnosi tra riabilitazioni e terapie, imprigionati e soli senza alcuna possibilità di fuga... distrugge!
Complessi di colpa, rabbia, rassegnazione o sforzi per "espiare" chissà cosa... sono sabbie mobili che risucchiano sempre più giù.

Fanno male! Fanno male a noi, ma fanno male ai figli che amiamo e che cerchiamo di curare perchè tutto questo si stampa sui nostri volti!

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E allora, non lasciatevi schiacciare dal peso di una patologia!
Cercate tempi per voi, momenti di fuga, momenti liberi, di svago.

Servono! Servono! Servono! Per "curare" meglio loro.

Se non avete il coraggio di prenderveli...obbedite al dottore. Sono io!

Bronchite asmatiforme / asma   seconda puntata.-----------------------------------------Ma prima concedetemi una nota “d...
27/01/2026

Bronchite asmatiforme / asma seconda puntata.

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Ma prima concedetemi una nota “di commento dei commenti" del post precedente:
Ho letto di terapie, farmaci, molti consigli sbagliati...

Vi prego! Non trasformiamo questo spazio in una “chat di sfiducia” verso i pediatri in carne ed ossa che restano il miglior riferimento che avete!

Perché il “bravo-dottore-on-line”, per definizione, è sempre il peggiore possibile!

Qui io cerco solo di dire solo quello che forse in uno studio affollato non si ha tempo di spiegare, ma mai di sovrappormi alle indicazioni dei colleghi.

Ricordo che l’Italia è l’unico paese al mondo che offre, gratuitamente e tutti i giorni, uno specialista (non un medico generico) per ogni bambino!

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Dunque dicevamo... Bronchiti asmatiformi /asma seconda puntata:

“Facciamo qualcosa per non ricaderci sempre!” Parliamo delle terapie preventive.

Sono efficaci? Si certo! Ma…

Sono molto efficaci nelle forme asmatiche allergiche, molto meno in quelle para infettive (di cui abbiamo parlato nel post precedente).

Perché?

Perché anche se i sintomi sono simili, il meccanismo infiammatorio è diverso.
Nelle bronchiti asmatiformi para infettive infatti sono coinvolti maggiormente i globuli bianchi neutrofili, nelle forme allergiche gli eosinofili.

Le terapie preventive funzionano bene se ci sono eosinofili.

Quindi è possibile ma improbabile che questi partecipino nella risposta infiammatoria delle bronchiti asmatiformi parainfettive dei bambini piccoli, molto probabile invece che siano protagonisti nelle forme del bambino più grande.

Per questo motivo le terapie preventive funzionano poco nelle bronchiti asmatiformi dei piccoli se non c’è anche una componente allergica.

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Nell’Asma allergica invece le terapie preventive sono indicate ed efficaci. Ma prima dei farmaci il primo passo è sempre cercare di allontanare gli allergeni!

Diversamente dagli agenti infettivi infatti possiamo identificarli con nome e cognome e tenerli lontani!

Il nemico numero uno è l’Acaro: un insettino minuscolo.

Povera bestia vista al microscopio fa un po’ schifo, ma non farebbe male a nessuno se non fosse talmente piccola da essere inalata con il respiro.

Dentro al nostro naso e nei nostri bronchi proprio non ci piace!
Il sistema immunitario allora lo scheda come potente allergene e ogni volta che lo incontra “si arrabbia” con una bella infiammazione allergica.

L’acaro vive benissimo nel caldo umido e dove c’è da mangiare!

“Nella polvere?” Si anche, ma le sue Seycelles sono il letto!
Nel letto infatti il corpo del bambino è calduccio, traspira quindi crea l’umidità perfetta, e sfalda cellule morte che sono un pasto prelibato per l’acaro!

Nel letto poi il bambino respira fermo per circa 9-10 ore…

Si capisce che la vera prevenzione dell’asma è “sfrattare” l’acaro dal letto! Tutto il resto è molto meno importante.

Per questo si chiudono ermeticamente tutti i passaggi e i luoghi dove può abitare in santa pace!

Il materasso e il cuscino si sigillano con coperture specifiche certificate a maglia strettissima e si elimina tutto quello che ha pelo o porosità (coperte, pigiami, lenzuola).
Si usano poi piumoncini sintetici e lenzuola liscie, e si trasferiscono fuori dalla camera da letto pelouches di ogni tipo.

“Ahia! E come si dorme senza pelouche??”
"Ci sono bambini che sono affezionati ad un pelouches che rassicura la notte! Che cattiveria toglierglelo!"

Va bene, nessuna cattiveria, vi racconto quello che consiglio io (non so se è scritto da qualche parte):
L’acaro muore al caldo ma anche al freddo, e allora compriamo due pelouches uguali piccoli e ogni giorno ne mettiamo uno nel congelatore. La mattina e lo scongeliamo e congeliamo il gemello!
E’ un trattamento antiacaro molto più facile del lavaggio in lavatrice.

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E le terapie farmacologiche sono indicate? Nell’asma che è una malattia cronica si.

Sempre??

Nel passato la risposta sarebbe stata senza dubbio si. Infatti si facevano terapie lunghissime nell’idea di evitare un danno cronico e tentare di “far guarire”.

Oggi si sa che l’Asma allergica non guarisce ma…

1) Si vive benissimo 100 anni come la popolazione generale (SE NON SI FUMA !!!)
2) Nessuna terapia preventiva ne modifica la storia naturale.

In pratica le terapie preventiva farmacologiche funzionano e funzionano anche bene, ma quando si sospende l’Asma ritorna esattamente come l’abbiamo lasciata.

Qualsiasi terapia quindi serve per star bene mentre si fa, ma non serve per “guarire” una malattia che resta sempre quella che è (ma che nell’adulto in genere concede ampie e lunghe remissioni).

E allora?

E allora considerando che le terapie preventive sono farmaci, è corretto valutare caso per caso per decidere se vale davvero la pena assumerli per mesi oppure trattare solo gli episodi acuti per 4-6 giorni e basta.

Se le crisi hanno una frequenza di meno di una volta al mese forse non vale la pena assumere farmaci continuamente e si decide caso per caso insieme al dottore.

Se invece gli allergeni non sono evitabili, c’è sempre una tosse asmatica persistente, o un’asma da sforzo, o più di una crisi al mese… certamente le terapie preventive sono indicate e sono efficaci.

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I farmaci disponibili sono molti e si deve raggiungere l’obiettivo di mettere il bambino in condizione di fare una vita del tutto normale!

Quindi giocare a pallone come tutti e non essere condannato solo ad andare in piscina, andare i gita nei prati e sentirsi del tutto uguale ai suoi amici!

Le terapie si modulano: si aggiunge, si toglie o si cambiano i dosaggi in rapporto alla risposta clinica che varia da persona a persona.

Quindi nella gestione dell’asma non basta una prescrizione “e arrivederci!” ma serve quello che chiamiamo “follow up” cioè gestione per personalizzare gli interventi in un tempo lungo.

Quali farmaci e in che modo assumerli deve dirlo il dottore di ognuno. Non io qui.

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Nel prossimo post proverò a fare un video per spiegare come si usano i distanziatori.

Oggi parliamo di…  Bronchite asmatica“Cioè il  Broncospasmo!” ?  “Broncostenosi” ? "Bronco ostruzione asmatiforme!” ? “A...
25/01/2026

Oggi parliamo di… Bronchite asmatica

“Cioè il Broncospasmo!” ? “Broncostenosi” ? "Bronco ostruzione asmatiforme!” ?
“Asma infantile!” ? “Inizio di bronchite” ? (Alcuni pediatri dicono anche così)

Ognuno la chiamasse come vuole, ma tutte queste parole più o meno indicano la stessa cosa!
Allora proviamo a capirle meglio:

Parliamo di una reazione bronchiale ad un “fatto”.

In pratica il bronco tenta di impedire al “fatto” di scendere profondamente e riduce il passaggio stringendo il calibro del tubo (in fondo sarebbe un meccanismo di difesa!).

Che “fatto”?

Nell’adulto probabilmente “il fatto” è una allergia e il tutto viene battezzato con il nome di "Asma".
Nel bambino invece quasi sempre è una reazione aspecifica a vari fattori.

Potrebbe essere un irritante (fumo, inquinanti ecc…), un odore intenso, lo sforzo, anche una allergia (ma più piccolo è il bambino meno frequente è l’allergia)...

ma molto più spesso "il fatto" è l’infezione virale delle prime vie aeree!

Cioè il banale "raffreddore" o "catarro" o "mucosite" o "flogosi delle alte vie" (come la chiamo io) o "tracheite" o in qualsiasi modo voglia chiamarla il dottore.

Con la crescita, quando il bronco diventa più grande, meno collassabile e meno reattivo, gli stimoli aspecifici tendono ad essere tollerati. Nel bambino più grande lo stimolo della bronco ostruzione diventa allergia che, con una specifica modalità di reazione, ha una sua predisposizione genetica.

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Osservazione: La broncoostruzione asmatiforme quindi non è una cosa che il bambino “prende”, ma è una cosa che il bambino “fa” in risposta ad un “qualcosa”: nel bambino piccolo quasi sempre una banale virosi delle prime vie respiratorie.

Se la sua modalità di risposta è questa, probabilmente reagirà così ogni volta che prenderà un “raffreddore”.

Non ha quindi "una debolezza dei bronchi"! Ma solo una "bronco reattività" aspecifica che, se non c'è una predisposizione genetica alla sensibilizzazione allergica, probabilmente passerà con la crescita.

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E allora rispondiamo a tutte le mamme disperate perchè il loro bambini "prendono continuamente la bronchite!"

I loro bambini non "prendono continuamente la bronchite!" ma semplicemente reagiscono al raffreddore con una bronco ostruzione.

La cosa è fastidiosa, vero, ma basta imparare a conoscerla per gestirla serenamente.

E allora...

“Il dottore lo aveva visitato e mi aveva detto che aveva solo un raffreddore!"
"Ieri l’ho portato al pronto soccorso e mi hanno detto che aveva la bronchite asmatica! "Questo dottore non capisce niente!”

Non capisce? O il bambino ha avuto solo la risposta al quel raffreddore che si è manifestata dopo due giorni?

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Come si capisce che c’è una broncoostruzione?

Il rumore che fa la diagnosi è il fischio o il sibilo.
Un rumore musicale che spesso si apprezza anche da lontano. Espiratorio e leggero.

Che cosa è il fischio?
Semplice, è il rumore che fa un flusso di aria che passa per un posto stretto. I flauti, pifferi, clarinetti o sax, funzionano con lo stesso principio.

Rumore fischiante musicale = ostruzione del passaggio dell’aria. Diagnosi praticamente fatta.

Se il passaggio è stretto l’aria passa con difficoltà. Più è stretto più è difficile farla passare.
Se diventa molto stretto compare l'affanno che è il tentativo di compensare.

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Secondo segno importante: la tosse.
Tutti i catarri hanno la tosse, ma questa è particolare e spiego perchè:

Per respirare siamo bravi a far entrare l’aria: abbiamo molti muscoli per espandere il polmone.
Ma quando l’aria è entrata per farla uscire non siamo bravi e usiamo prevalentemente l’elasticità del polmone.

Se il passaggio è stretto la cosa non è facile e allora… Non ci resta che chiedere aiuto a muscoli di riserva e... tossire!

Di notte ancora di più perché è più difficile far uscire l'aria intrappolata quando stiamo stesi.

E allora…
Non possiamo fidarci troppo della tosse secca o grassa raccontata nelle pubblicità degli sciroppi. Conta di più la frequenza.

Una tosse continua, notturna, che non si calma... (Meno male che non si calma altrimenti come potremmo tirar fuori l’aria?) merita una attenzione: potrebbe esserci una bronco ostruzione. Serve un dottore!

"Ma è una cosa grave?"

E' una cosa fastidiosa. Ma se il lume del bronco si chiude troppo… abbiamo l'affanno e potrebbe diventare anche una cosa importante,

… ma siamo già andati dal dottore!

“A dieci mesi il papà mi ha lasciato nel modo più triste e violento che io potessi immaginare...” Lettera che non pubbli...
24/01/2026

“A dieci mesi il papà mi ha lasciato nel modo più triste e violento che io potessi immaginare...”

Lettera che non pubblico.

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Cara signora…
Mi racconta cose brutte. Il tradimento e l’abbandono sono terribili.
Una scudisciata sul viso, inaspettata, fa malissimo e lascia cicatrici profonde.

Ma la vita è davanti!
E’ vero, la nostra storia spesso è uno zaino pesante, ma possiamo smettere di rovistarci dentro per vedere cosa c’è, riporlo a terra e finalmente correre più spediti!

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La bambina avrà sofferto? Soffrirà? Certo. Ma non è assolutamente il caso di fare processi!


La terapia che sana è l’abbraccio. Il far sentire che mamma c’è. Che lei non ha nulla da temere, che non ha alcuna colpa di nulla, che andrà tutto bene!

Non con discorsi e chiacchiere, ma con il caldo del corpo, il piacere del sorriso e del gioco, con l'intimità e le carezze.

Il piccolo cervello rielabora la sua storia alla luce delle esperienze presenti.

I traumi o i ricordi vengono aggiornati, giorno dopo giorno, ogni volta che riaffiorano e il presente positivo e rassicurante li colora ogni volta di nuove tonalità.

Alla fine un percorso caldo di serenità, di sorriso, di sicurezza, sposta i ricordi dai centri emotivi, quelli che fanno male, agli archivi della memoria razionale che li classifica in polverosi scaffali.

Lì resteranno e saranno ripresi per valutare il presente in modo critico e non far ripetere errori.

Parlo della bambina, ma lo stesso meccanismo funziona dentro di lei.

Il dolore, la rabbia, la sofferenza, il buio che ha vissuto possono essere riaggiornati giorno dopo giorno grazie ad un presente bello.

Ora nel suo presente c’è il sorriso della sua bambina che chiude gli occhietti appena poggia la testina sul suo seno. E’ una cosa bellissima!

Guardi come è soffice e fragile! Guardi come si fida di lei!
Che meraviglia!
Parta da queste sensazioni e riprenda a volare!

Qualche volta vince la rabbia. Qualche volta riaffiora la tristezza e il vuoto.
Inutile nasconderlo la strada è in salita e quando si cammina qualche scivolata è possibile.

Ma se cadiamo… rialziamoci subito e andiamo avanti!

Restare a fare un processo sul perché siamo caduti non serve!
…E non serve camminare girati indietro a ragionare sulla buca che mi ha fatto inciampare!

Se ci guardiamo intorno… la strada davanti è piena di possibilità e di cose nuove da scoprire!

La solitudine, l’isolamento sociale e i conflitti fanno male!“Bravo, hai fatto la scoperta dell’America! Avevamo bisogno...
18/01/2026

La solitudine, l’isolamento sociale e i conflitti fanno male!

“Bravo, hai fatto la scoperta dell’America! Avevamo bisogno di questa notizia!”

Si, ma sai anche che la sofferenza emotiva che ne deriva fa ammalare di più, non solo di disturbi psichici, ma anche di malattie infettive e perfino tumori?

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“Malattie infettive? E che c’entrano?”
“Se si sta isolati il rischio di prenderle è molto più basso. Mi sembra ovvio. Senza contagio da persona a persona non ti puoi ammalare!"

E invece c’entrano!

Un grande ricercatore, Sheldon Cohen, studiò la relazione tra immunità e solitudine con esperimenti molto particolari:

Infettò con un Rinovirus centinaia di persone (ovviamente volontari pagati) che accettarono di restare in totale isolamento per una settimana, per valutare la loro risposta/resistenza al contagio e il quadro clinico che manifestavano.

Ne confrontò la risposta con persone che avevano mantenuto una vita sociale vivace e attiva.

Studiò il peso totale del muco emesso (che schifo!), la risposta degli anticorpi, i giorni di febbre, malessere, ecc…

Cosa influenzava la maggiore o minore risposta al rinovirus e la sua virulenza?

Certamente i fattori di rischio noti: età, fumo, carenza di sonno, dieta, esercizio...

Ma con molta sorpresa emerse che le persone che si sentivano sole, anche se non erano oggettivamente isolate, avevano:

- più probabilità di sviluppare sintomi
- risposta immunitaria più debole
- maggiore infiammazione

Tradotto in numeri: le persone con una percentuale minore di relazioni erano 4,2 volte meno resistenti all'infezione.

Conclusione: la solitudine è più rischiosa del fumo di sigaretta ed è un predittore indipendente di malattia.

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Viceversa questi studi dimostrarono che le relazioni sociali proteggono la salute!
Avere relazioni positive:

- riduce l’impatto dello stress
- migliora la risposta immunitaria
- abbassa il rischio di infezioni e malattie croniche

Il perché di questi risultati è facilmente spiegabile.

La tristezza e la solitudine attraverso l’asse Ipotalamo Ipofisi Surrene, mantiene alti i livelli di ormoni dello stress che finiscono per deprimere il sistema immunitario e agiscono sul sistema circolatorio e sulla glicemia.

In alcuni casi con il tempo arrivano a distruggere neuroni dell’Ippocampo, che è la sede della memoria, e mantengono attivi i circuiti della paura e dell’ansia peggiorando la situazione in un circolo vizioso.

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“Mamma mia! Che tragedia da un raffreddore!”

"Ma ora che vuoi dire qui?”

Voglio dire che se viviamo in un mondo arrabbiato dove "bisogna sempre guardarsi le spalle", essere diffidenti e non fidarci di nessuno...
Se ci ritroviamo sempre più intrappolati dentro relazioni virtuali ma sempre più distanti gli uni dagli altri...

Ci fa male!!!! E fa male ai nostri bambini!!!

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Ognuno di noi conosce delle persone sole. Forse anche noi siamo o ci sentiamo soli.
Le persone che la vita mette ai margini sono tante.
Probabilmente un televisore o un cell riempiono di rumore il loro vuoto.

E allora forza!!! Rompiamo le solitudini!!

Basta telefonini per parlarci con i messaggi vocali!
Basta restare ipnotizzati da immagini che scorrono veloci senza fine solo per catturare emozioni fugaci di potenziali clienti.

Viva gli incontri veri, gli abbracci, le risate insieme, la fiducia tra noi, i piacere della condivisione...

Viva l'esserci! Gli uni per gli altri.

La grande cultura napoletana dice: "Cchiu' simm' cchiu' bell' parimm' !!" (tradotto: più siamo e più sembriamo belli!).

Non è un modo di dire, è scienza!

Il lattuccio la notte…  “Dottore senza latte non dorme!”“Dottore la notte si sveglia e vuole il latte! Che faccio non gl...
15/01/2026

Il lattuccio la notte…

“Dottore senza latte non dorme!”
“Dottore la notte si sveglia e vuole il latte! Che faccio non glielo do?”

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Il latte la sera per addormentarsi è una consuetudine molto diffusa.
Il bambino succhiando in braccio alla sua mamma si tranquillizza, il latte fornisce grandi quantità di Triptofano che è un precursore della Melatonina e l’idea che il senso di sazietà indotto dal latte aiuti il sonno rafforzano questa abitudine.

Spesso (direi anche molto spesso!) poi la risposta al risveglio notturno dei bambini anche più grandi è l’offerta di un biberon nella convinzione che il sonno sia interrotto dalla fame.

Domanda: ma i bambini devono mangiare la notte? E nei piccoli fino a quando è consigliata “la poppata notturna”?

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Quando i bambini sono piccoli il ritmo circadiano non è ancora stabilizzato, lo stomaco è piccolo e il fabbisogno calorico per sostenere la crescita è molto alto, quindi molto spesso “la poppata notturna” è necessaria.

Dopo i sei mesi però il ritmo circadiano si stabilizza, i tempi si dilatano e i pasti diventano più consistenti.
I bambini si svegliano, ma non per fame quanto piuttosto perché i cicli del loro sonno sono più brevi e possono essere intervallati da risvegli.

Possono ancora richiedere il latte, ma la necessità di nutrirli di notte non è più indispensabile.

Dopo i 12 mesi invece il digiuno notturno diventa progressivamente importante: non solo non c’è più la necessità di “saziare” per affrontare la notte, ma dopo i 18-24 mesi e per tutta l’età adulta il riposo non dovrebbe essere turbato da uno sforzo digestivo!

Perché?

Mangiare molto la sera o la notte aumenta i picchi glicemici e facilita un aumento del peso.

Succede perché il cambio di assetto neuroendocrino gestito dal ritmo circadiano, riduce la sensibilità all’insulina e quindi il controllo della glicemia.

La notte poi è più lento lo svuotamento gastrico e quindi la digestione è più prolungata e difficile.

Il digiuno notturno però permette per tutti noi anche un’altra funzione importante: la “autofagia” cioè un processo di “pulizia e rigenerazione cellulare”.

Che significa?

Significa che la notte il corpo elimina proteine danneggiate, tossine e residui metabolici di cellule vecchie per rigenerarne di nuove!
Ma per funzionare bene questo processo ha la necessità non far arrivare nutrienti dall’esterno.

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Il latte vaccino, che è un alimento molto ricco di proteine e grassi, ha un grande potere saziante e nell’economia della alimentazione generale del bambino squilibra completamente l’input nutrizionale delle 24 ore.

Troppo latte infatti significa poco ferro, poco acido folico, poche fibre, troppe proteine e grassi animali, input calorico troppo alto.

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Ma succhiare un biberon per addormentarsi (e la notte!) è responsabile della formazione di carie!

I residui del latte nella bocca chiusa durante la notte infatti causano la proliferazione di una flora batterica aggressiva.
Durante il sonno poi il lavaggio della saliva, che di giorno ne limita la proliferazione, viene meno e inevitabilmente i dentini sono esposti a un danno.

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Tutti i bambini si svegliano la notte perché i cicli del loro sonno sono più brevi e meno profondi di quelli degli adulti.

Quando si svegliano il loro bisogno è quello di ritrovare i riferimenti per essere rassicurati e riprendere il ciclo di sonno successivo.

Il vero bisogno è il morbido liscio caldo dell’abbraccio della mamma che dopo i sei mesi non ha il “compito” di svegliarsi e svegliare definitivamente il bambino per fare “la poppata notturna”, ma solo quello di farsi trovare con il morbido dolce del suo seno per aiutare il bambino a ritrovare la quiete necessaria per riprendere il suo sonno!

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“Ma al seno il bambino non assume latte?” Si, ma non è la stessa cosa.

Diversamente dal biberon che riempie la bocca di latte, la suzione al seno è attiva e richiede un “lavoro” di spremitura tra lingua e palato. Appena il bambino si tranquillizza questa azione viene meno.

Ma la cosa importante è che il latte succhiato al seno defluisce dall’orofaringe posteriore per essere rapidamente ingerito senza ristagnare anteriormente nella zona dei dentini!

Il latte materno poi ha molte sostanze antibatteriche che riducono la crescita dei batteri cariogeni: la lattoperossidasi, il lisozima, la lattoferrina, le IgA secretorie… E ha anche un effetto tampone sulla acidità del cavo orale che è una concausa delle carie.

Quindi anche se il latte materno ha un ricco contenuto di lattosio, la suzione al seno anche notturna, non è cariogena.

Per questo il consiglio di scoraggiare la tranquillizzante suzione al seno per un rischio carie non è corretto.

La responsabilità delle carie è legata al mancato lavaggio dei dentini la sera che è una raccomandazione importantissima anche per bambino che assume ancora latte materno.

“Quando si deve iniziare a lavare i dentini?”Risposta facile: quando ci sono! Da subito, con uno spazzolino adatto, gioc...
11/01/2026

“Quando si deve iniziare a lavare i dentini?”

Risposta facile: quando ci sono!
Da subito, con uno spazzolino adatto, giocando insieme a mamma.

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“E quando anche con il dentifricio?”

Quelli adatti ai piccoli, che hanno un gusto gradevole e un contenuto di Fluoro basso, possono essere usati da subito, in piccole quantità (le dimensioni di una lenticchia) sullo spazzolino.

“E che dici del Fluoro? Si deve dare per prevenire le carie?”
“Alcuni dicono che fa bene, altri che fa male… Si può sapere a chi credere?”
“Che fa il Fluoro? E se fa bene, come e quanto se ne deve dare?”

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Nel passato il Fluoro si consigliava nel primo anno di vita, come integratore per via orale, perché entrava nella struttura del dente trasformando i cristalli di Idrossiapatite in Fluoroapatite, che è molto più resistente alle carie.

Il problema era l’attenzione alla dose perché un eccesso (che non era difficile da raggiungere) poteva provocare macchie indelebili sui denti (come il marmo) e si depositava nelle ossa rendendole più dure ma meno elastiche, quindi con un maggior rischio di fratture.

Per questo anche nel passato questa integrazione era discussa e non condivisa da tutti.

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Oggi si sa che l’azione del Fluoro è decisamente più efficiente e sicura per via topica perché agisce sulla superfice dello smalto formando i cristalli di Fluoroapatite lì dove servono di più, e modifica l’acidità del cavo orale ostacolando l’adesione batterica allo smalto

Per questo non si consiglia più il Fluoro ai bambini per os, ma si raccomanda di far lavare bene i dentini da subito: sempre dopo mangiato e particolarmente la sera.

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La sera/notte è un momento particolarmente importante per i dentini.

Quando si dorme la bocca resta chiusa e viene meno il continuo “lavaggio” della saliva.
Con la bocca chiusa quindi i germi stanno al calduccio e… in santa pace!

Se hanno anche da mangiare perché sono rimasti residui alimentari o addirittura gli offriamo un bel lattuccio “per far addormentare il bambino”... “Che vuoi di più!” In bocca per loro abbiamo creato le Seycelles!

I germi proliferano e iniziano le loro perforazioni per costruire appartamenti e città nei piccoli teneri dentini.

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Le carie sono un gran problema per i bambini perché è molto difficile trattarle (il trapano del dentista non è uno strumento "pediatrico" e i dentisti hanno paura di sedare i bambini).
Quindi il consiglio quasi sempre diventa… “Tanto cadranno e li cambierà!”

Ma le carie non sono solo brutte! Si complicano e diventano sempre più difficili da gestire.

Se alla fine dopo ascessi e dolori il dente si perde, lo spazio creato crea le condizioni per successive malocclusioni che richiederanno interventi ortodontici complessi.

E allora pensiamoci! I dentini non sono solo belli! Sono importanti.

Laviamoli subito e bene, ma facciamo attenzione agli zuccheri semplici che i germi del cavo orale gradiscono particolarmente!

Essere talebani non fa mai bene, e quindi non voglio fare il terrorista anti caramelle!
Ma non esageriamo e scegliamo quelle meno adesive: I “Lecca lecca” e i “Bomboloni” sono i peggiori perché il loro zucchero resta attaccato a lungo e la saliva ha un bel da fare per scioglierlo!

Ma se dopo laviamo i dentini… Non è consigliato, ma ogni tanto scappi pure il “bombolone!” ("ma non lo diciamo al pediatra!")

“Ok, va bene. Ti voglio credere”: “I raffreddori guariscono da soli…” “Non sono un problema…”  “E' “asilite”…”   “…E sti...
09/01/2026

“Ok, va bene. Ti voglio credere”:

“I raffreddori guariscono da soli…”
“Non sono un problema…” “E' “asilite”…” “…E stimolano pure il sistema immunitario…!”

Va bene.
“Ma chi mi dice che tutto questo catarro non è una bronchite?”

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Il dottore, naturalmente!
Ma poche cose, facili facili, per orientarci e forse non perdere mezza giornata dal dottore possiamo vederle anche da soli.

Quattro osservazioni banali:

1) Il naso e la gola non hanno recettori per la tosse

2) I bronchi invece, dall’inizio della trachea alla parte più profonda dei polmoni, è come un campo minato: pieno di recettori della tosse! Qualsiasi cosa lo sfiori fa tossire.

3) In un bambino, qualsiasi cosa un po’ più importante compromette le condizioni generali (il bambino non sa dire cosa ha, ma se sta male si vede eccome!)

4) Se il polmone non riesce ad ossigenare bene, il corpo cerca di compensare facendogli fare più respiri

Poi una considerazione:

Tutte le infezioni respiratorie (rinite, rinofaringite, faringite, faringotracheite, tracheite, trachobronchite, bronchite, broncopolmonite e polmonite) ai fini del cosa succede e cosa devo fare possono essere classificate in solo due categorie:

1) Alte vie respiratorie
2) Basse vie respiratorie

Tutto qui.

Le infezioni delle alte vie respiratorie sono quasi sempre virali: sono meno aggressive e guariscono quasi sempre da sole. Il dottore serve per dire “forza guarirai!”

Le infezioni delle basse vie respiratorie possono essere batteriche e più pericolose. Meritano quindi una visita e una terapia antibiotica.

E allora fatte queste premesse, siamo pieni di muco e raffreddore. Che guardiamo? Tre cose:

1) Tosse
2) Condizioni generali
3) Quanti respiri fa il bambino in un minuto (frequenza respiratoria)

Primo punto. Tosse:

Se il problema è tra il naso e la gola la tosse non c’è e se c’è si manifesta solo quando il muco scende e arriva all’inizio della trachea (dove iniziano i recettori della tosse)

Tosse grassa secca… è la pubblicità degli sciroppi.
Lo è perchè la tosse secca diventa grassa. Il muco infatti è la risposta dell'organismo all'irritazione.

Conta di più la frequenza:

- Se il muco scende “da sopra” infatti la una tosse non sarà insistente e continua (sopra mancano i recettori!). Forse farà anche vomitare e sarà piena di muco, ma una volta rimosso lo stimolo locale all’inizio della trachea, darà una lunga tregua.

- Se invece il muco sarà prodotto proprio nel “terreno minato” dai recettori della tosse, i bronchi, non avremo tregua! In questo caso la tosse sarà continua, insistente, e lo sarà particolarmente la notte perché la posizione distesa peggiora la situazione.

Quindi approssimativamente:

Poca/niente tosse = problema alto (tranquillo!)
Molta tosse = forse problema più basso (vediamo!)

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“Uhm… ma io non lo so dire se la tosse è poca o tanta!”

Ok, e allora guardiamo il secondo punto: Le condizioni generali.

Gioca? È vispo? Sorride e corre per la casa? Nessun problema importante fa fare queste cose.

“Si, ma non mangia!”
Certo! Si sta difendendo e sta togliendo approvvigionamenti all’aggressore. Lo fanno in tutte le guerre.
Quando guarirà mangerà tutto quello che non ha mangiato in questi giorni e recupererà tutto.

Il non mangiare durante un episodio acuto è normale.
Forse non ci piace (ma perchè, se dopo recupera tutto?) ma è un meccanismo di difesa

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Ok, il bambino sta bene ma non sono convinto, ha la tosse ma non so dire se poca o molta, alta o bassa… “E se avesse la bronchite? Vado dal dottore!”

Va bene, vai.
Ma tu puoi vedere una cosa più precisa del suo orecchio: il terzo punto cioè quanti respiri fa in un minuto (la frequenza respiratoria).

Guarda il pancino e conta quante volte sale su in un minuto mentre dorme tranquillo.
(Solo mentre dorme!)
Non serve sapere quante volte deve farlo, ci interessa solo il limite alto da non superare:

fino a un anno 60 (ma oltre 50 meglio una visita)
fino a due anni 50 (ma oltre 40 meglio una visita)
dopo i due anni 40 (ma oltre 30-35 meglio una visita)

Ti dico qui che condizioni generali scadute e frequenza respiratoria alta permettono di sospettare un caso in cui potrebbe esserci un problema respiratorio importante senza tosse: la polmonite. Quella che colpisce il polmone attraverso il sangue senza passare per i bronchi.
Ma in questo caso (raro!) già stai dal dottore perchè il bambino sta proprio male e non avrai dubbi sulla necessità di farlo visitare.

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Tutto qui.

“E la febbre?”
La febbre può salire sempre, per tutto, e può essere alta anche per banalità.

Escluso il neonato, quindi non farti prendere dal panico se è alta: guarda il bambino non il termometro!

Dai un antipiretico e ragiona: non è la febbre da sola che ti deve far decidere che fare.

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La bronchite asmatiforme è diversa.
In questo caso abbiamo una reazione bronchiale ad "un fatto" (infezione virale, allergia nei più grandi, inalazione di irritanti o altro). L'effetto di questa reazione è il restringimento di "tubi", quindi una difficoltà a far passare l'aria.

In inspirazione siamo forti, ma per espirare abbiamo pochi muscoli e usiamo l'elasticità del polmone. Se i "tubi" sono stretti l'aria resta intrappolata e per tirarla fuori non ci resta che tossire!

E allora nella bronco ostruzione avremo una tosse insistente e probabilmente sentiremo anche un fischio o sibilo in espirazione, cioè il rumore dell'aria che passa in un posto stretto, proprio come in un flauto o un piffero.

Che facciamo? Andiamo dal dottore!
Ma lo avevamo già deciso perchè avevamo già saputo valutare la tosse continua e persistente.

Indirizzo

Via Salvatore Ferrara 15
Naples
80124

Sito Web

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