Tommaso Montini

Tommaso Montini Uno spazio per "essere famiglia" con tutti i nostri bambini! Un divano per stare insieme, rilassati!
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Letterina...Ho una bimba di due anni e mezzo e una che ha da poco compiuto un anno. Tra poco nascerà anche il mio terzo ...
24/04/2026

Letterina...

Ho una bimba di due anni e mezzo e una che ha da poco compiuto un anno. Tra poco nascerà anche il mio terzo bimbo.
Ho sempre cercato di essere una mamma attenta e responsabile. Mi é sempre piaciuto informarmi, leggere libri per cercare di fare sempre la cosa giusta.
La mia prima bimba ha avuto tutte le attenzioni di questo mondo. Insieme abbiamo letto, giocato, danzato, imparato tante cose...
Quando è nata la mia seconda bimba ero già più stanca, abbiamo fatto un allattamento a tempo pieno e lei è legatissima a me, ma non sono riuscita a darle nulla di più del mio amore.
Non abbiamo forse quasi mai letto o giocato insieme. Non riesco a spronarla, ad insegnarle cose come facevo con la prima...
So che dovrei fare di più per lei, ma tra casa disordinatissima, panni da lavare, cose da sistemare e mille necessità non riesco.
Mi sento in colpa per il fatto che la decisione di avere tre bimbi vicini è stata mia e di mio marito e non vedo perché loro debbano pagarne le conseguenze...
Intanto ho un aiuto assiduo dai nonni e sono a disposizione ogni volta che chiedo sostegno, ma non mi va e non mi piace caricarli troppo...

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Cara signora che bella lettera di mamma!
Piena di emozioni delicatissime che solo le mamme riescono ad avere!

Allora, prima di tutto complimenti! Tre figli oggi sono una medaglia al valore.
Ok, sarà faticosissimo. Ma sarà una esperienza bellissima e le assicuro che le sue bambine, anche per questo, avranno una marcia in più.

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Ci sono "professori" per tutto e la vita sembra sempre un compito in classe da far bene.
Fortunatamente non è così perchè ci sono cose che i "bravi professori" non possono mai insegnare!

Perché?
Semplicemente perché l’amore non si insegna. Non è una cosa da “saper fare” ed è una cosa che sfugge al cervello razionale.

La sua lettera ne è pienissima (l'ho pure un po' tagliata per renderla pubblicabile) e fa bene al cuore il solo leggerla.

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La mia mamma era l’ultima di dieci figli!!!
Certamente sarà nata “per errore”, non avrà avuto la sua “mamma montessoriana” seduta a terra a giocare con lei, certamente saranno state le sue sorelle e i suoi fratelli ad aiutarla a crescere.
Ebbe un padre distante e severo e visse pure durante la guerra con mille privazioni…
Eppure le assicuro che fu straordinaria!
La migliore di tutti. Quella che più di chiunque mi ha aiutato ad essere quello che sono.

Aveva studiato Montessori? Stern? Trevarthen? Brazelton? Winnicott? Non credo. Semplicemente mi voleva bene ed era dolcissima.

Che voglio dirle?
Voglio dirle che è giusto sforzarci “di far bene” e documentarci! Ma i libri sono libri, la nostra vita è la nostra vita.

La cosa migliore possibile per i nostri bambini è “il nostro meglio” che non sarà mai “il meglio”.
Ma sarà il nostro far sentir loro che li amiamo sempre e comunque: che ci siamo per loro e con loro!

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Il primo figlio avrà le foto del compi mese, del primo dentino, della prima pappa…
Il secondo del compleanno e forse della recita scolastica...
Il terzo starà solo nelle foto con i fratelli!

Sarà ingiusto? No, sarà normale.

Ma il terzo figlio avrà milioni di possibilità di giocare e interagire con i fratelli e quindi di fare attraverso di loro la migliore terapia comportamentale possibile!

Perché nessuno sa stimolare le relazioni, gli adattamenti e le attitudini meglio dei bambini tra bambini!

Bisticceranno senza rancori, impareranno a condividere spazi e giochi, si azzufferanno, ma si ameranno come nessuno!

Nessun grande specialista riabilitatore o psicoterapeuta o fisioterapista potrebbe far fare quello che sanno fare loro!

E allora stia serena!!!
Non permetta che strani pensieri si stampino sul suo viso di mamma!

La casa in disordine??? Nessuna casa con bambini è in ordine!!

E poi... Meno male che ci sono i nonni!!
A che servono?
Ma a permetterle di fuggire ogni tanto!!
Per essere anche donna e compagna! Per avere dei suoi spazi di “restore”, di allegria, di fuga!!

Quando è stata l’ultima volta che è fuggita con il suo compagno per un momento vostro?

Ci pensi. E… recuperi!!!

Alle sue bambine serve il sorriso di mamma felice!! Non la ottima prestazione di una psicomotricista!!

Tutte le mamme, anche quelle che non hanno potuto allattare, hanno un seno morbido, caldo, liscio e sensibile fatto dall...
22/04/2026

Tutte le mamme, anche quelle che non hanno potuto allattare, hanno un seno morbido, caldo, liscio e sensibile fatto dalla natura per i loro bambini!

Non lasciamo che “una prescrizione” glielo tolga!

Perché non esistono lattanti che non abbiano bisogno del caldo morbido dolce profumato di un abbraccio al seno della loro mamma!

Anche con un latte artificiale il seno resta il posto più bello dove passa ogni tensione e ogni paura.

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Non esistono “mamme brave” che allattano e “mamme non brave” che non allattano!
o “mamme fortunate” perché hanno il latte e “mamme sfortunate” perchè non ne hanno!

Ci sono piuttosto mamme sostenute, aiutate, serene… E mamme sole, schiacciate da ansie, responsabilità, compiti, giudizi...

Tutte hanno lo stesso cuore innamorato del loro bambino, sempre! Anche quando questo amore è sopraffatto da problemi.

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Certo, esistono anche le patologie che impediscono un allattamento. Se ci sono la responsabilità è del dottore che fa una diagnosi.
Ma le mamme hanno diritto di avere sempre tutto il sostegno e l'incoraggiamento possibile per vivere serenamente la bellezza della loro maternità, senza complessi o giudizi.

Ma se le patologie non ci sono…
Una mamma privata del piacere della profonda esperienza di un allattamento al seno spesso è una colpa.

Sua? Assolutamente no! Mai.
Forse di chi le ha fatto uno sgambetto piuttosto che darle un aiuto!

Quasi sempre gli sgambetti non si fanno per far male. Spesso si fanno addirittura per… “aiutare”!
…ma restano sgambetti!

"Alimentazione complementare" (ex svezzamento).Ormai tutti sanno tutto e parlarne ancora forse interessa poco.Si tratta ...
20/04/2026

"Alimentazione complementare" (ex svezzamento).

Ormai tutti sanno tutto e parlarne ancora forse interessa poco.

Si tratta di iniziare affiancando il latte con “assaggi”, a tavola con mamma e papà, con tutte le cose che mangiano loro, sminuzzate, rispondendo semplicemente alla richiesta del bambino a partire dal sesto mese (cinque mesi compiuti).

Gradualmente gli “assaggi” diventano quantità più significative fino a sostituire il latte con il pasto completo.

La cosa dovrebbe essere semplice.

In realtà spesso non lo è perché l’ansia sembra un invitato fisso a tavola.

Sembrano poi inossidabili gli “Aspetta faccio mangiare il bambino e vengo…!” i cucchiai che inseguono, i “bastimenti carichi di…” il “Cabaret”.

Il cosiddetto impropriamente “Autosvezzamento” sembra una moda da seguire più o meno con varie “personalizzazioni”.

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L’alimentazione complementare però dovrebbe essere una linea guida da seguire, non una opportunità “naturistica” o una “moda suggestiva”.

I perché sono tanti, ma qui vorrei focalizzare l’attenzione su due punti fondamentali.

1) La prevenzione delle intolleranze alimentari
2) L’imprinting sui geni del gusto

Il primo perché risponde alla paura dominante, il secondo perché è poco nulla considerato.

E allora, primo punto: “prevenzione delle intolleranze alimentari”:

introdurre da subito tutti gli alimenti con assaggi (piuttosto che seguirne una gradualità) favorisce la tolleranza e previene la sensibilizzazione.

Chi lo dice?
Lo dicono gli studi ormai non più recenti.

In particolare questa conclusione partì dieci anni fa da uno studio molto importante che rivoluzionò completamente l’approccio alle allergie alimentari. Eccolo:

Lack G, Fox D, Karagiannis T, et al. "Randomized Trial of Peanut Consumption in Infants at Risk for Peanut Allergy." New England Journal of Medicine. 2016; 374: 143-153. DOI: 10.1056/NEJMoa1512035

Fece epoca e fu una rivoluzione!

Lo racconto:
In America l’allergia alle Arachidi era molto diffusa e temuta (gli americani mangiano tantissimo b***o di arachidi) e per questo si raccomandava una particolare attenzione per i bambini.

I ricercatori notarono che in Israele invece l’intolleranza alle arachidi era rara e si chiesero perchè.

In un primo momento pensarono che fosse una questione di razza, ma gli ebrei americani (tanti) si rivelarono intolleranti come tutta la popolazione generale.

E allora perché questa differenza così marcata in due popolazioni diverse solo per la posizione geografica?

La differenza era l’atteggiamento generale verso le arachidi.

- Gli americani le temevano e per questo raccomandavano di ritardarne l’introduzione non prima di un anno di vita
- Gli israeliani non le temevano e quindi introducevano il b***o di arachidi precocemente, all’inizio dello svezzamento.

Questa osservazione aprì la strada a ricerche nuove e si scoprì che la sensibilizzazione procede con contatti ripetuti delle proteine presenti nell’ambiente, attraverso cute e respiro indipendentemente dalla assunzione orale!

Piuttosto invece piccole quantità assunte per bocca precocemente, stimolano il sistema immunitario in modo diverso orientandolo verso la tolleranza!

Quindi per ridurre i rischi di sensibilizzazione conveniva non ritardare ma somministrare gli alimenti per os precocemente, in piccole quantità.

Una vera rivoluzione che sconfessava anni di consuetudini radicate.

Tradotto per noi:
Far saggiare ai nostri bambini precocemente quello che mangiamo comunemente, (quindi le sostanze che contaminano l’ambiente dove viviamo compresi gli alimenti più pericolosi come le uova), favorisce la tolleranza e previene la sensibilizzazione!

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E allora ritardare qualcosa perché "abbiamo paura di…" E' sbagliato!

Introduzioni precoci quindi non sono una moda suggestiva o naturista ma è prevenire intolleranze alimentari.

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Il secondo punto altrettanto importante è l’imprinting sui geni del gusto.

Percepiamo 5 gusti: dolce, salato, amaro, acido e umami (il condito cioè il gusto del glutammato).
Ma poi facciamo anche esperienze sensoriali che accompagnano gli alimenti: gli aromi, i colori, la consistenza, la temperatura, e anche i suoni (es. il croccante).

Tutto questo miscelato in mille modi determina una vera “sinfonia sensoriale” che “imprinta” i geni del gusto dalla gravidanza (il liquido amniotico assume aromi e gusti da quello che mangia la mamma) fino a circa due tre anni.

Nei geni inoltre tutti i bambini hanno poi “scritto” anche il rifiuto del verde e la diffidenza verso il nuovo.
In epoca preistorica infatti le piante non conosciute potevano rivelarsi velenose e nel corso dei millenni queste diffidenze si sono sedimentate nel DNA di tutti.

E allora le esperienze a tavola, condividendo gli stessi gusti e le stesse azioni con mamma e papà, decidono i comportamenti che saranno preferiti in seguito!

Da subito quindi sperimentare i gusti della dieta mediterranea ed essere aiutati a superare la diffidenza verso il verde grazie all’imitazione di mamma e papà che mangiano serenamente le verdure, è fortemente raccomandato!

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I motivi per mettere a tavola con noi i piccoli dopo il quinto mese (quindi sesto mese) non sono solo questi ma per essere breve ho raccontato solo questi.

Forse però noi pediatri non spieghiamo abbastanza e anche per questo è ancora difficile superare vecchie abitudini e paure consolidate.

Ma lo “svezzamento” con i "mi raccomando!" e i "bordini vegetali" che ancora qualcuno si ostina a chiamare “classico”, alla luce delle evidenze scientifiche più attuali, andrebbe ormai sconsigliato.

Ho una figlia di quasi 13 con la quale è un continuo litigio. Perché è svogliata, perché non studia, perché usa troppo i...
17/04/2026

Ho una figlia di quasi 13 con la quale è un continuo litigio.
Perché è svogliata, perché non studia, perché usa troppo il telefono e tanto altro.
Durante i nostri litigi uso parole che non vorrei... Mi odio perché sono come non avrei mai voluto essere!
Io vorrei essere un suo punto di riferimento, un porto sicuro ma ora sono solo una sua nemica…

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Cara signora che dire? “E’ un continuo litigio perché…”
Perché ha 13 anni! E’ un momento durissimo.

Vero, “è un continuo litigio…” Ma quanto ha bisogno la sua ragazza di questi “litigi” e quanto li desidera!

Una mamma che “combatte” c’è, e mai come in questo momento la sua ragazza ha bisogno di sentire che lei c’è.
Da genitori “ci tocca” questa parte, e “ci tocca” pure perdere! Ma guai se "per stare in pace" evitassimo di scontrarci!

Ricordo la mia esperienza con la mia prima figlia. Ora è una bella mamma bravissima.

A 13-15 anni era una ragazza meravigliosa, bellissima, intelligentissima… terribile!!
(E se dico “terribile” mi deve davvero credere: terribile!)

Quando era piccola io ero il suo amico speciale.
Giocavo con lei, ero quello a cui raccontava tutto, quello con cui preferiva stare e parlare… avevamo un rapporto meraviglioso!

Quando iniziò l’adolescenza… iniziarono i conflitti. Sempre più duri.
Il papà dolce e affettuoso, "l’amico del cuore" diventò il padre contro cui scontrarsi duramente per tutto!

Mi costò tantissimo perdere quello che ero per lei.
Dover dare regole, dover dire no, dover essere presente in modo ingombrante…

La sera voleva tornare sempre più tardi ma io la aspettavo sempre sveglio.
Lei si arrabbiava, voleva che andassi a dormire ma niente da fare, c’ero e la aspettavo.

Dovevo fare il “genitore” e accettare di perderla.
Accettare che si staccasse da me, anche che combattesse contro di me, per conquistare la sua autonomia.

Per me fu difficilissimo, ma adesso che è una bella mamma adulta vedo come tutti i valori che avevo seminato sono tutti sbocciati dentro di lei!
Risento la mia voce quando parla ai suoi bambini…

Che voglio dire?
Voglio dire di non scoraggiarsi. E’ tutto normale.

Dobbiamo discutere su tutto, parlare, contrattare, cedere gradualmente e ti**re il freno ogni tanto; ma ascoltare, dare la possibilità di esprimersi, di raccontare, di avere risposte, darle la possibilità di sentirsi sempre sostenuta dai suoi genitori.

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Ci sono le regole da rispettare, possiamo contrattarle e modificarle, ma dobbiamo rispettarle. Tutti. Noi e lei.
Tra le regole di base c’è che possiamo parlare e discutere di tutto, ma mai deragliare sul rispetto.

Vietato insultarsi, vietato sb****re la porta, vietato "mandarci a quel paese".
E alla fine di ogni giornata di "battaglia" abbracciarsi e ribadire che lei è splendida bella brava e buona.
Perché deve sentire la stima e la fiducia di mamma e papà: sempre!

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Un consiglio: Nel confronto non si metta mai sullo stesso piano. Lei resta genitore, mai un'amica con cui bisticciare.
Cerchi quindi di non perdere il controllo e di non dire parole sbagliate mirate alla persona.
Perchè serve affettuosa fermezza, coerenza e lucidità sempre sul fare, mai sull’essere.

Quindi mai rabbia o ricatto o ripicca. Solo regole: da discutere e anche contrattare, ma da rispettare.

Lo so, siamo sulle montagne russe, ma so anche che tutto quello che sta seminando sboccerà!
.. sarà bello ripensare a questi momenti con struggente tenerezza!

Indovinello: Quale è per un piccino una esperienza che può stimolare e sviluppare tutti i sensi contemporaneamente gener...
15/04/2026

Indovinello:

Quale è per un piccino una esperienza che può stimolare e sviluppare tutti i sensi contemporaneamente generando un benessere profondo?

Un qualcosa che può creare una vera “full immersion” di tatto olfatto vista gusto e udito?

Risposta facile: l’allattamento al seno!

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Per un piccino infatti…

Tatto: non c’è niente di più piacevole del sentirsi abbracciato nel morbido liscio e caldo al seno di mamma!

Olfatto: niente ha un profumo più bello e attraente! “eau de maman” please! Altro che Chanel!

Vista: il seno è il posto migliore per mettere bene a fuoco e ammirare il panorama più bello che esista: gli occhi di mamma!

Udito: dal seno la voce di mamma si sente benissimo! Wow che musica! E’ meglio di Mozart!

Gusto: Che buono il latte della mia mamma! E’ dolce, ma mica un dolce qualsiasi!
Ogni giorno è una sinfonia di gusti che cambiano in rapporto a quello che mangia lei!
E’ come andare in un ristorante quattro stelle Michelin!

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Il seno di mamma è la possibilità di coinvolgere contemporaneamente e intensamente, tutti i sensi.
Sensazioni che, generando benessere e piacere, mandano al cervello istruzioni per costruire circuiti e attivare (o spegnere) geni!

Chissà perchè lo chiamano solo "allattamento"!
Ancora devono inventare un multisistema integrato capace di fare tutto questo!

P.S.
Il nuovo libro “che buono il latte di mamma!” che racconta e spiega nei dettagli tutto questo è finalmente anche in libreria!

"Il lattante deve succhiare con regolarità. Circa ogni tre ore !!"---Ma... "Davvero volete sapere meglio di me quando ho...
13/04/2026

"Il lattante deve succhiare con regolarità. Circa ogni tre ore !!"

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Ma... "Davvero volete sapere meglio di me quando ho fame ?!"

"...E poi dicono che noi piccoli siamo complicati!"
"Valli a capire questi grandi!!"

“E basta!!! Non lo far piangere!”   Frase istintiva.Il pianto infatti innesca allarme e fastidio e la spinta ad interven...
11/04/2026

“E basta!!! Non lo far piangere!”
Frase istintiva.

Il pianto infatti innesca allarme e fastidio e la spinta ad intervenire per risolvere il disagio è immediato.

Giusto? Certo!

Ma riflettiamo sulle emozioni che si manifestano dai due lati: il nostro e quello del bambino che piange.

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Nel primo anno di vita con il pianto i bambini esprimono solo bisogni o dolori. A quella età infatti i piccoli non hanno “vizi” e non “fanno capricci”.

Quindi banalizzare della serie “il pianto apre i polmoni!” o lasciarli piangere per “non viziarli” o per “farli abituare” a qualcosa è completamente sbagliato!

Significa infatti lasciarli nella disperazione di un abbandono e scrivere nella loro testolina che il mondo è cattivo ed è inutile chiedere aiuto!

In due parole: un disastro!

Trovare invece sempre un aiuto e una risposta al bisogno permette al loro cervello in formazione di costruirsi aperto alle possibilità ed essere disposto ad affrontare la vita in modo positivo.

Quindi… bambino piccolo che piange? Aiuto immediato!
Può essere fame, sete, sonno, c***a, dolore, necessità di un ruttino, solo bisogno di contatto con la mamma… Proviamole tutte ma attiviamoci!

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Ma dai due anni le cose cambiano.
Il pianto può diventare “arma” e il bambino può imparare ad usarla per modificare il comportamento dei grandi a suo vantaggio.

Non essere quindi solo espressione di disagio o dolore, ma anche scarica di adrenalina in un momento oppositivo.
In pratica essere la difficoltà a gestire la rabbia in una situazione di scontro.

Parliamo di questo:

Nel primo anno di vita tutto gira intorno al bambino, ma con la crescita gradualmente il mondo si allarga e si deve scoprire che siamo fatti per le relazioni. ...E le relazioni hanno regole sociali da rispettare.

Il bambino scopre di avere una volontà sua che può essere diversa da quella di mamma e papà e per metterla bene a fuoco deve provare e riprovare a sperimentarla opponendosi a quello che dicono loro! I "terrible two" hanno un chiaro perchè.

Tutto questo innesca l’emozione più difficile da gestire: la rabbia!
Della mamma (e papà) e del bambino!

La rabbia è energia.
E’ mossa da ormoni potenti che pompano forza nei muscoli, fanno alzare la pressione, la frequenza cardiaca, la voce…
Ma hanno anche la capacità di annebbiare l’attività corticale critica.

Purtroppo per questo spesso, in preda alla rabbia, si fanno sciocchezze irrazionali (che qualche volta diventano anche tragedie!).

Ma quella energia è pensata per aiutare a superare un ostacolo! E’ un meccanismo fisiologico utile in situazioni di emergenza.

Quello che è indispensabile per una crescita sana, ed è l’obiettivo della educazione, è aiutare il bambino a gestirla.
Controllarla con l’attività critica della corteccia per incanalarla in un percorso costruttivo!

Il contesto domestico affettuoso dove ci si "bisticcia per piccole cose" intorno ai due tre anni, è allora una "grande palestra" per prepararsi alle difficoltà che verranno fuori nella vita vera.

I motivi per "arrabbiarsi" in seguito saranno infiniti e il successo spesso dipende proprio dalla capacità di gestirli.

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Qualcuno dice "La rabbia? “Meglio farla sfogare!”.
Questa è una grande stupidaggine perché, a parte i danni del possibile rompere tutto o farsi e far male, “sfogare” significa pompare ulteriore adrenalina ed entrare in un circolo vizioso difficile da placare.

L’esempio del pupazzo da prendere a pugni dell'esperimento di Bandura, raccontato nel post precedente, era un pessimo insegnamento degli adulti per gestire la rabbia “sfogandosi”.

Il sistema migliore è “staccare”, cioè fermarsi senza far niente o distrarsi, semplicemente per dare al corpo il tempo di metabolizzare l’adrenalina e riprendere il controllo razionale.

E allora: davanti alla rabbia di un bambino che urla e batte i piedi non serve la rabbia di mamma che urla ancora più forte e perde il controllo (e che forse fa partire anche una sberla di cui si pentirà)!

Ma una fermezza che sia contenimento. Cioè un aiuto al bambino in preda ad una emozione forte che lo travolge.

Come si fa?

Si resta calmi e fermi. Il NO resta no. Il volto e lo sguardo restano decisi.
Poche parole chiare, con voce bassa (arrivano in modo molto più incisivo di urla sceneggiate e mille discorsi) e attesa.

Aspettiamo che l’adrenalina del bambino sia smaltita.

Appena possibile l’abbraccio di mamma cancella tutto e “mandiamo via questa br**ta rabbia che ci ha fatto stare male!”

Quando il cervello è di nuovo connesso e l’intimità riannoda i fili della relazione bella, è il momento in cui si può dire qualcosa per spiegare i perché “non si fa”.
(Spiegazioni semplici! Perché a due anni il cervello non può seguire concetti complessi ed astrazioni.)

Il NO e la fermezza chiara sono sempre sul “fare sbagliato”!
Mai sull’essere.

Il bambino è sempre bello bravo e buono. Ma il No resta no. Sempre chiaro.

Lo so, è facile da dire e le battaglie sembrano continue, ma quando il bambino si sente "contenuto" e il genitore definisce e sa far rispettare regole chiare, gli scontri si diradano perché la prevedibilità delle risposte, sempre costanti e coerenti, stabilizzano confini.

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E allora niente “Basta!! Non lo far piangere!” per risolvere un nostro fastidio.

Perchè questi sono i momenti in cui siamo chiamati a fare i genitori. Mettiamo da parte i nostri umori, e rispondiamo al bisogno di confini che siano sempre bilanciati da affettuosa dolcezza.

Perché intorno ai due tre anni, come per qualsiasi età, i bambini hanno bisogno di sentirsi amati, stimati e accolti per quello che sono, così come sono.

…Ma hanno un uguale bisogno anche di imparare a controllare la loro impulsività e superare frustrazioni senza abbattersi.

L’arte è farli sentire sempre amati anche quando è NO.

Eccolo qua! E' entrato nella copertina della mia pagina, merita di essere presentato!E' una anteprima perché arriverà in...
06/04/2026

Eccolo qua! E' entrato nella copertina della mia pagina, merita di essere presentato!
E' una anteprima perché arriverà in libreria il 14 aprile (non so se già disponibile on line).

Signore e signori è nato un nuovo “montinino”!
Un altro “figlioletto” che ho scritto dopo anni di silenzio.

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Parla di allattamento al seno, ma vi racconto come è nato:

Da pediatra pensavo di sapere tutto sul latte materno. I latti sono un argomento di base dell’esame di pediatria! Così per anni ho fatto il “bravo pediatra” e ho “raccomandato” di allattare.

Poi con questa pagina, nata non so nemmeno come perchè me la fece mia figlia, ho incontrato tutte voi.

Dovete sapere che quello che leggete è solo una piccola parte. Scrivo post un po’ generici, ma poi mi arrivano le vostre lettere. Tante, e non riesco nemmeno a leggerle tutte!

Mi raccontano problemi semplici e difficoltà quotidiane, ma anche emozioni profonde, ansie, vissuti, sofferenze, problemi importanti. Lettere riservate che ovviamente restano tali.
Siamo abituati a far correre i pollici sui video ma scrivere resta qualcosa di profondo. Permette di dire cose che altrimenti sarebbe difficile esprimere e spesso capita che io davvero non sappia rispondere.

Ebbene, leggendo negli anni le emozioni delle mamme, ho capito che di “allattamento” non sapevo quasi niente!
I libri infatti non raccontano i vissuti personali e ognuna ha il suo!

Io non avevo mai allattato! E mi è sembrato sempre più chiaro che la pretesa di "insegnare" ad una donna una esperienza che può essere solo sua, era una presunzione!
E allora umilmente, ho cercato di entrare in punta di piedi in un mondo meraviglioso e delicatissimo per ascoltare e imparare: quello della maternità.

Questo libro è il tentativo di raccontarlo.

E’ dedicato a tutte le neo mamme (meglio quelle che non hanno ancora partorito).

Ma anche a tutti quelli che come me, in buona fede, pensano di sapere tutto: i pediatri, le ostetriche, le consulenti dell’allattamento, le infermiere.
(Per i professionisti ho aggiunto anche delle pagine “scientifiche”. Loro le conoscono già, ma forse sono utili perché sono aggiornate secondo le ultime evidenze.)

Questo libro però è dedicato anche a quelli che forse pensano che il “problema allattamento” non sia il loro: i papà e con loro anche le famiglie, gli amici, tutti quelli che compongono il variegato mondo che gravita intorno ad una mamma.

Insomma eccolo! E' un mio nuovo “figlioletto”. Buona lettura!!!
Spero possa aiutare davvero le neo mamme a perdersi con gli occhi chiusi in un abbraccio caldo e tenero!

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P.S.
Il libro costa 21 euro. Secondo me troppo!
Questo editore però pubblica solo testi universitari e di spessore scientifico. Sono contento che mi abbia accettato (come fece con "4 chiacchiere col pediatra") ma non è una edizione di massa che si trova nelle vetrine e il prezzo, che non dipende da me, forse tiene conto di questo.

Comunque io non guadagnerò proprio niente, perché tutti i miei eventuali diritti andranno a sostenere i progetti UNICEF nel mondo.

Spesso si usa “la beneficenza” come spot pubblicitario. Questa cosa è schifosa ed è l’ultima che mi verrebbe in testa di fare. Quindi lo dico solo alla fine. Ma è giusto saperlo.
Non danno molto agli autori, ma mi piace pensare che ogni libro può essere una piccola carezza ad un bambino che ne ha bisogno!

Erano smarriti...Spaventati...Non sapevano più che fare...Ogni speranza era infranta...Tutti i progetti, gli investiment...
05/04/2026

Erano smarriti...
Spaventati...
Non sapevano più che fare...
Ogni speranza era infranta...
Tutti i progetti, gli investimenti sul futuro...
Tutto perso.

Erano... noi.

Una donna, raccontò loro una cosa assurda!
Era una ex pr******ta, di quelle che spesso dicevano bugie!
Ignorante, una che non contava niente.
Disse: “E’ risorto!”

Come si fa a crederle?

Ho visto bene il volto della morte!!
Ho provato i morsi del vuoto assoluto!!
Il senso della caduta senza fondo…

“Sei un medico perbacco!”
“Conosci la biologia, sai come funziona il ciclo cellulare…” “Mica puoi credere a queste storie!”

Si lo sono. Ma il cuore batte forte.
E’ attratto e si sente amato da quella storia… Oltre ogni possibilità razionale.

Il cuore mi dice che è bello scoprire che non c’è buio che può resistere alla luce!
Mi dice che tutte le croci, le mie e tutte quelle del mondo, non saranno mai l’ultima parola.

E allora voglio fare a tutti i miei auguri!
Quelli di credere che c’è sempre una possibilità quando non esiste altra possibilità.
Quando ogni speranza è persa.
C'è sempre una via di uscita quando il buio è totale e non ci possono essere vie di uscita!

Oggi quella donna ex pr******ta, ignorante, che grida una cosa f***e e straordinaria... voglio essere io! La morte non vince!

Buona Pasqua!

Ma i bambini che all’età della scuola dell’infanzia sono aggressivi, danno pugni e calci altri bambini ecc… Sono psicopa...
03/04/2026

Ma i bambini che all’età della scuola dell’infanzia sono aggressivi, danno pugni e calci altri bambini ecc…

Sono psicopatici? Maleducati? Malati? O che?

E se casi di aggressività sono sempre più diffusi nonostante la marea di iniziative scolastiche su bullismo, pace, inclusione ecc…

Cosa è che non funziona?
Che hanno questi bambini che non va?

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Mi ha colpito la rilettura di un vecchissimo esperimento, addirittura del 1961, fatto da un ricercatore che si chiamava Bandura.

Questo ricercatore ipotizzò che i comportamenti aggressivi possono essere appresi attraverso l'osservazione, senza la necessità di esperienze dirette.

L'idea centrale era che i bambini potessero imitare comportamenti visti in adulti.

La cosa se ci pensiamo è banale: certo che i bambini apprendono dagli adulti!
Ma lui lo dimostrò con un esperimento semplice semplice:

Divise 38 bambini (18 maschi e 18 femmine) con età 3-6 anni in tre gruppi.

- Ad un gruppo fece vedere degli adulti che si comportavano in modo aggressivo urlando e colpendo un pupazzo gonfiabile (detto Bobo Doll).

- Un secondo gruppo vide adulti comportarsi in modo neutro verso il pupazzo Bobo Doll.

- Un terzo gruppo non vide nessun modello di comportamento adulto e nessun pupazzo

Dopo aver fatto assistere a queste scene con il pupazzo, i bambini furono messi in una stanza con giocattoli attraenti, ma subito dopo ne furono allontanati per creare uno stato di frustrazione.

Subito dopo essere stati privati dei giocattoli, i bambini furono poi portati in una stanza con il pupazzo gonfiabile Bobo Doll e altri giocattoli.

I ricercatori osservarono il loro comportamento.

• I bambini che avevano osservato il modello aggressivo tendevano a imitare il comportamento dell'adulto, colpendo il Bobo Doll e ripetendo le stesse frasi aggressive.

• I bambini che avevano visto il modello neutro non mostravano comportamenti aggressivi verso il pupazzo.

• Le bambine tendevano a imitare comportamenti aggressivi in misura minore rispetto ai maschi, ma comunque presentavano segni di imitazione

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Questo esperimento semplicissimo dimostrò che i bambini apprendono comportamenti osservando gli adulti, senza necessità di rinforzo diretto.

Cioè non è necessario che siano coinvolti direttamente per apprendere modelli di comportamento. Guardano, apprendono e rielaborano tutto.

Il “grande fratello” è arrivato tardi!! O forse ha rubato l'dea dai bambini.

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Evidenze più recenti confermano che la violenza assistita è estremamente tossica.

Oggi è dimostrato che per un bambino assistere ad una qualsiasi violenza verso la mamma fa più male di qualsiasi violenza ricevuta direttamente!

Nelle mille cause di separazione dove i bambini sono calpestati all'interno di un ring non mi pare che si pensi anche a questo aspetto fondamentale.
La violenza assistita è gravissima!

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Nel 1961 Bandura, non avrebbe mai potuto immaginare che oggi la violenza si porta in tasca anche quando si va a dormire!!

Altro che “Bobo doll” !!!

E allora mi chiedo:

i bambini piccoli che danno pugni e calci ad altri bambini per imitare qualche super eroe o solo per una semplice matita presa da un compagno:

Sono psicopatici?
Oppure semplicemente bambini che… ?

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Via Salvatore Ferrara 15
Naples
80124

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