27/03/2026
Una mamma al mio studio...
uno sguardo profondo, velato da una tristezza che un bel sorriso non riesce a nascondere.
Un bel bambino molto amato, curato e ben vestito ha solo un po' di raffreddore...
Forse ho davanti solo una mamma un po' ansiosa, ma improvvisamente una frase cambia completamente lo scenario:
"Il papà è andato via con un'altra donna..." "Dottore, ormai per me conta solo mio figlio!"
Un "cazzotto" nello stomaco: resto colpito e rattristato.
Naturalmente non posso entrare nelle storie personali. Non è il mio ruolo e devo stare nei miei binari di pediatra.
Mi "tocca" solo rassicurare e "curare" il raffreddore del bambino.
Ma quella frase "ora per me conta solo mio figlio!" mi martella. Non posso non dire niente.
Sento di avere davanti una ragazza ferita, che soffre.
Non so quanto sia arrabbiata o rassegnata, ma certamente è una donna che ha bisogno di colmare vuoti!
So che quel bambino ha bisogno di recuperare stabilità e sicurezza. Ha bisogno che le tempeste si plachino prima possibile...
Dico solo poche parole:
"Per me conta solo il bambino..." Che frase bella!
Racconta un grande amore, ma se davvero è così... Chi sostiene chi?
Sei il bambino ora ha "il carico" di riempire il vuoto affettivo della mamma... No! Non va bene.
E' la mamma che deve sempre essere il sostegno del bambino. Mai l'inverso!
E quel sostegno della mamma serve perchè lui possa crescere bene e prima o poi volare via! Lontano da lei.
So che è un passaggio difficile.
Ma lo racconto qui perchè purtroppo so anche che queste situazioni non sono rare.
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La vita familiare è impegnativa e molto difficile.
Si cambia, e ogni giorno quella "bambina" speciale che si chiama coppia, richiede una cura particolare.
Trascurarla per "il bene dei bambini" o per "i mille impegni della vita" che sembrano sempre più importanti di una tenerezza tra innamorati (fuori tempo perchè ormai sono genitori!), prima o poi la fa ammalare.
Spesso i sintomi sono negati o nascosti e si lascia che la "malattia" cammini silenziosamente fino ad esplodere in modo irreparabile.
Questo è il motivo per cui tante volte prescrivo di lasciare i bambini e "fuggire"!
Anche solo per poco, anche "sotto al letto" o in posti improbabili!
"Fuggire" come coppia! Come bambini innamorati. Dimenticando ogni tanto, per un momento di essere "bravi genitori"!
Quando lo scrissi nel mio libro "me lo dici in bambinese?" Qualcuno mi criticò per le mie "mamme con i tacchi a spillo!" Ma credo che questa mia "prescrizione" resti una dei più importanti del mio repertorio di pediatra, per i "miei bambini!"
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I bambini hanno bisogno di supporti stabili su cui arrampicarsi!
E allora speriamo mai, ma l'amore per i bambini non sia mai il salvagente su cui aggrapparsi per non annegare!
Una mamma resta una donna. Una donna che può e deve restare donna che ha diritto di avere le sue relazioni affettive, la sua consapevolezza, la sua autostima e il piacere di essere quello che è davanti allo specchio!
Una mamma che è una donna consapevole, con prospettive, con entusiasmo verso un futuro tutto da costruire e non piegata dal peso dello zaino della sua storia, può dare meglio al suo bambino quello di cui lui ha davvero bisogno: la sicurezza che lo accompagnerà per andare lontano, ma poter tornare sempre per trovare rifugio!