Psicologa Dr.ssa Valentina Volpi

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21/12/2022

Tutto chiede salvezza...

"La serie Netflix tratta dal romanzo di Daniele Mencarelli è qualcosa di straordinario, che riesce ad affrontare la questione delle malattie mentali in modo leggero e profondo al tempo stesso, senza sconti e senza ipocrisie"

Le lacrime mi hanno accompagnato in questa visione...

Dentro ci ho trovato uno splendido dolore, oltre che umanità e sensibilità, qualità rare, da valorizzare
Da far conoscere ai ragazzi e riscoprire agli adulti, perché tutti abbiamo bisogno di riconoscere la vita nelle sue forme più variegate: il dolore è una delle forme migliori per far nascere la vita

23/10/2022

Mamma, che cos'è l'amore?
~Bambina mia, non si può spiegare a parole. Si rischia di trasformarlo in qualcosa che non è. Però posso raccontarti una cosa che te lo fa vivere. Vuoi?
Sì.
~Chiudi gli occhi e pensa a quando corri veloce da me per abbracciarmi. Ecco, quella forza che ti porta tra le mie braccia è amore.
Tutto qua? Ma allora perché molte persone soffrono per amore?
~Perché non si fanno trascinare da quella forza e resistono. Per tanto tempo. Fino a non farcela più.
Non capisco come può una persona resistere ad una cosa tanto bella. Quando ti abbraccio, mamma, io sto bene.
~I bambini rispondono sempre alla forza che li trascina. Gli adulti, invece, sono più complicati. Invece di seguire la via dell'amore cercano di definirla e così facendo perdono tempo, energie, forze. E anche loro stessi.
Ma c'è qualcuno che riesce a seguirla quella via così bella?
~Oh sì, bambina mia. Sono le persone che hanno imparato ad ascoltare solo il proprio cuore e non si fanno distrarre dal rumore del mondo. Li puoi riconoscere dagli sguardi questi uomini e donne speciali: hanno gli occhi che sorridono.
Tutto di me sorride quando ti abbraccio.
~Non dimenticarti mai di quella forza, figlia mia... È la sola legge da seguire.

Elena Bernabè - Scrittrice

Immagine by Anna Libardi

16/10/2022

c'ho messo un po' di tempo
a capire che non è il tempo
ad alleggerire una tristezza
ma la capacità di inventarsi
un motivo di gioia, lì
dove ormai si tende solo al broncio

a capire che il dolore
non passa con il passare dei giorni
passa con la dedizione,
con l'attenzione verso il taglio
con la cura per lo squarcio,
è il nostro sguardo verso la ferita
a favorire la cicatrizzazione
non il vento, il vento accarezza, non cuce

a capire che una delusione
non svanisce a colpi di attesa
non si dissolve da sola,
ha bisogno di ascolto
dobbiamo diventare tutt'orecchie
con il silenzio,
tornare a mettere una mano sul petto del cuore
e diventate direttori d'orchestra del respiro

c'ho messo un po' di tempo
a capire che non è il tempo
a farci dimenticare degli incubi
ma è la nostra insistenza a sognare,
che un terrore non si sconfigge non pensandoci
che bisogna avere il coraggio di chiedere alla paura
cosa possiamo fare per lei;
in cosa possiamo essere utili

c'ho messo un po' di tempo a capire
che non siamo noi
ad aver bisogno di tempo
ma è il tempo ad avere
bisogno di noi.

[gio evan]

12/10/2022

“Se qualcuno mi chiedesse oggi da che cosa si riconosce l'amore, se dovessi dare una diagnosi dell'amore, direi: «Il bisogno di presenza, anzitutto». Intendo proprio un bisogno, necessario, assoluto e vitale come un bisogno fisico. «Poi la smania di spiegarsi». La smania di spiegare noi stessi e l'altro, perché siamo così estasiati, vede, così consapevoli di essere di fronte a un miracolo, abbiamo tanta paura di perdere quella cosa in cui non avevamo mai sperato, che il destino non ci doveva, che forse ci è stata donata per caso, da sentire continuamente il bisogno di rassicurarci e, per rassicurarci, di capire.”

Georges Simenon, Lettera al mio giudice

10/10/2022

Quanto tempo ho trascorso tenendoti in braccio. Di giorno. Di notte. Sembrava un tempo infinito. Qualcuno sosteneva che fosse troppo. Qualcuno diceva che fosse un vizio. E invece era amore. Soltanto amore.

E ora cominci a diventare troppo grande per portarti in braccio. Giusto un pochino per gioco, ma pian piano quel tempo ci sta sfuggendo tra le dita. E tutte quelle ore trascorse cullandoti, portandoti e tenendoti sul mio cuore si preparano per diventare un ricordo. Di calore, vicinanza, tenerezza.

Godiamoci ogni giornata. Anche quelle che sanno di infinita stanchezza. È un tempo breve, privilegiato.
Ti prendo in braccio sì, ancora per un po'.

Giorgia C***a

📚 Consiglio di lettura: "Bum Bum Tienimi vicino" il libro per bambini che racconta di questo amore grande, degli abbracci che fanno stare bene, dei bambini che crescono.

🖌️ Immagine :

13/09/2022

“La vera istruzione è insegnare alla gente a pensare da sola”.

Noam Chomsky

02/11/2021

A novembre ricordiamo tutti i bambini che sono nati dormendo, o che abbiamo portato ma non abbiamo mai incontrato, quelli che abbiamo avuto ma che non abbiamo potuto portare a casa, quelli che sono arrivati a casa ma non sono rimasti.
In memoria di tutti gli angeli troppo
perfetti per la terra. ❤️👼☁

Amore
Foto web

11/04/2020

LA STORIA DI UN LUTTO ESISTENZIALE

È così che tante, troppe, persone, dopo aver assistito alla privazione forzata della propria socialità, hanno rinunciato ad esercitare la ragione, si sono rifiutate di pensare, di riflettere, di interrogarsi ed hanno aderito in modo acritico, rigido, fideistico, totalitario, ai dettami di chi, travolto da responsabilità troppo grandi, ha abbozzato ripetuti, goffi e confusi tentativi di tamponare una tragica emergenza sanitaria.

Ed è così che l altro essere umano diviene potenziale untore da tenere almeno a un metro di distanza, è così che si prende a ricercare compulsivamente i colpevoli, i disobbedienti, i sovversivi del sistema, additandoli come capri espiatori, senza sapere nulla di chi si ha di fronte.

È così che si urlano invettive dai terrazzi, dai finestrini delle auto, contro chi ancora sente il bisogno ancestrale, sano, inalienabile, di respirare aria, nella natura, per riflettere, per ritrovarsi, per piangere il proprio dolore, solo, lontano dagli occhi, ingenui ma vigili, dei propri bambini. È così che si sputano giudizi privi di fondamento e ci si lascia andare, quasi orgogliosi, ad affermazioni ignobili come "le regole sono uguali per tutti", "siamo tutti sulla stessa barca", ignorando, ciechi e sordi, tutte quelle condizioni di vita, di per sè al limite del sopportabile: patologie psichiche invalidanti, malattie croniche, malattie autoimmuni che necessitano di movimento per non peggiorare definitivamente, relazioni conflittuali, violenze domestiche, parenti malati psichiatrici, da accudire senza il sollievo indispensabile che abitualmente i servizi offrono, bambini autistici, nuclei familiari al collasso.

E no.. non "siamo tutti sulla stessa barca": non per tutti la casa è un luogo sicuro, nido sereno di affetti, oasi di benessere; non per tutti ha un senso sfornare teglie di pizza e torte fragranti da fotografare e postare prontamente sui social; non tutti hanno spazi di decompressione sufficienti: la quarantena non ha i medesimi effetti in un bilocale in periferia di una città morta e nelle ville spaziose in collina. Il tragico prolungato arresto delle attività produttive non ha lo stesso sapore per gli imprenditori che si tormentano per pagare fornitori, spese e tutelare i propri dipendenti o per tutti i lavoratori autonomi che guadagnano solo se lavorano e possono contare esclusivamente sulle proprie forze. E quindi, no, le regole non possono e non devono essere uguali per tutti.

Quello che invece dovrebbe unirci è il buon senso, l'umanità, la volontà di esercitare, lucidi e consapevoli, il proprio potere decisionale, se pur entro i circoscritti spazi concessi dall'emergenza.

E invece troppi di noi, come fanno gli animali in pericolo, si imbestialiscono, stigmatizzano, insultano, immortalano per calunniare, pubblicano invettive estremiste che non ammettono replica alcuna.

E poi ecco calare un pesante, soffocante velo di ipocrisia sulle masse; ecco che si fanno religiosi, cattolici, pregano il Signore, senza conoscere la pietà, nè la misericordia; eccoli mostrare bandiere dai balconi, gli stessi balconi da cui insultano e feriscono il prossimo, senza sapere, senza interrogarsi.

E allora vi dico, ciò che mi dispiace immensamente è che questo incubo lascerà una ferita profonda nei pochi o molti che avranno vissuto in coscienza questo periodo: un persistente senso di estraneità, una durevole distanza protettiva nei confronti dell'altro che ha così superficialmente abdicato al dovere, etico e morale, di ricercare con forza e coraggio la ragione e si è lasciato affascinare dal tanto rassicurante quanto pericoloso ruolo dell'aggressività che cela, camuffa, senza mai sconfiggere, la paura.

06/02/2019

DISTURBI PERINATALI

Parole altisonanti, rese ancora piú amare dagli stereotipi sociali che ci vorrebbero sempre sorridenti, disponibili e a richiesta esclusiva dei nostri cuccioli, cieche e sorde a quelli che fino a ieri erano nostri bisogni, passioni, certezze, la nostra rassicurante vita.

Parole che spaventano le mamme sempre piú sole, tanto informate quanto inesperte, sempre piú imbottite di vuote nozioni e meno rassicurate dalle buone pratiche delle sorelle maggiori, delle zie, delle nonne, della comunità.

Parole che fanno vacillare e sospettare di essere sbagliate, inadeguate, crudeli, pazze.

Parole che, per timore, fanno raccontare tante, troppe bugie a noi stesse e agli altri, che fanno sorridere di ipocrisia, che inducono a dirci felici, sempre e nonostante tutto.

In realtá dietro queste arroganti parole c'é solo il disagio, comprensibile e talvolta addirittura sano e costruttivo, di vedersi scombinare il corpo, la mente, l'esistenza intera da una creatura inerme e del tutto dipendente da noi e dalle nostre scelte, istante dopo istante.
Dietro queste impersonali parole c'é la fatica quotidiana di guardare con celata nostalgia al passato e incerta preoccupazione al futuro, c'é il vuoto lasciato dai nonni che ancora lavorano, dalle ermetiche famiglie nucleari, dalle amiche che rispondono sono in chat.

Tuttavia, il segreto sta nel vedere dietro queste parole la possibilità, l'opportunitá di cercare e trovare conforto, condivisione, perdono e rinnovato coraggio, per provare a tratteggiare insieme un nuovo percorso, tanto oneroso quanto unico e stupefacente.

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