Giulia Di Federico

Giulia Di Federico Psicologa, Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Breve Strategica.

Ciao, sono la Dr.ssa Giulia Di Federico, Psicologa e Psicoterapeuta, orgogliosa di far parte del campo della Psicologia, un ambito che mi appassiona e che mi permette di contribuire attivamente al benessere delle persone.

Il perfezionismo viene spesso associato a precisione, impegno e senso di responsabilità.In molti casi, però, può rappres...
31/03/2026

Il perfezionismo viene spesso associato a precisione, impegno e senso di responsabilità.
In molti casi, però, può rappresentare anche un modo per gestire l’ansia e il timore del giudizio.

Quando l’errore viene vissuto come qualcosa da evitare a ogni costo, aumentano controllo, pressione interna e autocritica.
Col tempo, questo meccanismo può favorire blocco, rinvio e difficoltà nell’esporsi con spontaneità.

Il lavoro su di sé non consiste nel fare le cose con meno cura, ma nel non legare il proprio valore personale all’assenza di errori.

27/03/2026

Aforismi per il Cambiamento 🧠

Quello che hai vissuto conta.Ma non definisce per sempre chi sei.Il cervello impara dalla ripetizione: pensieri, emozion...
25/03/2026

Quello che hai vissuto conta.
Ma non definisce per sempre chi sei.

Il cervello impara dalla ripetizione: pensieri, emozioni, paure e reazioni diventano circuiti automatici.
Per questo a volte ci sentiamo intrappolati negli stessi schemi, anche quando vorremmo cambiare.

Eppure il cervello ha una straordinaria capacità: può riorganizzarsi.
Si chiama neuroplasticità, ed è il motivo per cui nuove esperienze, nuove scelte e nuovi modi di leggere ciò che vivi possono trasformare profondamente il tuo modo di sentire e di agire.

Non cambi in un attimo.
Ma ogni nuova risposta che ripeti può diventare una nuova strada.

23/03/2026

Il passato lascia tracce, ma non scrive il tuo destino.
Ogni esperienza vissuta costruisce connessioni nel cervello: alcune ti proteggono, altre ti bloccano, altre ancora ti fanno reagire sempre allo stesso modo.

La buona notizia è questa: il cervello non è una struttura fissa.
Grazie alla neuroplasticità, può cambiare, apprendere, creare nuove strade.

Questo significa che non sei condannato a restare nella versione di te che hai costruito per sopravvivere.
Con nuove esperienze, nuovi significati e nuove abitudini, puoi allenare il cervello a rispondere in modo diverso.

Cambiare non è cancellare il passato.
È smettere di lasciare che abbia l’ultima parola.

La paura di non essere all’altezza non si limita a far soffrire dentro.Molto spesso inizia anche a guidare scelte, compo...
19/03/2026

La paura di non essere all’altezza non si limita a far soffrire dentro.
Molto spesso inizia anche a guidare scelte, comportamenti e rinunce.

Chi la vive può evitare di esporsi, cercare approvazione continua, sminuire i propri successi o muoversi solo in contesti molto controllati.
Tutte strategie comprensibili, ma che spesso finiscono per alimentare proprio il dubbio da cui cercano di difendersi.

La fobia sociale non riguarda solo il sentirsi a disagio con gli altri 🧠Riguarda il peso emotivo del sentirsi costanteme...
17/03/2026

La fobia sociale non riguarda solo il sentirsi a disagio con gli altri 🧠
Riguarda il peso emotivo del sentirsi costantemente sotto osservazione.

Per alcune persone il problema è esporsi.
Per altre è deludere, scontentare, entrare in conflitto o essere rifiutate.

Dietro manifestazioni diverse, spesso c’è lo stesso nucleo:
la paura di non essere abbastanza nel rapporto con gli altri.

16/03/2026

La paura di volare, chiamata tecnicamente aviofobia o aerofobia, è una delle fobie più diffuse ✈️

In alcune stime italiane circa il 10% delle persone evita completamente di volare, mentre una quota più ampia vive un disagio significativo.
Eppure, guardando ai dati, il trasporto aereo commerciale resta tra i mezzi pubblici più sicuri.
Allora perché questa paura è così diffusa?

Perché, in parte, è una paura comprensibile.

L’essere umano non è fatto per volare e può attivarsi facilmente davanti al vuoto, ai rumori forti, alle turbolenze o alla sensazione di non avere controllo.

Spesso non riguarda solo il timore che l’aereo cada.

Può intrecciarsi con claustrofobia, paura dell’altezza, paura del contagio, o paura di perdere il controllo davanti agli altri.
Per questo la paura di volare non è solo paura dell’aereo.

Molto spesso è paura di ciò che il volo attiva dentro di noi.

15 marzo – Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla 🎀❤️‍🩹Oggi ho scelto di dare spazio a vissuti interiori che, per molte...
15/03/2026

15 marzo – Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla 🎀❤️‍🩹

Oggi ho scelto di dare spazio a vissuti interiori che, per molte persone, fanno parte di un rapporto doloroso con il cibo e con il proprio corpo.
Un peso che resta addosso, la stanchezza emotiva, la sensazione di essere fermi in un punto da cui sembra difficile uscire, il sentirsi in difetto davanti a sé stessə.

Parlarne è importante.
Perché mettere parole su ciò che si vive può aiutare a sentirsi meno solə.
Perché riconoscersi in un vissuto apre uno spazio di consapevolezza.
E perché, a volte, anche un gesto piccolo può diventare l’inizio di qualcosa di nuovo.

Il rapporto con il cibo, molto spesso, non riguarda solo il cibo.
A volte diventa il luogo in cui si cerca di tenere insieme ciò che dentro appare confuso, instabile o troppo difficile da sostenere.

Non sempre si riesce a gestire ciò che accade fuori: gli sguardi, le aspettative, le relazioni, i conflitti, le emozioni che attraversano.
E allora si prova a intervenire su ciò che sembra più vicino, più accessibile, più governabile.

Col tempo possono radicarsi messaggi profondi, spesso silenziosi:
dover essere impeccabili per meritare valore, doversi contenere per sentirsi abbastanza, dover dimostrare forza senza mostrare fragilità.

Così il rapporto con il cibo può caricarsi di significati molto profondi:
può diventare misura, rifugio, punizione, tentativo di trovare sollievo, modo per riempire un vuoto o calmare una tensione interna.

A volte convivono più vissuti insieme: il bisogno di protezione, la durezza verso sé stessə, il desiderio di sentire qualcosa che somigli a sollievo, anche solo per un momento.

Per questo serve uno sguardo che non giudichi e che sappia andare oltre la superficie.
Perché dietro certi comportamenti non c’è mancanza di volontà, ma una sofferenza che chiede di essere vista, compresa e accolta.

Quando si impara, un passo alla volta, a stare nelle proprie emozioni, a riconoscerle e ad averne cura, anche il corpo può smettere di essere un campo di battaglia.
Può tornare a essere uno spazio di ascolto, un luogo più sicuro, un posto in cui ritrovarsi.

Perché parliamo di dipendenza affettiva? ❤️‍🩹Perché in alcuni casi l’amore smette di essere un legame e diventa una prig...
11/03/2026

Perché parliamo di dipendenza affettiva? ❤️‍🩹
Perché in alcuni casi l’amore smette di essere un legame e diventa una prigione.

L’amore, nelle sue forme sane, è un bisogno profondo dell’essere umano.
Ma quando incatena, fa soffrire e nega la libertà dell’individuo, allora si entra nel campo della dipendenza affettiva.

Si parla di dipendenza perché, come in altre forme di addiction, la relazione diventa il centro di tutto.

La persona continua a cercare l’altro nonostante le conseguenze negative, mette in secondo piano lavoro, studio, amici e interessi, e spende una grande quantità di tempo nella relazione o nel pensiero della relazione.

Spesso compaiono anche segnali simili a quelli dell’astinenza: ansia, insonnia, tensione, disperazione, bisogno compulsivo di vicinanza.

Il punto centrale è questo: non siamo più davanti a un amore che arricchisce, ma a un legame disfunzionale, ossessivo e fusionale, in cui il desiderio dell’altro prende il posto della libertà personale.

10/03/2026

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS) è un disturbo psicologico che può insorgere dopo l’esposizione a un evento traumatico, cioè a un’esperienza percepita come una minaccia grave per la propria integrità fisica o psicologica, oppure assistita direttamente o indirettamente.

Dal punto di vista clinico, il trauma non viene elaborato come un ricordo concluso, ma continua a riattivarsi nel presente sotto forma di:
- Memorie intrusive
- Flashback
- Incubi
- Iperattivazione neurofisiologica
- Evitamento di stimoli associati al trauma
- Alterazioni emotive e cognitive persistenti

In altre parole, il sistema mente-corpo continua a reagire come se il pericolo fosse ancora attuale, anche quando l’evento è terminato.

Il nucleo del disturbo è proprio questo: la mancata integrazione dell’esperienza traumatica nella memoria autobiografica come evento passato.

Per questo la persona non “ricorda soltanto” il trauma, ma lo rivive, con una forte attivazione emotiva, corporea e percettiva.

07/03/2026

Il più grande inganno dell’ipocondria è la continua ricerca di rassicurazioni negli altri.
Amici, familiari, medici, internet.

Nel momento in cui riceviamo la rassicurazione ci sentiamo meglio…
ma solo per poco.

Poi l’ansia torna e nasce un circolo vizioso:
più cerchiamo rassicurazioni, più ne diventiamo dipendenti.

📌 Ti riconosci in questo meccanismo?

06/03/2026

La paura è una delle emozioni più importanti che abbiamo 😱
Nasce per proteggerci e per prepararci ad affrontare i pericoli.

Il problema nasce quando supera una certa soglia.

A quel punto non temiamo più la situazione, ma le reazioni del nostro corpo: il cuore che accelera, le vertigini, la sensazione di perdere il controllo.

Ed è proprio lì che si crea uno dei circoli viziosi più tipici dei disturbi d’ansia:
la paura che alimenta altra paura.

In altre parole: la paura di avere paura.

Indirizzo

Via A. D'Andrea, 15
Nettuno
00048

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