15/03/2026
15 marzo – Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla 🎀❤️🩹
Oggi ho scelto di dare spazio a vissuti interiori che, per molte persone, fanno parte di un rapporto doloroso con il cibo e con il proprio corpo.
Un peso che resta addosso, la stanchezza emotiva, la sensazione di essere fermi in un punto da cui sembra difficile uscire, il sentirsi in difetto davanti a sé stessə.
Parlarne è importante.
Perché mettere parole su ciò che si vive può aiutare a sentirsi meno solə.
Perché riconoscersi in un vissuto apre uno spazio di consapevolezza.
E perché, a volte, anche un gesto piccolo può diventare l’inizio di qualcosa di nuovo.
Il rapporto con il cibo, molto spesso, non riguarda solo il cibo.
A volte diventa il luogo in cui si cerca di tenere insieme ciò che dentro appare confuso, instabile o troppo difficile da sostenere.
Non sempre si riesce a gestire ciò che accade fuori: gli sguardi, le aspettative, le relazioni, i conflitti, le emozioni che attraversano.
E allora si prova a intervenire su ciò che sembra più vicino, più accessibile, più governabile.
Col tempo possono radicarsi messaggi profondi, spesso silenziosi:
dover essere impeccabili per meritare valore, doversi contenere per sentirsi abbastanza, dover dimostrare forza senza mostrare fragilità.
Così il rapporto con il cibo può caricarsi di significati molto profondi:
può diventare misura, rifugio, punizione, tentativo di trovare sollievo, modo per riempire un vuoto o calmare una tensione interna.
A volte convivono più vissuti insieme: il bisogno di protezione, la durezza verso sé stessə, il desiderio di sentire qualcosa che somigli a sollievo, anche solo per un momento.
Per questo serve uno sguardo che non giudichi e che sappia andare oltre la superficie.
Perché dietro certi comportamenti non c’è mancanza di volontà, ma una sofferenza che chiede di essere vista, compresa e accolta.
Quando si impara, un passo alla volta, a stare nelle proprie emozioni, a riconoscerle e ad averne cura, anche il corpo può smettere di essere un campo di battaglia.
Può tornare a essere uno spazio di ascolto, un luogo più sicuro, un posto in cui ritrovarsi.