15/01/2026
Ascoltare i propri bisogni non significa mangiare “a caso”
Per anni ci hanno insegnato che si mangia così e basta:
➡️ colazione
➡️ pranzo
➡️ cena
➡️ 2–3 spuntini
Le linee guida della dieta mediterranea, infatti, propongono spesso questa ripartizione indicativa:
Colazione: ~15–20% delle calorie
Spuntini (1–2): ~5–10% ciascuno
Pranzo: ~35–40%
Cena: ~30–35%
Indicazioni utili, certo.
Ma non sono leggi universali.
Il problema nasce quando queste strutture diventano rigide, scollegate dalla persona reale che le deve vivere.
“Devi fare colazione per forza”
E se una persona al mattino non ha fame?
Forzarla a mangiare non migliora il metabolismo, spesso peggiora il rapporto con il cibo.
Sai , si può non fare colazione, a patto di strutturare bene il resto della giornata, garantendo energia, proteine e qualità nutrizionale.
E no, questo non significa mangiare a caso o arrivare affamati a sera e fare scelte “sporche” o compensatorie
Significa organizzare.
“La sera bisogna mangiare leggero”
E se una persona ha una vita frenetica, lavora tutto il giorno e l’unico momento vero per mangiare è la sera?
È possibile (e spesso più sensato) concentrare il pasto più completo proprio a cena: proteine adeguate, carboidrati di qualità, grassi e verdure.
Quello che conta non è l’orario, ma il contesto, l’equilibrio complessivo, la sostenibilità nel tempo
Oh! Attenzione: ascoltare ≠ lasciarsi andare!
Ascoltare i propri bisogni non vuol dire mangiare solo ciò che ci “va” o eliminare intere categorie senza criterio!
Vuol dire conoscersi, capire quando, quanto e come mangiare e costruire una struttura flessibile, non una gabbia.
Il corpo non è un foglio Excel con formule di calcolo.
La nutrizione non è una check-list con spunte.
Ma quindi come si fa?
Si costruisce una struttura che va adattata alla persona, non il contrario.
È quando si smette di inseguire il “giusto per forza” e si inizia a cercare il giusto per sé che il percorso ha senso.
Se vuoi sapere come migliorare la tua giornata alimentare scrivimi in DM.