21/10/2019
Il paziente oncologico è per definizione tendente alla malnutrizione. Si stima che il 10% delle morti oncologiche siano dovute a malnutrizione e che solo il 60% dei pazienti oncologici si alimentino adeguatamente.
Fattori diretti (es. il tumore che ostruisce parte del canale alimentare) ed indiretti (es. nausea, vomito causati dalla terapia chemioterapica) inducono anoressia, intesa come mancanza di appetito. La mancanza di appetito si traduce in un limitato apporto alimentare. Il paziente diventa pre-cachettico e poi cachettico: il nostro corpo inizia a produrre metaboliti infiammatori che causano ulteriore perdita di appetito ed ulteriore spesa energetica. Nel tempo, se la spesa energetica continua ad essere superiore rispetto all'introito calorico, il paziente diventa sarcopenico, cioè inizia a perdere massa magra.
Si può fare dunque qualcosa? SI DEVE!
Nel prossimo post, le linee guida ESPEN (Società Europea Nutrizione Clinica e Metabolismo) per l'alimentazione nel paziente oncologico.