Dott.ssa Marzia Miglionico

Dott.ssa Marzia Miglionico Massoterapista - Chinesiologa - Posturologa - Osteopata - Meditazione - Reiki
Via Triste, 24 Nova Siri - Matera
(a 11 km da Policoro)

Osteopatia (in corso)
Laurea Scienze Motorie
Master Posturologia e Biomeccanica
Diploma Massoterapia (MCB)
Diploma Operatore Massaggio Sportivo
Diploma Istruttore Ginnastica Posturale
Master Istruttore Fitness

Articolazione Tempora Mandibolare (ATM)L’articolazione temporo-mandibolare è un nodo di integrazione tra:-sistema muscol...
14/02/2026

Articolazione Tempora Mandibolare (ATM)

L’articolazione temporo-mandibolare è un nodo di integrazione tra:
-sistema muscolo-scheletrico
-sistema nervoso (soprattutto trigeminale e autonomo)
-sistema fasciale
-postura globale
È un’articolazione doppiamente condizionata:
-localmente (muscoli, disco, legamenti)
-globalmente (cranio, cervicale, bacino, postura, stress)

Una disfunzione dell’ATM non è solo un click, dolore o limitazione di apertura, ma spesso è l’espressione di una perdita di coordinazione tra movimento mandibolare, attività muscolare, informazione propriocettiva e regolazione neurovegetativa.

A livello funzionale si osservano spesso:
-iperattività dei muscoli masticatori
(masseteri, temporali, pterigoidei)
-alterata mobilità del disco articolare
-asimmetrie di carico tra lato destro e sinistro
-perdita del ritmo fisiologico apertura/chiusura
-ridotta capacità di adattamento allo stress

Il corpo “protegge” l’articolazione aumentando il tono, ma così facendo mantiene il problema.

Cosa tratta l’osteopatia nei disturbi dell’ATM:

->>Dolore mandibolare e facciale
-Dolore davanti all’orecchio
-Dolore irradiato a tempie, zigomi, collo
-Sensazione di affaticamento mandibolare
L’osteopatia riduce le tensioni miofasciali e normalizza i carichi articolari.

->> Click, scrosci, blocchi della mandibola
-Rumori all’apertura o chiusura
-Bocca che “si incastra”
-Deviazione mandibolare
Si lavora su:
-ATM
-Osso temporale
-Muscoli masticatori profondi
-Coordinazione neuromuscolare

->> Serramento e bruxismo
-Digrignamento notturno
-Tensione costante della mandibola
-Dolore al risveglio
Qui il punto chiave è il sistema nervoso autonomo: meno iperattività simpatica = meno serramento.

->> Cefalee e sintomi associati
Spesso collegati all’ATM:
-Cefalea tensiva
-Emicrania
-Cervicalgia
-Acufeni
-Vertigini leggere
L’osteopatia lavora sull’integrazione cranio–ATM–cervicale.

     ❤️
12/02/2026

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Ansia“ L’ansia non vive solo nella mente: si organizza nel corpo attraverso tensione, respiro e adattamento del sistema ...
07/02/2026

Ansia
“ L’ansia non vive solo nella mente: si organizza nel corpo attraverso tensione, respiro e adattamento del sistema nervoso’’
Dal punto di vista neuroscientifico, l’ansia può essere interpretata come una disfunzione dei circuiti di regolazione dello stress, in cui i sistemi deputati alla valutazione del pericolo, alla risposta autonomica e alla modulazione corticale perdono la loro flessibilità.
In questa condizione si osserva una iperattivazione dei circuiti sottocorticali di difesa, associata a una ridotta capacità modulativa delle strutture corticali superiori, in particolare della corteccia prefrontale mediale.

I principali sistemi coinvolti includono:
-Amigdala: iper-reattiva, amplifica la percezione della minaccia anche in assenza di pericolo reale
-Corteccia prefrontale mediale: ridotta capacità di inibizione e modulazione della risposta emotiva
--Ippocampo: alterata integrazione del contesto e della memoria, con difficoltà a discriminare tra sicurezza e pericolo
Asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA): mantenuto in uno stato di attivazione cronica, con rilascio persistente di cortisolo

Questa organizzazione funzionale mantiene il sistema nervoso in una modalità di sopravvivenza continua, privilegiando la risposta rapida rispetto alla regolazione fine.

Dal punto di vista neurovegetativo, questa condizione è caratterizzata da:
-predominanza simpatica
-riduzione del tono vagale
-difficoltà nel passaggio dallo stato di attivazione allo stato di recupero

Il nervo vago, attraverso le sue afferenze viscerali e respiratorie, rappresenta un elemento chiave nella capacità dell’organismo di riconoscere la sicurezza e modulare la risposta allo stress.
Quando il tono vagale è ridotto, il sistema nervoso perde la capacità di “spegnere” i circuiti difensivi.

Le informazioni provenienti da diaframma, sistema fasciale, visceri e articolazioni cervino-dorsali raggiungono il nucleo del tratto solitario, influenzando direttamente i centri autonomici e limbici.
In presenza di restrizioni di mobilità o tensioni croniche, queste afferenze continuano a inviare segnali di allerta, contribuendo al mantenimento dello stato ansioso.

Sintomi frequenti
A livello funzionale si osservano frequentemente:
-aumento del tono simpatico con iperattività adrenergica
-riduzione della variabilità cardiaca (HRV), indice di scarsa flessibilità neurovegetativa
-alterazioni del ritmo respiratorio e ridotta mobilità diaframmatica
-incremento del tono fasciale globale, con perdita di elasticità adattativa
-modificazioni delle afferenze propriocettive e interocettive, che influenzano la percezione dello stato interno

Il corpo permane così in uno stato di iper-vigilanza, in cui l’organismo continua a comportarsi come se il pericolo fosse presente, anche in assenza di uno stimolo reale.

Cosa può fare la terapia manuale
L’approccio osteopatico agisce come modulatore periferico dei circuiti centrali, intervenendo sulla qualità delle informazioni che il corpo invia al sistema nervoso.
Il trattamento mira a:
-migliorare la mobilità diaframmatica e la coerenza respiratoria
-normalizzare le afferenze fasciali e viscerali
-ridurre la stimolazione simpatica cronica
-facilitare l’attivazione vagale
-aumentare la capacità del sistema nervoso di riconoscere condizioni di sicurezza

L’obiettivo non è eliminare l’ansia, ma ripristinare la flessibilità del sistema nervoso, permettendo un passaggio fluido tra:
attivazione
modulazione
recupero

Nei quadri di ansia più complessi, l’approccio più funzionale è multidimensionale:
- Trattamento osteopatico → regolazione neurovegetativa
- supporto psicologico → integrazione emotivo-cognitiva
- educazione al respiro e alla percezione corporea → continuità terapeutica

ACUFENI“ L’acufene non è solo nell’orecchio. È un dialogo alterato tra struttura, sistema nervoso e percezione.’’Gli acu...
05/02/2026

ACUFENI
“ L’acufene non è solo nell’orecchio. È un dialogo alterato tra struttura, sistema nervoso e percezione.’’
Gli acufeni (o tinnitus) sono la percezione di un suono senza una sorgente esterna. Non è una malattia in sé, ma un segnale: il sistema sta comunicando che qualcosa, lungo l’asse orecchio–nervi–cranio–cervicale–vegetativo, non è in equilibrio.
Che tipo di suono può essere

-Fischio, ronzio, sibilo
-Battito (sincrono o no col cuore)
-Fruscio, “vento”, rumore elettrico
-Continuo o intermittente
-Mono o bilaterale

Sintomi frequenti
Oltre al rumore in sé, chi ha acufeni riferisce spesso:
-Sensazione di ovattamento auricolare
-Vertigini, instabilità, testa leggera
-Cefalea, soprattutto temporale o occipitale
-Rigidità cervicale
-Dolore o scrosci all’ATM
-Iperacusia (fastidio ai rumori)
-Disturbi del sonno
-Ansia, irritabilità, difficoltà di concentrazione

Dal punto di vista osteopatico, l’acufene è spesso il risultato di una disfunzione di regolazione, non di una lesione.

I principali sistemi coinvolti sono:
1. Cranio (soprattutto temporale)
-L’osso temporale ospita coclea e vestibolo
-Micro-restrizioni influenzano la pressione dei liquidi endolinfatici
-Alterata mobilità, alterato input sensoriale
2. ATM (articolazione temporo-mandibolare)
-Vicinanza anatomica diretta all’orecchio medio
-Disfunzioni ATM, aumento tensioni muscolari e fasciali
-Molti acufeni migliorano muovendo la mandibola
3. Colonna cervicale alta (C0–C3)
-vascolarizzazione
-drenaggio venoso
-integrazione propriocettiva
4. Sistema nervoso autonomo
-Iperattività simpatica: amplificazione del segnale
-Stress cronico = acufene più “forte”, più invasivo

Un trattamento osteopatico non “spegne” il rumore, ma lavora per rimettere il sistema nelle condizioni di autoregolarsi.

Cosa fare:
L’osteopatia funziona meglio se il paziente collabora attivamente:
-Curare postura (soprattutto testa-spalle)
-Evitare serramento mandibolare
-Respirazione lenta e diaframmatica
-Ridurre stimoli costanti (rumore di fondo, cuffie)
-Movimento dolce cervicale quotidiano

ARTROSIL’artrosi è una patologia degenerativa cronica dell’articolazione, ma ridurla a “usura della cartilagine” è limit...
03/02/2026

ARTROSI
L’artrosi è una patologia degenerativa cronica dell’articolazione, ma ridurla a “usura della cartilagine” è limitante. In realtà coinvolge tutto il sistema articolare: cartilagine, capsula, legamenti, muscoli, sistema nervoso del dolore.
È una malattia del movimento e dell’adattamento, non solo dell’età.
Nel tempo la cartilagine perde elasticità e capacità di ammortizzare, l’osso sotto la cartilagine diventa più rigido, l’articolazione perde scorrimento e nutrizione ed il sistema nervoso amplifica il dolore.
Le zone più frequentemente interessate sono: colonna vertebrale, mani e polsi, ginocchia, anche, spalle.

Sintomi principali:
-Dolore meccanico, peggiora con il carico
migliora (in parte) con il riposo
- Rigidità, soprattutto al mattino o dopo inattività
in genere < 30–40 minuti
- Limitazione del movimento
- Scricchiolii (crepitii)
- Perdita di forza funzionale

Sintomi associati (spesso sottovalutati)
- Sensazione di articolazione “bloccata”
- Dolore diffuso per compensi muscolari
- Peggioramento con freddo e umidità
- Affaticabilità
In fasi avanzate:
- deformità (es. nodi alle dita)
- instabilità

Cosa fare:

-> Movimento terapeutico (fondamentale)
L’articolazione artrosica soffre l’immobilità, quindi migliora con il giusto movimento, che rientra nell’ambito della Chinesiologia (studio del movimento umano).
La Chinesiologia prevede:
-esercizi di mobilità
-rinforzo progressivo
-lavoro sul controllo motorio
-carico adattato

-> Terapia manuale
La Massoterapia:
-riduce tensioni muscolari
-migliora vascolarizzazione
-riduce dolore riflesso

-> L’Osteopatia:
-recupera mobilità articolare e fasciale
tratta i compensi
-modula il dolore tramite il sistema nervoso

Da sottolineare che non “cura la cartilagine”, ma migliora la funzione e di conseguenza il dolore.

-> Stile di vita e metabolismo
Molto più importanti di quanto si creda:
-peso corporeo
-gestione dell’infiammazione attraverso l’alimentazione

01/02/2026

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26/01/2026

25/01/2026

Mobilità scapolo-omerale e benessere del tratto cervicaleLa mobilità del complesso scapolo-omerale riveste un ruolo fond...
23/01/2026

Mobilità scapolo-omerale e benessere del tratto cervicale
La mobilità del complesso scapolo-omerale riveste un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio funzionale del tratto cervicale. Spalla e collo non sono sistemi separati, ma parti di una stessa unità biomeccanica e neuro-fasciale, costantemente in dialogo tra loro.
La scapola rappresenta un vero punto di passaggio tra arto superiore e colonna vertebrale. Il suo corretto movimento sul torace consente una distribuzione armonica delle forze che, in caso contrario, vengono inevitabilmente trasferite verso il rachide cervicale.

Quando la scapola perde mobilità
Una scapola rigida, ipomobile o mal coordinata altera il ritmo scapolo-omerale e costringe il sistema cervicale a entrare in compenso.
Questo può tradursi in:
- aumento del tono dei muscoli cervicali e suboccipitali
- sovraccarico del trapezio superiore e dell’elevatore della scapola
- riduzione della capacità di adattamento del rachide cervicale
- comparsa di dolore cervicale, rigidità e cefalea muscolo-tensiva
In queste condizioni, il collo non “soffre” per una causa esclusivamente locale, ma perché si trova a gestire un carico funzionale che non gli appartiene.

La scapola come regolatore della tensione cervicale
Dal punto di vista osteopatico, la scapola è un regolatore di equilibrio.
Una buona mobilità scapolo-omerale permette:
- un corretto scarico delle tensioni verso il torace
- una riduzione dello stress sui muscoli cervicali
- una migliore coordinazione tra respiro, postura e movimento
- un’azione più efficiente del sistema neurovegetativo
Quando la scapola è libera di muoversi, il tratto cervicale può tornare a svolgere il suo ruolo di guida e orientamento, senza dover sostenere tensioni eccessive.

Nel trattamento osteopatico, lavorare sulla mobilità scapolo-omerale significa intervenire a monte del sintomo cervicale.
L’obiettivo non è solo ridurre il dolore, ma:
- ripristinare la qualità del movimento
- migliorare l’integrazione tra arto superiore e colonna
- favorire un equilibrio più stabile e duraturo

Il mal di testa non è una condizione unica, ma un insieme di manifestazioni diverse che coinvolgono strutture muscolari,...
22/01/2026

Il mal di testa non è una condizione unica, ma un insieme di manifestazioni diverse che coinvolgono strutture muscolari, neurologiche, vascolari e neurovegetative. Distinguere tra cefalea ed emicrania è fondamentale per comprendere l’origine del dolore e scegliere l’approccio più efficace.

La CEFALEA, in particolare quella di tipo tensivo, è spesso legata a un sovraccarico meccanico e funzionale del sistema muscolo-scheletrico. Tensioni a livello cervicale, rigidità delle spalle, posture mantenute a lungo e stress cronico possono alterare la qualità del movimento e della vascolarizzazione locale, generando un dolore diffuso, costante, percepito come pressione o “cerchio” attorno alla testa.

L’EMICRANIA, invece, è una condizione più complessa che coinvolge il sistema nervoso centrale e il sistema neurovascolare. Il dolore, spesso pulsante e unilaterale, può essere accompagnato da nausea, ipersensibilità sensoriale e, in alcuni casi, da aura visiva. In questo quadro entrano in gioco meccanismi di disregolazione del sistema nervoso autonomo, alterazioni del tono vascolare e una maggiore reattività agli stimoli esterni.

L’osteopatia considera il mal di testa come il risultato di una perdita di equilibrio tra struttura e funzione.
L’intervento osteopatico non si limita al punto del dolore, ma valuta:

-la mobilità del tratto cervico-craniale

-la relazione tra diaframma, respirazione e sistema neurovegetativo

-l’influenza dello stress sul tono muscolare e fasciale

-il ritmo globale del corpo e la sua capacità di adattamento

Attraverso un trattamento mirato, l’obiettivo è ridurre le tensioni, migliorare la circolazione, favorire la regolazione del sistema nervoso e restituire al corpo condizioni più favorevoli all’autoguarigione.

Dolori diversi richiedono ascolto, valutazione e strategie diverse.
Comprendere il linguaggio del corpo è il primo passo per uscire dalla ripetizione del sintomo e accompagnare il sistema verso un equilibrio più stabile e duraturo.

Indirizzo

Via Trieste , 24
Nova Siri
75020

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

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