Aging Project - La sfida della longevità

Aging Project - La sfida della longevità Un progetto del Dipartimento di Medicina Traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale Perché invecchiamo?

Perché alcune malattie compaiono solo in età avanzata? Siamo pronti a fronteggiare le ripercussioni economiche e sociali della longevità? Quali percorsi strategici di prevenzione e cura possiamo immaginare? Il progetto, con base a Novara, poggia su quattro pilastri:

🔸 interdisciplinarità
🔸 traslazionalità
🔸 supporto a ricerca e didattica
🔸 coinvolgimento del territorio

Al gruppo di ricerca partecipano rappresentanti di diverse aree disciplinari:

antropologia, biologia, biochimica, economia, diritto, endocrinologia, epidemiologia, fisiologia, fisioterapia, fisiatria, geriatria, igiene, infermieristica, medicina interna, nutrizione, psichiatria, sociologia e statistica medica. L’obiettivo condiviso è quello di trovare risposta alle domande sui meccanismi dell’invecchiamento e sulle malattie correlate, per comprenderne l’impatto sociale e individuale e definire nuovi percorsi di invecchiamento attivo e cura delle persone anziane.

Negli anni sono stati fatti molti progressi nella cura di gliomi e glioblastomi, tra i tumori cerebrali più frequenti e ...
22/12/2025

Negli anni sono stati fatti molti progressi nella cura di gliomi e glioblastomi, tra i tumori cerebrali più frequenti e aggressivi nell’adulto, ma migliorare l’aspettativa e la qualità della vita restano priorità della ricerca.

La letteratura scientifica ha mostrato come l’esercizio fisico possa svolgere un ruolo importante anche in ambito oncologico. Oltre ai benefici già noti su funzioni fisiche, benessere psicologico, cognitivo e sociale, l’attività fisica sta emergendo come terapia di supporto capace di affiancare i trattamenti tradizionali.

Ma per quale motivo? Studi recenti indicano che l’esercizio fisico può contribuire a rimodellare il microambiente del glioma, rendendolo meno favorevole alla crescita tumorale e più sensibile alle terapie. In particolare, è stato osservato un aumento dell’attività delle cellule immunitarie antitumorali, una riduzione dei segnali infiammatori e immunosoppressivi, un miglioramento della perfusione e della qualità dei vasi sanguigni e una maggiore efficacia dei farmaci nel raggiungere il tessuto cerebrale. Leggi l'articolo completo:

Esercizio fisico e tumori cerebrali: nuove evidenze sul ruolo dell’attività fisica, come supporto alle terapie del glioma

Esiste un paradosso dell’assistenza agli anziani: la “cura”, in alcuni casi, sembra accelerare il declino. Purtroppo, ne...
19/12/2025

Esiste un paradosso dell’assistenza agli anziani: la “cura”, in alcuni casi, sembra accelerare il declino. Purtroppo, nelle ricerche recenti il legame tra RSA e declino cognitivo diventa evidente: l’isolamento, la perdita di stimoli e la routine istituzionalizzata accelerano un processo già in atto.

Poi, dopo un anno, per un anziano su cinque ospite di queste strutture si associano anche gravi disabilità fisiche, che peggiorano sensibilmente quel declino cognitivo ormai irreversibile.

Ma il declino dell’anziano ricoverato in una struttura a lungo termine può essere limitato, innanzitutto, con un’assistenza di qualità, basata su una formazione adeguata del personale sanitario e gesti semplici, ma efficaci: garantire una corretta idratazione, un’attenta gestione del dolore, prevenire le cadute e promuovere attività sociali e cognitive stimolanti.

Leggi anche perché in questi casi è importante la prevenzione nell’articolo completo:

Uno studio rivela il paradosso delle RSA: per molti anziani il declino cognitivo accelera dopo il ricovero. Perché accade e quali soluzioni sono possibili

Non di rado, dopo aver ricevuto la prescrizione di determinati test diagnostici, ci chiediamo che cosa andrà realmente a...
17/12/2025

Non di rado, dopo aver ricevuto la prescrizione di determinati test diagnostici, ci chiediamo che cosa andrà realmente a indagare quello strumento. E, soprattutto, perché il medico ha scelto proprio quel tipo di esame.

Conoscere cosa c’è dietro a una TAC, una risonanza magnetica o una ecografia può essere davvero interessante, oltre che utile per affrontare tutto con maggiore consapevolezza!

Un test diagnostico è uno strumento che permette di raccogliere informazioni sullo stato di salute di una persona. Può servire a individuare una malattia, confermare un sospetto clinico o monitorare l’efficacia di una terapia. Scopri nell’articolo completo quali sono le principali tecniche dei test diagnostici e quando possono essere utilizzate: link nel primo commento!

Croccanti, profumate e incredibilmente nutrienti, le mandorle sono uno degli alimenti più versatili e salutari che possi...
15/12/2025

Croccanti, profumate e incredibilmente nutrienti, le mandorle sono uno degli alimenti più versatili e salutari che possiamo introdurre nella nostra alimentazione quotidiana.

Le mandorle possono essere acquistate crude, tostate, pelate, ma è nella pellicina marrone che si concentra gran parte dei loro preziosi antiossidanti: ecco perché sarebbe meglio consumare le mandorle con la buccia.

Studi clinici hanno mostrato che un consumo fino a 60 g al giorno può ridurre significativamente alcuni parametri infiammatori, inoltre, grazie al loro contenuto di magnesio, le mandorle hanno proprietà anti-ipertensive e contribuiscono al controllo glicemico. Proprio a questo proposito, le mandorle sono un ottimo spuntino spezza fame, in quanto la loro composizione nutrizionale favorisce un senso di sazietà che si mantiene nel tempo.

Leggi la ricetta della longevità di oggi, naturalmente a base di mandorle:

Scopri le proprietà delle mandorle: alimento ricco di vitamina E, magnesio e antiossidanti, aiutano cuore, glicemia e pressione

Potremmo essere portati a sottovalutarla, invece la qualità del sonno è importante per la salute del nostro cervello. Un...
12/12/2025

Potremmo essere portati a sottovalutarla, invece la qualità del sonno è importante per la salute del nostro cervello. Una ricerca su vasta scala (27.500 adulti) ha studiato proprio il legame tra le abitudini di sonno e l'età biologica stimata del cervello, rispetto all'età anagrafica della persona.

I risultati mostrano che dormire in modo intermedio o scarso è associato a un'età cerebrale stimata più alta rispetto all'età reale. Inoltre, secondo la ricerca, questo effetto potrebbe essere legato a livelli più elevati di infiammazione sistemica, un meccanismo biologico che gioca un ruolo cruciale nella salute.

La buona notizia è che la qualità del sonno è un fattore modificabile, che possiamo controllare, per proteggere la salute del nostro cervello nel tempo e prevenire il declino cognitivo.
Scopri tutti i dettagli della ricerca nell'articolo completo:

La qualità del sonno influisce sull’invecchiamento cerebrale: il sonno scarso accelera il declino cognitivo tramite infiammazione sistemica

L’attività fisica di lieve intensità ci permette di invecchiare in modo più sano?Questa è la domanda che si è posto un r...
10/12/2025

L’attività fisica di lieve intensità ci permette di invecchiare in modo più sano?

Questa è la domanda che si è posto un recente studio, che ha seguito lo stile di vita e le abitudini (sedentarie o attive) di 45.176 infermiere per vent'anni.

I risultati hanno mostrato che solo l'8,6% delle partecipanti ha avuto un invecchiamento sano. Il tempo trascorso davanti alla TV è risultato determinante nella minore probabilità di invecchiare in salute, mentre è risultata positiva l'attività fisica leggera.

Leggi lo studio completo sull’invecchiamento sano nell’articolo:

L’invecchiamento in salute è favorito da meno sedentarietà e più movimento quotidiano, migliorando il benessere e la longevità

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e tessuti che crea una sorta di “amaca” alla base del bacino. Sostiene orga...
05/12/2025

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e tessuti che crea una sorta di “amaca” alla base del bacino. Sostiene organi importanti come vescica, intestino, utero nelle donne e prostata negli uomini, e permette funzioni quotidiane essenziali come urinare, evacuare e muoversi correttamente.

Con il passare degli anni, dopo gravidanze, interventi chirurgici o in seguito a sforzi ripetuti, questo sistema può perdere elasticità e tonicità. I segnali possono essere diversi: piccole perdite urinarie, sensazione di peso nel basso ventre, dolore o tensione pelvica, fastidio nei rapporti sessuali o difficoltà nell’evacuazione.

Si tratta di disturbi molto comuni: si stima che una donna su tre sperimenti almeno un problema del pavimento pelvico nell’arco della vita, così come il 15–16% degli uomini. La buona notizia? Esistono strategie efficaci per prevenirli e affrontarli! Scoprile nel carosello e nell'articolo completo:

Il pavimento pelvico influisce su continenza, postura e benessere: allenarlo aiuta a vivere meglio a ogni età e prevenire disturbi

Il 3 dicembre si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità, un appuntamento che ogni anno ci ricor...
03/12/2025

Il 3 dicembre si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità, un appuntamento che ogni anno ci ricorda quanto sia essenziale costruire una società davvero inclusiva, capace di garantire diritti, partecipazione e dignità a tutti, indipendentemente dalle loro limitazioni funzionali.

Quando parliamo di disabilità, il pensiero va anche, e sempre più spesso, agli anziani. Infatti, con l’avanzare dell’età cresce il rischio di fragilità, perdita di autonomia e disabilità.

Non è solo una conseguenza “naturale” dell’invecchiamento: in molti casi è il risultato di fattori prevenibili, come malnutrizione, isolamento sociale, cadute domestiche o ricoveri ospedalieri prolungati.

Oggi celebriamo il valore della cura, dell’ascolto e dell’attenzione verso chi è più fragile. Perché l’inclusione non è una promessa: è una responsabilità quotidiana.

📅 , Giornata Internazionale delle persone con disabilità, condividiamo i dati più recenti della sorveglianza PASSI d’Argento dell’ISS, che fotografano la condizione degli over 65 in Italia.
📊 In Italia 16 persone over 65 su 100 risultano fragili e 14 anziani su 100 presentano una disabilità – ovvero la perdita di autonomia in almeno una delle attività fondamentali della vita quotidiana. Complessivamente, 3 over 65 su 10 vivono una condizione di fragilità o disabilità. Inoltre 1 persona su 4 ha un problema sensoriale (vista, udito o masticazione) non risolto neppure con l’uso di ausili.
👵🧓Ma cos’è la fragilità? La fragilità è una condizione dinamica di vulnerabilità, dovuta alla riduzione delle riserve fisiologiche e psicosociali, che limita la capacità di gestire funzioni quotidiane complesse pur mantenendo autonomia nelle attività di base. In Italia, non si riscontrano differenze significative tra uomini e donne, ma essa cresce progressivamente con l’età, riguardando l’8% dei 65-74enni e raggiungendo il 31% fra gli ultra 85enni. È associata allo svantaggio socio-economico: sale al 24% tra chi ha molte difficoltà economiche e al 24% fra chi ha bassa istruzione. Anche in questo caso, quasi tutto il carico assistenziale ricade sulle famiglie.
⚖️ La disabilità cresce con l’età e riguarda 4 ultra 85enni su 10. È più frequente tra le donne, tra le persone con maggiori difficoltà economiche o basso titolo di studio. Il 95% delle persone con disabilità riceve aiuto dai familiari, mentre il ricorso ai servizi domiciliari o ai centri diurni rimane molto limitato.
👁️👂🦷 I problemi sensoriali rappresentano una componente rilevante delle vulnerabilità: 1 anziano su 4 riferisce difficoltà di vista, udito o masticazione non correggibili. Queste condizioni si associano più spesso a isolamento sociale, sintomi depressivi e cadute.
📍 I dati mostrano anche un chiaro gradiente geografico: fragilità, disabilità e problemi sensoriali risultano più frequenti nelle Regioni del Sud rispetto al Centro e al Nord del Paese.
🤝 Promuovere autonomia, prevenzione, accessibilità e servizi di sostegno è essenziale per garantire dignità e qualità della vita a tutte e tutti.

🔎 Per approfondire, visita il link in story e nel primo commento.
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L’inquinamento atmosferico ha un effetto sul nostro cervello?Si è da poco conclusa la COP30, l'annuale conferenza intern...
01/12/2025

L’inquinamento atmosferico ha un effetto sul nostro cervello?

Si è da poco conclusa la COP30, l'annuale conferenza internazionale in materia di lotta all’emergenza climatica, che stimola molte riflessioni. Una di queste è l’effetto dell’inquinamento atmosferico sul corpo umano.

Molti studi hanno dimostrato che l’esposizione ad alti livelli di inquinamento atmosferico porta a un aumento del deterioramento cognitivo in età avanzata. Anche un nuovo studio recente conferma questi dati, evidenziando come gli inquinanti atmosferici, soprattutto durante la mezza età e la senescenza, causino un peggioramento delle funzioni cognitive, della velocità di elaborazione e della struttura cerebrale.

Leggi l’articolo completo che descrive i risultati dello studio:

L’inquinamento atmosferico danneggia cervello e memoria: esposizioni prolungate accelerano declino cognitivo e aumentano il rischio di demenza

Indirizzo

Via Solaroli 17
Novara
28100

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La sfida della longevità

L’Aging Project del DIMET (Dipartimento di Medicina Traslazionale) dell’Università del Piemonte Orientale è un centro di riferimento per la ricerca e la formazione sul tema dell’invecchiamento.

Perché invecchiamo? Perché alcune malattie compaiono solo in età avanzata? Siamo pronti a fronteggiare le ripercussioni economiche e sociali della longevità? Quali percorsi strategici di prevenzione e cura possiamo immaginare?

Il progetto, con base a Novara, poggia su quattro pilastri:


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