Dott.ssa Alessandra Rizzo

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Allattamento: non è mai un solo fattore! A volte l’attacco è corretto,eppure il dolore, la fatica o le difficoltà contin...
13/01/2026

Allattamento: non è mai un solo fattore!

A volte l’attacco è corretto,
eppure il dolore, la fatica o le difficoltà continuano.

Questo accade perché l’allattamento non dipende da un unico elemento,
ma dall’equilibrio tra neonato, mamma, relazione e contesto.

La suzione, la postura, le tensioni del bambino,
la produzione di latte e la sua regolazione sulla richiesta,
il vissuto materno, il tipo di parto, il supporto ricevuto:
tutto lavora insieme.

Per questo, quando qualcosa non torna,
ampliare lo sguardo fa davvero la differenza.

Non per cercare colpe,
ma per capire meglio cosa sta succedendo
e accompagnare la diade nel modo più adatto.

Se hai dubbi
o senti che qualcosa non torna,
scrivimi in direct.

08/01/2026

Un attacco corretto non è solo una questione di “posizione”,
ma di funzione, relazione e ascolto.

Se l’allattamento fa male, è un segnale da indagare, non da sopportare.

Ogni diade mamma–bambino è diversa:
a volte servono piccoli aggiustamenti, altre una valutazione più approfondita delle funzioni orali e posturali del neonato.

🤱L’obiettivo non è “resistere”,
ma costruire un allattamento efficace, confortevole e sostenibile nel tempo.

Se hai dubbi o semplicemente senti che qualcosa non torna, scrivimi in direct.

La diastasi addominale è la separazione dei muscoli retti dell’addome, quelli che si trovano al centro della pancia.Dura...
03/01/2026

La diastasi addominale è la separazione dei muscoli retti dell’addome, quelli che si trovano al centro della pancia.
Durante la gravidanza questo spazio si allarga in modo fisiologico per permettere la crescita del bambino.

Dopo il parto, nella maggior parte dei casi, i muscoli tendono gradualmente a riavvicinarsi.
Quando questo non accade, l’addome può perdere stabilità e non lavorare in modo efficace.

🌸Nei primi 2–3 mesi dopo il parto un addome ancora protruso può rientrare nella normalità
🌸Se però, dopo i 3–4 mesi, la pancia resta sporgente, morbida o “instabile”, è utile approfondire
🌸Non è solo una questione estetica: possono essere coinvolti postura, respirazione e pavimento pelvico

Ogni addome ha tempi e bisogni diversi, per questo non esistono esercizi validi per tutte.

Se hai dubbi o riconosci questi segnali, scrivimi in direct 💬: insieme possiamo capire il percorso più adatto a te.

Il 2025 ha reso simultaneo ciò che contava,lavorando per incastri.Una laurea magistrale, conseguita mentre una nuova vit...
31/12/2025

Il 2025 ha reso simultaneo ciò che contava,
lavorando per incastri.

Una laurea magistrale, conseguita mentre una nuova vita ridefiniva le priorità.

Una mamma che ha smesso di allattare,
toccando con mano quanto la fine dell’allattamento,
possa essere delicato tanto quanto l’avvio.

Una professionista che lavora, studia, si forma.

Un lavoro che continua a crescere, tra studio, formazione e pratica clinica.

Una formazione sul pavimento pelvico, scelta per integrare le mie competenze in ambito materno-infantile e poter seguire le donne nel pre e nel post partum in modo più completo.

Una donna che prova ad allenarsi, quando riesce,
perché l’esempio su sana alimentazione e movimento
viene prima della divulgazione,
e parlare di diastasi e pavimento pelvico
significa, prima di tutto,
prendersene cura.

Dentro questo intreccio
ho consolidato con chiarezza la mia direzione professionale
Accanto alle famiglie.

All’inizio di una nuova nascita,
quando tutto è fragile e potentissimo.
Nel momento dello svezzamento,
quando le domande superano le certezze.
Nella prevenzione,
quando intervenire presto
significa accompagnare meglio.

Perché ogni famiglia attraversa dei passaggi,
anche quando non è facile riconoscerli.

È in questi passaggi che scelgo di esserci.

Grazie alle famiglie che hanno condiviso con me un tratto di strada,
e a quelle che stanno per iniziarlo.

Il ciuccio può essere uno strumento utile,ma non è mai “giusto” o “sbagliato” in assoluto.Fa la differenza quando lo int...
29/12/2025

Il ciuccio può essere uno strumento utile,
ma non è mai “giusto” o “sbagliato” in assoluto.
Fa la differenza quando lo introduciamo, come lo scegliamo e quando iniziamo a ridurlo.

⏳ Non introdurlo prima che l’allattamento sia ben avviato
In genere si consiglia di aspettare almeno 3–4 settimane (circa 40 giorni) dopo la nascita prima di proporre il ciuccio, soprattutto nelle famiglie che allattano al seno – questo aiuta a consolidare l’attacco e la produzione lattea prima di aggiungere nuove variabili. 

🧭 In sintesi:
• Nei primi mesi, può aiutare a calmarsi e sostenere l’autoregolazione
• Tra il secondo anno di vita è utile iniziare una riduzione graduale
• Entro i 2–3 anni è preferibile accompagnare verso l’eliminazione

👶 Ogni bambino ha i suoi tempi.
🤍 La gradualità e il rispetto sono sempre più efficaci delle forzature.

Dott.ssa Alessandra Rizzo
Osteopata Pediatrica

27/12/2025

Il reflusso è molto frequente nei primi mesi di vita e, nella maggior parte dei casi, rientra nella normale fisiologia del neonato.
In alcuni bambini, però, può associarsi a segni di disagio che meritano attenzione, soprattutto quando coinvolgono la crescita.

La mia formazione osteopatica e clinico-sanitaria mi permette di affiancarmi al pediatra, riconoscere i segnali che richiedono attenzione medica e inserire il trattamento osteopatico all’interno di un percorso sicuro e condiviso.

“Se non fai il bravo, niente cartoni.”“Se continui così, niente regali.”Frasi comuni.Intenzioni buone.Risultato? Non fun...
26/12/2025

“Se non fai il bravo, niente cartoni.”
“Se continui così, niente regali.”

Frasi comuni.
Intenzioni buone.
Risultato? Non funzionano.

A 2 anni il cervello del bambino non ragiona come quello di un adulto.
Il ricatto richiede autocontrollo, attesa, causa–effetto.
Tutte competenze che non sono ancora mature.

Ecco perché, a questa età,
i ricatti non educano: confondono.

〰️Scorri il carosello per capire cosa succede davvero
e cosa funziona di più con un bimbo di 2 anni.

Il tummy time è fondamentale per lo sviluppo motorio: aiuta a prevenire la plagiocefalia posizionale, rafforza il contro...
20/12/2025

Il tummy time è fondamentale per lo sviluppo motorio: aiuta a prevenire la plagiocefalia posizionale, rafforza il controllo del capo, stimola la vista, l’equilibrio e prepara il corpo ai futuri movimenti come il rotolamento e il gattonamento.

Ma cosa succede se il tuo bimbo proprio non lo sopporta?
È una situazione molto più comune di quanto pensi! Alcuni bambini si innervosiscono subito, resistono pochi secondi o piangono appena li si mette a pancia in giù.

La regola d’oro è: non forzarlo.
Esistono modi più dolci e graduali per accompagnarlo, rispettando i suoi tempi e la sua sensibilità.

Se invece noti segnali come:
• la testa sempre girata da un lato,
• difficoltà a sostenerla anche per pochi secondi,
• rifiuto costante della posizione prona, rigidità.

…potrebbe esserci una piccola tensione o asimmetria da approfondire.

Una valutazione osteopatica pediatrica può aiutarti a capire la causa e a rendere il tummy time più sereno ed efficace.

15/12/2025

L’ arco Montessori offre occasioni di movimento, esplorazione e autonomia, adattandosi alle diverse fasi dello sviluppo motorio.

🔹6–10 mesi ➡️appoggio per tirarsi su
🔹Dai 12 mesi ➡️prime arrampicate
🔹2–5 anni ➡️ponte, tana, dondolo

Un gioco che lascia spazio all’esplorazione e al movimento spontaneo.

Da questa idea di gioco nasce una collaborazione con , fondata su uno sguardo condiviso sul movimento e sull’esperienza del bambino, nel rispetto dei suoi tempi e del suo percorso di crescita.

In studio, ogni valutazione parte sempre da qui: la sicurezza e la fiducia del bambino.Prendersi il tempo di conoscerci,...
10/12/2025

In studio, ogni valutazione parte sempre da qui: la sicurezza e la fiducia del bambino.
Prendersi il tempo di conoscerci, rispettare i suoi tempi.

L’osteopatia pediatrica non è mai solo tecnica: è relazione, accoglienza e delicatezza.

28/11/2025

Il Natale si avvicina e in questo periodo tanti genitori, nonni e amici chiedono:
“Che regalo posso fare al bambino?”
Prima di pensare a colori e forme… pensiamo alla sicurezza.

🛡️ Come scegliere un gioco sicuro (soprattutto a Natale)?

✔️ Materiali atossici e certificati
Controlla sempre la marcatura CE e la qualità dei materiali: un gioco bello non basta, deve essere sicuro da mettere in bocca.

✔️ Dimensioni adeguate
Evitiamo tutto ciò che è troppo piccolo o facilmente smontabile: nei primi anni la regola anti-soffocamento è fondamentale.

✔️ Zero spigoli o parti appuntite
Con i regali nuovi l’entusiasmo è tanta… meglio evitare superfici dure o irregolari che possono far male.

✔️ Giochi che si lavano facilmente
Durante le feste passano di mano in mano: più un gioco è lavabile, più è sicuro.

✔️ No a corde lunghe o elementi pendenti
Un rischio spesso sottovalutato, soprattutto nei giochi sospesi o musicali.

✔️ Stimoli semplici
Luci, musiche e rumori troppo forti possono sovraccaricare il sistema sensoriale del bambino. Il miglior gioco? Quello che invita a muoversi ed esplorare.

🎁 Consiglio per i regali:
Pochi giochi, scelti bene. E magari condividi ai parenti una wishlist sicura per evitare oggetti non adeguati all’età.

Dott.ssa Alessandra Rizzo

Indirizzo

Via San Pietro 16
Novara
28100

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