14/01/2026
Hai mai provato uno stato di profonda 𝓪𝓷𝓼𝓲𝓪?
Alcuni descriverebbero questa emozione come una forte paura,
altri come dei pensieri incalzanti,
altri ancora come preoccupazione, o addirittura a volte depressione.
L’ansia, come puoi notare, pur essendo una parola così specifica, legata ad un fattore fisico, derivante dal latino angere, ovvero sia “stringere”,
è una terra di tutti e di nessuno,
è l’ignoto che viene a bussare e dà sintomi fisici e psichici (oltre che energetici).
Ma quindi come ci si lavora su qualcosa di così sconosciuto?
Lasciando che sia l’ 𝓲𝓰𝓷𝓸𝓽𝓸 stesso a curarla,
affidandosi a qualcosa più grande, percepibile ma non definibile, c’è chi lo chiama Dio, c’è invece chi preferisce chiamarlo caso, universo..o vertigine.
Per questo le tecniche meditative sono efficaci, perché non stringono,
non definiscono
allargano le possibilità,
alleggerendo la sua morsa.
💖Nel Thetahealing a volte mi capita di insegnare ai miei studenti la “tecnica della mongolfiera”,
un metodo davvero semplice ma ricco di significato, che aiuta la persona a non sentirsi l’eroe che deve combattere strenuamente per uccidere il drago, ma a permettersi di dire: “affido questa responsabilità al Grande Altro e io mi permetto di essere solo lo spettatore”.
Oggi riflettendo sull’ansia e su quella che ho provato anche io e che provo, una considerazione del genere mi ricentra.
E fisicamente ci sono dei supporti?
Quanti ne vogliamo e preferiamo, dagli oli essenziali di legno di cedro, arancio, geranio, camomilla…, all’integrazione con qualche rimedio erboristico da valutare, ai nostri amati cristalli, primo tra tutti la tormalina nera.
Tuttavia questi sono degli aiutanti, siamo noi che poi dobbiamo agire e la via non è reprimere ma vivere e farsi attraversare.
Delia