13/12/2025
CON TRISTEZZA…
Ieri è uscita la notizia di una ragazzina di 14 anni che si è tolta la vita. Purtroppo questa volta l’accaduto mi tocca da più vicino e quindi le emozioni sono più forti. Quando una ragazzina di 14 anni arriva a togliersi la vita, la comunità si deve interrogare su cosa si potesse fare per evitarlo. Come professionista della salute, il suicidio è la cosa che più mi preoccupa, perché quando avviene, non c’è più soluzione, ma solo sofferenza e senso di impotenza. Molti genitori mi chiedono, di fronte a questi eventi, se si poteva capire, se ci sono stati segnali. Io rispondo che purtroppo capita a tutti di essere a volte genitori disattenti perché presi da troppe cose. D’altra parte a volte gli adolescenti tengono tutto dentro di sé ed è difficile intercettare la loro sofferenza, rendendo il compito di capirli ancora più difficile. Quello che però ci dà una prospettiva positiva è che il carattere, il modo di affrontare la vita, si costruiscono fin da piccoli, col tempo e la cura, con la vicinanza e il dialogo. Se ci si impegna in questo fin da subito, se si cerca di non sottovalutare le occasioni di crescita e confronto e soprattutto se insegnamo ai bambini ad accettare le difficoltà e le sconfitte, tutto questo li renderà più forti e con maggiori capacità di capirsi e accettarsi. La comunità a sua volta dovrebbe essere attenta al disagio di ognuno, dare importanza ai segnali che i giovani che incontriamo ci mandano, anche se non siamo i loro genitori o i loro amici. Il “non è un mio problema” non aiuta la società a proteggere i suoi membri. Quello che ha bisogno, potrebbe essere nostro figlio e, se ci fosse qualcuno che non si disinteressa del suo malessere, quel qualcuno potrebbe forse salvarlo.
Dott.ssa Elena Agio
Psicologa Psicoterapeuta