Centro Di Riabilitazione Nutrizionale UOL AIDAP

Centro Di Riabilitazione Nutrizionale  UOL AIDAP Centro specialistico per la prevenzione, diagnosi e terapia del sovrappeso e dei disturbi dell'alime Pensiamo a tutti i tuoi bisogni.

Ci occupiamo di prevenzione, diagnosi e trattamento dell'Obesità e dei Disturbi Alimentari (DA). Per questo da noi lavorano medici, psicologi, dietisti e ognuno di loro ti aiuta nel tuo percorso di cura. Accettiamo le persone per quello che sono, senza critiche o giudizi. Troppo spesso i pazienti devono fare i conti, sia con la malattia stessa, sia con i pregiudizi dell'ambiente, che tende a vedere le persone sovrappeso "senza forza di volontà" e quelle con DA "capricciose". Noi crediamo che una persona con questi problemi sia semplicemente una persona che ha un problema che va risolto. Perché c'è sempre una soluzione. La nostra terapia è basata sulla fiducia e sul rispetto incondizionato. Siamo convinti che ogni persona sia in grado di cambiare, che possegga le risorse per farlo, se ben guidato e sostenuto nel processo di cambiamento. Seguiamo protocolli interdisciplinari: ogni terapeuta segue le stesse linee guida, le stesse finalità, e parla al paziente usando la "stessa lingua". Dalla nascita della nostra struttura siamo convinti sia necessario fornire ai pazienti protocolli di terapia sicuri ed efficaci, basati sull'evidenza scientifica. Siamo contrari a pratiche superficiali e semplicistiche, frutto di terapie non supportate da base scientifica. Sappiamo per certo che non esistono strade facili e soluzioni miracolose per risolvere queste patologie. Occorre una buona pratica clinica e un'ottima conoscenza della condizione da curare. Per migliorare l'una e l'altra, abbiamo puntato da sempre sulla formazione continua. Abbiamo individuato i corsi migliori e li abbiamo frequentati. Dal 2008 abbiamo incrociato la nostra strada con quella dell'AIDAP (Associazione Italiana Disturbi alimentari e Obesità), sposandone obiettivi e protocolli scientifici, basati sulle più importanti ricerche condotte. Oggi i protocolli di terapia AIDAP, che noi seguiamo, per la cura dei disturbi dell'alimentazione e del sovrappeso sono i più efficaci per la cura di queste patologie. Dal 2010, alla pratica clinica abbiamo aggiunto la formazione. Organizziamo corsi di formazione rivolti a specialisti del settore, istruendoli all'utilizzo di protocolli di terapia all'avanguardia. Si tratta di corsi interattivi, dove alla parte teorica viene accostata la necessaria parte pratica. Ai corsisti viene insegnato a fare e saper fare. Dal 2011, la nostra struttura è diventata unita operativa AIDAP per la provincia di Messina, e il responsabile di questa struttura, dott. Francesco Iarrera, è dal 2012 referente AIDAP per la regione Sicilia.

📢 *VISITA ORTOPEDICA* 🏥 P.zza Luigi Pirandello, 8 - Oliveri👨‍⚕️ Dott. Francesco Trio - Specialista in Ortopedia e Trauma...
19/12/2025

📢 *VISITA ORTOPEDICA*

🏥 P.zza Luigi Pirandello, 8 - Oliveri

👨‍⚕️ Dott. Francesco Trio - Specialista in Ortopedia e Traumatologia

📅 Prenota la tua visita per il 22 Dicembre.

📲 Chiama o messaggia al 3270761709

👉 Attento ai nostri messaggi. Tieni sotto controllo la tua salute.

🍽️ Come avere meno fame🪞 Non sempre la fame nasce nello stomaco. A volte nasce in testa.Molte persone dicono: “Non mi se...
17/12/2025

🍽️ Come avere meno fame

🪞 Non sempre la fame nasce nello stomaco. A volte nasce in testa.
Molte persone dicono: “Non mi sento mai sazio”, oppure “Devo mangiare tanto per essere pieno”.
Ma la sazietà non è solo un segnale fisico: è una esperienza complessa, che coinvolge corpo, mente, emozioni e abitudini.
Nel modello AIDAP, migliorare la sazietà significa riconnettersi ai segnali interni e rallentare il rapporto automatico con il cibo, finché mangiare non diventa un atto consapevole, non impulsivo.

🧠 La sazietà non è solo biologica
Ci sono diversi livelli di sazietà:
Fisiologica – regolata da ormoni come leptina, grelina e insulina.

Sensoriale – stimolata dal gusto, dalla varietà, dalla masticazione.

Cognitiva ed emotiva – influenzata da pensieri, stress, restrizioni o sensi di colpa.

👉 Quando uno di questi livelli è “scollegato”, il corpo non riesce più a inviare segnali chiari di pienezza.

🍎 Come migliorare la sensazione di sazietà secondo AIDAP:
🕰️ 1. Regolarità dei pasti
Mangiare a orari regolari aiuta il corpo a ritrovare ritmi di fame e sazietà prevedibili.
Saltare pasti o alternare digiuni e abbuffate confonde i segnali biologici.
🧘 2. Mindful eating
Mangiare lentamente, senza distrazioni, masticando bene.
Dà tempo al cervello di percepire la sazietà (che arriva dopo 15–20 minuti).
🥦 3. Scelta di alimenti sazianti
Cibi ricchi di fibre, proteine e acqua (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) aumentano il senso di pienezza con minore densità calorica.
💭 4. Riconnettersi ai segnali interni
Imparare a distinguere fame fisica da fame emotiva.
Il diario alimentare AIDAP aiuta a osservare quando, quanto e perché si mangia, favorendo consapevolezza.
💬 5. Nutrire anche il Sé
Quando ci si sente vuoti dentro, il corpo prova a riempire quel vuoto con il cibo.
Per questo la sazietà emotiva nasce dal prendersi cura di sé, non dal mangiare di più.

🌿 “Essere sazi” non significa essere pieni.
Significa sentirsi appagati.
E l’appagamento arriva quando corpo e mente mangiano insieme.

🔴 La sazietà non si trova nel piatto, ma nel modo in cui ti ascolti.
💬 “Quando inizi a rispettare la fame, la sazietà smette di nascondersi.”

📚 Fonti scientifiche:
Dalle Grave, R. (2020). Il trattamento cognitivo-comportamentale dell’obesità. Positive Press / AIDAP.

Fairburn, C. G. (2008). Cognitive Behavior Therapy and Eating Disorders. Guilford Press.

Blundell, J. E., et al. (2010). Appetite control: Methodological aspects of the evaluation of foods. Obesity Reviews, 11(3), 251–270. [DOI:10.1111/j.1467-789X.2010.00714.x]

Calugi, S., & Dalle Grave, R. (2021). Weight management and eating disorders: The AIDAP approach. Frontiers in Psychology, 12, 669278. [DOI:10.3389/fpsyg.2021.669278]

È con grande piacere che celebriamo la straordinaria impresa di Emanuele Minghetti all’HYROX di Verona 🎉🏃‍♂️.Una delle g...
12/12/2025

È con grande piacere che celebriamo la straordinaria impresa di Emanuele Minghetti all’HYROX di Verona 🎉🏃‍♂️.

Una delle gare più dure del panorama sportivo che Emanuele ha affrontato con forza e determinazione 💪🔥.

La gara è un percorso estenuante, che alterna a 8 km di corsa stazioni tecniche e potenti: skierg, sled push e pull, burpee broad jump, vogatore, farmers carry, sandbag lunges e wall balls 🏋️‍♂️🚣‍♂️. Ogni chilometro è stato una prova di resistenza, ogni stazione una sfida alla forza e alla volontà 🛤️⚡.

Emanuele ha tagliato il traguardo in 1:14:40, conquistando la 376ª posizione su quasi 2.000 iscritti ⏱️🥉📈.

Dietro quel tempo ci sono mesi di allenamento, mattine in palestra, sacrifici e piccoli progressi quotidiani: la somma di tutto questo è diventata oggi una prestazione che parla di costanza e carattere 🗓️🏋️‍♀️✨.

Lo abbiamo seguito passo dopo passo e vedere la sua determinazione trasformarsi in risultato è stato per noi una bella emozione ❤️👏.

Questa non è solo una classifica: è la storia di chi sa superare i limiti della fatica, di chi trasforma il dolore in energia e la stanchezza in concentrazione 🔥🧠.

L'esperienza di Emanuele ci insegna che la performance nasce dall’equilibrio tra tecnica, testa e cuore ⚖️💡❤️.

Per noi è stato un privilegio poter seguire Emanuele in questa avventura. Siamo fieri di aver condiviso i progressi e i tuoi obiettivi 🏆

🌿 Sai che anche i pensieri influenzano il tuo modo di mangiare?Molto spesso a guidare ciò che mettiamo nel piatto sono i...
09/12/2025

🌿 Sai che anche i pensieri influenzano il tuo modo di mangiare?

Molto spesso a guidare ciò che mettiamo nel piatto sono i pensieri e le credenze irrazionali che abbiamo sull’alimentazione e sul controllo del peso.

🧠 La Irrational Food Beliefs Scale (IFBS) è un questionario scientifico che aiuta a capire quanto i nostri pensieri e atteggiamenti verso il cibo possano diventare disfunzionali — ad esempio quando pensiamo che:
“Se sgarro una volta, ho rovinato tutto”
“Solo una dieta rigidissima funziona davvero”
“Mangiare mi serve per calmarmi”

💬 L’IFBS esplora 6 aree chiave, tra cui:
1️⃣ Autoinganno sul controllo del peso
2️⃣ Credenze emotive legate al cibo
3️⃣ Difficoltà a tollerare il controllo alimentare
4️⃣ Credenze sul piacere del mangiare
5️⃣ Idee rigide sulla dieta
6️⃣ Pensiero “tutto o nulla” sull’alimentazione

📊 La versione italiana è stata validata su oltre 500 pazienti con obesità e si è dimostrata affidabile e utile in clinica per comprendere come il modo di pensare influenzi il percorso di cambiamento, il mantenimento del peso e persino il rischio di abbandonare la terapia.

💡 Perché è importante?
Capire i propri pensieri è il primo passo per cambiare davvero il rapporto con il cibo, perdere peso e mantenerlo nel tempo.

Un’alimentazione sana comincia dalla mente. 🧩
📍 Se ti riconosci in alcuni di questi pensieri, parlane con il terapeuta o nutrizionista: lavorare anche sugli aspetti cognitivi fa la differenza.

💫 Per perdere peso devi Nutrire il sé 🪞 Non è solo il corpo ad aver bisogno di nutrimento.Molte persone iniziano un perc...
02/12/2025

💫 Per perdere peso devi Nutrire il sé

🪞 Non è solo il corpo ad aver bisogno di nutrimento.
Molte persone iniziano un percorso di perdita di peso concentrandosi solo su cosa mangiare.
Ma nessun piano alimentare funziona davvero, se a restare “a dieta” è il proprio Sé.

Nel modello AIDAP, la perdita di peso non è vista come una battaglia contro il corpo, ma come un percorso per riconnettersi a sé stessi.
L’obiettivo non è solo cambiare l’alimentazione, ma nutrire la mente, le emozioni e l’identità.

🧠 Cosa significa “nutrire il Sé”
“Nutrire il Sé” non vuol dire essere indulgenti: significa costruire una base solida da cui le scelte alimentari diventano più stabili e sane.

Nel modello AIDAP, questo include:
🌿 Coltivare autostima su più aree della vita, non solo su peso e forma
💬 Imparare a riconoscere le emozioni e a gestirle senza usare il cibo
🧩 Costruire un senso di identità flessibile e autentico
💗 Sviluppare auto-compassione invece di giudizio
🌱 Dare spazio a relazioni, interessi e valori personali
👉 Quando il Sé è nutrito, il cibo smette di essere l’unico modo per sentirsi “pieni”.

🍎 Perdere peso non basta, se si perde sé stessi
Molti programmi si concentrano su calorie, restrizioni e risultati visibili.
Ma un corpo più leggero, se accompagnato da una mente affamata di valore, non trova equilibrio.
Per questo i nostri programmi aiutano a nutrire la persona, non solo a cambiare la dieta.

💬 “Mangiare bene” inizia da dentro
Il vero cambiamento non è solo sul piatto, ma nel modo in cui ci si parla, ci si ascolta e ci si cura.
Perché quando impari a nutrire il tuo Sé, il corpo segue naturalmente.

🔴 La trasformazione più profonda non è quella del corpo, ma quella del rapporto con te stesso.
💬 “Quando il Sé è nutrito, il cibo torna a essere solo cibo.”

📚 Fonti scientifiche:
Dalle Grave, R. (2020). Il trattamento cognitivo-comportamentale dell’obesità. Positive Press / AIDAP.

Fairburn, C. G. (2008). Cognitive Behavior Therapy and Eating Disorders. Guilford Press.

Dalle Grave, R., Calugi, S., & Sartirana, M. (2021). Nutrire il Sé nei programmi di perdita di peso. Cognitive and Behavioral Practice, 28(4), 738–751. [DOI:10.1016/j.cbpra.2020.07.002]

🚫 Non è il cibo a creare dipendenzaNessun alimento ha il potere di “catturare” il cervello come una droga. Le attivazion...
01/12/2025

🚫 Non è il cibo a creare dipendenza
Nessun alimento ha il potere di “catturare” il cervello come una droga.
Le attivazioni del sistema di ricompensa sono più deboli e temporanee rispetto a quelle delle sostanze stupefacenti.

🔄 Cosa succede davvero
Le abbuffate derivano da un intreccio di fattori:
⚙️ Biologici (regolazione fame-sazietà, genetica)
💭 Psicologici (restrizioni, perfezionismo, autocritica)
🌍 Sociali (pressioni estetiche, stigma del peso)

👉 Non da un “potere intrinseco” del cibo.

⚖️ Restrizioni e perdita di controllo
Chi ha un problema di peso spesso cerca di controllare troppo l’alimentazione.
Ma più si restringe, più aumenta la probabilità di perdere il controllo.
Questo è l’opposto di ciò che accade nelle dipendenze da sostanze.

💬 Perché è importante dirlo
Parlare di “dipendenza da cibo” può portare verso trattamenti sbagliati, come i programmi dei 12 passi.
Invece, i percorsi con prove scientifiche, come la CBT-E, aiutano davvero a ritrovare equilibrio e libertà nel rapporto con il cibo.

🔴 Le abbuffate non sono una dipendenza, ma il risultato di una complessa interazione tra corpo, mente e contesto.
Solo riconoscendo questa complessità possiamo curare — non colpevolizzare.
💬 “Non serve eliminare il cibo. Serve comprendere se stessi.”

“𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨”Quando è arrivata, portava con sé un sorriso gentile e un peso invisibile, più grande dei suoi quasi...
19/11/2025

“𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨”

Quando è arrivata, portava con sé un sorriso gentile e un peso invisibile, più grande dei suoi quasi 105 chili. Era il peso dei tentativi falliti, delle aspettative, delle delusioni accumulate in anni di “da lunedì ricomincio”.

«Non so perché sono qui», mi disse. «Tanto so già come finirà. Perderò qualche chilo e mi fermerò. Succede sempre così.»

C’era una calma rassegnazione nel suo tono, come se il suo corpo fosse una terra che aveva smesso di coltivare.

La terapia proposta, all'inizio non le piaceva. "Troppo impegno. Una perdita di tempo". Era abituata a sentirsi dire cosa e quanto mangiare, e stop. Concetti come la motivazione, i valori, il nutrire il se, le sembravano distanti anni luce.

Ma incontro dopo incontro, ha iniziato a guardarsi con curiosità. Non a giudicarsi, ma a capirsi. A pesarsi, ma anche a sentirsi.

Abbiamo parlato di fame, ma anche di emozioni. Di cibo, ma anche di abitudini, di stanchezza, di bisogno di controllo.

Ogni incontro era diverso.

Durante uno degli ultimi incontri, ride leggero: «Io non ho fatto una dieta. Sembrava di andare dalla psicologa». Ed è stato in quel momento che ho capito che il cambiamento era già successo.

Oggi pesa 88,9 chili. Ma a sentirla, il numero è solo una nota a margine.

Perché ciò che conta davvero è il modo con cui ora guarda allo specchio, non solo il peso, ma la propria anima.

Perché nel peso perso, ha ritrovato sé stessa.

🗓️ **Giovedì 20 Novembre **  🏥P.zza L. Pirandello, 8 - Oliveri 👨‍⚕️ Dott.ssa Federica XerraPediatra, esperta in allergol...
17/11/2025

🗓️ **Giovedì 20 Novembre **

🏥P.zza L. Pirandello, 8 - Oliveri

👨‍⚕️ Dott.ssa Federica Xerra
Pediatra, esperta in allergologia e pneumologia pediatrica

📲 Chiama il 3270761709 per la prenotazione

👉 Attento ai nostri messaggi. Tieni sotto controllo la tua salute.

🍽️ Assistenza al pasto: un momento terapeutico, non una battagliaNei disturbi dell’alimentazione, il momento del pasto p...
12/11/2025

🍽️ Assistenza al pasto: un momento terapeutico, non una battaglia
Nei disturbi dell’alimentazione, il momento del pasto può diventare una fonte di ansia, paura e conflitto.
Per questo motivo, l’assistenza al pasto è parte fondamentale del percorso di cura: un intervento terapeutico strutturato, non solo un aiuto pratico.

💬 Cosa significa “assistere un pasto”?
Assistere un pasto non vuol dire controllare o costringere, ma sostenere e accompagnare la persona nel rapporto con il cibo e con le proprie emozioni.
Durante l’assistenza, l’obiettivo è:
- Promuovere un clima di calma e fiducia
- Aiutare a riconoscere e gestire l’ansia legata al cibo
- Rinforzare i comportamenti alimentari funzionali
- Ridurre rituali e rigidità alimentari

🧠 Secondo AIDAP:
“Mangiare insieme non è solo nutrirsi, ma imparare a ricostruire un rapporto equilibrato con se stessi e con gli altri.”
L’assistenza al pasto si inserisce all’interno di un programma cognitivo-comportamentale (CBT-E), dove si lavora sia sui pensieri e paure legati al cibo, sia sul comportamento concreto durante il pasto.

🤝 Ruolo di chi assiste
Che si tratti di familiari, operatori o terapeuti, chi assiste deve:
💬 Mantenere un atteggiamento empatico e rassicurante
⏸️ Evitare commenti su quantità, peso o aspetto fisico
🌱 Offrire presenza, non pressione
🕰️ Rispettare i tempi del paziente
🩶 Riconoscere i progressi, anche piccoli

❤️ Obiettivo finale
Restituire al pasto il suo valore sociale, relazionale e di piacere, aiutando la persona a riappropriarsi di un gesto quotidiano che, nei disturbi dell’alimentazione, è diventato fonte di sofferenza.

📚 Fonti
AIDAP – Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso (www.aidap.org)
Fairburn, C. G. (2008). Cognitive Behavior Therapy and Eating Disorders. Guilford Press.
Dalle Grave, R. (2013). Terapia cognitivo comportamentale avanzata dei disturbi dell’alimentazione. Positive Press.
Hay, P. et al. (2020). Treatment of eating disorders: Clinical practice guideline. Journal of Eating Disorders, 8(1), 1–42.
Treasure, J., & Nazar, B. P. (2016). Interventions for the carers of patients with eating disorders. Current Psychiatry Reports, 18(2), 16.

🥦 Alimentazione Selettiva: quando “essere schizzinosi” diventa una difficoltà realeMolte persone (specie bambini, ma anc...
05/11/2025

🥦 Alimentazione Selettiva: quando “essere schizzinosi” diventa una difficoltà reale

Molte persone (specie bambini, ma anche adulti) tendono a rifiutare cibi nuovi o ad accettare solo un numero limitato di alimenti.
Questo comportamento, quando diventa rigido, ansioso o interferisce con la salute e la vita sociale, può evolvere in una vera e propria patologia chiamata “alimentazione selettiva clinicamente significativa” o, nei casi più gravi, ARFID.

🍎 Non è “capriccio”
Le persone con alimentazione selettiva non rifiutano il cibo “per dispetto”: spesso dietro ci sono ansie sensoriali (odore, consistenza, colore), esperienze negative precedenti o bisogno di mantenere il controllo in situazioni percepite come minacciose.
È importante quindi evitare giudizi o pressioni.

🧠 Secondo AIDAP:
“Il comportamento alimentare non è mai un problema di volontà, ma il risultato di processi di apprendimento, emozioni e regole interne.”
L’approccio più efficace è multidisciplinare:
🩺 Valutazione specialista in Disturbi dell'alimentazione
🧘 Intervento cognitivo-comportamentale
👨‍👩‍👧 Coinvolgimento della famiglia

🌈 Cosa può aiutare
✅ Offrire varietà senza forzare
✅ Coinvolgere nella preparazione dei pasti
✅ Dare il buon esempio a tavola
✅ Riconoscere i progressi, anche minimi
✅ Evitare commenti negativi sul corpo o sul cibo

❤️ Messaggio chiave
L’alimentazione selettiva non è una colpa, ma un segnale da accogliere con comprensione.
Con il giusto supporto, tutti possono imparare a vivere il cibo come fonte di piacere e benessere, non di paura.

📚 Fonti ispiratrici
AIDAP – Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso (www.aidap.org)

Thomas, J. J., et al. (2017). ARFID: Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder. Current Psychiatry Reports, 19(8), 54.

Bryant-Waugh, R. (2019). Feeding and eating disorders in childhood. Cambridge University Press.

Zucker, N., et al. (2021). Sensory sensitivity and anxiety in selective eating. Appetite, 164, 105243.

💬 Fame emotiva: riconoscerla senza giudizioTi è mai capitato di mangiare anche senza sentire fame? 🤔La fame emotiva non ...
03/11/2025

💬 Fame emotiva: riconoscerla senza giudizio

Ti è mai capitato di mangiare anche senza sentire fame? 🤔
La fame emotiva non è un segno di debolezza 💛
È un modo in cui corpo e mente cercano di comunicare tra loro.

✨ Ecco cosa puoi provare a fare:
1️⃣ Fai una pausa: prima di mangiare, fermati un istante e chiediti: “Ho davvero fame 🍽️ oppure provo altro 💭?”.
2️⃣ Scegli un’alternativa: cammina 🚶‍♀️ 5-10 minuti, bevi un bicchiere d’acqua 💧, parla con un amico 🤝. Spesso lo stimolo è un’emozione, non una fame reale.
3️⃣ Registra ciò che accade: tieni un diario 📔 – cosa mangi, quando, con quali emozioni – per riconoscere i tuoi trigger.
4️⃣ Permettiti il piacere: evitare sempre i “cibi proibiti” può aumentare la pressione 🍫. Concediti qualcosa di buono, senza sensi di colpa.
5️⃣ Cerca supporto: parlare dei propri pensieri alimentari non è segno di debolezza 🫶, ma un passo verso la consapevolezza 🌱.

⚠️ Se la sensazione di “dover mangiare per stare bene” o “è più forte di me, devo mangiare” dura da settimane, o se senti che il rapporto con il cibo ti sta condizionando, è il momento di chiedere aiuto.

Puoi contattare i centri specializzati qui 👉 https://www.aidap.org/centri-aidap/ 💬 e mandare un messaggio al 327 076 1709

💬 Fame emotiva: riconoscerla senza giudizioTi è mai capitato di mangiare anche senza sentire fame? La fame emotiva non è...
24/10/2025

💬 Fame emotiva: riconoscerla senza giudizio

Ti è mai capitato di mangiare anche senza sentire fame?

La fame emotiva non è un segno di debolezza: è un modo in cui corpo e mente cercano di comunicare.

Ecco cosa puoi provare a fare:
1. Fai una pausa: prima di mangiare, fermati un istante e chiediti “Ho davvero fame oppure provo altro?”.
2. Scegli un’alternativa: cammina 5-10 minuti, bevi un bicchiere d’acqua, parla con un amico. Spesso lo stimolo è emozione, non fame reale.
3. Registra ciò che accade: tieni un diario semplice – cosa mangi, quando, con quali emozioni – per identificare i tuoi trigger.
4. Permettiti il piacere: evitare sempre i “cibi proibiti” può aumentare la pressione. Goditi qualcosa di buono, senza sensi di colpa.
5. Cerca supporto: parlare con qualcuno dei tuoi pensieri alimentari non è segno di debolezza, è passo verso la consapevolezza.

Se la sensazione di “dover mangiare per stare bene” o “è più forte di me, devo mangiare” dura da settimane, o se senti che il rapporto con il cibo ti sta condizionando, è il momento di rivolgerti a un professionista. Puoi contattare centri specializzati https://www.aidap.org/centri-aidap/.

Indirizzo

Piazza Luigi Pirandello 8
Oliveri
98060

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00

Telefono

+390941314005

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La nostra storia

Quando abbiamo deciso di fondare il Centro di Riabilitazione Nutrizionale, volevamo offrire ai pazienti una struttura che unisse il rispetto per la persona all'efficacia delle cure, dimostrata scientificamente.

Non ci è mai piaciuta l’idea che per guarire basti la forza di volontà o un pò di impegno. Accettarla significava ammettere che i pazienti siano colpevoli dei propri problemi e che siano così perché non desiderano "abbastanza" stare meglio. Secondo alcuni, se sono in sovrappeso o con l'anoressia la colpa è solo loro.

Non siamo d’accordo.

L’idea di prescrivere una dieta a chi è in eccesso di peso o tentare di convincere con la logica chi soffre di anoressia a mangiare di più, è inutile come tentare di spiegare i danni dell’alcol ad una persona ubriaca.