25/01/2026
Tutto l' Opi di Oristano e tutti gli iscritti sono vicini alla famiglia e agli amici del collega Alex Pretti, ucciso a Minneapolis mentre prestava soccorso a una persona in difficoltà.
Un "gigante buono", un "infermiere altruista" che "si preoccupava profondamente degli altri".
Familiari, colleghi e amici descrivono così Alex Jeffrey Pretti, il 37enne ucciso con una decina di proiettili a Minneapolis da un agente di frontiera mentre tentava di aiutare una manifestante a liberarsi dalla presa di un federale.
Aveva origini italiane, il racconto del padre: 'Si preoccupava profondamente degli altri'
Alex si era diplomato nel 2006 alla Preble High School di Green Bay, nel Wisconsin. Poi aveva studiato all'Università del Minnesota. Il suo profilo LinkedIn indica che dal 2012 aveva lavorato come ricercatore presso la Medical School dell'ateneo.
Nel 2021 aveva ottenuto la licenza come infermiere e aveva prestato servizio nella terapia intensiva dell'ospedale per i veterani di Minneapolis, a contatto ogni giorno con la vita e la morte. Un collega e amico, Dimitri Drekonja, medico nello stesso ospedale, lo ha descritto come un professionista appassionato e una persona solare. "Era gentile, amichevole, sempre pronto a scherzare", ha raccontato. "Lavorare in terapia intensiva significa affrontare ogni giorno le situazioni più difficili, vedere i pazienti più gravi, confrontarsi con la morte e con le famiglie. Alex era bravissimo in tutto questo".
I due avevano stretto amicizia lavorando insieme a un progetto di ricerca e condividevano la passione per la mountain bike. Alex infatti era un appassionato di attività outdoor, come documentano le sue foto con lo zaino in spalla o in sella alla bici. Amava le avventure all'aperto anche con Joule, il suo amato cane di razza Catahoula Leopard, anch'esso recentemente scomparso.
Abitava in un four-plex in un quartiere residenziale tranquillo del sud di Minneapolis, a circa due chilometri e mezzo dal luogo in cui è stato ucciso.
"Alex - assicurano - era una persona dal cuore gentile che teneva profondamente alla sua famiglia e ai suoi amici, così come ai veterani americani di cui si prendeva cura come infermiere nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale dei veterani di Minneapolis.
Alex voleva fare la differenza in questo mondo. Purtroppo non sarà più con noi per vedere l'impatto che avrebbe potuto avere. Non usiamo il termine 'eroe' con leggerezza. Tuttavia, il suo ultimo pensiero e la sua ultima azione sono stati quelli di proteggere una donna".