14/01/2026
Il primo post dell'anno mi pare un'ottima occasione per continuare a parlarvi delle "regole classiche" che infrango come psicologa.
Una delle più note è quella secondo cui lo psicologo dovrebbe essere uno "specchio opaco", un contenitore senza connotati troppo personali in cui il "paziente" possa proiettare i propri contenuti psichici, per essere elaborati.
Questa regola, propria di alcuni orientamenti (e valida in questi), non è però una mia regola.
Quindi si, se e quando ha senso faccio anche self disclosure 👻 (come avrete notato anche su questi schermi). E non vi chiamo "pazienti" (ma questa è un'altra storia).
🖤 Credo che non tutte le vostre domande debbano essere oggetto di attenzione clinica, ma al contempo ogni vostra parola, espressione e bisogno meriti cura.
💜 E che scegliere una professionista che si occupa di diversity passi anche attraverso ciò che posso fare per farvi sentire al sicuro, compreso mostrarvi qualcosa della persona che c'è dietro la professionista e che può avere senso per aiutarvi a capire se questo è uno spazio safe per voi, in cui possiate parlare la vostra lingua.
💚 Self disclosure è equilibrio, compartecipazione, linguaggio veicolare condiviso, accoglienza. Non è sostituzione, consiglio, occupare il tuo spazio.
È, invece, stare nel tuo spazio. Insieme 🖤
Self-disclosure
Psicologia e diversity