08/03/2021
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Questo mese Nicolò Targhetta esplora per noi le fatiche dell'amore in quarantena.
E la difficoltà nel trovare la giusta distanza nella relazione.
Non è successo niente
Buona lettura!
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DIARIO SENTIMENTALE DELLA QUARANTENA
1° mese
VICINI: Lui doveva solo passare qualche notte da te, ma poi su voi, con la forza dell’imponderabile, è calato il lockdown e adesso ti ritrovi davanti alla scelta di Sophie: convivenza o morte.
Visto che sei una gran babbea pensi che non sia un problema, anzi rilanci affermando che si tratta di un’ottima occasione per rafforzare le dinamiche di coppia e testare seriamente questa relazione. Il destino ti sorride col sorriso di Nerone ai cristiani. E poi vi lamentate sempre che non riuscite a stare un po’ insieme. I primi tre giorni ti sveglia con le brioscine calde. Poi smette.
LONTANI: Tu sei di Padova, lei è di Torino, ma dio quanto v’amate. È una relazione travolgente e passionale, seconda solo a quella che hai instaurato con il personale Frecciarossa, ma non importa se vi separano 400 chilometri e un bel po’ di senso pratico, la forza del vostro amore può superare ogni ostacolo.
Una volta al mese, a turno, in un atto di cieca fiducia nella relazione espletate un pellegrinaggio carichi di ormoni e buona volontà. State insieme dai tre ai cinque giorni, vi amate come nessuno si è mai amato. Poi ripigliate il treno e in stazione vi baciate fino proprio all’ultimo secondo.
Un bel giorno arriva il lockdown, scoprite di stare nel colore sbagliato, e alla forza del vostro amore tocca trovare un’alternativa.
2° mese
VICINI: Man mano che siete costretti a convivere ti rendi conto che l’uomo sensibile, passionale e raffinato del quale ti sei innamorata è probabilmente stato ucciso nel sonno da una forma aliena dai tratti barboneschi e trasandati che ne ha assunto nottetempo le sembianze. Mentre lo guardi vagare per il tuo appartamento lasciandosi dietro una scia di pattume e gas intestinali come un eroe greco maledetto dagli dei, inizi a renderti conto che tutti i piccoli difetti che amavi di lui hanno messo su un bel paio di denti a sciabola.
Decidi di affrontare la cosa con maturità ispirandoti al film simbolo della convivenza efficiente: the Others.
LONTANI: Scoprite abbastanza in fretta che, in quanto coppia a distanza, lo Stato ha nei vostri confronti la benevola stima che di solito riserva a partite IVA o ex brigatisti. Non c’è vera necessità, non siete congiunti, siete l’ultimo anello di un sistema che in questo momento c’ha altri cazzi a cui pensare. Improvvisamente l’epifania ti colpisce dritto in fronte: agli occhi del Paese è molto più importante tutelare la relazione col tuo commercialista che quella con la tua fidanzata.
In un raptus di follia le proponi di imparare a farti il modello unico. Non vi parlate per un po’.
3° mese
VICINI: Organizzate tutto nei minimi dettagli. Il che significa che tu organizzi tutto nei minimi dettagli e lui fa sì con la testa. Vi dividete i lavori in casa, le uscite, la spesa. Cercate un equilibrio che vi permetta di combattere la nuova, grande, inaspettata nemica della vostra relazione: la condivisione. Condivisione di spazi, tempi, metri quadri, bagni schiuma, che ogni giorno che trascorrete chiusi in casa si mangia gli ultimi scampoli di autonomia faticosamente guadagnata fuggendo in direzione opposta a mamma e papà. Vi state trasformando in una creatura mitologica bifronte che non ha più niente da dirsi.
Un bel giorno, tua nipote su Skype ti dice che si è innamorata. Ha dieci anni. Le spieghi, dolcemente ma con fermezza, che non ci si innamora a dieci anni. Che non ci sono le… le cose… le ghiandole giuste per innamorarsi. Che l’età migliore è sessanta. Anzi, settanta. Anzi mai. Non c’è un’età giusta. Innamorarsi è sempre un problema a qualsiasi età. Ma mica un problema normale. È come quando ti si rompe il frigo o ti si buca il tetto di casa. Quel tipo di problema per il quale sei completamente impreparato, che ti rovina la giornata, la settimana, il mese perché è legato a decine di altri micro problemi.
Lei ti guarda e ti domanda: zia tutto bene?
Tu la guardi, le sorridi e dici: certo tesoro.
LONTANI: Avete provato tutto. Tutto. Siete passati da tre a cinque videochiamate al giorno, fate tutte quelle cose che fanno perder la testa al reparto marketing della Barilla: cenate assieme e brindate come due deficienti contro i cellulari, vi date la buonanotte sotto le coperte baciando lo schermo, orinate in contemporanea per creare intimità artificiale. Vi siete persino scritti delle lettere. Lettere vergate a mano con dentro fiori secchi, ciocche di capelli, cuticole varie, con Pessoa da una parte e i “mi manchi” dall’altra. Avete giocato, letto, scambiato meme, avete guardato insieme i film della Pixar mettendo in pausa se all’altro saltava la connessione, avete sdrammatizzato, minimizzato, provato a fare di necessità virtù. E vi siete persino raccontanti l’immane ca***ta che questa distanza vi avrebbe fatto bene, che vi avrebbe fatto crescere come coppia.
4° mese
VICINI: Ti tocca andare dal dentista, perché ogni volta che qualcuno ti dice “ma tanto è solo una convivenza” tu arroti i denti così forte da farti saltare ponti e ceramiche. Non è una semplice convivenza, è la cancellazione subitanea e totale di ogni spazio personale. È come se il tempo e la vicinanza avessero messo il vostro rapporto sotto una lente di ingrandimento capace di evidenziarne impietosamente tutti i punti neri. Come hai potuto pensare che quella specie di antigenico, disorganizzato Jabba the Hut potesse essere il compagno della tua vita? Come hai fatto a non accorgerti mai del suo egoismo, della sua pigrizia, della sua totale assenza di empatia. Litigate spesso, per motivi sempre più futili. Dopo che t’ha ammazzato anche l’ultima pianta in vaso, decidi di parlargli. Solo che lui ti anticipa. Ti dice che non si era mai accorto del tuo egoismo, della tua pigrizia, della tua totale assenza di empatia.
Tu vorresti ridere, e invece inizi a pensare che magari il problema è più grande.
LONTANI: Negli ultimi novanta giorni siete stati due rettangoli in pigiama e coi capelli unti che qualche volta si dicono ti amo. Solo che hai un Huawei e quindi ormai non sai più se a dirtelo è lei o la Repubblica Popolare Cinese. Fatto sta che siete entrambi due caldaie ormonali e sentite la sana, naturale necessità di un contatto fisico che non sia col postino.
Tu fai un paio di tentativi di sexting, ma la becchi che sta facendo la maratona Studio Ghibli e non riesce a entrare nel mood.
Lei fa un paio di tentativi di sexting, ma ti becca che stai facendo la maratona Signore degli Anelli e quando le chiedi di fare la voce di Gollum, chiude ogni comunicazione.
Alla fine vi accordate per una sessione fra uno Zoom e l’altro. Non va come speravi.
Sei lì mezzo n**o che provi a combinare qualcosa tenendo sotto controllo con un occhio l’evolversi della situazione e con l’altro il consumo dati, quando arriva un messaggio di tua madre che dice che la zia è stata ricoverata di nuovo. E come puoi reggere un’erezione col pensiero di zia tra la vita e la morte? Rinunciate promettendo che ci riproverete.
Non ci riprovate più.
5° mese
VICINI: Mentre sei in bagno che fingi una strategica stitichezza perché è l’unica stanza della casa con la porta che si chiude a chiave, rimpiangi i bei tempi andati quando tu e lui eravate ancora un po’ estranei l’uno all’altra e non l’entità informe che occupa questi sessanta metri quadrati di casa. I tempi in cui ancora avevate ritmi e spazi personali, in cui ancora ricordavi dove finivi tu e dove cominciava lui. E pensi che daresti tutto quello che hai per essere di nuovo lontani, anche solo per un po’.
LONTANI: Mentre guardi la sua faccia al cellulare, congelata in una strana smorfia interespressiva, e leggi per la centesima volta la scritta “connessione scarsa, tentativo di riconnessione”, rimpiangi i bei tempi andati quando tu e lei eravate qualcosa di più di un po’ di dati sparati nell’etere. In cui eravate carne e labbra, colazioni e abbracci notturni, gite fuori porta, disastrosi esperimenti culinari, esplorazioni cittadine e altre avventure quotidiane. Quando stava a due metri da te e non sapevi ancora quanto questo fosse speciale. E pensi che daresti tutto quello che hai per essere di nuovo vicini, anche solo per un po’.
6° mese
VICINI & LONTANI: Una volta vi hanno detto che l’innamoramento è la parte semplice e l’amore è quella complicata. Adesso iniziate a capire. L’amore è sedersi a un tavolo, è guardarsi negli occhi, è fare le cose che insieme diventano più facili, ma anche quelle che insieme diventano più difficili.
Così, anche se avete paura, anche se è complicato, anche se è un periodo molto strano per fare gli innamorati, un giorno decidete di parlarne. Tra voi e con chi vi può consigliare.
E anche se siete terrorizzati all’idea di aver dato forma a un problema, la verità è che avete appena cominciato a risolverlo.