Giulia Baldini Psicologa

Giulia Baldini Psicologa Psicologa clinica e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

16/12/2024
Il disturbo d'ansia generalizzato è caratterizzato da ansia e preoccupazioni eccessive che si manifestano la maggior par...
17/03/2021

Il disturbo d'ansia generalizzato è caratterizzato da ansia e preoccupazioni eccessive che si manifestano la maggior parte dei giorni, che possono riguardare diversi temi e che la persona fatica a controllare. Nel GAD la persona è costantemente in uno stato di apprensione, teme ogni possibile catastrofe e si può assistere ad un peggioramento della qualità della vita che determina la comparsa di vissuti depressivi.
A quest'ansia si associano sintomi fisici come affaticamento, problemi gastrointestinali, tensione muscolare, irrequietezza e disturbi sel sonno e sintomi cognitivi come difficoltà nella concentrazione e nella memoria.
La caratteristica principale è il "worry" ovvero la preoccupazione cronica, il rimuginio che consiste nell'autoripetizione confinua e ossessiva del timore del danno con catastrofizzazione di esso. Si tratta di catene di pensieri a cui si associano emozioni negative difficili da contenere.
Frequentemente la persona sa che le sue preoccupazioni sono esagerate e controproducenti, ma c’è una sopravvalutazione dei rischi, delle possibili conseguenze che si ipotizzano come disastrose; a ciò si può associare la preoccupazione (ansia anticipatoria) per il fatto di essere preoccupati, quindi diventano ansiogeni non solamente i possibili eventi, ma lo stesso stato d’animo che sappiamo che dovremo vivere.
Il rimuginio viene scambiato dal soggetto per una strategia efficace ma in realtà non permette di risolvere il problema in modo produttivo e mantiene il disturbo provocando quello che si definisce metarimuginio (preoccuparsi di preoccuparsi troppo e giudicarsi "matto" ) che innesca il circolo vizioso di questo disturbo d'ansia.

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08/03/2021

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Questo mese Nicolò Targhetta esplora per noi le fatiche dell'amore in quarantena.
E la difficoltà nel trovare la giusta distanza nella relazione.

Non è successo niente
Buona lettura!
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DIARIO SENTIMENTALE DELLA QUARANTENA

1° mese

VICINI: Lui doveva solo passare qualche notte da te, ma poi su voi, con la forza dell’imponderabile, è calato il lockdown e adesso ti ritrovi davanti alla scelta di Sophie: convivenza o morte.
Visto che sei una gran babbea pensi che non sia un problema, anzi rilanci affermando che si tratta di un’ottima occasione per rafforzare le dinamiche di coppia e testare seriamente questa relazione. Il destino ti sorride col sorriso di Nerone ai cristiani. E poi vi lamentate sempre che non riuscite a stare un po’ insieme. I primi tre giorni ti sveglia con le brioscine calde. Poi smette.

LONTANI: Tu sei di Padova, lei è di Torino, ma dio quanto v’amate. È una relazione travolgente e passionale, seconda solo a quella che hai instaurato con il personale Frecciarossa, ma non importa se vi separano 400 chilometri e un bel po’ di senso pratico, la forza del vostro amore può superare ogni ostacolo.
Una volta al mese, a turno, in un atto di cieca fiducia nella relazione espletate un pellegrinaggio carichi di ormoni e buona volontà. State insieme dai tre ai cinque giorni, vi amate come nessuno si è mai amato. Poi ripigliate il treno e in stazione vi baciate fino proprio all’ultimo secondo.
Un bel giorno arriva il lockdown, scoprite di stare nel colore sbagliato, e alla forza del vostro amore tocca trovare un’alternativa.

2° mese

VICINI: Man mano che siete costretti a convivere ti rendi conto che l’uomo sensibile, passionale e raffinato del quale ti sei innamorata è probabilmente stato ucciso nel sonno da una forma aliena dai tratti barboneschi e trasandati che ne ha assunto nottetempo le sembianze. Mentre lo guardi vagare per il tuo appartamento lasciandosi dietro una scia di pattume e gas intestinali come un eroe greco maledetto dagli dei, inizi a renderti conto che tutti i piccoli difetti che amavi di lui hanno messo su un bel paio di denti a sciabola.
Decidi di affrontare la cosa con maturità ispirandoti al film simbolo della convivenza efficiente: the Others.

LONTANI: Scoprite abbastanza in fretta che, in quanto coppia a distanza, lo Stato ha nei vostri confronti la benevola stima che di solito riserva a partite IVA o ex brigatisti. Non c’è vera necessità, non siete congiunti, siete l’ultimo anello di un sistema che in questo momento c’ha altri cazzi a cui pensare. Improvvisamente l’epifania ti colpisce dritto in fronte: agli occhi del Paese è molto più importante tutelare la relazione col tuo commercialista che quella con la tua fidanzata.
In un raptus di follia le proponi di imparare a farti il modello unico. Non vi parlate per un po’.

3° mese

VICINI: Organizzate tutto nei minimi dettagli. Il che significa che tu organizzi tutto nei minimi dettagli e lui fa sì con la testa. Vi dividete i lavori in casa, le uscite, la spesa. Cercate un equilibrio che vi permetta di combattere la nuova, grande, inaspettata nemica della vostra relazione: la condivisione. Condivisione di spazi, tempi, metri quadri, bagni schiuma, che ogni giorno che trascorrete chiusi in casa si mangia gli ultimi scampoli di autonomia faticosamente guadagnata fuggendo in direzione opposta a mamma e papà. Vi state trasformando in una creatura mitologica bifronte che non ha più niente da dirsi.
Un bel giorno, tua nipote su Skype ti dice che si è innamorata. Ha dieci anni. Le spieghi, dolcemente ma con fermezza, che non ci si innamora a dieci anni. Che non ci sono le… le cose… le ghiandole giuste per innamorarsi. Che l’età migliore è sessanta. Anzi, settanta. Anzi mai. Non c’è un’età giusta. Innamorarsi è sempre un problema a qualsiasi età. Ma mica un problema normale. È come quando ti si rompe il frigo o ti si buca il tetto di casa. Quel tipo di problema per il quale sei completamente impreparato, che ti rovina la giornata, la settimana, il mese perché è legato a decine di altri micro problemi.
Lei ti guarda e ti domanda: zia tutto bene?
Tu la guardi, le sorridi e dici: certo tesoro.

LONTANI: Avete provato tutto. Tutto. Siete passati da tre a cinque videochiamate al giorno, fate tutte quelle cose che fanno perder la testa al reparto marketing della Barilla: cenate assieme e brindate come due deficienti contro i cellulari, vi date la buonanotte sotto le coperte baciando lo schermo, orinate in contemporanea per creare intimità artificiale. Vi siete persino scritti delle lettere. Lettere vergate a mano con dentro fiori secchi, ciocche di capelli, cuticole varie, con Pessoa da una parte e i “mi manchi” dall’altra. Avete giocato, letto, scambiato meme, avete guardato insieme i film della Pixar mettendo in pausa se all’altro saltava la connessione, avete sdrammatizzato, minimizzato, provato a fare di necessità virtù. E vi siete persino raccontanti l’immane ca***ta che questa distanza vi avrebbe fatto bene, che vi avrebbe fatto crescere come coppia.

4° mese

VICINI: Ti tocca andare dal dentista, perché ogni volta che qualcuno ti dice “ma tanto è solo una convivenza” tu arroti i denti così forte da farti saltare ponti e ceramiche. Non è una semplice convivenza, è la cancellazione subitanea e totale di ogni spazio personale. È come se il tempo e la vicinanza avessero messo il vostro rapporto sotto una lente di ingrandimento capace di evidenziarne impietosamente tutti i punti neri. Come hai potuto pensare che quella specie di antigenico, disorganizzato Jabba the Hut potesse essere il compagno della tua vita? Come hai fatto a non accorgerti mai del suo egoismo, della sua pigrizia, della sua totale assenza di empatia. Litigate spesso, per motivi sempre più futili. Dopo che t’ha ammazzato anche l’ultima pianta in vaso, decidi di parlargli. Solo che lui ti anticipa. Ti dice che non si era mai accorto del tuo egoismo, della tua pigrizia, della tua totale assenza di empatia.
Tu vorresti ridere, e invece inizi a pensare che magari il problema è più grande.

LONTANI: Negli ultimi novanta giorni siete stati due rettangoli in pigiama e coi capelli unti che qualche volta si dicono ti amo. Solo che hai un Huawei e quindi ormai non sai più se a dirtelo è lei o la Repubblica Popolare Cinese. Fatto sta che siete entrambi due caldaie ormonali e sentite la sana, naturale necessità di un contatto fisico che non sia col postino.
Tu fai un paio di tentativi di sexting, ma la becchi che sta facendo la maratona Studio Ghibli e non riesce a entrare nel mood.
Lei fa un paio di tentativi di sexting, ma ti becca che stai facendo la maratona Signore degli Anelli e quando le chiedi di fare la voce di Gollum, chiude ogni comunicazione.
Alla fine vi accordate per una sessione fra uno Zoom e l’altro. Non va come speravi.
Sei lì mezzo n**o che provi a combinare qualcosa tenendo sotto controllo con un occhio l’evolversi della situazione e con l’altro il consumo dati, quando arriva un messaggio di tua madre che dice che la zia è stata ricoverata di nuovo. E come puoi reggere un’erezione col pensiero di zia tra la vita e la morte? Rinunciate promettendo che ci riproverete.
Non ci riprovate più.

5° mese

VICINI: Mentre sei in bagno che fingi una strategica stitichezza perché è l’unica stanza della casa con la porta che si chiude a chiave, rimpiangi i bei tempi andati quando tu e lui eravate ancora un po’ estranei l’uno all’altra e non l’entità informe che occupa questi sessanta metri quadrati di casa. I tempi in cui ancora avevate ritmi e spazi personali, in cui ancora ricordavi dove finivi tu e dove cominciava lui. E pensi che daresti tutto quello che hai per essere di nuovo lontani, anche solo per un po’.

LONTANI: Mentre guardi la sua faccia al cellulare, congelata in una strana smorfia interespressiva, e leggi per la centesima volta la scritta “connessione scarsa, tentativo di riconnessione”, rimpiangi i bei tempi andati quando tu e lei eravate qualcosa di più di un po’ di dati sparati nell’etere. In cui eravate carne e labbra, colazioni e abbracci notturni, gite fuori porta, disastrosi esperimenti culinari, esplorazioni cittadine e altre avventure quotidiane. Quando stava a due metri da te e non sapevi ancora quanto questo fosse speciale. E pensi che daresti tutto quello che hai per essere di nuovo vicini, anche solo per un po’.

6° mese

VICINI & LONTANI: Una volta vi hanno detto che l’innamoramento è la parte semplice e l’amore è quella complicata. Adesso iniziate a capire. L’amore è sedersi a un tavolo, è guardarsi negli occhi, è fare le cose che insieme diventano più facili, ma anche quelle che insieme diventano più difficili.
Così, anche se avete paura, anche se è complicato, anche se è un periodo molto strano per fare gli innamorati, un giorno decidete di parlarne. Tra voi e con chi vi può consigliare.
E anche se siete terrorizzati all’idea di aver dato forma a un problema, la verità è che avete appena cominciato a risolverlo.

-COS'E' L'ASSERTIVITA'?-Con il termine assertività si fa riferimento alla capacità di far valere i propri diritti rispet...
05/03/2021

-COS'E' L'ASSERTIVITA'?-

Con il termine assertività si fa riferimento alla capacità di far valere i propri diritti rispettando quelli degli altri attraverso una comunicazione chiara e diretta; vuol dire assumersi la responsabilità del proprio agire, uscendo da modalità di interazione che si rivelano poco funzionali al raggiungimento dei propri scopi.
Per comodità si parla di un continuum che va dal comportamento passivo al comportamento aggressivo e nell’area intermedia si situerebbe il comportamento assertivo.

Numerose ricerche hanno evidenziato l’incidenza delle emozioni sul sistema nervoso autonomo, neuroendocrino ed immunitario: le emozioni positive favoriscono reazioni a cascata tali da attivare il sistema immunitario; al contrario, gli stati di depressione emotiva portano ad un’inibizione della risposta immunitaria.
Sotto stress le ghiandole surrenali producono il cortisolo, uno degli ormoni rilasciati dal corpo in caso di emergenza. La produzione alta e prolungata di cortisolo può provocare disturbi cardiovascolari e deficit al sistema immunitario. Rapporti sociali intensi che accentuano le sensazioni positive e limitano quelle negative sembra abbassino il cortisolo e stimolano la funzionalità del sistema immunitario sotto stress.

Sicuramente allenare la propria assertività può rendere più semplici i rapporti interpersonali e farci sperimentare emozioni positive!

-La ricaduta nell'uso di sostanze-La persona che abbia smesso di usare una qualunque sostanza di dipendenza (siano esse ...
21/02/2021

-La ricaduta nell'uso di sostanze-

La persona che abbia smesso di usare una qualunque sostanza di dipendenza (siano esse droghe, alcol o gioco d’azzardo), rimane sempre sensibile e vulnerabile non solo alle sostanze stupefacenti, ma anche alle immagini, ai suoni, agli odori, alle persone e a qualunque altro stimolo connesso a precedenti esperienze d’uso. Questo avviene perché il processo della dipendenza modifica in maniera significativa la struttura cerebrale.
Per questo motivo, la prevenzione della ricaduta è una componente fondamentale del processo di recupero.
Secondo la Teoria della Motivazione l'attitudine al cambiamento non è data una volta per tutte ma richiede numerosi passaggi attraverso fasi di "ambivalenza". La fase di prevenzione della ricaduta nel trattamento delle persone con dipendenza da sostanze o alcol è una fase avanzata che segue la presa di coscienza del problema e la disintossicazione. Tuttavia, anche in questa fase è importante non trascurare i rischi e procedere ad una diagnosi motivazionale, valutando cosa la persona è disposta a fare per evitare la ricaduta.

La ricaduta può essere innescata da stimoli ambientali ma ciò che conta maggiormente è la variabilità individuale di risposta agli stimoli. Le situazioni stressanti e di malessere psicologico possono innescare il processo di ricaduta. Quando la persona assume la sostanza dopo tempo violando l'astinenza ne conseguono sentimenti di fallimento e incontrollabilità della situazione che possono facilmente portare ad una ricaduta completa.
Per prevenire la ricaduta c'è bisogno di riconoscere i meccanismi che avvicinano alla sostanza e le situazioni potenzialmente pericolose. Una volta che siano stati riconosciuti, bisogna intervenire per modificare tale traiettoria negativa e rimettere in campo tutti gli strumenti appresi nel percorso di recupero!
Da un punto di vista psicologico, la ricaduta si configura come uno degli elementi della patologia che il soggetto più difficilmente accetta, legando spesso la frustrazione che ne deriva ad un senso di fallimento personale e di totale impotenza di fronte al potere che la sostanza esercita su di lui, vincendo sempre sulla sua volontà. Riuscire invece ad accettare ed integrare la ricaduta come parte della patologia risulta essere un obbiettivo di cura fondamentale. Ciò significa passare dal considerare la ricaduta come drammatica al considerarla gestibile al pari di tutti gli altri aspetti della dipendenza!

12/02/2021
💬Sono una psicologa clinica e una psicoterapeuta cognitivo-comportamentaleSono iscritta all'Ordine degli Psicologi del V...
10/02/2021

💬Sono una psicologa clinica e una psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Sono iscritta all'Ordine degli Psicologi del Veneto (n. 11282).

🖋️Offro supporto psicologico e psicoterapia ad adulti e adolescenti.

💡Ricevo presso:

-studio di Psicoterapia Integrata, corso delle Terme 136c Montegrotto Terme.

-studi Pegaso, via Curzola 12 Padova.

📍Mi occupo di problemi d'ansia e attacchi di panico, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, dipendenze comportamentali e da sostanze, difficoltà relazionali e comunicative.

💭 Numero di telefono : 3404691886
Email:
Giuliabaldini.psi@gmail.com

-LA FATICA DI CRESCERE-L' ADOLESCENZA è un periodo di vita caratterizzato da numerosi e profondi cambiamenti sia dal pun...
09/02/2021

-LA FATICA DI CRESCERE-

L' ADOLESCENZA è un periodo di vita caratterizzato da numerosi e profondi cambiamenti sia dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista emozionale e comportamentale.
Data la velocità con cui questi mutamenti si verificano, è infatti frequente un certo livello di ansia da parte dei ragazzi nei confronti del loro aspetto fisico e della loro capacità di relazionarsi con i pari, i quali cambiano rapidamente tanto quanto loro.
I disturbi in età evolutiva, vengono spesso classificati e suddivisi in “problemi internalizzanti” e “problemi esternalizzanti”.
Con il termine esternalizzanti si intende una serie di disturbi e comportamenti ad essi associati caratterizzati da aggressività, scarsa concentrazione, impulsività e iperattività.
Il termine internalizzante invece, descrive una serie di disagi che i ragazzi sviluppano e mantengono dentro loro stessi,
l principio su cui si basa la TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE è che i pensieri, le emozioni e i comportamenti, siano tre aspetti capaci di influenzarsi reciprocamente; l’obiettivo di cura è dunque quello di aiutare i ragazzi a modificare proprio quei modi di pensare che spesso li portano a vivere determinate emozioni e di conseguenza a mettere in atto determinati comportamenti, spesso disfunzionali.

Indirizzo

Via Curzola 12
Padua

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