Giulia Franco

Giulia Franco Sogno in grande per aiutare a sognare in grande. Amo aiutare chi vive accanto alla disabilità a ripartire. Gruppi per sibling. Gruppi di formazione per psicologi.

Ricevo a Padova, Roma e on line. Amministratore della pagina:
dott.ssa Giulia Franco, psicoterapeuta dell'età evolutiva
Sono nata e cresciuta a Padova. Amo viaggiare e svolgere nuove esperienze, soprattutto che riguardano il mio mestiere. Sono attratta dalla vita in tutte le sue forme. La curiosità per l’individuo, in particolare per l’età evolutiva, mi spinge ad avere sempre desiderio di conoscere nuove realtà. L’interesse per le persone mi ha portato a scegliere di laurearmi in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione. Ho trascorso parte della mia formazione universitaria in Germania, dove mi sono dedicata alla tesi. A Milano ho frequentato la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia per l’Infanzia e l’Adolescenza ad approccio psicoanalitico relazionale

Sei figlia unica?La prima volta che questa domanda mi è rimbombata dentro erano passati tre mesi dalla sua scomparsa.Ero...
02/02/2026

Sei figlia unica?

La prima volta che questa domanda mi è rimbombata dentro erano passati tre mesi dalla sua scomparsa.

Ero nella mensa del carcere in cui da poco mi avevano trasferita. Si parlava del più e del meno tra colleghe che conoscevo da poco e per una serie di collegamenti nel discorso del tutto casuali arriva dritta.

No. Rispondo d’istinto.

È un no malinconico ma anche di determinazione per quello che è sempre stata la mia relazione profonda e senza tempo con lui.

Sento dei secondi trascorrere prima che possa trovare le parole per proseguire e tutto d’un fiato decido di interrompere l’attesa al tavolo.

Avevo un fratello. Da tre mesi non c’è più.

Non mi pesa, mi libera da un bisogno di esprimere questa mia parte d’identità, ma nel frattempo mi rendo conto forse di aver creato dell’imbarazzo e senso di indiscrezione.
Ricordo il mio dispiacere nell’aver rovinato il momento del pranzo che voleva essere un tempo leggero in un luogo di lavoro già impattante e disperato.

Poi di nuovo. Altre volte.

L’ultima pochi giorni fa di ritorno dal Guatemala, all’aeroporto, quasi ai saluti finali, esce un discorso di quotidianità con uno dei partecipanti del mio gruppo durante un caffè in piedi tutti insieme. E arriva inaspettata.

Sei figlia unica?

Sì, cioè no.

Tante ore di viaggio, stanchezza, voglia di andare a casa, un rapporto con queste persone principalmente legato al viaggio che hanno conosciuto “Giulia coordinatrice di viaggi” e non di certo “Giulia psicoterapeuta dei Sibling”, in più un contesto frettoloso al bancone di un bar accanto al gate che ci avrebbe separato di lì a breve e così una gran voglia di essere sbrigativa e chiudere rapidamente il discorso.

Ma una parte di me non ce la fa. Si sente in colpa, pensando di rinnegarlo, e così mi correggo e aggiungo.

Avevo un fratello, non c’è più.

I giorni successivi ripenso a quella domanda. E a quante volte ho risposto “prima” e “dopo” la sua esistenza.

Negli anni credo di averci pensato a tal punto da averci scritto un libro, in particolare dedicato ai bambini, perché ciascuno possa trovare il proprio modo per rispondere al mondo, per parlare di diversità, per farla conoscere, per condividere quando lo riteniamo, per nutrire le nostre relazioni di autenticità e profondità.

La verità è che alle volte non lo so ancora se rispondo nel modo giusto, nonostante abbia dedicato parte della mia vita a questo.

E anche se oggi sono due anni esatti che i miei occhi hanno intercettato per l’ultima volta i suoi stanchi e sofferenti so con certezza che il nostro sguardo d’amore é impresso senza tempo nel mio cuore.

Tante volte non avrò ancora le risposte “giuste” da dare ma di certo rimarrò per sempre la sua sorellina rompi scatole e lui il mio tenero insegnante, cui devo tutto quello che sono.

Ci vediamo lunedì a Parma!
13/11/2025

Ci vediamo lunedì a Parma!

Vi aspetto in provincia di Bergamo per raccontare attraverso la mia nuova vita che guarda la disabilità con un altro sgu...
27/10/2025

Vi aspetto in provincia di Bergamo per raccontare attraverso la mia nuova vita che guarda la disabilità con un altro sguardo chi è ancora per me mio fratello Giacomo.

Grazie e per l’invito ❤️

Mi ha sempre fatto riflettere come sia possibile che alcune persone che vivono molto vicino alla mort€  abbiano una gran...
26/10/2025

Mi ha sempre fatto riflettere come sia possibile che alcune persone che vivono molto vicino alla mort€ abbiano una grande determinazione a vivere. Lottano, combattono, mentre soffrono tremendamente sanno godere della semplicità che ti offre la vita amandola con tutte le forze.
Mio fratello Giacomo senza dubbio, come altri, nel loro corpo imperfetto e gracile ma con la forza di leoni.

E poi ci sono altre persone che
sentono profondo quel mal di vivere, di cui anche io penso di far parte. Salute e opportunità. Eppure in perenne battaglia con se stessi. Con il vuoto dentro. Alla ricerca sempre di qualcosa e di quello che manca. Fino a quando la disperazione e l’affanno interiore possono portare qualcuno anche alla voglia di morir€. A tanti anche solo a pensarlo.

Mio fratello non è mai stato alla ricerca continua di quello che non ha.

Giacomo è sempre stato libero.

Nella sua vita ha accolto la cultura del “senza”, non da un punto di vista punitivo o di privazione, ma di accettazione e amore per quello che semplicemente è stato.

Quante volte io cedo invece nella mentalità dell’addizione, del volere quello che non ho, quello che vorrei colmasse un po’ di quel senso di vuoto che a volte si fa insostenibile e che mi renderebbe disposta a tutto pur di non sentirlo.

Lui mi ha insegnato inconsapevolmente quanto la sottrazione faccia emergere con naturalezza e spontaneità l’essenziale, il semplice, l’autentico, il vero, il valore del silenzio, il tempo lento, l’amore.

La vita con lui mi ha portato a riuscire anche sentirmi meno imprigionata da quel pozzo fondo e vuoto.

Lui ha saputo darmi la forza per non smettere di tenere gli occhi aperti, guardare in alto e intravedere la luce.

Lui mi ha reso libera.

È raro che io percorra il corridoio delle celle dove loro vivono. C’è un’unica ragione per cui può succedere: un’emergen...
13/10/2025

È raro che io percorra il corridoio delle celle dove loro vivono.

C’è un’unica ragione per cui può succedere: un’emergenza.

Sento molta tensione nell’aria.

Uno degli agenti mi indica la cella. Gli altri poliziotti restano intorno. I detenuti mi guardano dalle loro celle semibuie ed è chiaro a tutti che non è una serata tranquilla.

C’è più disperazione del solito oggi.

Lui è a petto n**o, magro, pieno di vecchie cicatrici. Ha le braccia appoggiate alle sbarre, la sigaretta in mano, gli occhi sbarrati. Non saprei dire quanti anni ha.
È arrabbiato, molto arrabbiato.
Mi posiziono di fronte a lui e gli chiedo come sta. Malissimo mi risponde. Adesso mi taglio la gola di fronte a te.
Mi appoggio più che posso al muro perché mentre parla sputa tantissimo senza nemmeno rendersene conto e due metri di distanza non mi bastano, ma non ho spazio per indietreggiare ancora.
Mentre grida mi chiedo cosa mi fa essere di fronte a lui ad ascoltarlo di fatto impotente, circondata dalla stanchezza degli agenti penitenziari e da altra disperazione di persone recluse.
Sono minuti lunghissimi in cui mi chiedo che cosa sia la psicoterapia, cosa significhi esserci per gli ultimi, per i disperati, per chi crede di non avere più nulla in cui sperare, per chi ha gettato via mille opportunità, per chi pensa che la propria vita non abbia più nessun valore.
Mi è arrivata contro come un camion tutta la sua rabbia e sofferenza insieme.
Alla fine mentre si accendeva l’ennesima sigaretta mi ha ringraziato e mi ha detto che sono gentile.
Non so cosa deciderà di se stesso questa persona.
In carcere non faccio magie, non regalo soluzioni miracolose.
Accolgo disperazione.

Per una frazione di secondo l’ho pensato. Ho immaginatoche sarei andata da lui per fargli una carezza nel giorno del suo...
10/06/2025

Per una frazione di secondo l’ho pensato.

Ho immaginato
che sarei andata da lui per fargli una carezza nel giorno del suo compleanno.

Torno subito alla realtà con la nostalgia del suo sorriso d’amore e al contempo il sollievo di non doverlo più vedere in quel corpo sofferente.

Quando ero bambina non avrei mai immaginato saremmo diventati adulti insieme. Ho sempre pensato non avremmo fatto in tempo.

Per decenni non mi sono concessa di non essere con lui nel suo giorno speciale.

I sensi di colpa erano troppo forti.

Festeggiare gli ultimi compleanni libera dalla gabbia degli schemi e delle costrizioni è uno dei regali più belli che ci siamo fatti per essere in grado oggi che non c’è più di sopportare la sua assenza e per comprendere “prima” che il nostro legame è indissolubile oltre ogni spazio e tempo.

Oggi lo penso intensamente dentro me.
Lo penso libero e sempre con me.
Buon compleanno Giacomo.

Da quando mio fratello non c’è più ho scelto di non parlare più pubblicamente di fratelli e sorelle di persone disabili....
30/03/2025

Da quando mio fratello non c’è più ho scelto di non parlare più pubblicamente di fratelli e sorelle di persone disabili.
Ho evitato quasi ogni contesto riguardasse la disabilità un pò per il dolore, un pò per l’idea di aver ormai detto tutto quello che avevo da trasmettere.
Dopo un anno dalla sua scomparsa ho accettato di esserci a questo evento a San Marino organizzato con grande impegno e raccontare ancora chi è lui per me attraverso una nuova vita, che sto scegliendo di vivere più lontano dal mondo della disabilità, nonostante il mio cuore ne farà sempre parte.

Sentirmi la psicologa dei sibling a volte mi ha fatto sentire come essere ancora solo la
sorella di Giacomo.
Frequentare ambienti legati al mondo della disabilità, mi ha sempre fatto sentire
protetta, capita, meno esposta, sicura sia nel contesto lavorativo che privato.
Perchè vivere accanto alla disabilità è stata la mia vita.
Oggi la maggior parte del mio lavoro è indirizzato nell’ambito della giustizia. Non è un caso.
Oggi mi sento libera di essere la psicoterapeuta di tutti.
Di avere pazienti e colleghi che non sanno chi è la psicoterapeuta dei Sibling senza per questo sentirmi insicura.
Oggi mi sento di essere Giulia e basta.
Di avere amici che non sanno chi è la sorella di Giacomo, ma che non per forza mi viene da sentire disagio e distanza.

Dal finestrino del treno di ritorno da San Marino un misto di emozioni mi travolgono: dal senso di pienezza per l’essermi raccontata con generosità e incrociato occhi dí gratitudine, ai fantasmi del vuoto e della solitudine che mi invadono senza chiedere permesso.

Poi con il pigiama e la coperta al buio in silenzio sul divano. Il bisogno di decomprimere tutto quello che mi ha suscitato quello che ho ricevuto dagli incontri con quello che mi ha toccato dentro e ho dato.
Ma va bene così.
Mi serviva quello scossone che mi dava sempre anche Giacomo per ricordarmi il giusto ordine delle priorità, il corretto ordine dei pensieri.
Lui sarà sempre il mio tenero e inconsapevole insegnante.

Il mio intervento e tutto il convegno a questo link.

https://www.youtube.com/live/YAHDuzm_N9E?feature=shared

Domani sarò presente per parlare di Sibling per la prima volta dopo la scomparsa di mio fratello Giacomo. Sarà un’occasi...
28/03/2025

Domani sarò presente per parlare di Sibling per la prima volta dopo la scomparsa di mio fratello Giacomo. Sarà un’occasione per raccontare il mio lavoro per i fratelli e le sorelle attraverso la mia esperienza di vita. Sarà possibile seguire il convegno attraverso questo link di YouTube.
Grazie per dare voce a tutti noi. Associazione BattiCinque

https://www.youtube.com/live/YAHDuzm_N9E?feature=shared

Convegno organizzato da Associazione BattiCinquecon la collaborazione di:Associazione GAS MARINO Gruppo di Acquisto Solidale della Repubblica di San Marino, ...

Lo bacio sulla fronte e gli dico che ora deve pensare solo a lui. I nostri sguardi si intercettano per l’ultima volta.So...
02/02/2025

Lo bacio sulla fronte e gli dico che ora deve pensare solo a lui.
I nostri sguardi si intercettano per l’ultima volta.
Sottovoce gli sussurro decine di volte la parola grazie.
Non riesco a trattenere le lacrime, ma gli dico di non preoccuparsi se piango e di lasciarsi andare perché noi saremo insieme sempre.
Lo ringrazio per avermi insegnato lo stare accanto, per avermi fatto scoprire l’amore incondizionato, per avermi amata per come sono.

Quella notte ero molto angosciata. Pensavo che non ce l’avrei fatta ad affrontare un altro giorno vicino al letto della sofferenza di mio fratello Giacomo.
Era mattina presto. Suona il telefono.
La mamma mi comunica così la notizia che ho immaginato per una vita intera.

Un anno esatto, lontano finalmente da quella carrozzina, da quel letto, da quella sofferenza.
Sì, mi mancano i suoi sorrisi d’amore, i suoi occhi verdi traballanti che intercettavano i miei, il suo sapermi far ritrovare la via solo con il suo essere, ma la gioia di saperlo libero è più grande del mio dolore.
Lui è parte di me. È con me sempre, con i suoi insegnamenti inconsapevoli, con l’eredità della sua forza e determinazione.
Lui mi ha vista con gli occhi dell’amore e ha scelto solo di volermi bene per come sono.
Lui mi ricorda di continuo l’amore autentico, quello che sa indirizzarmi su chi voglio essere e su quello di cui ho bisogno, anche quando sono nel pozzo più buio.
Quel suo amore tutt’ora vive dentro me ed è la bussola che mi fa ritrovare la strada anche quando credo di averla persa, anche quando il senso di vuoto mi fa sentire la disperazione più profonda.
Lui so con certezza mi vuole felice.
Lo devo a me e lo devo a lui.
Per questo lotto con tutte le forze.

È POSSIBILE IMPARARE DAI PEGGIORI?È strano pensare come sia possibile affezionarsi anche ad un postaccio come il carcere...
22/01/2025

È POSSIBILE IMPARARE DAI PEGGIORI?

È strano pensare come sia possibile affezionarsi anche ad un postaccio come il carcere.

Eppure anche in un istituto penitenziario esiste la vita.

È fatta di imperfetti, che a modo loro tentano una lotta al sopravvivere.

Vite pregne di sofferenza, solitudine e disperazione provocate ad altre vite e incise sui loro corpi e sulle loro menti consapevoli e non consapevoli.

Vite segnate da sconforto inconsolabile, da ideali, da culture, da malattie, da scelte.
Vite segnate per sempre.

Si imparo da loro.

A non giustificare.
Alle conseguenze delle scelte.
A conoscere nuove parti di me, come professionista e come persona.
Alla dimensione senza tempo.
Alle opportunità e alle non opportunità.
Alla dignità, al valore, alle possibilità, alla speranza, al futuro, all’amore.

Si, imparo dai peggiori, dai dimenticati, dagli ultimi, senza pietismi e giustificazioni.

Ci penso.
Agli abitanti dei palazzi grigi circondati da sbarre, cancelli e gabbiani appollaiati.

La prima volta in cimitero insieme non avevamo ancora compiuto quattordici anni.Tu con il volto dall’apparente inespress...
03/11/2024

La prima volta in cimitero insieme non avevamo ancora compiuto quattordici anni.
Tu con il volto dall’apparente inespressione, trattenevi un dolore più grande di te.

Mi fecero leggere. Forse perché già al tempo non avevo troppa paura di andare vicino al dolore, forse perché tutti sapevano della nostra amicizia nata tra i banchi della scuola media.

Possa la tua mamma vegliarti anche da lontano.

Non ho mai dimenticato l’intensità di quel momento e di quelle parole, scelte con gli altri compagni.
Escono dalla mia voce strozzata e amplificata dal microfono, che rimbombava in tutta la chiesa.

Ed eccoci ancora qui, persi e ritrovati milioni di volte tra risate infinite, incomprensioni, litigi, silenzi, abbracci.

Oggi qualche minuto in cimitero da mio fratello Giacomo. Una tua carezza sulla sua fotografia.
Due passi sotto il sole autunnale sdrammatizzando il nostro destino per certi aspetti così diverso e per altri così simile da farci sentire vicini.

Alle volte non serve fare nulla di speciale in queste circostanze.
A me basta solo stare insieme con autenticità e semplicità perché la sofferenza si possa trasformare in calore.

A te, che da sempre mi capisci da come dico pronto al telefono.
A te, che ti brillano gli occhi quando sei orgoglioso di quello che sono.
A te che accetti anche il peggio di me con la nostra amicizia così imperfetta e allo stesso tempo così vera.

Indirizzo

Via Col Berretta, 3
Padua

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