12/02/2026
📝 12 febbraio 2026
Dottoressa Mariafrancesca Azzi 🌹
La linea dell’equilibrio tra le varie parti di sé è qualcosa di molto delicato.
Tra la nebbia di un sabato mattina sento frastagliarsi, correndo, le linee sottili del mio io che cerca di esserci, di essere, di respirare.
Una ragazza corre sulle righe di cocaina. Dieci passi.
Una donna nei deliri della malattia che mi dice: “mi sento su una corda, una funambola che tenta di seguire le oscillazioni. Ma ancora non cado”. Dieci passi.
Una ragazza si arrampica su montagne di cibo. Dieci passi.
Un’altra le evita nel timore di cibarsi di cose buone per non perdere se stessa, la madre, un padre e chissà che altro. Dieci passi.
Io corro… nella nebbia e mi domando come si fa.
Come si fa a stare in piedi nel mondo esprimendo la magia, la razionalità, la logica, la scienza, l’amore, il cuore, la follia. Corro. Non sento più la fatica. Mille passi.
Sento solo che forse non ce la faccio a tenere insieme tutte le parti.
Il freddo mi fa scendere le lacrime e non piango piangendo.
Sento la voce di una donna che mi fa analisi e mi ricorda che non sono sola. Che l’amore parifica e aiuta a non cadere, senza sorreggere. Mille passi.
Sento la voce di John Nash che costruisce ombrelli con le stelle e di lui che al discorso del Nobel esprime tutto questo con queste parole, e mi fermo, piango lacrime vere:
“Ho sempre creduto nei numeri. Nelle equazioni e nella logica che conduce al ragionamento. Dopo una vita vissuta in questi studi, io mi chiedo: cos'è veramente la logica? Chi decide la ragione? La mia ricerca mi ha spinto attraverso la fisica la metafisica, mi ha illuso e mi ha riportato indietro. E ho fatto la più importante scoperta della mia carriera. La più importante scoperta della mia vita. È soltanto nelle misteriose equazioni dell'amore che si può trovare ogni ragione logica. Io sono qui grazie a te. Tu sei la ragione per cui io esisto. Tu sei tutte le mie ragioni.”
E forse solo così io riesco a permettere di trovarmi un equilibrio nel caos del mio tutto.
Riprendo ad inoltrarmi nella nebbia. Mille passi.