Alessandro Vitale, tra scienza e coscienza

Alessandro Vitale, tra scienza e coscienza Pagina di divulgazione tra scienza e coscienza. Cancro del fegato, trapianti, intelligenza artificiale in medicina, bioetica e disinformazione.

Una voce critica, ma documentata, tra dati, domande e dubbi che contano. Questa pagina ha lo scopo di pubblicare le novità scientifiche riguardanti la pandemia in corso, i tumori del fegato e delle vie biliari a scopo di divulgazione scientifica per i medici e per i pazienti. Nello stesso tempo vuole fornire uno strumento di assistenza gratuita a medici e pazienti.

Onorato di far parte di questo prestigioso Ateneo… e di aver dato il mio piccolo contributo a questo successo…
21/04/2026

Onorato di far parte di questo prestigioso Ateneo… e di aver dato il mio piccolo contributo a questo successo…

🥇 Unipd prima in Italia nella classifica ANVUR 2020–2024.

La Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) ci ha posizionato primi tra gli atenei statali, sulla base della qualità media della produzione scientifica rispetto alla media nazionale.

La classifica analizza oltre 199mila pubblicazioni e il lavoro di più di 75mila ricercatrici e ricercatori.
> unipd.link/VQR-Primi-Italia

🥇 Unipd ranks first in Italy in the ANVUR 2020–2024 ranking.

The Research Quality Assessment (VQR) has placed us at the top among state universities, based on the average quality of scientific production compared to the national average.

The ranking analyzes over 199,000 publications and the work of more than 75,000 researchers.

> unipd.link/padova-anvur-ranking2026

QUANDO IL MEGLIO È NEMICO DEL BENE: LE DECISIONI NELL’HCC TRA IDEALE E REALTÀSono lieto di condividere la nostra recente...
20/04/2026

QUANDO IL MEGLIO È NEMICO DEL BENE: LE DECISIONI NELL’HCC TRA IDEALE E REALTÀ

Sono lieto di condividere la nostra recente pubblicazione su Hepatoma Research:

Nel trattamento dell’epatocarcinoma (HCC), il meeting multidisciplinare rappresenta oggi il fulcro del processo decisionale. Tuttavia, nella pratica clinica quotidiana, alcuni fattori determinanti restano spesso impliciti e non vengono valutati in modo strutturato.

In questo lavoro abbiamo cercato di attirare l’attenzione su un concetto chiave, tuttora poco esplorato: la “non fattibilità” del trattamento. Non si tratta semplicemente di una controindicazione, ma di una realtà complessa e multidimensionale che dipende da quattro elementi fondamentali: limiti tecnici, risorse disponibili, valori e preferenze del paziente, e fattori legati all’equità e al contesto sociale.

Un messaggio centrale emerge chiaramente: spesso esiste una relazione inversa tra efficacia terapeutica e fattibilità. Le terapie più efficaci sono anche quelle meno accessibili. Il trapianto di fegato ne è l’esempio più evidente: rappresenta l’opzione più curativa, ma è limitato dalla scarsità di organi, dalla distribuzione disomogenea delle risorse e dalle disuguaglianze tra sistemi sanitari.

Per la prima volta, questo lavoro rende espliciti tali criteri e propone un approccio strutturato per integrarli nella pratica clinica. L’obiettivo è migliorare la trasparenza, la coerenza e l’equità delle decisioni nei team multidisciplinari.

In definitiva, non basta identificare la terapia migliore in teoria: dobbiamo assicurarci che sia effettivamente realizzabile per ogni singolo paziente.

👉 Come affrontate questi aspetti nei vostri meeting multidisciplinari? Sono davvero esplicitati o restano impliciti nelle decisioni?

https://www.oaepublish.com/articles/2394-5079.2025.72?utm_campaign=website&utm_medium=email&utm_source=sendgrid.com

Il mondo è distrutto da una manciata di tiranni … dalla codardia di pochi governanti conniventi,  e dall’indifferenza di...
17/04/2026

Il mondo è distrutto da una manciata di tiranni … dalla codardia di pochi governanti conniventi, e dall’indifferenza di molti, aggiungerei…

PER NON DIMENTICARE…Abbiamo pubblicato questo nuovo lavoro [1] per cercare di dare una misura a ciò che spesso viene per...
13/04/2026

PER NON DIMENTICARE…

Abbiamo pubblicato questo nuovo lavoro [1] per cercare di dare una misura a ciò che spesso viene percepito soltanto come una tragedia astratta.

A Gaza non si tratta soltanto di una crisi umanitaria. È qualcosa di più profondo: la distruzione sistematica di un sistema sanitario. Un fenomeno che, su Lancet, abbiamo definito "Healthocide".

Non significa solo ospedali distrutti o cure negate.
Significa perdita di futuro.

Utilizzando un indicatore oggettivo di sanità pubblica – gli anni di vita persi – abbiamo stimato che, dall’ottobre 2023, siano già stati perduti oltre 3 milioni di anni di vita.

E il dato più drammatico è che, senza una ricostruzione immediata e coordinata, nei prossimi anni potrebbero aggiungersi altri 1–2 milioni di anni di vita persi (Figura 1).

Questo cambia il modo in cui si guarda il problema.

Non è solo una questione etica o politica.
È una crisi di sanità pubblica misurabile, quantificabile, evitabile.

Per questo proponiamo il nuovo concetto di "Healthogenesis": non limitarsi a ricostruire ciò che è stato distrutto, ma creare le condizioni per un sistema sanitario equo, resiliente e guidato localmente.

Perché ogni anno di vita perso non è un numero.
È una vita che non potrà più essere vissuta.

E dimenticare significherebbe accettarlo.

[1] https://www.mdpi.com/1660-4601/23/4/484

Umberto Cillo HPD Chirurgia Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato Padova Università degli Studi di Padova Azienda Ospedale-Università Padova Roberto De Vogli

NUMERO UNO !!!!!!!!!!!
12/04/2026

NUMERO UNO !!!!!!!!!!!

È finita!!!!!!!!

L’ha vinta Jannik Sinner!!!!!!!

Ha sconfitto in finale Carlos Alcaraz a Montecarlo.

In due set. 7-6 6-3.

Sulla terra.

Con una prestazione sontuosa.

E gli ultimi cinque game - e due break - addirittura MOSTRUOSI!!

Il tutto in un Master 1000, il primo big title sul rosso della sua carriera, sembra incredibile a dirsi.

È il terzo 1000 consecutivo, dopo Indian Wells e Miami, su due superfici diverse, un’impresa riuscita solo a Novak Djokovic.

Ma, soprattutto, è appena tornato NUMERO UNO al mondo, riprendendosi lo scettro perso a settembre a New York.

Siamo di fonte al manifestarsi di un fenomeno che non ha precedenti nella storia dello sport italiano.

E oggi, con quell’altro fuoriclasse, domina il tennis mondiale e ci regala ogni settimana bellezza e amore e grandezza e orgoglio.

E io ho appena esaurito le parole.

Solo Grazie Jannik! 🙏

“La donazione è un atto di scienza, perché si fonda su certezze mediche e garanzie legislative, e di coscienza, perché n...
09/04/2026

“La donazione è un atto di scienza, perché si fonda su certezze mediche e garanzie legislative, e di coscienza, perché nasce dalla consapevolezza e dalla generosità di ciascuno di noi.”

Ho voluto chiudere così il mio intervento ieri sera nella mia amata Monselice.

È stata una serata davvero intensa: aula piena, grande partecipazione, e soprattutto tanto interesse per un tema che riguarda tutti noi.

Lo ribadisco con convinzione: momenti come questo sono fondamentali e dovrebbero essere portati ovunque — nelle scuole, nei luoghi pubblici, in ogni contesto possibile.

Perché la generosità non nasce per caso.
Nasce dalla conoscenza.

Senza informazione non può esistere una scelta consapevole, e senza consapevolezza non può esistere quel genuino altruismo che rappresenta il vero motore della scienza dei trapianti.

Grazie a tutti per l’ascolto, il confronto e l’attenzione.

QUESTA SERA TORNO A CASA.A Monselice, la città dove sono nato, cresciuto e dove vivono ancora i miei genitori. Un luogo ...
08/04/2026

QUESTA SERA TORNO A CASA.

A Monselice, la città dove sono nato, cresciuto e dove vivono ancora i miei genitori. Un luogo che per me non è solo un punto sulla mappa, ma radici, affetti, identità.
Alle ore 21 sarò presente per parlare di un tema a cui tengo profondamente: la donazione di organi e tessuti.
Il mio non sarà un intervento politico.
Sarà un contributo scientifico, sociale ed etico, perché credo che su questi temi non debbano esistere schieramenti, ma solo consapevolezza.
Parlare di donazione significa parlare di vita, di possibilità, di responsabilità verso gli altri.
E sono convinto che incontri come questo dovrebbero essere portati ovunque: nelle scuole, nei luoghi pubblici, in ogni spazio dove si possa costruire cultura e informazione.
Se siete in zona, vi aspetto.
Perché informarsi è il primo passo per scegliere. E scegliere può cambiare tutto.

VACCINAZIONE COVID E MORTE IMPROVVISA NEI GIOVANIUn nuovo studio su PLOS Medicine: punti di forza e limitiÈ stato pubbli...
28/03/2026

VACCINAZIONE COVID E MORTE IMPROVVISA NEI GIOVANI

Un nuovo studio su PLOS Medicine: punti di forza e limiti

È stato pubblicato su PLOS Medicine uno studio caso-controllo di popolazione condotto in Ontario per valutare l’eventuale associazione tra vaccinazione anti-COVID-19 e morte improvvisa in soggetti apparentemente sani di età 12–50 anni. La coorte iniziale comprendeva 6.365.451 persone; i casi di morte improvvisa analizzati sono stati 4.806, ciascuno confrontato con 5 controlli appaiati. Gli autori concludono che la vaccinazione non è associata a un aumento del rischio di morte improvvisa in questa popolazione.

Pregi del lavoro
1. Dimensione e base di popolazione. Il campione è molto ampio e deriva da database amministrativi linkati sull’intera popolazione residente, riducendo il rischio di selezioni arbitrarie dei casi.
2. Focus su una popolazione selezionata. Gli autori hanno escluso i soggetti con malattie cardiovascolari documentate, malattie mentali o altre condizioni predisponenti a esiti avversi, cercando di isolare meglio il quesito sui soggetti “apparentemente sani”.
3. Disegno analitico robusto. Oltre all’analisi caso-controllo, è stata utilizzata anche una modified self-controlled case series, utile perché confronta finestre temporali diverse negli stessi soggetti vaccinati e riduce parte del confondimento tra vaccinati e non vaccinati.
4. Coerenza dei risultati. Il messaggio principale resta stabile: non emerge un segnale di aumento del rischio dopo vaccinazione.

Limiti del lavoro
1. Outcome non sempre confermato con certezza. Il limite più importante, dichiarato dagli autori, è l’impossibilità di confermare con precisione la causa dei decessi extraospedalieri. Questo significa che “morte improvvisa” non coincide sempre con una diagnosi autoptica certa di morte cardiaca improvvisa.
2. Possibile confondimento residuo. In studi osservazionali di questo tipo restano sempre possibili differenze tra vaccinati e non vaccinati legate a comportamento sanitario, accesso alle cure, stato socioeconomico o altre variabili non misurate perfettamente.
3. Uso di dati amministrativi. È un grande vantaggio per la numerosità, ma meno preciso rispetto a una revisione clinica individuale completa di ogni singolo caso.
4. Generalizzabilità. I risultati sono solidi per il contesto studiato, ma come sempre vanno interpretati nel quadro della popolazione, del sistema sanitario e del periodo analizzato. Questa cautela è normale per qualsiasi studio osservazionale condotto in una singola giurisdizione.

In sintesi
È un lavoro importante, ampio e metodologicamente serio, che offre un argomento epidemiologico forte contro l’ipotesi di un aumento del rischio di morte improvvisa dopo vaccinazione anti-COVID nei giovani sani. Allo stesso tempo, non è uno studio perfetto: il nodo principale resta la classificazione della causa di morte, soprattutto fuori dall’ospedale. Proprio per questo, il suo valore maggiore non è “chiudere per sempre” la questione, ma spostarla su un terreno scientifico più solido.

https://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371%2Fjournal.pmed.1004924&utm_source=chatgpt.com

Ci sono giorni in cui questo lavoro pesa più del solito.Perché accanto alle grandi soddisfazioni, ai risultati che sembr...
27/03/2026

Ci sono giorni in cui questo lavoro pesa più del solito.

Perché accanto alle grandi soddisfazioni, ai risultati che sembravano impossibili, ai “quasi miracoli” che restituiscono anni di vita e tempo condiviso… ci sono anche le sconfitte. Quelle che non puoi evitare. Quelle che arrivano comunque.

E fanno male soprattutto quando ti affezioni.
Alle persone. Alla loro forza. Alla loro storia.

Diana era questo: una guerriera indomabile.
E accanto a lei Carlo, con un amore profondo, discreto, incrollabile.

Hanno lottato insieme, con dignità rara.
Nelle paure, nella fatica, nell’incertezza. Senza mai perdere ciò che conta davvero.

Oggi resta il dolore.
Ma resta anche qualcosa di più forte: l’esempio.

La loro dignità, il loro coraggio, il loro amore
rimarranno per me un insegnamento indelebile.

Un abbraccio Diana.
Un abbraccio Carlo.

Indirizzo

Via Giustiniani 2
Padua
35128

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