Farmacia di Muria

Farmacia di Muria Farmacia, Erboristeria, Non di minore importanza è il reparto dedicato all’alimentazione biologica ed agli alimenti per celiaci.

La Farmacia Di Muria opera da oltre 40 anni per offrire un servizio di elevata qualità ai suoi clienti-pazienti con un’ ampia gamma di servizi offerti al pubblico e un’ampia gamma di prodotti salutistici e commerciali con frequenti campagne promozionali per i suoi più fedeli clienti. Di grande importanza è il reparto di Omeopatia e Fitoterapia, in entrambi i campi i clienti potranno rivolgersi a professionisti in grado di consigliare prodotti specifici per il proprio problema. La grande disponibilità di piante officinali del reparto erboristico permette la formulazione di Tisane personalizzate in base alle richieste in pochi minuti. Alla Farmacia Di Muria è possibile trovare una vasta scelta di prodotti cosmetici e dermocosmetici consigliati da un Informatore Cosmetico Qualificato in base alle esigenze specifiche di ogni cliente con esame della pelle e dei capelli.

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01/02/2026

DOMENICA 1 FEBBRAIO FARMACIA APERTA
Cari Amici, voglio ricordarvi che anche oggi DOMENICA 1 FEBBRAIO, la nostra Farmacia RESTERA’ APERTA e a vostra disposizione.
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Tatuaggi e Melanoma: Il Ddl sul Consenso Informato Rivoluziona la Pratica (e la Prevenzione)Il mondo dei tatuaggi, da se...
31/01/2026

Tatuaggi e Melanoma: Il Ddl sul Consenso Informato Rivoluziona la Pratica (e la Prevenzione)

Il mondo dei tatuaggi, da secoli espressione d'arte e individualità, si trova oggi al centro di un importante dibattito legislativo che mira a rafforzare la tutela della salute pubblica. Un recente Disegno di Legge (Ddl) sul melanoma, ancora in fase di discussione ma con forti probabilità di essere approvato, introduce un elemento cruciale: l'obbligo di consenso informato specifico per chi decide di farsi un tatuaggio. Questa novità non è una semplice formalità burocratica, ma una vera e propria rivoluzione che inciderà profondamente sulle pratiche dei tatuatori e sulla consapevolezza dei clienti, con un occhio di riguardo alla prevenzione del melanoma.

Il Contesto: Tatuaggi e Rischi Cutanei
Negli ultimi decenni, la popolarità dei tatuaggi è esplosa, trasformandosi da nicchia culturale a fenomeno di massa. Parallelamente, la ricerca scientifica ha iniziato a esplorare con maggiore attenzione le interazioni tra l'inchiostro, la pelle e la salute generale dell'individuo. Sebbene il tatuaggio sia generalmente considerato sicuro se eseguito in condizioni igieniche adeguate, esistono potenziali rischi:

- Reazioni allergiche: Ad alcuni pigmenti, specialmente quelli rossi, blu e verdi.

- Infezioni: Batteriche, virali o fungine, se l'attrezzatura non è sterilizzata correttamente.

- Granulomi o cheloidi: Formazioni cutanee benigne.

- Difficoltà diagnostiche: La presenza di inchiostro può mascherare o alterare l'aspetto di lesioni cutanee preesistenti o neoformate, rendendo più complessa la diagnosi precoce del melanoma.

È proprio quest'ultimo punto ad aver acceso i riflettori legislativi.

Il Ddl sul Melanoma: Un Passaggio Fondamentale
Il Ddl in questione nasce dalla crescente preoccupazione di associazioni mediche e dermatologiche per l'aumento dei casi di melanoma, il più aggressivo dei tumori della pelle. L'obiettivo primario del Ddl è promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce. In questo contesto, l'introduzione del consenso informato obbligatorio per i tatuaggi assume un ruolo strategico.

Cosa prevede il Consenso Informato?

Non si tratterà di una semplice firma su un modulo generico. Il nuovo consenso informato dovrà includere:

- Informazioni sui Rischi Specifici: Dettagli sui potenziali rischi legati al tatuaggio, inclusi quelli allergici, infettivi e, cruciale, la possibile interferenza con la diagnosi dermatoscopica del melanoma.

- Composizione degli Inchiostri: Informazioni sui pigmenti utilizzati, con una nota sulla loro approvazione o meno da parte degli enti regolatori (un tema ancora caldo a livello europeo).

- Cura e Post-Tatuaggio: Indicazioni precise sulla gestione e cura del tatuaggio per prevenire complicazioni.

- Avvertenze per Soggetti a Rischio: Sottolineare i rischi maggiori per persone con particolari condizioni mediche (es. immunodepressi, coagulopatie, dermatosi preesistenti) o con familiarità per il melanoma.

- Diritto di Recesso e Riflessione: La possibilità, per il cliente, di prendersi un tempo di riflessione prima di procedere con l'esecuzione del tatuaggio.

Impatto su Tatuatori e Clienti
Per i Tatuatori:

L'obbligo di consenso informato rappresenterà un cambiamento significativo. I tatuatori dovranno essere adeguatamente formati per fornire tutte le informazioni richieste in modo chiaro e comprensibile. Sarà necessario adottare moduli standardizzati e documentare accuratamente ogni procedura. Questo potrebbe portare a:

- Maggiore professionalizzazione: Elevando gli standard di settore.

- Responsabilità legale: Aumentando la consapevolezza sui rischi, il tatuatore sarà maggiormente tutelato in caso di contenziosi, a patto di aver adempiuto all'obbligo informativo.

- Nuovi requisiti formativi: Potrebbero emergere corsi specifici per la gestione del consenso informato e l'aggiornamento sui rischi sanitari.

Per i Clienti:

Per il cliente, il beneficio sarà innanzitutto una maggiore consapevolezza. La decisione di tatuarsi sarà presa su basi più solide, riducendo le sorprese e favorendo scelte informate. L'atto di firmare un documento dettagliato servirà come momento di riflessione cruciale. Inoltre, questa normativa potrebbe spingere un maggior numero di persone a:

- Valutare attentamente la posizione del tatuaggio: Evitando aree dove sono presenti nevi sospetti o dove la sorveglianza dermatologica è più critica.

- Effettuare controlli dermatologici: Prima e dopo il tatuaggio, specialmente per chi ha molti nevi o è a rischio.

Tatuaggi e Sorveglianza Dermatologica: Una Convivenza Possibile
Un punto focale del Ddl è la relazione tra tatuaggi e diagnosi del melanoma. L'inchiostro, specialmente se esteso o scuro, può rendere difficile l'esame dermatoscopico dei nevi e la loro mappatura. Un neo che si sviluppa sotto un tatuaggio può essere misconosciuto o la sua evoluzione può essere nascosta.

Il consenso informato mira proprio a sensibilizzare su questa problematica, incoraggiando i clienti a:

- Non tatuare direttamente sui nevi: Una pratica sconsigliata dai dermatologi.

- Mantenere il tatuaggio pulito e ben curato: Per non confondere eventuali reazioni infiammatorie con patologie più gravi.

- Rivolgersi sempre a un dermatologo: Per qualsiasi dubbio o alterazione della pelle tatuata.

Conclusioni: Verso una Cultura del Tatuaggio più Sicura
L'introduzione dell'obbligo di consenso informato per i tatuaggi, nel contesto del Ddl sul melanoma, rappresenta un passo avanti significativo. Non vuole demonizzare i tatuaggi, ma renderli una scelta più sicura e consapevole. È un esempio di come la legislazione possa agire proattivamente per proteggere la salute pubblica, promuovendo una cultura in cui l'espressione artistica del corpo si coniuga armoniosamente con la prevenzione e la cura di sé. Sarà fondamentale il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, medici e professionisti del tatuaggio per implementare al meglio queste nuove disposizioni.

Digiuno Terapeutico: La pausa alimentare che rigenera corpo e mente.Nell’era dell’iper-nutrizione, dove il cibo è dispon...
29/01/2026

Digiuno Terapeutico: La pausa alimentare che rigenera corpo e mente.

Nell’era dell’iper-nutrizione, dove il cibo è disponibile h24 e il marketing ci spinge a consumare fino a sei pasti al giorno, l’idea di fermarsi sembra quasi un atto rivoluzionario. Eppure, la scienza sta riscoprendo che la pausa alimentare — il silenzio digestivo — è uno dei farmaci più potenti a nostra disposizione. Non si tratta di privazione, ma di una strategia biologica per attivare processi di guarigione che restano dormienti quando siamo impegnati a digerire.

1. La Biologia del Riposo: Cosa succede quando smettiamo di mangiare?
Quando il corpo non è impegnato nel complesso e dispendioso processo della digestione, avviene uno switch metabolico fondamentale. L'energia viene dirottata dai processi digestivi ai processi di riparazione cellulare.

Il Miracolo dell'Autofagia
Dopo circa 12-16 ore di digiuno, il corpo entra in uno stato di autofagia. Questo termine, che letteralmente significa "mangiare se stessi", descrive un processo di riciclaggio molecolare. Le cellule identificano componenti danneggiate, proteine tossiche e organelli malfunzionanti, distruggendoli per creare nuova energia e strutture sane. È il sistema di "pulizia di primavera" del nostro organismo.

Calma Insulinica e Lipolisi
La pausa alimentare permette ai livelli di insulina di scendere ai minimi basali. Questo non solo facilita l'accesso alle riserve di grasso (lipolisi), favorendo una composizione corporea ottimale, ma riduce drasticamente l'infiammazione sistemica, responsabile di dolori articolari, stanchezza cronica e malattie metaboliche.

2. Rigenerazione Mentale: Chiarezza e Neuroprotezione
I benefici del digiuno non si fermano al collo. Forse gli effetti più sorprendenti riguardano il cervello. In assenza di glucosio costante, il fegato produce chetoni, una fonte di carburante che il cervello adora.

BDNF: Il "Fertilizzante" Neuronale: Il digiuno stimola la produzione del fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF). Questa proteina favorisce la sopravvivenza dei neuroni esistenti e stimola la crescita di nuovi, migliorando la plasticità sinaptica.

Focus e Lucidità: Molti praticanti riferiscono una "nebbia cerebrale" che svanisce dopo le prime ore di digiuno, lasciando spazio a una concentrazione profonda, un tempo necessaria ai nostri antenati per cacciare con successo in stato di scarsità.

Resilienza allo Stress: La pausa alimentare agisce come uno stress benigno (ormesi), che rende le cellule cerebrali più forti e resistenti agli insulti ossidativi.

3. Benefici Sistemici a Lungo Termine
Implementare regolarmente una pausa alimentare porta a cambiamenti strutturali nella salute:

Salute Cardiovascolare: Miglioramento della pressione arteriosa e del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi).

Equilibrio Ormonale: Aumento dell'ormone della crescita (GH), essenziale per il mantenimento della massa muscolare e la riparazione dei tessuti.

Longevità: Studi su modelli animali e osservazioni sull'uomo suggeriscono che la restrizione calorica temporizzata attivi i geni della longevità (sirtuine), rallentando l'orologio biologico.

4. Come Implementare la Pausa in Sicurezza
Non è necessario digiunare per giorni per vedere i primi risultati. Ecco come iniziare gradualmente:

Il Ritmo Circadiano (12:12): La forma più semplice. Smettere di mangiare alle 20:00 e fare colazione alle 08:00. È il primo passo per riallineare l'orologio biologico.

Il Protocollo 16:8: Si concentra l'alimentazione in una finestra di 8 ore (es. dalle 12:00 alle 20:00). È il metodo più studiato per i benefici metabolici.

L'importanza dell'Idratazione: Durante la pausa è fondamentale bere acqua, tè verde o caffè (rigorosamente senza zucchero o latte), che aiutano il processo di disintossicazione senza interrompere lo stato metabolico di digiuno.

Conclusione
La pausa alimentare non è una dieta, ma uno stile di vita che onora la fisiologia umana. In un mondo che ci chiede di aggiungere sempre qualcosa — integratori, superfood, farmaci — il digiuno ci ricorda che spesso la vera guarigione arriva sottraendo. Restituire al corpo il tempo di "non fare" è il regalo più prezioso che possiamo farci per una vita lunga e lucida.

Nota Importante: “Non esiste un digiuno valido per tutti: esiste il digiuno su misura”. E' sconsigliato a donne in gravidanza, persone con disturbi del comportamento alimentare, bambini o individui con patologie pregresse devono consultare un medico prima di intraprendere protocolli di digiuno prolungato.

DOMENICA 25 GENNAIO FARMACIA APERTACari Amici, voglio ricordarvi che anche oggi DOMENICA 25 GENNAIO, la nostra Farmacia ...
25/01/2026

DOMENICA 25 GENNAIO FARMACIA APERTA
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Adolescenti e Videogiochi: oltre i pregiudizi, tra opportunità cognitive e rischi di dipendenzaPer molti genitori, veder...
22/01/2026

Adolescenti e Videogiochi: oltre i pregiudizi, tra opportunità cognitive e rischi di dipendenza

Per molti genitori, vedere il proprio figlio con le cuffie davanti a uno schermo per ore è fonte di preoccupazione. Tuttavia, la scienza moderna suggerisce che il gaming non sia un'attività intrinsecamente "buona" o "cattiva", ma un'esperienza il cui valore dipende da modalità, tempi e contenuti.

I Benefici: non è solo "tempo perso"
Contrariamente alla credenza comune, i videogiochi (se scelti correttamente) possono stimolare lo sviluppo di competenze fondamentali:

- Sviluppo Cognitivo: Molti titoli moderni richiedono pianificazione strategica, risoluzione di problemi complessi e memoria a breve termine.

- Coordinazione e Riflessi: Migliorano la coordinazione oculo-manuale e la velocità di elaborazione delle informazioni visive.

- Socializzazione: Attraverso le modalità multiplayer, gli adolescenti imparano a lavorare in squadra, a comunicare per raggiungere un obiettivo comune e a gestire la leadership.

- Resilienza: Il videogioco è uno dei pochi ambienti dove il "fallimento" è parte integrante del processo di apprendimento e spinge a riprovare senza la paura del giudizio sociale.

I Rischi: quando la passione diventa problema
L'impatto negativo sulla salute emerge principalmente quando il gaming diventa esclusivo e sregolato:

- Salute Fisica: La sedentarietà prolungata è associata a rischi di obesità, dolori posturali e problemi alla vista.

- Igiene del Sonno: La luce blu degli schermi interferisce con la produzione di melatonina. Giocare la sera tardi può causare insonnia, con ricadute negative sul rendimento scolastico.

- Gaming Disorder: Riconosciuto dall'OMS, si manifesta quando il gioco prende il sopravvento su ogni altro aspetto della vita (studio, igiene, relazioni reali) e il ragazzo non riesce a smettere nonostante le conseguenze negative.

- Isolamento Emotivo: Sebbene si socializzi online, la mancanza di interazioni fisiche può, in soggetti fragili, limitare lo sviluppo dell'empatia "analogica".

L'Impatto Psicologico: una valvola di sfogo
Per molti adolescenti, il videogioco rappresenta un rifugio dallo stress scolastico o dalle ansie sociali. Se usato come moderata valvola di sfogo, ha un effetto rilassante. Il problema sorge quando diventa l'unico meccanismo di difesa contro le difficoltà della vita, portando a una fuga dalla realtà.

Consigli per un approccio sano
"La chiave non è il divieto, ma l'educazione digitale."

Per garantire che il gaming rimanga un'attività positiva, è fondamentale:

- Stabilire limiti chiari: Concordare orari che non interferiscano con il sonno e i doveri.

- Monitorare i contenuti: Utilizzare il sistema PEGI per verificare che i giochi siano adatti all'età.

- Promuovere l'alternanza: Incoraggiare attività fisiche e sociali "offline" per bilanciare il tempo passato davanti allo schermo.

- Interessarsi al gioco: Chiedere ai ragazzi cosa stanno giocando e perché. Questo trasforma il gaming da "muro" a "ponte" comunicativo tra genitori e figli.

In conclusione, i videogiochi sono uno strumento potente che riflette il mondo moderno. Se gestiti con consapevolezza, possono essere una palestra di vita digitale; se abbandonati al caso, possono diventare una trappola per la salute fisica e mentale.

Oltre la forza di volontà: ecco perché il supporto psicologico è la chiave mancante per sconfiggere l'obesità.Con l'arri...
20/01/2026

Oltre la forza di volontà: ecco perché il supporto psicologico è la chiave mancante per sconfiggere l'obesità.

Con l'arrivo di gennaio, milioni di italiani iniziano la consueta battaglia contro la bilancia. Tuttavia, i dati delineano un quadro scoraggiante: il 53% di chi prova a dimagrire con l'inizio del nuovo anno fallisce entro i primi mesi. Il motivo? Non è la mancanza di disciplina, ma la mancanza di sostegno.

A questo si aggiunge un dato culturale allarmante: il 31% degli italiani non considera l'obesità una malattia, interpretandola erroneamente come una semplice conseguenza di scelte alimentari errate o pigrizia.

L'illusione della forza di volontà
Molti iniziano il percorso di dimagrimento come una sfida solitaria, basata esclusivamente sulla restrizione calorica. La ricerca evidenzia però che l'isolamento è il principale nemico del successo a lungo termine. Senza una rete di supporto — che sia medica, psicologica o familiare — il carico emotivo della gestione del peso diventa insostenibile, portando all'abbandono del percorso.

Il gap culturale: l'obesità è una patologia, non una colpa
La percezione dell'obesità come "problema estetico" o "mancanza di autocontrollo" è ancora radicata in quasi un terzo della popolazione (31%). Questa visione distorta ha conseguenze gravi:

- Ritardo nelle cure: Chi non la considera una malattia è meno propenso a rivolgersi a specialisti (endocrinologi, nutrizionisti, psicologi).

- Stigma sociale: Il giudizio esterno aumenta il senso di colpa e lo stress, fattori che fisiologicamente ostacolano la perdita di peso.

- Approcci errati: Si ricorre a diete "fai da te" o prodotti miracolosi invece di protocolli clinici validati.

Perché il sostegno è fondamentale?
Dimagrire non significa solo "mangiare meno". L'obesità è una condizione multifattoriale complessa dove giocano un ruolo la genetica, il metabolismo, l'ambiente e la salute mentale.

"Senza un supporto multidisciplinare, il paziente si ritrova a combattere contro la propria biologia in un ambiente che spesso rema contro," spiegano gli esperti. "Il sostegno serve a gestire i momenti di stallo e a ricalibrare il rapporto con il cibo, che spesso ha radici emotive profonde."

Come invertire la tendenza
Per trasformare i buoni propositi in risultati duraturi, è necessario un cambio di paradigma. Quindi:

- Riconoscimento: Accettare l'obesità come una patologia cronica che richiede cure mediche.

- Team multidisciplinare: Affidarsi a professionisti che curino sia l'aspetto nutrizionale che quello psicologico.

- Rete sociale: Coinvolgere la famiglia o gruppi di supporto per non affrontare il percorso in solitudine.

Il fallimento del 53% degli italiani non è un destino inevitabile, ma il segnale che il modello attuale di "dieta solitaria" è superato. La salute si riconquista insieme.

L'Elisir della Longevità è nel Piatto (ma lo stiamo ignorando): Il Paradosso degli Omega-3 in ItaliaLe più recenti ricer...
14/01/2026

L'Elisir della Longevità è nel Piatto (ma lo stiamo ignorando): Il Paradosso degli Omega-3 in Italia

Le più recenti ricerche scientifiche confermano che gli Omega-3 (EPA e DHA) non sono semplici integratori, ma veri e propri pilastri della longevità. Nonostante ciò e nonostante la Dieta Mediterranea, i dati indicano che la popolazione italiana è gravemente carente di questi acidi grassi essenziali, compromettendo quello "scudo biologico" che ci protegge dalle malattie legate all'invecchiamento.

Perché gli Omega-3 sono la chiave per la longevità
Gli Omega-3 non servono solo a "abbassare il colesterolo". Il loro ruolo nel processo di invecchiamento è strutturale e biochimico:

- Protezione dei Telomeri: Alcuni studi suggeriscono che alti livelli di Omega-3 nel sangue siano associati a una minore velocità di accorciamento dei telomeri (le estremità dei cromosomi), considerato il principale orologio biologico delle nostre cellule.

- Spegnimento dell'Inflammaging: Con l'età, il corpo entra in uno stato di infiammazione cronica di basso livello chiamato inflammaging. Gli Omega-3 sono i "pompieri" naturali del corpo: producono molecole chiamate resolvine che spengono attivamente l'infiammazione.

- Salute Cerebrale e Visiva: Il DHA costituisce una parte enorme della membrana dei neuroni e della retina. Una carenza prolungata accelera il declino cognitivo e la degenerazione maculare.

Il Paradosso Italiano: Una carenza inaspettata
Nonostante l'Italia sia circondata dal mare, il consumo di pesce azzurro (la fonte principale di Omega-3) è in costante calo, specialmente tra le nuove generazioni:
Oltre l'80% non raggiunge i livelli ematici ottimali di Omega-3 (indice Omega-3 > 8%), restando in una zona di rischio per malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

Come colmare il gap per vivere meglio (e più a lungo)
Non basta "mangiare pesce ogni tanto". La longevità richiede una strategia costante:

- Privilegiare il Pesce Piccolo: Sarde, alici, sgombri e aringhe sono i più ricchi di Omega-3 e i meno contaminati da metalli pesanti.

- Fonti Vegetali (con riserva): Noci, semi di lino e semi di chia offrono l'acido alfa-linolenico (ALA), ma il corpo umano è poco efficiente nel convertirlo in EPA e DHA. Sono utili, ma spesso non sufficienti da soli.

- Integrazione di Qualità: Quando la dieta non basta, l'integrazione è fondamentale. È essenziale scegliere oli certificati (come lo standard IFOS) che garantiscano purezza, assenza di metalli pesanti e stabilità (per evitare che l'olio irrancidisca).

Conclusione
Gli Omega-3 sono l'investimento più sicuro per la nostra "pensione biologica". Ignorare questa carenza significa rinunciare a uno degli strumenti più potenti che la scienza della nutrizione ci mette a disposizione per invecchiare in salute. In un'Italia che invecchia sempre di più, riportare questi grassi "buoni" al centro della tavola non è più un'opzione, ma una necessità di salute pubblica.

Il Legame Invisibile: Perché la Salute delle Gengive può Proteggere il PancreasPer anni abbiamo considerato la parodonti...
12/01/2026

Il Legame Invisibile: Perché la Salute delle Gengive può Proteggere il Pancreas

Per anni abbiamo considerato la parodontite come un problema circoscritto alla bocca, una questione di denti mobili o gengive sanguinanti. Tuttavia, la medicina moderna sta portando alla luce una realtà molto più complessa: il cavo orale è la porta d'accesso per infiammazioni che possono colpire organi distanti. Tra le correlazioni più studiate e preoccupanti degli ultimi anni emerge quella tra la malattia parodontale e il tumore al pancreas.

La Scienza dietro il Legame
Diversi studi epidemiologici, tra cui importanti ricerche condotte dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health, hanno rilevato che gli uomini con una storia di parodontite presentano un rischio significativamente più elevato (fino al 64%) di sviluppare il cancro al pancreas rispetto a chi ha gengive sane.

Ma come può un'infezione gengivale influenzare un organo situato nell'addome?

I Meccanismi d'Azione: I Batteri in Viaggio
I ricercatori hanno identificato due strade principali attraverso cui la parodontite potrebbe favorire l'insorgenza del tumore:

1. Il Ruolo dei Batteri Specifici
Batteri patogeni come il Porphyromonas gingivalis (tipico della parodontite aggressiva) non restano confinati nelle tasche gengivali. Attraverso le micro-lesioni delle gengive, entrano nel flusso sanguigno (batteriemia) e possono colonizzare tessuti distanti. Sono state trovate tracce di enzimi prodotti da questi batteri proprio in campioni di tessuto tumorale pancreatico.

2. L'Infiammazione Sistemica
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica. Il corpo, nel tentativo di combattere l'infezione orale, produce costantemente molecole infiammatorie (citochine). Questo stato di infiammazione sistemica persistente è un noto terreno fertile per la trasformazione cellulare e la crescita dei tumori, poiché indebolisce i meccanismi di riparazione del DNA.

Fattori di Rischio Condivisi
È importante notare che parodontite e tumore al pancreas condividono alcuni "nemici comuni" che possono esacerbare entrambe le condizioni:

- Fumo di sigaretta: Altera il microbioma orale e danneggia le cellule del pancreas.

- Diabete di tipo 2: Chi soffre di diabete è più propenso a sviluppare parodontite grave e, contemporaneamente, ha un rischio maggiore di patologie pancreatiche.

- Obesità e dieta: Una dieta ricca di zuccheri alimenta i batteri nocivi nella bocca e sovraccarica il lavoro del pancreas.

Prevenzione: La Bocca come Sentinella
Queste scoperte non devono generare allarmismo, ma consapevolezza. La parodontite è una malattia trattabile e prevenibile. Prendersi cura delle gengive significa abbassare il carico infiammatorio dell'intero organismo.

Il consiglio degli esperti: Una visita odontoiatrica semestrale non serve solo a salvare il sorriso, ma può essere considerata una vera e propria strategia di prevenzione oncologica indiretta.

Conclusione
Il corpo umano è un ecosistema interconnesso. La scoperta che i batteri orali e l'infiammazione gengivale possano giocare un ruolo in una patologia grave come il tumore al pancreas sottolinea l'importanza di non sottovalutare mai i "segnali" della bocca, come il sanguinamento o l'alitosi persistente.

DOMENICA 11 GENNAIO FARMACIA APERTACari Amici, voglio ricordarvi che anche oggi DOMENICA 11 GENNAIO, la nostra Farmacia ...
11/01/2026

DOMENICA 11 GENNAIO FARMACIA APERTA
Cari Amici, voglio ricordarvi che anche oggi DOMENICA 11 GENNAIO, la nostra Farmacia RESTERA’ APERTA e a vostra disposizione.
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I tatuaggi fanno male alla salute?L'universo dei tatuaggi si è evoluto drasticamente: da simbolo di sottocultura a fenom...
10/01/2026

I tatuaggi fanno male alla salute?

L'universo dei tatuaggi si è evoluto drasticamente: da simbolo di sottocultura a fenomeno di massa che coinvolge milioni di persone. Tuttavia, con l'aumento della popolarità, la comunità scientifica ha intensificato le ricerche per rispondere alla domanda fondamentale: i tatuaggi fanno male alla salute?

La risposta non è un semplice "sì" o "no", ma risiede nell'equilibrio tra rischi immediati, qualità degli inchiostri e reazioni a lungo termine del sistema immunitario.

1. Rischi Immediati: L'aspetto Igienico-Sanitario
Il rischio più diretto è legato all'atto fisico del tatuaggio, che consiste nel creare migliaia di micro-ferite cutanee.

- Infezioni batteriche: Se l'attrezzatura non è sterile o l'ambiente non è idoneo, si possono contrarre infezioni da stafilococco o, nei casi più gravi, patologie virali trasmesse per via ematica come Epatite B, C o HIV.

- Reazioni allergiche: Alcuni pigmenti (specialmente il rosso, il giallo e il blu) contengono sostanze che possono scatenare dermatiti da contatto, talvolta anche anni dopo l'esecuzione del tatuaggio.

2. Il Mistero degli Inchiostri: Cosa finisce nel sangue?
La preoccupazione principale della medicina moderna non è tanto il "buco" sulla pelle, quanto la composizione chimica dei pigmenti.

- Metalli pesanti: Molti inchiostri contengono tracce di nichel, cromo, manganese e cobalto.

- Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA): Spesso presenti negli inchiostri neri, alcuni di questi composti sono classificati come potenzialmente cancerogeni.

- Nanoparticelle e Linfonodi: Studi recenti (come quelli condotti dal sincrotrone ESRF di Grenoble) hanno dimostrato che le nanoparticelle di biossido di titanio e altri pigmenti non restano confinate nella pelle. Attraverso il sistema linfatico, migrano fino ai linfonodi, che possono ingrossarsi e colorarsi permanentemente, complicando talvolta la diagnostica medica (come le risonanze magnetiche o le biopsie).

3. L'impatto sul Sistema Immunitario
Un tatuaggio è, per il corpo, un "intruso" permanente. Il sistema immunitario invia cellule chiamate macrofagi per tentare di rimuovere l'inchiostro. Non riuscendoci, i macrofagi "inglobano" il pigmento, restando lì per sempre. Sebbene alcuni studi suggeriscano che questo possa "allenare" il sistema immunitario, una ricerca svedese del 2024 ha ipotizzato una correlazione (ancora in fase di studio e discussione) tra una vasta copertura di tatuaggi e un lieve aumento del rischio di linfomi, sottolineando la necessità di ulteriori indagini.

4. Tatuaggi e Diagnostica Medica
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le procedure mediche future:

- Risonanza Magnetica (RM): In rari casi, gli inchiostri contenenti ossidi di ferro possono surriscaldarsi durante una RM, causando fastidio o lievi bruciature sulla pelle.

- Epidurale: Esiste un dibattito clinico sull'effettuare l'anestesia epidurale attraverso pelle tatuata, per il timore che l'ago possa trasportare frammenti di pigmento nello spazio spinale.

Come minimizzare i rischi?
Per chi decide di tatuarsi, la prevenzione è l'arma principale:

- Scegliere centri autorizzati: Verificare che lo studio segua rigorosi protocolli di sterilizzazione e utilizzi aghi monouso.

- Verificare gli inchiostri: Accertarsi che i pigmenti siano conformi al Regolamento REACH dell'Unione Europea, che dal 2022 vieta migliaia di sostanze chimiche pericolose negli inchiostri.

- Cura post-tatuaggio: Seguire meticolosamente le istruzioni di guarigione per evitare infezioni secondarie.

- Consapevolezza: Evitare tatuaggi molto estesi se si ha una storia familiare di malattie autoimmuni o gravi allergie cutanee.

Conclusione
I tatuaggi non sono "tossici" per definizione, ma non sono nemmeno del tutto inerti. Rappresentano una modifica biologica permanente che interagisce con il nostro sistema immunitario. La chiave sta nella qualità dei materiali e nella professionalità dell'artista.

Svolta nella Salute Orale: Identificate le Sostanze in Grado di Bloccare la ParodontiteLa lotta contro la parodontite, u...
08/01/2026

Svolta nella Salute Orale: Identificate le Sostanze in Grado di Bloccare la Parodontite

La lotta contro la parodontite, una delle patologie infiammatorie più diffuse al mondo e principale causa della perdita dei denti negli adulti, ha raggiunto un punto di svolta. Una serie di nuovi studi scientifici ha identificato molecole specifiche capaci di inibire selettivamente la crescita dei batteri patogeni, offrendo un'alternativa concreta agli antibiotici tradizionali.

Cos'è la Parodontite ?
La parodontite non è una semplice gengivite. È un’infezione batterica cronica che distrugge i tessuti di supporto del dente (gengive, legamento parodontale e osso alveolare). Il principale responsabile è un gruppo di batteri anaerobi, tra cui spicca il Porphyromonas gingivalis, capace di creare un ecosistema (biofilm) resistente alle difese immunitarie.

Fino ad oggi, i trattamenti si limitavano alla rimozione meccanica (pulizia profonda) o all'uso di antibiotici ad ampio spettro, che però presentano due grandi limiti:

- Resistenza batterica: L'uso eccessivo rende i batteri più forti.

- Distruzione del microbiota: Uccidono anche i batteri "buoni" necessari alla salute del cavo orale.

Le Nuove Sostanze: Come Funzionano
La ricerca d'avanguardia si è concentrata su sostanze che agiscono come "proiettili di precisione". Ecco le scoperte più promettenti:

1. Inibitori delle Gingipaine
I ricercatori hanno isolato piccole molecole capaci di bloccare le gingipaine, enzimi tossici prodotti dal P. gingivalis. Senza questi enzimi, il batterio non riesce più a nutrirsi né a degradare i tessuti dell'ospite. È una strategia di "digiuno forzato" che ferma la progressione della malattia senza colpire il resto della flora batterica.

2. Peptidi Antimicrobici (AMP)
Si tratta di frammenti di proteine che mimano il sistema immunitario naturale. Questi peptidi perforano la membrana cellulare solo dei batteri nocivi. La loro particolarità è che, a differenza degli antibiotici, è quasi impossibile per i batteri sviluppare una resistenza efficace contro di essi.

3. Polifenoli e Sostanze Naturali Potenziate
Estratti derivanti da fonti naturali (come i polifenoli dell'uva o del mirtillo rosso) sono stati modificati in laboratorio per aumentarne la biodisponibilità. Queste sostanze impediscono ai batteri di "aggrapparsi" alle superfici dentali, prevenendo la formazione della placca batterica alla radice.

4. Una ricerca d'avanguardia ha dimostrato che è possibile contrastare le malattie gengivali agendo non sull'eliminazione diretta dei batteri, ma sulla loro capacità di comunicare: I batteri della bocca non agiscono isolatamente. Attraverso un meccanismo chiamato quorum sensing, inviano molecole segnale per coordinare attacchi di gruppo, come la creazione di biofilm resistenti o la produzione di tossine. Questo accade solo quando raggiungono una densità sufficiente (il "quorum").

L'Interruzione del Segnale: Gli Enzimi "Lattonasi"
Lo studio ha rivelato che i messaggi chimici partono dalle zone ricche di ossigeno (sopra la gengiva) per istruire i batteri più pericolosi che vivono in profondità (sotto la gengiva). Utilizzando enzimi specifici chiamati lattonasi, i ricercatori sono riusciti a "cancellare" questi messaggi.
* Senza istruzioni, i batteri nocivi del "complesso rosso" (come il Porphyromonas gingivalis) non riescono a colonizzare l'area, lasciando spazio ai batteri benefici.

La placca dentale si evolve per fasi: inizia con microbi innocui e degenera quando i batteri patogeni prendono il sopravvento. Interrompendo la comunicazione chimica, si blocca questa cascata, mantenendo il microbioma orale in uno stadio stabile e compatibile con la salute delle gengive.

I Risultati della Ricerca
I test condotti mostrano dati estremamente incoraggianti:

- Riduzione della carica batterica: Diminuzione fino all'85% dei patogeni nel solco gengivale.

- Rigenerazione tissutale: Bloccando l'infiammazione, il corpo ha la possibilità di iniziare spontaneamente i processi di riparazione dei tessuti molli.

- Prevenzione Sistemica: Poiché la parodontite è collegata a malattie cardiache e diabete, queste sostanze potrebbero avere benefici anche sulla salute generale.

Verso Nuovi Trattamenti
L'obiettivo dei ricercatori è integrare queste sostanze in prodotti di uso quotidiano e professionale:

- Gel intra-tasca a rilascio lento per uso odontoiatrico.

- Collutori e dentifrici intelligenti in grado di attivarsi solo in presenza di determinati ceppi batterici.

Sebbene l'igiene orale quotidiana e le visite regolari dal dentista rimangano fondamentali, queste nuove sostanze aprono una nuova era. La possibilità di fermare la crescita dei batteri nocivi in modo mirato trasformerà la parodontite da una malattia cronica degenerativa a una condizione gestibile e magari reversibile.

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Padula
84034

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