11/11/2021
Relazioni in digitale
Alle nostre spalle abbiamo più di due anni, con in mezzo una pandemia, “blended” dove il
reale è diventato sempre più virtuale e il virtuale sempre più reale.
Confini prima netti sono diventati oggi più che mai fusi in un unico insieme.
Basta un click per entrare in contatto con l’altro.
Basta un click per candidarsi per un lavoro.
Basta un click per “iniziare una relazione”.
Ma chi siamo dentro questo spazio?
Avere relazioni online significa gestire contatti a distanza senza mettere in gioco lo sguardo.
Parlo con te e non so, realmente, chi sei.
Parlo con te e, forse, lasciando spazio solo alle parole, conosco realmente chi sei.
A volte, però, non importa ciò che siamo, ma ciò che vogliamo rappresentare.
Aspetta! Riavvolgiamo il nastro e facciamo un passo indietro.
Quando inizia, realmente, una relazione sui social, oggi?
Forse non ci siamo mai soffermati a pensare che la relazione - non importa se d’amicizia,
d’amore o professionale - inizia molto prima dell’avvio di una conversazione.
Perchè prima di noi arrivano le informazioni che di noi ha il web e prima di queste arrivano le immagini che abbiamo deciso di pubblicare, i commenti che abbiamo lasciato alle immagini
di altri, le canzoni che abbiamo condiviso e così via.
Inoltre, anche il meno “smanettone” fra gli utenti è sufficientemente smaliziato, oggi, per
andare su Google, inserire nome e cognome o nickname della persona di suo interesse e
ricostruire un profilo con le informazioni che reperirà in pochi minuti.
E’ il nostro stesso digital storytelling a gettare basi e fondamenta - a presa rapida - delle
relazioni che inizieremo ad attivare sul web e delle persone che attireremo a noi.
Ma quello che “offriamo sul piatto” rispecchia davvero i nostri valori, gli obiettivi che
vorremmo raggiungere, il nostro reale livello di competenza in un determinato settore o è
solo ciò che pensiamo possa risultare attraente e interessante per l’altro?
E, inoltre, conoscere tramite social porta con sè “regole” non scritte e dinamiche comuni:,
l’emozione per l’approvazione che passa dal numero di like ricevuti ad una foto, così come il
giudizio che mi sento di ricevere a seguito di un commento o le aspettative che mi sono creat* dopo quel “ Ciao”.
Quest’ approccio, dove tutto è velato, dove manca la presenza, il tono di voce, il contatto,
potrebbe avere un “prezzo da pagare” ?
E’ così che la costruzione dell’idea dell’altro inizia molto prima che si inizi ad interagire con
lui, avviando la relazione (a volte unidirezionale) e le relative aspettative che vengono in me generate esattamente da quel “prototipo” che mi viene presentato.
Sì, stiamo non a caso usando un termine che fa più pensare alla robotica che all’essere
umano. Ed è proprio questa, infatti, la riflessione che vogliamo sollecitare.
Insieme al valore dell’autenticità.
Ci avevi mai pensato?