29/06/2025
📖 "I ragazzi erano tutti in tiro, erano animati da una sensazione elettrica di sintonia con quella delle ragazze, la sensazione di trovarsi in una parabola ascendente verso un futuro pieno di successi, e mi sono domandato come potesse essere questo miracolo, questa idiozia di sentirsi così". [...]
A un certo punto mi ricordo di essermi chiesto (sul serio) se non fossi geneticamente modificato, se non avessi una minuscola alterazione del DNA che mi separava appena appena ma in modo fondamentale dalla mia specie. Sembrava che tutti fossero in grado di "accoppiarsi", di unire le loro parti in modi piacevoli e fecondi, ma nella mia anatomia e nella mia psiche c'era qualcosa di impercettibilmente diverso che mi divideva in modo irrevocabile dagli altri"
Questi sono due estratti del romanzo di Peter Cameron "Un giorno questo dolore ti sarà utile", un romanzo forte, densissimo, nonostante la scrittura semplice e leggiadra, che riporta a quei momenti della vita dove lo smarrimento si mescola alla scoperta di sé, spesso nella post adolescenza, in un turbine di emozioni e sentimenti che non sempre trovano un rispecchiamento nell'altro che ci sta intorno, e che dunque sono in grado di produrre "dolore".
Ma di che dolore stiamo parlando? E perché dovrebbe essere utile un giorno? Quando poi?
James ha 18 anni compiuti da poco, è un ragazzo solitario e impegnato ardentemente a difendere il suo disadattamento al mondo, in cui non si riconosce e che osserva da lontano. Profondamente spaventato dal suo possibile ingresso all'università, sembra rimanere sulla soglia delle esperienze e la sua mente vaga, come lui vaga spesso in una New York grigia e indaffarata, accogliendo domande che in maniera sfrontata (e se vogliamo autentica) rivolge agli adulti attorno lui, compresa la sua psichiatra, che lo scruta con curiosità.
Nessuno gli risponde, nessuno lo capisce. Anzi. Il suo solipsismo fervido e dissacrante, ben lontano dallo sguardo passionale del giovane Holden che ci insegnava a prendere la vita guardando dritto negli angoli ciechi, è invece in grado di sminuzzare gli esseri umani, di studiarli analiticamente e di suggerire ipotesi di funzionamento.
Potremmo dire che James è tutti noi o che tutti siamo stati una volta James, tutte quelle volte che ci siamo scoperti diversi e irriducibili, lontani dagli altri, ma non per questo abbiamo rinunciato a cercare la bellezza.
E allora perché il dolore dovrebbe servirci e quando?
La risposta ovviamente c'è, o forse, ce ne sono molte di risposte, se si và oltre il moraleggiante tono della frase, e sono, come spesso accade, da cercare lungo il percorso. Quando? Alla fine della salita, quando guardando dall'alto, il paesaggio spunta per intero.