Studio chiropratico Rezza

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31/01/2026

Fianchi deboli e mal di schiena - Il legame biomeccanico

Il mal di schiena molto spesso non è un problema primario alla colonna vertebrale ma una conseguenza di alterata biomeccanica dell'anca. Uno dei modelli più comuni osservati clinicamente è un gluteo medio debole combinato con un quadratus lomborum stretto (QL). Questo squilibrio interrompe la stabilità pelvica, altera il trasferimento del carico e aumenta lo stress meccanico sulla colonna lombare durante i movimenti quotidiani come camminata, in piedi o attività a singola gamba.

Il gluteo medius è lo stabilizzatore primario del piano frontale del bacino. Durante la posizione ad arto singolo, funziona eccentricamente e concentralmente per evitare che il bacino cada sul lato non supportato. Quando questo muscolo diventa debole o inibito, il bacino tende a spostarsi o a scendere lateralmente. Per evitare il collasso, il corpo recluta il quadratus lomborum come strategia compensativa. Mentre questo aiuta a mantenere temporaneamente la postura verticale, pone eccessive forze compressive e di taglio sui segmenti lombari.

Quando il quadratus lomborum diventa iperattivo e stretto, solleva un lato del bacino, creando un carico asimmetrico attraverso la colonna lombare e la regione sacroiliaca. Questo porta ad un aumento dei momenti di piegamento laterale, compressione articolare della faccia e carica del disco irregolare. Nel tempo, questo stress ripetitivo contribuisce a lombalgia cronica, rigidità e ridotta efficienza del movimento spinale.

Questo squilibrio influisce anche sull'allineamento degli arti inferiori. I rapitori deboli dell'anca consentono una maggiore adduzione femorale e una rotazione interna durante l'andatura, che sposta il centro di massa lateralmente. Per controllare questa deviazione, il tronco si piega verso la gamba di posizione, aumentando ulteriormente l'attivazione QL. Questa magra del tronco aumenta le forze di compressione lombare e riduce la capacità di assorbimento degli urti dei fianchi, costringendo la colonna vertebrale ad assorbire carichi che non è progettata biomeccanicamente per gestire ripetutamente.

Inoltre, la meccanica alterata dell'anca riduce l'effettiva trasmissione della forza tra arti inferiori e tronco. Il bacino perde il suo ruolo di base stabile, portando a una scarsa sequenziazione cinetica della catena. Di conseguenza, anche semplici attività come stare in piedi prolungati, salire le scale o camminare possono provocare sintomi lombari dovuti alla continua protezione muscolare e al sovraccarico spinale.

Dal punto di vista della correzione biomeccanica, affrontare il mal di schiena in questo schema richiede ripristinare la forza e la resistenza del gluteo medius, riducendo al contempo la dominanza del quadratus lomborum. Quando i rapitori dell'anca riprendono il loro ruolo di stabilizzazione, il controllo pelvico migliora, lo stress lombare diminuisce e il carico spinale diventa più simmetrico. Questo ristabilisce modelli di movimento efficienti e riduce significativamente il mal di schiena ricorrente causato da disfunzioni dell'anca.
Alcuni casi di lombalgia cronica non sono problemi di origine vertebrale ma sono radicati in una biomeccanica anca-pelvica difettosa. Tratta l'anca, e spesso la colonna vertebrale lo segue.

29/01/2026

Il "tiro alla fune" nascosto che decide la postura della tua SCHIENA

A livello della colonna lombare c'è una battaglia silenziosa che va avanti tutto il giorno, tutti i giorni.

Da un lato c'è lo PSOAS, il grande muscolo che collega la colonna lombare alla coscia. È un muscolo particolare perchè la sua azione cambia a seconda della postura della colonna, ma in genere tira il bacino in avanti e in basso, aumentando la curva lombare.

Dall'altro lato c'è il RETTO ADDOMINALE, quello che comunemente chiamiamo "addominale". Lui fa il lavoro opposto: tira il bacino indietro e tiene le costole basse.

Quando questi due muscoli sono in equilibrio, le forze sono equilibrate la colonna lavora senza sforzo.

Ma ecco cosa succede nella vita reale.

Stiamo seduti per ore, e lo psoas rimane in accorciamento. Siamo stressati, e lo psoas si irrigidisce (è uno dei muscoli più "emotivi" che abbiamo). Il risultato è che lo psoas diventa più rigido e "tira" di più.

E l'addominale? Nella maggior parte delle persone è debole, poco reattivo, e non riesce a fare da contrappeso.

E attenzione che succede anche in chi fa molti crunch: un esercizio fatto da sdraiati, per quanto meglio di niente, non compesa la situazione.

È come un tiro alla fune dove una squadra ha 10 persone e l'altra ne ha 3: il risultato è scontato.

Il bacino viene tirato in avanti, la curva lombare tende ad aumentare, e quindi aumentano le forze di compressione ed il mal di schiena.

Il carico si sposta dai muscoli alle strutture passive della colonna: dischi, faccette articolari, legamenti.

Ed ecco spiegato perché tante persone hanno la schiena rigida anche se fanno stretching.

A livello della colonna funziona bene allungare lo psoas, ma serve soprattutto rinforzo e stabilità.

La buona notizia è che non servono centinaia di ripetizioni o esercizi complicati: serve un lavoro mirato che insegni all'addome a fare da "contrappeso" efficace nella vita di tutti i giorni, non solo quando sei sdraiato.

Why Dysfunction of the Atlanto-Axial Complex Affects the Entire BodyA Biomechanical and Neurophysiological Rationale for...
29/01/2026

Why Dysfunction of the Atlanto-Axial Complex Affects the Entire Body

A Biomechanical and Neurophysiological Rationale for an Integrated Manual Treatment Approach

Dysfunction of the atlanto-axial complex (C1–C2) often presents as a local cervical problem, yet its clinical consequences extend far beyond the neck. Because of its unique anatomy, its role in head–body orientation, and its dense neurophysiological connections, even subtle malposition at this level can disturb posture, muscle tone regulation, and global movement patterns. This article explores how misalignment of C1–C2 disrupts whole-body mechanics and explains why an integrated approach combining Segmentopuncture, Medical Massage, and Chiropractic offers a more stable and physiologically coherent solution than any single modality alone.

Clinicians working with chronic musculoskeletal disorders frequently encounter a puzzling pattern: symptoms persist or recur despite technically correct local treatment. Patients may present with pelvic imbalance, recurrent lumbar pain, shoulder dysfunction, or asymmetric gait, yet imaging and examination at the symptomatic site reveal little of explanatory value. In many such cases, careful assessment reveals dysfunction at the upper cervical spine—most notably at the atlanto-axial complex.

This observation is not incidental. The C1–C2 region occupies a central regulatory position within the postural and neuromuscular system. When dysfunction occurs here, the body does not fail locally; it compensates globally.

Why C1–C2 Is Different from the Rest of the Spine

A joint designed for orientation, not load

The atlanto-axial complex is structurally unlike any other spinal segment. It lacks an intervertebral disc, relies heavily on ligamentous and muscular control, and is shaped primarily to allow rotation rather than weight-bearing stability. Roughly half of all cervical rotation occurs at this single level.

Because of this design, C1–C2 behaves less like a conventional spinal joint and more like a fine-tuning mechanism for head orientation in space. Precision, rather than brute strength, is its defining feature.

Small errors with large consequences

When the atlas or axis shifts—whether through rotation, lateral displacement, or altered muscle tone—the physiological center of rotation moves off-axis. This seemingly minor change alters how forces are transmitted through the cervical spine and distorts the afferent information sent to the central nervous system.

Unlike lower spinal segments, this region does not absorb mechanical error well. Instead, it amplifies it.

Neurophysiology: Why the Body Reacts So Strongly

The suboccipital muscles as sensory organs

The deep muscles beneath the occiput contain one of the highest concentrations of muscle spindles in the human body. Their primary role is not movement but sensory feedback. They inform the brain about head position, motion, and orientation relative to gravity.

When C1–C2 alignment is altered, these muscles change their firing patterns. The brain receives distorted information, and posture is recalibrated around a faulty reference point.

Persistent reflex guarding

Misalignment at this level almost always provokes protective muscle activity. Segmental reflex loops—particularly gamma motor neuron pathways—remain chronically active. Over time, this creates a stable but pathological state: the muscles “lock” the joint in its faulty position to protect perceived instability.

This is why many upper cervical dysfunctions feel stubborn, resistant, and prone to relapse.

Broader regulatory effects

Because of its proximity to the cervicomedullary junction and vertebral arteries, dysfunction in this region may also influence autonomic regulation. While not every patient experiences overt neurological symptoms, subtle disturbances in fatigue levels, balance, or stress tolerance are common.

How the Body Compensates Below the Neck

The cascade of adaptation

The body must keep the eyes level, the head balanced, and the center of mass over the base of support. When C1–C2 no longer provides accurate orientation, compensation follows a predictable pattern:

• Adjustment at the cervicothoracic junction

• Alteration of thoracic curvature

• Pelvic rotation or tilt

• Asymmetric loading of the lower limbs

Over time, this leads to functional leg-length discrepancy, sacroiliac strain, and chronic overuse of specific muscle chains.

Fascial memory and load redistribution

Fascial structures transmit these altered tension patterns throughout the body. Even if the original cervical fault is corrected mechanically, the fascial system may continue to enforce the old pattern unless it is addressed directly.

This is one of the main reasons isolated adjustments often fail to hold.

Why Single Techniques Are Rarely Enough

Chiropractic manipulation can restore joint position, but it does not reliably silence the neuromuscular reflexes that maintain fixation. Medical massage improves tissue quality and circulation, but cannot re-center altered joint mechanics. Conventional dry needling may reduce local muscle tone, yet often misses the deeper segmental reflex drivers.

Each method works—but only on part of the problem.

C1–C2 dysfunction is not a single-layer pathology. It is mechanical, neurological, and fascial at the same time.

Segmentopuncture: Removing the Lock

Segmentopuncture addresses the problem at its neurological core. By targeting deep paravertebral hypercontracture, periosteal pain generators, and segment-specific reflex zones, it interrupts the pathological feedback loops that maintain protective muscle guarding.

At the upper cervical level, this step is critical. It removes resistance without force and allows the joint to become receptive to correction rather than defensive against it.

Medical Massage: Reintegrating the System

Once segmental resistance has been reduced, Medical Massage plays a different role. It reconnects the body as a whole—normalizing fascial continuity, redistributing load, and dissolving secondary compensations that have developed over time.

This step prevents the system from relocating dysfunction elsewhere once the primary fault is addressed.

Chiropractic: Precision That Holds

When chiropractic adjustment is applied after neuromuscular and fascial normalization, it changes character. Less force is required. Accuracy improves. Most importantly, the correction holds.

At this stage, the adjustment is no longer fighting the body’s reflexes—it is working with them.

A Synergistic Model, Not a Combination

The sequence matters:

Segmentopuncture removes pathological resistance

Medical Massage restores global mechanical balance

Chiropractic re-establishes precise joint alignment

This is not an additive model, but a synergistic one. Each step prepares the ground for the next.

Clinical Significance

When C1–C2 function is restored within this integrated framework, patients often report changes that feel disproportionate to a “neck treatment”: improved balance, easier standing, reduced fatigue, and resolution of pain in regions far from the cervical spine.

These effects reflect restoration of central postural organization rather than symptomatic suppression.

Dysfunction of the atlanto-axial complex is not a local mechanical fault but a central organizing disturbance with whole-body consequences. Addressing it effectively requires more than isolated correction. By integrating Segmentopuncture, Medical Massage, and Chiropractic in a deliberate sequence, clinicians can resolve the neurological, fascial, and mechanical components of C1–C2 dysfunction simultaneously—allowing correction to become stable, efficient, and lasting.

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17/01/2026

My client had lateral hip, lower back, and glute pain on the left. She pointed to the hip abductor area, the iliac crest, and the middle of her butt. There's only one muscle that fits that bill, the gluteus medius (GM).
NKT testing found the GM overworking and the glute max underworking. Released the GM and activated the glute max.
Then we found the GM overworking and the adductor magnus (AM) underworking. Released the GM and activated the AM.
When we were done, the lateral hip, glute, and iliac crest pain were all gone.
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15/01/2026

My client was running and had to stop due to pain in her groin and hip. She pointed to the adductor area and to the hip flexor area. Running uses those hip flexors, so I started there.
NKT testing found the hip joint compressed and neurologically overactive, and the psoas underactive. Decompressed the hip joint and activated the psoas.
Then we found the pectineus overworking and the psoas underworking. Released the pectineus and activated the psoas.
Finally, we found the iliacus overworking and the psoas underworking. Released the iliacus and activated the psoas.
When we were done, her hip joint was no longer compressed, and her groin and hip felt much better.
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13/01/2026

IL DIAFRAMMA NON E' UNA STRUTTURA ISOLATA .

È intimamente collegato allo psoas, che origina dai corpi vertebrali e dai dischi di T12–L5.
Lo psoas si unisce al muscolo iliaco, che prende origine dalla faccia interna dell’ileo, formando il muscolo ileopsoas.
Questo complesso decorre sul margine del bacino e si inserisce sul piccolo trocantere del femore.
Questo significa che esiste una continuità anatomica e funzionale diretta tra diaframma, colonna lombare, bacino e arto inferiore.
Una variazione di tensione o di funzione in uno di questi distretti si ripercuote inevitabilmente sugli altri.
Questo è solo un esempio dei numerosi collegamenti che esistono tra le diverse strutture corporee e spiega perché, in clinica, non si possa ragionare per segmenti isolati ma per sistemi interconnessi.

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Se pensi che il diaframma sia solo un muscolo della respirazione, preparati a rivedere tutto ciò che sai! Questo muscolo...
31/12/2025

Se pensi che il diaframma sia solo un muscolo della respirazione, preparati a rivedere tutto ciò che sai! Questo muscolo, spesso sottovalutato, è il regista invisibile della tua postura, del tuo dolore cronico e persino delle tue emozioni. E il bello? Potrebbe essere lui il responsabile di quel fastidioso dolore alla spalla, del tuo reflusso gastrico o della tua continua tensione cervicale. Sconvolto? Aspetta di leggere il resto!

IL DIAFRAMMA NON È SOLO PER RESPIRARE

Ogni giorno fai circa 22.000 respiri. Ma se il tuo diaframma lavora male, quei 22.000 movimenti diventano altrettante occasioni per creare tensioni, alterare la postura e attivare dolori a distanza.

Quando il diaframma è rigido, bloccato o iperattivo, le sue connessioni anatomiche e neurologiche fanno sì che i suoi problemi si manifestino in punti inaspettati. Ecco cosa potrebbe succedere:

- Dolore alla spalla o al trapezio

Il diaframma è innervato dal nervo frenico (C3-C5), che condivide radici con il plesso brachiale. Se il diaframma è in sofferenza, il tuo sistema nervoso potrebbe percepire il dolore come proveniente dalla spalla, facendoti credere di avere un problema articolare.

- Cervicale e tensioni alla testa

Quando il diaframma è in difficoltà, recluta i muscoli accessori del collo (scaleni, sternocleidomastoideo) per compensare, generando rigidità e dolore cronico.

- Rigidità toracica e problemi digestivi

Il diaframma separa il torace dall’addome e avvolge l’esofago: se si irrigidisce, può causare sensazioni di oppressione al petto, difficoltà nella digestione e persino reflusso gastroesofageo.

- Mal di schiena inspiegabile

Il diaframma è collegato alle vertebre lombari (L1-L3). Se è contratto in modo anomalo, può destabilizzare il bacino e alterare la postura, portando a dolori lombari cronici.

COSA SUCCEDE QUANDO RESPIRI MALE?

Il diaframma non è solo un muscolo, ma un barometro dello stress. Se vivi in uno stato di allerta costante, tendi a respirare in modo toracico e superficiale, iperattivando il sistema nervoso simpatico (quello della risposta “attacco o fuga”).

Questo significa:

Più tensioni cervicali e mal di testa
Maggiore stress e difficoltà a rilassarsi
Digestione compromessa e gonfiore addominale
Perdita di stabilità posturale e dolori muscolo-scheletrici

E se ti dicessi che persino il tuo modo di fumare è collegato al diaframma? Molti fumatori percepiscono sollievo accendendo una sigaretta perché il gesto impone loro di fare un respiro profondo e un’espirazione prolungata. Ma non è la nicotina a rilassarti.. è il tuo diaframma che, per un attimo, lavora meglio!

COME PUOI LIBERARE IL TUO DIAFRAMMA?

1️⃣ ESERCIZI DI RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE
Prova a respirare lentamente, gonfiando l’addome e sentendo il diaframma scendere. Un’espirazione prolungata rilassa il sistema nervoso.

2️⃣ MOBILITÀ TORACICA
Movimenti di espansione costale e rotazioni aiutano a mantenere la gabbia toracica elastica e il diaframma più libero.

3️⃣ TRATTAMENTI MIOFASCIALI
Tecniche manuali mirate possono decontrarre il diaframma e migliorare la sua funzione, con effetti immediati su postura e respirazione.

4️⃣ ATTENZIONE AI SEGNALI DEL TUO CORPO
Se hai dolori inspiegabili alla spalla, al collo o alla schiena, il problema potrebbe non essere dove senti il dolore, ma molto più in profondità..

IL DIAFRAMMA È IL PUNTO DI CONTROLLO DEL TUO CORPO

Se impari a respirare meglio, migliori la tua postura, riduci il dolore e aiuti il tuo corpo a funzionare in modo più efficiente. Vuoi scoprire se il tuo diaframma sta influenzando la tua salute? Prova ad ascoltare il tuo respiro e osserva cosa cambia!

Condividi questo post con chi ha sempre la spalla rigida, soffre di reflusso o si sente costantemente in tensione.. potresti cambiargli la vita! 😁

Appointment Message

21/12/2025

My patient had lateral torso, lateral hip, butt, and lower back pain all on the same side. He pointed to the oblique area, the hip abductor area, the piriformis area, and the QL area. When I see a presentation like this, I know there is a core dysfunction.
NKT testing found the external oblique (EO), TFL, piriformis, and QL all overworking, and the psoas underworking. Released each of the four muscles, and then activated the psoas one muscle at a time.
When we were done, his torso, hip, butt, and lower back pain were all much better.
www.chiropraktik-hg.com

🧠 LA CONNESSIONE PIEDI-CERVELLO: LA FONDAZIONE DELL'EQUILIBRIO E DELLA POSTURA Quando la maggior parte delle persone pen...
08/12/2025

🧠 LA CONNESSIONE PIEDI-CERVELLO: LA FONDAZIONE DELL'EQUILIBRIO E DELLA POSTURA

Quando la maggior parte delle persone pensa alla riabilitazione cerebrale, immagina movimenti oculari, terapia vestibolare, lavoro cognitivo o allenamento posturale.
Ma uno dei più potenti sistemi neurologici del tuo corpo inizia dal livello del suolo: i tuoi piedi.

I tuoi piedi contengono oltre 7.000 terminazioni nervose, meccanorecettori specializzati, muscoli stabilizzanti intrinseci, fascia, legamenti e articolazioni che comunicano costantemente con il tuo cervello. Ogni passo, ogni cambiamento di pressione, ogni influenza del tuo corpo si traduce in un'ondata di informazioni sensoriali che viaggiano dalle superfici plantari al cervelletto, nuclei vestibolari, lobo parietale e reti posturali spinali.

E quando quella comunicazione si interrompe - dopo commozione cerebrale, lesioni cerebrali, malattie neurologiche, vertigini croniche, tumori, neuropatia, problemi alla colonna vertebrale o anche anni di scarse calzature - il cervello deve lavorare di più per capire dove ti trovi nello spazio.

Un recente studio (Life, 2025) ha dimostrato quanto sia davvero importante questo legame.

I piedi sono la base del sistema neurologico. Se i piedi sono instabili, il cervello diventa instabile.

E l’intervento del chiropratico sulla struttura del piede è fondamentale.

Appointment Message

08/12/2025

What is the name of the muscle depicted in the image?

21/09/2025

“È solo una tendinite alla spalla.”

Peccato che la spalla non esista. O meglio: non esiste una sola spalla, né un solo modo in cui può fare male. Quello che chiamiamo “spalla” è una giunzione articolare complessa, un sistema che unisce: cinque articolazioni, più di venti muscoli, una catena di adattamenti che parte dal rachide e finisce nella mano.

E in mezzo a tutto questo.. sì, ci sono anche quei quattro muscoli famosi:
sovraspinato, infraspinato, sottoscapolare e piccolo rotondo.

Ma ridurre il dolore di spalla a “tendinite della cuffia” è come dire che un’orchestra stona perché il primo violino ha preso una nota sbagliata.

Doppia lettura

Livello 1 – per pazienti

Quando ti dicono che hai un problema alla spalla, spesso è solo la punta dell’iceberg. Il dolore non è (solo) dove lo senti, ma dove il tuo corpo ha smesso di compensare in silenzio. E nella spalla, le compensazioni sono quotidiane, invisibili.. e potentissime.

Un muscolo tira troppo, uno tira troppo poco.
La scapola ruota male, il torace è rigido, il core non sostiene.
Il dolore è la somma finale di tutte queste micro-disfunzioni.

Livello 2 – per clinici

Chiamarla “cuffia dei rotatori” è corretto.
Ma ragionare solo sulla cuffia.. è riduttivo.
Qui si parla di neuromeccanica fine, non solo di RMN.

Ogni muscolo della cuffia modula l’allineamento omerale in co-attivazione con scapola e core, lavora in feedforward su base motoria appresa, diventa sintomatico quando il carico supera la sua funzione di “stabilizzatore silenzioso”.

Sovraccarico da sottoscapolare dominante uguale a perdita di rotazione esterna.
Sovraccarico del sovraspinato uguale a riduzione dello spazio subacromiale.
Infraspinato ipoattivo uguale ad un omero che sale senza freni.
Dominanza del deltoide uguale ad una “spalla forte che fa male”.

Non è infiammazione.
È fallimento di sistema.

In breve, il sovraspinato inizia l’abduzione e guida la centratura omerale, l'infraspinato ruota esternamente e frena il movimento, il sottoscapolare ruota internamente e protegge anteriormente, il piccolo rotondo garantisce il fine tuning della rotazione esterna e stabilità posteriore.

Quattro muscoli. Ma inseriti in un sistema con il core (per pre-attivazione e controllo pressorio), colonna toracica (per escursione scapolare), scapola (per orientamento e ritmo scapolo-omerale), arto superiore (per continuità di movimento e scarico del carico distale)

E quindi?

Ogni volta che dici “spalla dolorosa”, non chiederti solo “quale tendine?”,
ma “quale equilibrio è saltato?” Chi lavora troppo per coprire gli altri? Chi ha smesso di collaborare? Il dolore è un allarme o un abbandono?

“Allora devo rinforzare la cuffia?”
No.
Devi rieducare il sistema.

Devi ripristinare le sinergie tra scapola, core e arto. Devi restituire timing, feedforward, controllo fine. Devi far tornare la spalla quello che è davvero: una staffetta di funzioni, non una somma di muscoli.

La spalla non si infiamma per caso. Si ribella quando smette di essere un'orchestra e diventa un assolo stonato. Non curare il violino. Riaccorda l’intera sinfonia. 🥰

Indirizzo

Höhestr 31-33
Palermo
61348

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 13:00
Martedì 08:30 - 13:00
Giovedì 08:30 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Sabato 10:00 - 15:00

Telefono

+491624040097

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