29/03/2026
L’uomo che portava tutti sulle spalle
Ci sono uomini che non crollano.
Si spengono piano, mentre continuano a reggere tutto.
Aveva un’attività da mandare avanti.
Una compagna.
Tre figli.
Responsabilità vere.
Decisioni continue.
E quella sensazione che tanti uomini conoscono bene:
se si fermava lui, si sarebbe fermato tutto il resto.
Da fuori sembrava forte.
E lo era davvero.
Lavorava.
Provvedeva.
Risolveva.
Cercava di esserci.
Per tutti.
Ma non per sé.
Era sempre acceso.
Sempre in tensione.
Sempre un passo avanti rispetto alla vita che stava vivendo.
Anche a casa, con la sua famiglia, una parte di lui era altrove.
Nel problema dopo.
Nella paura dopo.
Nel peso da sostenere.
Non parlava molto di ciò che sentiva.
Si diceva che era normale.
Che un uomo deve reggere.
Che un padre deve esserci.
Che un imprenditore non può permettersi di mollare.
E così ha fatto quello che fanno tanti uomini:
ha stretto i denti
ed è andato avanti.
Finché un giorno ha capito che non era solo stanchezza.
Non era solo stress.
Si era allontanato da sé.
Quando è arrivato a me non cercava formule.
Cercava uno spazio vero.
Uno spazio in cui non dover essere sempre quello forte.
Uno spazio in cui respirare, rimettere ordine dentro e tornare a sentirsi.
Da lì abbiamo iniziato.
Un passo alla volta.
Oggi dice:
“Adesso ci sono.
Per loro, sì.
Ma anche per me.”
A volte non basta più resistere da soli.
Serve un percorso.
Serve uno spazio vero.
Serve tornare presenti nella propria vita, nel proprio lavoro, nella propria famiglia e dentro sé stessi.
Se ti riconosci in queste parole, forse non hai bisogno di reggere di più.
Forse hai bisogno di tornare a te.
Marcello Vaccaro Notte
Professionista disciplinato ai sensi della Legge 4/2013, iscritto a SIAF Italia n. SI3562P-OP.
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