04/02/2026
Il cancro è più di una semplice diagnosi medica: è una questione profondamente personale. Dietro ogni diagnosi c'è una storia umana unica: dolore, sofferenza, guarigione, resilienza, amore e molto altro. E' questo il tema scelto per la Giornata mondiale contro il cancro 2025-2027.
Lo slogan (che tradotto in italiano potrebbe essere «Uniti dall'Unicità») pone le persone al centro dell'assistenza e le loro storie al centro della conversazione.
Non solo i numeri, che molto spesso vengono utilizzati per far comprendere quanto il cancro sia diffuso. Questa volta il World Cancer Day, promosso dalla Union for International Cancer Control e sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si celebra ogni anno il 4 febbraio, punta sulle facce, sulle storia di vita, sui singoli. E sul fatto che un approccio alla cura del cancro incentrato sulla persona, che tenga pienamente conto delle esigenze specifiche di ogni individuo, con compassione ed empatia, porti ai migliori risultati in termini di salute.
I numeri, mondo e Italia
Sia ben chiaro, le cifre contano eccome. E sono proprio gli organizzatori della Giornata a ricordare quelli salienti: 10 milioni di persone muoiono di cancro ogni anno (più di HIV/AIDS, malaria e tubercolosi messe insieme). Ma una gran parte di questi decessi si potrebbe evitare perché oltre il 40% delle morti correlate al cancro è legato a fattori di rischio modificabili come fumo, consumo di alcol, cattiva alimentazione e inattività fisica. Non solo, quasi un terzo di tutti i decessi per cancro potrebbe essere prevenuto attraverso screening di routine, diagnosi precoce e terapie tempestive delle lesioni pre-cancerose o cancerose individuate agli esordi. Ma il 70% dei decessi per cancro si verifica nei paesi a basso e medio reddito, dove esami e trattamenti anticancro sono un lusso per pochi. Mentre i costi crescono in modo vertiginoso ovunque, tanto il costo globale stimato del cancro nei prossimi 30 anni è pari a 25 miliardi di dollari.
«In Italia nel 2025 sono stati stimati circa 390mila nuovi casi, una cifra molto vicina agli anni precedenti - dice Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) -. E cresce il numero dei connazionali che vivono dopo aver ricevuto una diagnosi di cancro (la sopravvivenza non è mai stata così elevata): sono quasi tre milioni e 700mila, ovvero ben il 6,2% della popolazione. Un milione dei quali può considerarsi completamente guarito. Ci sono poi due buone notizie: la prima, prosegue il trend positivo nel calo dei decessi (meno 9% negli ultimi 10 anni) per cui la sopravvivenza nel nostro Paese risulta migliore a quella media europea; la seconda, aumentano finalmente i cittadini che aderiscono agli screening per al diagnosi precoce».