05/04/2024
L' essere umano è un animale sociale in grado di comunicare sin dalla nascita. Nei primi mesi di vita l'unico mezzo di comunicazione del neonato è il pianto, che può essere prodotto in modi diversi e con scopi diversi. Può infatti variare di intensità, frequenza, modalità, ed il caregiver impara piano piano ad interpretarlo ed a rispondere ai bisogni del piccolo. Più questi bisogni vengono soddisfatti, più il neonato comunica, e via via che cresce impara a farlo non solo con il pianto ma anche attraverso vocalizzi, espressioni facciali, movimenti del corpo. Maturata la consapevolezza che l’adulto risponde ad ogni segnale prodotto, il bambino specializza con la crescita la sua abilità di utilizzare gesti e vocalizzazioni volontariamente per soddisfare un proprio bisogno o raggiungere uno scopo.
È qui che inizia la fase intenzionale della comunicazione: indico un biscotto con la precisa intenzione di convincere l'adulto di riferimento a darmelo.
Successivamente l'essere umano acquisisce la fase dichiarativa della comunicazione: il gesto di indicare e mostrare o il vocalizzo, la parola anche solo abbozzata ha uno scopo puramente di condivisione, il bambino "mostra" qualcosa a qualcun'altro all'interno di una relazione sociale.
Queste abilità purtroppo non sempre si sviluppano naturalmente e nei tempi previsti, vediamo insieme cosa fare quando ciò accade.
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"Ci sono posti che regalano luce anche nei giorni più bui. Per qualcuno è lavoro, per noi è... Amore, Rispetto, Passione, Attenzione"