13/03/2026
La scienza mainstream molte volte si è mostrata avversaria dei portatori di novità.
Non è un fenomeno e da sottovalutare.
È stato ed è un problema per l'intera umanità.
Faccio degli esempi, questa volta, con dei personaggi di confine, pionieri che hanno esplorato territori allora (e talvolta ancora oggi) "eretici", silenziati quando non eliminati.
Franz Anton Mesmer ha dato un contributo importante allo studio dell'inconscio, della suggestione, del sonnambulismo e alla nascita del l'ipnosi.
Nonostante la sua teoria del "magnetismo animale" fosse scientificamente errata, ha effettivamente gettato le basi per la psicologia dinamica. Senza di lui, non avremmo avuto la scuola di Nancy, gli studi di Charcot e, di conseguenza, la psicoanalisi di Freud.
Nei primi tempi, lo stesso A.T. Still, padre dell'osteopatia, fece riferimenti a Mesmer.
Il merito di Mesmer è stato quello di spostare l'attenzione dalla "possessione" alla relazione tra mente e corpo.
La spinta fu verso la psicosomatica e alle moderne discipline e ambiti di studio.
Ancora trovate personaggi che sanno solo denigrare, non trarre il positivo e incapaci di contestualizzare.
Andrew Taylor Still (1828–1917), il vecchio dottore, il padre dell'osteopatia, fu un medico di frontiera che abbandonò la medicina tradizionale del tempo dopo aver perso tre figli per meningite spinale. Sostenne che il corpo possiede una capacità innata di autoguarigione e che la struttura e la funzione sono interdipendenti. Per le sue manipolazioni e per l'idea che l'energia vitale fluisse attraverso i tessuti, fu accusato di eresia e follia dai colleghi dell'epoca.
Esatto, di eresia e follia, accusa mossa prevalentemente dai colleghi.
Oggi l'osteopatia è diffusa in tutto il mondo.
Albert von Sankt Gallen Heim fece il primo studio sistematico sulle NDE.
Pur essendo un geologo, ha avuto il coraggio di applicare il metodo fenomenologico a un'esperienza soggettiva estrema come le NDE (Near-Death Experiences). Il suo studio del 1892 sulle cadute in montagna (e non solo) è ancora citato perché è stato il primo a classificare queste esperienze non come follia, ma come una risposta psicologica e neurologica sistematica al trauma.
Ancora oggi, questi studi, sempre più vasti, sistematici, con moltissime pubblizioni in riviste mediche e scientifiche e interessantissimi sono schiacciati dal mainstream, ridicolizzati, sotto stimati e soprattutto poco divulgati nelle università.
Carl Gustav Jung (1875–1961), oggi è un pilastro della psicologia ma Jung fu aspramente criticato dai suoi contemporanei (incluso Freud) per il suo interesse verso gli aspetti simbolici, esoterici e il concetto di sincronicità. Jung considerava questi ambiti come chiavi per accedere all'inconscio collettivo e a una comprensione più profonda della psiche umana.
Ovviamente aveva molte ragioni.
Essere stato ostacolato e irriso ha segnato la storia futura delle sue idee nel mondo accademico e universitario.
Bernardino Ramazzini (1633–1714), quanti lo ricordano e quante volte se ne parla nelle università di oggi?
Poco, se non dimenticato.
Sapete chi è stato? Lui è il padre della medicina del lavoro. In un'epoca in cui la medicina guardava solo ai sintomi interni, lui sostenne che l'ambiente sociale e lavorativo determinasse la salute. Fu criticato per il suo approccio "umile" che lo portava a visitare botteghe e fogne invece di restare nei salotti accademici.
Medici e cultura mainstream criticava l'umiltà di uno studioso rivoluzionario.
E su questi che dovrebbero fare i film ... veri eroi della conoscenza umana e di umanità.
Quanti sanno che lo stesso Guglielmo Marconi (1874–1937), il celebre inventore della radio ebbe un lato "di confine" che fu una delle basi su cui poggiavano i critici contro di lui?
Negli ultimi anni della sua vita, si interessò alla possibilità di catturare le "voci del passato", ipotizzando che le onde sonore non sparissero mai del tutto ma continuassero a vibrare nell'etere, un'idea che lo avvicinava a ricerche parapsicologiche sulla comunicazione invisibile.
Oggi gli studi di fisica e biofisica sono all'opera, chissà cosa ci porteranno a conoscere.
Ian Stevenson (1918–2007), è stato uno psichiatra della University of Virginia molto attivo e interrassate, soprattutto negli aspetti clinici ma ebbe un grave peccato.
Stevenson ha dedicato quarant'anni allo studio sistematico di migliaia di casi di bambini che affermavano di ricordare vite precedenti. Nonostante l'approccio estremamente rigoroso e documentale, il suo lavoro è rimasto ai margini della scienza mainstream, pur essendo considerato oggi una base fondamentale per chi studia la sopravvivenza della coscienza. La coscienza è il fondamento del nostro esistere ed è ad oggi ridimensionata dal mainstream semplicemente perché risulta molto complessa, una specie di epifenomeno della mente che interagisce con se stessa, con il resto del corpo, con il mondo e che tende a superare i confini delle spazio tempo in perfetta coerenza con gli studi di fisica e biofisica.
Herman Kabat (1913–1995), un'altro grande, analitico e metodico, che sviluppò la Facilitazione Neuromuscolare Propriocettiva (PNF) o Metodo Kabat. Inizialmente è stato visto con forte scetticismo, ma lui dimostrò come stimoli sensoriali e movimenti diagonali potessero "riprogrammare" il sistema nervoso, aprendo la strada alla moderna neurofisiologia applicata.
Oggi, il mondo della neurofisiologia, della riabilitazione, della chinesiologia devono molto a lui, molto.
Françoise Mézières (1909–1991), una fisioterapista francese che ha rivoluzionato il campo con il Metodo Mézières. Trasse molto anche dal modo osteopatico. Sfidò l'ortodossia sostenendo che il dolore non va trattato localmente ma attraverso la rieducazione di intere catene muscolari. Fu a lungo osteggiata perché la sua visione "globale" del corpo contrastava con la segmentazione medica tradizionale.
Oggi il suo metodono è diffuso e influenza altre discipline.
Una grazie lo dobbiamo anche a lei.
È incredibile ma anche William James (1842–1910), considerato il padre della psicologia americana, fu parecchio avversato. James non si limitò allo studio accademico della mente. Fu uno dei fondatori della American Society for Psychical Research e dedicò anni a studiare i medium e i fenomeni religiosi come "stati di coscienza" validi.
Esatto, li considerava validi, degli di studio e conoscenza. Sosteneva che la scienza non dovesse ignorare le esperienze soggettive "insolite" solo per perché difficili "da misurare".
Vincitore del Premio Nobel per la Medicina nel 1913 (per i suoi studi sull'anafilassi), Charles Richet (1850–1935) fu anche un pioniere della metapsichica. Coniò il termine "ectoplasma" e tentò di applicare il metodo sperimentale a fenomeni considerati paranormali, convinto che si trattasse di forze naturali ancora ignote.
Osteggiato e deriso, come milioni di volte è accaduto nel modo scientifico e culturale.
Fred Hoyle (1915–2001) il grande cosmologo che coniò ironicamente il termine "Big Bang" per deridere la teoria (che lui rifiutava a favore di uno "Stato Stazionario"). Se per un periodo lui stesso osteggiò altri cosmologi, fu poi emarginato anche per la sua teoria della panspermia, l'idea che la vita (e forse la coscienza) non sia nata sulla Terra ma sia diffusa nell'universo. Ma sebbene la sua cosmologia sia stata superata, il suo contributo alla nucleosintesi stellare è tutt'oggi fondamentale.
Roger Penrose (ed altri come Stuart Hameroff) pur essendo un premio Nobel, la sua teoria della Riduzione Oggettiva Orchestrata (Orch-OR) è fortemente contestata dal mainstream. Sostiene che la coscienza emerga da processi quantistici all'interno dei microtubuli dei neuroni, collegando la mente alle leggi fondamentali della cosmologia e della fisica.
In altri post ho riportato altre situazioni in cui la scienza si è mostrata poco scientifica, scarsamente aperta a ciò che già non cosce, troppo spesso flessa a interessi, politica, ideologie, momenti storici, finanche cattiva e crudele in alcune situazioni.
È importante far comprendere questo perché non c'è nulla di più anti scientifico che considerare il campo scientifico come qualcosa di puro, un monoblocco di meraviglie a cui potersi affidare fideisticamente.
La Scienza è una cosa meravigliosa, una vera espressione della nostra natura umana e merita verità, etica e tutela.