31/12/2025
Chiedo semplicemente al 2026 di essere gentile con noi, di farci accorgere di ciò che c’è e non di quello che manca; auguro la capacità di ringraziare, nonostante tutto, di saper scegliere con cura le persone a cui donarci, perché non siamo per tutti. Che il 2026 ci insegni anche a dimenticare chi ci dimentica, a non inseguire sguardi distratti, a non spiegare ciò che non viene ascoltato, perché, come scrive Goethe, “condividiamo spesso il nostro mondo interiore, con la pretesa che una massa di analfabeti sappia leggerlo”; e allora auguro silenzio quando serve, confini chiari e la serenità di custodire ciò che è profondo solo per chi sa davvero leggerlo.
L’investimento migliore che puoi fare è aver cura di te: prenderti il tempo che ti serve per guarire, per imparare, per scegliere, per essere felice, per stare bene e per fare ciò che desideri. Non ti auguro di essere forte, ma consapevolmente fragile; di esprimere i tuoi bisogni e i tuoi desideri, di riconoscere il tuo valore, di non accontentarti, di lasciare andare ciò che non ti fa bene e di dire sì alle cose che ti rendono felice. Perché quando prendi una posizione puoi perdere qualcuno, ma quando non la prendi rischi di perdere te stesso.
Che sia un 2026 di leggerezza, di sorrisi autentici e di piccoli grandi momenti che ti ricordino quanto vale custodire te stesso.