Nik Funeral Manager

Nik Funeral Manager - FUNERAL MANAGER
- CONSULENTE NORMATIVA FUNERARIA
- FUNERAL LAW EXPERT
- ESPERTO IN TRASPORTI FUNEBRI INTERNAZIONALI
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Questa vicenda non è una “fatalità burocratica”, ma il risultato di gravi disfunzioni nell’applicazione della normativa ...
11/01/2026

Questa vicenda non è una “fatalità burocratica”, ma il risultato di gravi disfunzioni nell’applicazione della normativa funeraria.

Il DPR 285/1990 è chiaro: una salma non può rimanere per giorni in un’abitazione privata per problemi amministrativi. La custodia deve avvenire in locali idonei (obitorio o camera mortuaria) e le autorizzazioni al trasporto e alla cremazione devono essere rilasciate con urgenza, perché qui non parliamo di pratiche qualunque, ma di sanità pubblica e dignità del defunto.

Non esiste alcuna norma che giustifichi ritardi di giorni per la cremazione a causa di inefficienze comunali, carenze organizzative o rimpalli di competenze Se l’amministrazione non funziona, non può essere il ca****re a pagare il prezzo.

Quando una salma resta “abbandonata” per giorni, il problema non è la legge, ma chi non la conosce, non la applica o la usa male.
Ed è esattamente per evitare questi abusi che fare divulgazione normativa non è un vezzo, ma una necessità civile.

Per questo la mia pagina ,Nik Funeral Manager, spiega e semplifica la normativa funebre.

Fanpage.it
PalermoToday

Una donna anziana è morta per cause naturali a Palermo, ma un cavillo burocratico ne blocca la cremazione

08/01/2026

SALE DEL COMMIATO E FUNERAL HOME: E SE FOSSE STATA SOLO UNA BOLLA?

Negli ultimi anni il settore funebre italiano ha assistito a un vero e proprio boom di sale del commiato e funeral home.
Strutture nuove, investimenti importanti, narrazione dell’“inevitabile modernizzazione del rito”.

Ma dal campo, oggi, il segnale che ricevo è un altro.

Sempre più famiglie non chiedono spazi.
Chiedono ritiro.

Sempre più spesso assisto a funerali:
– in forma strettamente privata
– senza fiori, senza annunci
– con cofano chiuso anticipatamente
– talvolta senza vestizione, con la salma avvolta in un semplice lenzuolo bianco

Non è freddezza.
È una nuova idea di lutto: intimo, silenzioso, sottratto allo sguardo pubblico.

E allora la domanda è legittima:

le sale del commiato rappresentano davvero il futuro
oppure hanno intercettato solo una fase transitoria, oggi già in esaurimento?

Forse il cambiamento non va verso più rito,
ma verso meno rito.

Il settore funebre deve avere il coraggio di guardare questa realtà senza difendere modelli per inerzia o per investimento.

Voi cosa osservate sul territorio?
Le famiglie chiedono davvero più commiato… o più riservatezza?

Il dibattito è aperto

07/01/2026

Essere proprietari non autorizza nulla.
La dispersione delle ceneri non si fa “perché lo si vuole”, ma solo se la legge lo consente:
-volontà espressa del defunto,
-autorizzazione dell’Ufficiale di Stato Civile
-luogo idoneo
-nessun fine di lucro.

Tutto il resto sono racconti, abitudini tramandate e informazioni sbagliate.
Ed è così che, spesso, qualcuno paga o rischia senza saperlo.

Questo è il motivo per cui faccio divulgazione:
mettere un confine netto tra ciò che si dice e ciò che è legale.

Conoscere la norma prima è sempre meglio che scoprirla dopo!

05/01/2026

Tassa di attraversamento comunale per i funerali?
No.
Non è una tassa.
Non è un obbligo.
Non è prevista da nessuna norma.

In Italia il trasporto funebre è autorizzato una sola volta.
Non esistono pedaggi comunali.
Non esistono “quote di passaggio”.
Non esistono balzelli legati ai confini amministrativi.

Se a qualcuno è stato chiesto di pagare una tassa di attraversamento,
non è stata applicata una legge:
è stata raccontata una storia.

E le storie, nel momento del lutto, costano care.

Nei commenti possiamo entrare nel merito.
Ma su un punto non si discute:
pagare non era dovuto.

31/12/2025

Sì, in Italia è legale conservare le ceneri di un defunto nella propria abitazione, ma solo a precise condizioni.
- L'affidamento deve essere autorizzato dal Comune
- L'urna deve rimanere sempre sigillata
- Non può essere aperta, manomessa o divisa
Conoscere la normativa evita errori gravi, spesso commessi in
totale buona fede.

Pillole di normativa funeraria


31/12/2025

Pillole di Normativa Funebre.

Se mancano coniuge e figli? Chi può richiedere e firmare per la cremazione?

Negli ultimi giorni ho ricevuto molte domande sulla cremazione dopo le modifiche alla Legge n. 130/2001, introdotte dall...
26/12/2025

Negli ultimi giorni ho ricevuto molte domande sulla cremazione dopo le modifiche alla Legge n. 130/2001, introdotte dalla Legge n. 182/2025, in vigore dal 18 dicembre 2025.

Il punto centrale è uno, ed è fondamentale chiarirlo bene:

- non serve più l’unanimità dei familiari
- oggi conta la maggioranza assoluta dei parenti più prossimi

Questo significa che un solo dissenso non può più bloccare la cremazione, come accadeva spesso in passato.

La legge stabilisce una gerarchia precisa:
• se c’è il coniuge (o parte dell’unione civile), decide da solo;
• in sua assenza, decidono i parenti più prossimi dello stesso grado (figli, oppure genitori, ecc.).

⚠️ Attenzione a un errore che vedo ancora troppo spesso:
i genitori del defunto, se ancora in vita, sono parenti di primo grado e devono sempre essere considerati. Dimenticarli significa sbagliare procedura.

La volontà alla cremazione, in mancanza di disposizioni scritte del defunto, si raccoglie tramite:
• processo verbale
oppure
• DSAN – Dichiarazione Sostitutiva di Atto di Notorietà,
firmata solo dai soggetti legittimati e nel rispetto della maggioranza prevista.

Questa riforma non toglie diritti.
Li mette in ordine.

E come sempre, quando si parla di normativa funeraria, la differenza non la fa chi “ha sempre fatto così”,
ma chi conosce davvero la legge

🎄 Novità natalizie nel comparto funebreCremazione: cosa cambia davvero dopo le modifiche alla Legge 130/2001Con l’entrat...
24/12/2025

🎄 Novità natalizie nel comparto funebre

Cremazione: cosa cambia davvero dopo le modifiche alla Legge 130/2001

Con l’entrata in vigore, dal 18 dicembre 2025, della Legge n. 182/2025, il legislatore interviene in modo netto sulla Legge n. 130/2001, introducendo modifiche sostanziali che incidono direttamente sull’operatività quotidiana di Comuni, Ufficiali di Stato Civile e imprese funebri.

Un vero e proprio “regalo di Natale” normativo per il settore, che però va compreso fino in fondo, senza semplificazioni improprie.

La L. 182/2025 viene raccontata come una rivoluzione del settore funebre.La realtà è diversa.È una legge di semplificazi...
20/12/2025

La L. 182/2025 viene raccontata come una rivoluzione del settore funebre.
La realtà è diversa.

È una legge di semplificazione che interviene solo su alcuni aspetti della cremazione, senza riscrivere il DPR 285/1990 né cancellare le competenze regionali e comunali.

Come sempre, prima di parlare di “stravolgimenti”, conviene leggere le norme.
E soprattutto capirle.

Nik Funeral Manager
Normativa, non opinioni.

09/12/2025
30/11/2025

L’impresario funebre moderno non è più soltanto il professionista che si occupa delle pratiche, ma una figura capace di integrare tradizione, sensibilità e tecnologia. Oggi chi opera nel commiato deve essere rapido nelle risposte, trasparente nei processi, presente anche quando il mondo dorme. La tecnologia non è un vezzo: diventa strumento operativo, organizzativo e soprattutto umano, perché permette alle famiglie di sentirsi accolte, informate, accompagnate.
Essere smart significa comprendere il mercato senza esserne trascinati, anticipare le esigenze e non limitarsi a seguire l’onda. Un impresario del presente non promette per farsi scegliere: mantiene per essere ricordato. Ciò che si offre non è un prodotto, ma una guida.

“Non si consegna un servizio: si custodisce l’ultimo atto di una vita.”

Nel dibattito sempre più frequente sulla necessità di una normativa nazionale omogenea, credo sia fondamentale ricordare che la legge del futuro dovrà nascere per le persone, non per interessi settoriali. Uniformare le regole è giusto, ma uniformare il mestiere rischia di renderlo sterile. Bisogna evitare che l’evoluzione legislativa si orienti inconsciamente verso un modello unico, basato su grandi strutture, grandi investimenti, grandi nomi. Questo settore merita equilibrio, non indirizzi nascosti.
Una regolamentazione moderna dovrebbe valorizzare anche chi vive il territorio, chi conosce i volti dei quartieri e le storie delle famiglie. Non tutti possono sostenere costi elevati e non tutti trovano supporto nelle proposte che promettono cerimonie “al prezzo di un iPhone”. Offerte scintillanti, slogan perfetti, ma spesso prive di quell’ascolto che un impresario radicato sa dare, giorno dopo giorno, funerale dopo funerale.
Chi opera tra la gente vede ciò che non passa nei comunicati: fragilità, timori, budget impossibili, famiglie che scelgono ciò che credono accessibile, sedotte dalle pubblicità e abbandonate dalla realtà. In questo contesto, eleganza non è lusso: è rispetto. E rispetto significa non lasciare indietro nessuno.
L’impresario intelligente evolve, ma non cede alla spersonalizzazione. Usa la tecnologia, ma resta umano. Cresce, ma non schiaccia. Mantiene vivo il valore della scelta, perché solo dove esiste pluralità esiste dignità.
Non cerco polemica, né intendo avanzare verità assolute. Preferisco un confronto fatto di esperienza, di visioni reali e non teoriche, di prospettive che tengano insieme qualità e umanità. Chi riconosce queste dinamiche, chi vuole discutere del futuro con mente aperta e sguardo lungo, troverà in me un interlocutore pronto.

Confrontiamoci. Costruiamo, invece di subire. Perché il futuro di questo mestiere non è scritto altrove: lo scriviamo noi, ogni giorno, un servizio alla volta.

Nik

11/10/2025

Pensiero personale e senza riferimenti a nessuno.

Negli ultimi tempi si parla molto di innovazione nel settore funebre, spesso in termini entusiastici e quasi salvifici. Si promettono rivoluzioni digitali, servizi commemorativi virtuali, QR code da applicare ai monumenti, spazi online dedicati ai defunti. Tutto molto suggestivo, ma dietro a certi discorsi si nasconde spesso una visione più commerciale che realmente utile per le famiglie o per le imprese del settore.
La digitalizzazione non è, di per sé, un male. Può essere un supporto importante se usata con intelligenza e misura. Tuttavia, si sta diffondendo la tendenza a presentare strumenti elementari come grandi innovazioni, spacciando per progresso ciò che in realtà chiunque può realizzare in autonomia e gratuitamente. Un QR code, ad esempio, si genera in pochi secondi con servizi gratuiti online; un memoriale digitale si può creare con una pagina web o un profilo social dedicato, senza costi né intermediari. Eppure c’è chi li propone come funzioni esclusive, costruendo attorno a queste banalità un linguaggio patinato e modernista.
La verità è che il valore di un servizio funebre non si misura con la quantità di tecnologie integrate, ma con la qualità umana di chi lo offre. La vera innovazione, nel nostro mestiere, non consiste nel moltiplicare strumenti digitali, ma nel riuscire a usare ogni mezzo per rendere il servizio più empatico, più trasparente, più vicino alle persone. La tecnologia deve essere un mezzo, non un fine.
Chi opera davvero nel campo sa bene che la morte non è un mercato come gli altri. È un ambito in cui la fiducia, la presenza e il rispetto contano più di qualsiasi effetto scenico o trovata tecnologica. Pensare che un codice o un link possano sostituire la competenza, la voce o la guida di un professionista è un errore di prospettiva. Il dolore non si gestisce con una piattaforma, ma con l’esperienza e la sensibilità di chi accompagna.
Serve quindi un approccio realistico. Innovare non significa aderire a ogni novità che viene proposta, ma saper scegliere ciò che realmente migliora il servizio e scartare ciò che serve solo a far apparire “moderni”. Prima di adottare una nuova soluzione, ogni imprenditore del settore dovrebbe chiedersi: porta valore concreto alle famiglie? È economicamente sostenibile? Migliora davvero il modo in cui il lutto viene vissuto e accompagnato?
Il futuro delle onoranze funebri non passerà da slogan o da servizi digitali di facciata. Si costruirà, come sempre, sulla professionalità, sulla credibilità e sul rispetto. Perché nel nostro lavoro, a differenza di tanti altri, la vera modernità è restare umani.

Nik

Indirizzo

Parma
43123

Telefono

+393776860541

Sito Web

http://kalume.altervista.org/NormativaFunebre/NORMATIVASEMPLIFICATA.pdf

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