14/01/2026
È SUCCESSO DI NUOVO.
Al referendum sulla giustizia del 22 e 23 Marzo il governo dimentica ancora una volta il voto fuorisede.
Il quesito referendario sulla giustizia riguarda principalmente la separazione delle carriere tra magistrati: pubblici ministeri e giudici. Verso la fine di ottobre, dopo l’approvazione della legge da parte del Parlamento, la Corte di Cassazione ha dato il via alle quattro richieste referendarie proposte dalla maggioranza di governo e dalle opposizioni, decretando le dati ufficiali per votare: il 22 e il 23 Marzo 2026.
E i fuorisede?
Anche stavolta l3 student3 rimangono inascoltat3 ed emarginat3 dalle ripetute scelte dell’attuale governo, che ignora categoricamente qualsiasi richiesta di concessione di voto sia per la componente studentesca che per i lavoratori che risiedono al di fuori del loro Comune di residenza.
Soluzione?
Il mese scorso è stata depositata in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare riguardante il voto fuorisede; tuttavia, essa si è arenata pericolosamente lungo l’iter burocratico che dovrebbe concludersi con la discussione al Senato. Se non dovesse essere discussa in tempo, il governo potrebbe approvare una norma transitoria, come fatto sia alle ultime elezioni europee che ai referendum abrogativi di Giugno 2025.
Questa situazione ormai è diventata insostenibile, come Unione degli Universitari non possiamo che ribadire il nostro sgomento per quest’ennesima dimenticanza, che odora sempre più di scelta politica ben precisa: tagliare fuori dalle urne la componente studentesca e lavorativa che non può permettersi di tornare a casa per esercitare il proprio diritto di voto. Siamo stanch3 delle farse e delle false promesse, vogliamo una legge seria che garantisca il voto per tutti i fuorisede, non possiamo più aspettare ancora e non possiamo tollerare che la nostra - già fragile - democrazia venga messa in pericolo da referendum criminali. Per queste ragioni, continueremo a lottare ancora per fare sentire la nostra voce.