26/02/2026
La meditazione è conoscenza della mente
Lama Yeshe diceva spesso che la meditazione non è qualcosa di mistico o religioso, ma un modo per conoscere la propria mente.
Secondo lui, il vero problema non è il mondo esterno, ma il modo in cui la mente interpreta la realtà.
“La mente è come un laboratorio: osserva cosa accade dentro di te.”
Per Lama Yeshe, meditare significa diventare consapevoli dei propri pensieri, emozioni e reazioni, senza identificarvisi automaticamente.
Non si tratta di “spegnere la mente”
Contrariamente a un’idea diffusa, spiegava che la meditazione non è svuotare la mente, ma comprenderla.
I pensieri non sono il nemico: sono materiale di studio.
La felicità viene dalla mente
Uno dei suoi insegnamenti centrali era che la felicità e la sofferenza non dipendono dalle circostanze esterne, ma dalla mente che le interpreta.
La meditazione serve a trasformare la mente, rendendola più stabile, aperta e compassionevole.
Meditazione e responsabilità personale
Lama Yeshe insisteva molto sulla responsabilità personale:
non possiamo aspettarci che qualcuno “ci salvi”. La trasformazione avviene attraverso la comprensione diretta della propria esperienza.
Lama Thubten Yeshe (1935-1984) è stato un influente monaco buddhista tibetano, noto per aver introdotto il Buddhismo Mahayana in Occidente. Fuggito dal Tibet nel 1959, ha fondato il monastero di Kopan in Nepal e, insieme a Lama Zopa Rinpoce, la Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT), una vasta rete internazionale di centri.