25/02/2026
Il bacino che “scende” non è un gluteo debole. È un sistema che ha perso il timing.
Davanti a immagini così la frase arriva rapida: “Gluteo medio scarso.” “Rinforzalo.”
“Fai più elastici.”
Rassicurante.
E spesso inefficace.
Pensa al gluteo medio come a un sensore automatico, non a un motore. Non serve che spinga forte sempre. Serve che si accenda nel momento giusto mentre il peso passa da una gamba all’altra. Se arriva in ritardo, il bacino scende. E il corpo compensa altrove.
Lettura clinica.
Il gluteo medio non lavora da solo: dialoga con piede, ginocchio, bacino e sistema nervoso. Se il carico arriva male dal basso, se il controllo del tronco è impreciso, se il sistema anticipa per protezione.. il problema non è la forza massima. È l’organizzazione del carico in appoggio monopodalico.
Smontiamo la semplificazione: “È debole” “Basta rinforzarlo” “Più esercizi laterali”
Rinforzare senza criterio è come aumentare il volume a una radio fuori frequenza: senti di più, capisci di meno.
Micro-esperimento.
15 secondi.
In piedi, peso su una gamba.
Lascia che l’altra si sollevi leggermente.
Ora pensa di “allungare” la testa verso l’alto mentre mantieni il peso sotto il piede in appoggio.
Respira.
Ripeti.
Domande dirette. Il bacino è più stabile? Meno sforzo laterale?
Stai spegnendo un segno visivo o stai cambiando come il carico attraversa il corpo?
Qui entra il criterio. C’è chi conta ripetizioni. E chi osserva quando il muscolo entra in gioco, formula un’ipotesi funzionale, la testa sotto carico e misura se la strategia migliora.
Il gluteo medio non chiede elastici a caso. Chiede tempismo.
Un bacino che scende raramente è mancanza di forza. Molto più spesso è forza usata nel momento sbagliato.
Post divulgativo a scopo educativo. Non sostituisce una valutazione fisioterapica personalizzata.