Nutrizionista Tatiana Raineri

Nutrizionista Tatiana Raineri Ripristino corretta alimentazione nei bambini dai 2 anni in poi. Percorsi gravidanza e post-gravidanza.

Biologa Nutrizionista Specializzazioni:
Nutrizione clinica dal neonato all’adulto
Nutrizione oncologica
Nutrizione nei disturbi alimentari (anoressia, bulimia, binge eating) Lo studio Raineri dott.ssa Tatiana è specializzato in nutrizione umana e la dott.ssa vi aspetta nel suo studio di San Martino Siccomario per aiutarvi a raggiungere il benessere grazie ad un'alimentazione equilibrata. Presso lo studio potrete eseguire i seguenti esami: valutazione nutrizionale per i normali fabbisogni quotidiani, screening e valutazione nutrizionale in condizioni patologiche e non
Malattie autoimmuni
Diabete
Colesterolemia
Ipertensione
Allergie
Disbiosi intestinale. Correzione della fame nervosa e delle difficoltà di rapporto con il cibo attraverso percorso mi sfilzerà
Corretta alimentazione post interventi chirurgici.

20/02/2026
20/02/2026

Insulino resistenza e fegato grasso

In un soggetto sano il pancreas produce insulina. Questo ormone è la chiave per ridurre la glicemia (quando aumenta). In realtà è l’unico ormone ipoglicemizzante che abbiamo.

Qual è il meccanismo? L’insulina si lega al suo recettore presente sulla membrana cellulare e ciò determina l’esposizione sulla cellula dei trasportatori (le porte) per far entrare il glucosio nella cellula, in particolare a livello muscolare. Possiamo pensare l’insulina come una chiave che permette di aprire la porta all’ingresso del glucosio.

A livello del FEGATO invece l’insulina si lega sempre ai suoi recettori per indicare a questo organo di non rilasciare più glucosio (visto che di glucosio in giro ce n’è già tanto).

Importante è che questi recettori siano esposti sulla membrana!! Altrimenti l’insulina come farebbe a comunicare il suo messaggio?

In caso di aumentata circonferenza addominale, dal tessuto adiposo (VISCERALE) vengono rilasciate citochine pro infiammatorie che alterano il segnale insulinico. Ciò fa sì che vengono rilasciati acidi grassi che si depositano, in modo ectopico (ovvero anomalo) a livello del fegato e del muscolo.

Quindi le cellule saranno sature di grassi e l’insulina non riesce più a comunicare attraverso i suoi recettori e a svolgere la sua attività.

Ne deriva INSULINO RESISTENZA. Ovvero una condizione in cui si ha IPERGLICEMIA… ma anche IPERINSULINEMIA, perché il pancreas, a causa degli alti livelli di glucosio nel sangue, rilascerà più insulina.

In questa condizione avremo HOMA INDEX > 2,4

Da considerare che i grassi si depositano anche a livello del pancreas causando, nel tempo, danno alle beta cellule (quelle che producono e rilasciano insulina).

Se si sceglie di non gestire l’insulino resistenza, questa si trasforma nel tempo in DIABETE di tipo 2.

Insulino resistenza e fegato grasso

Valori alti di insulina e di glicemia vanno a stimolare oltretutto la sintesi di trigliceridi a livello epatico (LIPOGENESI DE NOVO). Questo processo produce trigliceridi proprio dal glucosio che è abbondante.
Se poi l’alimentazione è ricca di FRUTTOSIO, questo sarà trasformato anche lui in trigliceridi.

Avremo quindi un aumento di grassi che si accumulano nel fegato. Caratterizzando la STEATOSI EPATICA NON ALCOLICA, che, se non gestita, può degenerare in CIRROSI EPATICA ed EPATOCARCINOMA.

Va da sé che il fegato grasso peggiora la condizione di Insulino Resistenza.

11/02/2026

Perché preferiamo olio evo anche in frittura?

L’unico olio da usare in cucina sarebbe olio extravergine d’oliva. Quindi neppure olio di oliva (ben diverso da quello extravergine d’oliva).

Perché?

1. L’olio l’extravergine vergine d’oliva è sicuramente spremuto a freddo. Qualora non fosse spremuto a freddo non potrebbe essere extravergine d’oliva.
Spremuto a freddo vuol dire che non è stato ottenuto a mezzo solventi chimici (in genere sono spremuti a freddo gli oli biologici). Ma questo non basta. Nessuno ci assicura che non sia raffinato (deodorato).

2. Gli oli di semi (girasole, mais, arachidi, sesamo, riso, soia, vinaccioli…) sono in genere raffinati.

3. L’unico olio sicuramente non raffinato è l’extravergine vergine d’oliva (l’olio di oliva è raffinato).

4. Nel processo di raffinazione l’olio subisce un trattamento termico (ad alte temperature) per cui si introducono acidi grassi trans…. che ne aumentano il punto di fumo… ma gli acidi grassi trans non dovrebbero far parte di una alimentazione sana (ricordiamo che i trans non sono solo nei grassi idrogenati ma anche negli oli raffinati).

5. Con il processo di raffinazione, inoltre, si riduce la vitamina E, che è quella vitamina che protegge gli acidi grassi dalla perossidazione lipidica… quindi un olio raffinato sarà anche rancido!

6. Il punto di fumo. Questo dipende dalla composizione in termini di acidi grassi. In particolare, più sono presenti acidi grassi polinsaturi, più sarà basso il punto di fumo. Certo, con la raffinazione (deodorazione) il punto di fumo di un olio di girasole spremuto a freddo aumenta un po’ (rispetto allo stesso non raffinato), in quanto come visto si introducono i trans, ma non è comunque adatto alla frittura (ma neppure alle cotture in forno e neppure per i dolci).

7. L’olio di girasole ad esempio contiene circa il 45-75% di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 (acido linoleico). Lo stesso dicasi per gli altri oli di semi (si veda punto 2): troppi omega-6.
Questi acidi grassi omega-6 (seppure essenziali), se in eccesso rispetto agli omega-3, hanno un effetto pro infiammatorio.
Il rapporto omega-6 / omega-3 dovrebbe esser circa 4 / 1. Oggigiorno superiamo il 13 / 1. Non a caso la maggior parte della popolazione è in uno stato infiammatorio cronico. E l’infiammazione è la madre di tutte le malattie!

L’olio da preferire è decisamente olio extravergine d’oliva.

Approfondimenti nel mio libro 📕 “Questa non me la mangio”.

Vi è un’associazione inversa tra livelli di consumo di olio extravergine di oliva e rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Questo per la sua composizione in termini di acidi grassi saturi (prevalentemente acido oleico, mono insaturo) sia per i polofenoli in esso contenuti ad azione antiossidante e antinfiammatoria (protettivi per l’endotelio). Ricordiamo che il meccanismo patogenico alla base dell’aterosclerosi è la disfunzione endoteliale favorita da stress ossidativo e infiammazione cronica di basso grado.

Dott.ssa Silvia Petruzzelli
Biologa nutrizionista
Tecnologa alimentare
Specializzata in scienze della nutrizione umana
Master universitario di II livello in nutrizione clinica per il Microbiota

10/02/2026

Un dato che fa riflettere: nel 2025, nel mondo, un bambino o ragazzo su dieci in età scolare soffriva di obesità. In totale, si parla di circa 188 milioni di studenti, un numero che per la prima volta ha superato quello dei bambini sottopeso. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha pubblicato nuove linee guida dedicate all’alimentazione nelle scuole. Per l’Oms, è arrivato il momento di cambiare passo. Nel documento si invita i Paesi ad adottare un approccio completo, capace di garantire che tutto ciò che viene venduto o servito a scuola sia sano e nutriente. Non solo nei pasti, ma anche nei distributori automatici, nei bar e nelle mense.

Riflettiamo

Condivido queste meravigliose parole
07/02/2026

Condivido queste meravigliose parole

Essere biologə non è solo conoscere la scienza.
È imparare a convivere con le domande senza risposta immediata.
È studiare per anni ciò che spesso resta invisibile agli occhi, ma fondamentale per la vita.

È scegliere ogni giorno il rigore, anche quando nessuno lo vede.
È sentire il peso della responsabilità: perché dietro un dato, una diagnosi, un piano nutrizionale, un’analisi, c’è sempre una persona.

Fare il biologo significa stare in equilibrio tra numeri e umanità, tra evidenze scientifiche ed emozioni reali.
Significa aggiornarsi continuamente, mettersi in discussione, accettare i limiti della scienza senza smettere di cercare.

La nostra non è una professione “fredda”.
È una professione che richiede empatia, etica e rispetto profondo per la vita — in tutte le sue forme.

E, forse, è proprio questo che ci rende biologə:
non solo ciò che sappiamo, ma come scegliamo di usare ciò che sappiamo.

Pensieri di fine giornata.

06/02/2026
Molto interessante come sempre Leggere e seguire
04/02/2026

Molto interessante come sempre
Leggere e seguire

Colesterolo alto?
“Eh ma perché tu lo produci!”

Avete mai sentito queste risposte? Sono molto frequenti.

Un po’ idiote perché tutti produciamo colesterolo (e meno male!). Il colesterolo è una molecola importantissima. Se non lo producessimo sarebbe un bel guaio.

Il punto è: quanto colesterolo viene prodotto?
Da cosa è influenzata la sua produzione?

È l’insulina il fattore chiave. Va da sé che una persona con resistenza insulinica lo produrrà maggiormente. E se non fa attenzione, rischia anche il diabete… che, ricordiamo, può essere anche un effetto collaterale della statina (in particolare se si segue una dieta occidentale).
Morale? Non basta la pillolina. Importante è rivedere la dieta.

Ma i livelli di colesterolo nel sangue dipendono solo da un’aumentata produzione?
No! Possono dipendere anche da una ridotta captazione delle LDL da parte del fegato. Come nel caso di iper colesterolemia familiare (condizione rara) legata proprio a un deficit di captazione delle LDL ematiche. E qui, a maggior ragione, il “tu lo produci” è proprio una lacuna nella cultura.

Ricordiamo che a ridurre la captazione delle LDL sarà anche il consumo di acidi grassi trans (oli di semi come quello di girasole, arachidi, sesamo ecc), un eccesso di acidi grassi saturi (che troviamo principalmente nei cibi di origine animale). Ma anche da una condizione di ipotiroidismo…

Se il colesterolo ematico è alto bene controllare il funzionamento della tiroide!

Considerando che i fattori di rischio sono stress ossidativo e infiammazione, rivedere la dieta è un must!

CAVOLATE DA NON FARE !!!! Studiamo per una vocazione personale , mettiamo tempo della nostra vita per essere di aiuto a ...
04/02/2026

CAVOLATE DA NON FARE !!!!
Studiamo per una vocazione personale , mettiamo tempo della nostra vita per essere di aiuto a ciascun paziente ! Scegliete il contatto umano!

“SALUTE ARTIFICIALE”: il punto di Quotidiano Sanità

I principali risultati della ricerca “Salute Artificiale” presentati oggi in conferenza stampa a Assolombarda, a Milano, aiutano a capire come cambia l’informazione sanitaria nell’era dell’intelligenza artificiale (IA).

Un segnale chiaro: servono alfabetizzazione sanitaria, criteri di affidabilità delle fonti e strumenti che rafforzino il dialogo tra professioniste e professionisti e cittadine e cittadini, a tutela della sicurezza delle cure.

Link all'articolo completo nei commenti.

04/02/2026

Ma l'aumento della glicemia nel sangue dopo aver mangiato i legumi "causa gravi danni al sistema"?

E' quanto un tuttologo, dall'alto della sua saccenza e della laurea in tuttologia, ha commentato sulla mia pagina. Concludendo che meglio mangiare la bistecca (classico soggetto planato sulla mia pagina unicamnete per far perdere tempo e diffondere disinformazione).

L'aumento della glicemia dopo i pasti che contengono carboidrati (ricordiamo che i carboidrati sono contenuti anche nelle verdure) è 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨!!!

E il bello dei legumi è che contengono fibra solubile, che rallenta l'assorbimento degli zuccheri a livello intestinale, oltre che a nutrire i batteri buoni dell'intestino, in modo tale da aiutarci a conservare l'integrità di barriera.

I legumi sono stati il nostro cibo per millenni, quando non vi erano le malattie (oltre alle seghe mentali) che ci sono oggi.

Seguendo una dieta prevalentemente vegetale, con cereali integrali, legumi, verdura e frutta, e bilanciata, generalmente l'emoglobina glicata (che ci racconta l'andamento della glicemia negli ultimi 3 mesi) è perfetta!!!

Oltretutto, la glicemia aumenta anche a fronte di ossessioni, per l'aumentato rilascio di cortisolo (un ormone iperglicemizzante).
E l'emoglobina glicata può aumentare anche a fronte di queste paranoie!!!

Nel mentre, mangiare bistecche tutti i giorni non è propriamente salutare. Ce lo ricordano ampi studi in letteratura. La carne oltretutto contiene amminoacidi a catena ramificata che, se in eccesso, aumentano l'insulina, un fattore di crescita (non fa crescere però né gli attributi... e tanto meno i neuroni, a quanto pare).

𝐈𝐥 𝐠𝐥𝐮𝐜𝐨𝐬𝐢𝐨 è 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐞!!

Ci sono oltretutto eritrociti (globuli rossi) neuroni (si, quelle cellule strane del cervello oggigiorno un po’ fuori moda) che si “nutrono” esclusivamente di glucosio.

Pensiamo un po’… Il glucosio è talmente importante che nel nostro corpo abbiamo un solo ormone ipoglicemizzante (l’insulina) e diversi ormoni iperglicemizzanti, detti anche contro insulinari (ovvero che un'azione antagonista a quella dell'insulina) come glucagone, ormone della crescita (GH), adrenalina, cortisolo…

Una condizione molto pericolosa per l’essere umano è l’ipoglicemia. Ecco che grazie a tutti questi ormoni iperglicemizzanti possiamo prelevare il glucosio dai nostri magazzini, ovvero il glicogeno, in particolare quello epatico importante per l’omeostasi (l’equilibrio) del glucosio ematico (glicemia). Questo è possibile grazie alla glicogenolisi (un processo metabolico inverso alla glicogenosintesi che ivece immagazzina il glucosio sotto forma di glicogeno).

Ma per poter ottenere il nostro carburante principale (il glucosio) c’è anche la gluconeogenesi che permette di produrre glucosio a partire da composti non saccaridici, comprese le proteine.

Pensiamo che il cortisolo agisce proprio in questo modo: demolisce le proteine dei nostri muscoli per trasformare alcuni amminoacidi (mattoncini che compongono le proteine) in glucosio.

In chi segue una terapia cortisonica per lungo tempo, infatti, si ha riduzione della massa muscolare. Oltre al rischio di diabete iatrogeno (ovvvero indotto da farmaci), visto che questo ormone, come detto, ha azione iperglicemizzante.

Ricordiamo che il cortisolo (ormone dello stress) è prodotto anche in risposta a stimoli stressanti e in presenza di stati di ansia. Infatti, se queste condizioni sono protratte nel tempo, la riduzione della massa muscolare può rallentare il metabolismo, con il rischio di aumentare di peso.
Quello muscolare, del resto, è un tessuto metabolicamente attivo e condiziona il nostro metabolismo.

Attenzione però!
Questo non vuol dire che dobbiamo assumere glucosio dalla nostra dieta! Assolutamente no!

Il glucosio assunto tal quale, ma del resto come gli altri zuccheri liberi (il più usato dall’industria è oggi lo sciroppo di glucosio fruttosio), crea un impatto sulla glicemia: quindi il glucosio nel sangue aumenta, di conseguenza viene rilasciata molta insulina che ci porta poi ad un abbassamento eccessivo di glucosio ematico: e siamo quindi in ipoglicemia reattiva… ovvero non ci vediamo più dalla fame e siamo spinti a mangiare di più.

Vi ricordate lo spot pubblicitario della fiesta? Accade esattamente questo: si innesca un circolo vizioso che ci porta a consumare sempre di più questi prodotti (e l’industria lo sa benissimo visto che ci ha reso schiavi dello zucchero).

Quello che serve è mangiare in modo equilibrato, con tante verdure che contengono fibra. Cereali integrali in Chicco, legumi che contengono amidi che saranno digeriti e assorbiti lentamente, grazie alla fibra solubile.

La fibra solubile rallenta lo svuotamento gastrico: quindi ci sazia più velocemente.

La fibra solubile nutre i batteri buoni dell’intestino che produrranno metaboliti ad azione antinfiammatoria.

Insomma la salute dipende dalla scelta di una dieta sana. Che poi è la vera dieta mediterranea.

02/02/2026

“Sei sola?”. Sì, mamma.
Ho quarantadue anni e sono
una donna sola.
Non so se sia colpa delle persone
sbagliate al momento giusto
o delle persone giuste al momento
sbagliato.
Non so se sia soprattutto colpa mia
o magari del caso, del destino,
non lo so.
Quello che so è che ci si abitua
a tutto, davvero a tutto,
ma non alla solitudine.
O meglio: io non mi ci posso abituare.
La solitudine mi ha reso una persona
libera, mi ha insegnato l’indipendenza,
mi ha insegnato a godere
delle piccole cose:
il profumo di una candela accesa,
la radio che all’improvviso passa
proprio la canzone che volevo
ascoltare, leggere tutta la domenica
senza dover dare spiegazioni
a nessuno.
La solitudine mi ha insegnato
il coraggio e la forza di volontà,
ma soprattutto mi ha insegnato
a guardarmi dentro, ad accettare
i miei difetti e ad ammettere
di avere dei pregi.
La solitudine mi ha insegnato
ad amare, a voler bene.
Qualcuno mi dirà: “Ad amare si impara
in due”, ma non è mica detto.
Io quale sia il valore da dare
alle persone l’ho capito così,
con un posto vuoto accanto.

~ Susanna Casciani ~

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