Cecopsy

Cecopsy Ce.co.psy | Dott.Marco Moraca | Centro Consulenza Psicologica a Pavia offre servizi psicologici per l'Individuo, la famiglia e l'impresa, anche on line.

Il Centro Consulenza Psicologica riunisce professionisti competenti sia in ambito clinico che in ambito aziendale proponendo attività trasversali a queste competenze per favorire lo sviluppo ed il benessere individuale in senso globale. Inoltre, comune intento, è quello di diffondere, promuovere e sviluppare le conoscenze nell’ambito della psicologia applicata e della ricerca in tal senso, per favorire la condivisione di strumenti e metodi. L’ Equipe è costituita da un nucleo di professionisti Psicologi iscritti all’albo della Regione Lombardia, che si avvale della collaborazione di altri specialisti per favorire un approccio multidisciplinare alle problematiche riscontrate nella vita quotidiana e in ambito lavorativo. In ambito clinico si propongono servizi quali:

Colloqui Individuali
Consulenza alla coppia
Consulenza Psico-Educative
Valutazioni Psicometriche

In ambito lavorativo, per i pazienti si propone:

Colloqui di Coaching e Sviluppo Individuale
Colloqui Motivazionali;
Orientamento Scolastico e Professionale;
Supporto al ricollocamento;
Diagnosi e valutazione stress da lavoro correlato e mobbing;
Preparazione a colloqui lavorativi;
Bilancio di competenze
Empowerment e sviluppo delle competenze comunicative

In ambito lavorativo si propone per le aziende supporto in:

Ricerca e Selezione
Consulenza di Processo e Organizzativa
Consulenza verso lo sviluppo commerciale
Formazione e Progettazione interventi formativi
Analisi del clima organizzativo
Adempimenti Stress da lavoro correlato D.lgs. 81/2008

24/02/2026

Mordere il cielo significa insegnare ai figli che non tutto gli è dovuto.

Ti è mai capitato di chiederti se dare tutto ai figli significhi davvero amarli di più? Scrivimelo nei commenti.

Mordere il cielo significa avere il coraggio di desiderare. E il desiderio nasce sempre dalla mancanza. Oggi molti genitori, spesso inconsapevolmente, assolvono il compito di erogatori di servizi ad alto valore, garantendo tutto e subito, a qualsiasi costo, anche quando ciò comporta sacrifici insostenibili o profondi sensi di colpa per ciò che non si riesce a offrire. Ci si sente manchevoli senza comprendere che i nostri figli hanno bisogno di vivere la realtà, una vita fatta anche di limiti, frustrazioni e momenti in cui le difficoltà sopraggiungono impedendoci di ottenere ciò che fino a poco prima consideravamo un diritto. Ma nulla ci è dovuto.

Crescere un figlio nell’illusione che i problemi non esistano, sostituendoci a lui e anticipandone continuamente i desideri, non fa altro che spegnere la fiamma vitale che lo spinge a cercare, costruire, conquistare. È proprio l’esperienza della mancanza che alimenta il movimento verso ciò che si desidera e permette lo sviluppo di risorse interiori autentiche.

A volte, quindi, avere il coraggio educativo di far mancare qualcosa non significa privare, ma generare. Perché solo ciò che non è immediatamente disponibile può essere davvero desiderato, e solo ciò che è desiderato può essere pienamente realizzato.

E tu cosa ne pensi: dare tutto è davvero il modo migliore per amare?

🎵 Canzone: “La tua splendida ironia” Marco Moraca
📘 Dal mio libro Risolversi per risolvere, acquistabile in libreria e al link in bio.

Un grande ringraziamento ai questi nuovi follower! Sono felicissimo di avervi con noi! 🍀DocAntonio Lauro, Elisa Marcelli...
22/02/2026

Un grande ringraziamento ai questi nuovi follower! Sono felicissimo di avervi con noi! 🍀Doc

Antonio Lauro, Elisa Marcellini, Anna Bacci, Andrea Tvarusko, Marinela Mjeshtri, Alessandra Cesarano, Giuliana Nardini, Eleonora Cerutti, Eleonora Conti, Ma**ca Damonte, Antonietta Cardillo, Rosaria Murgano, Teatro Ribalta, Rosita Capolupo, Ambra Marconi, Samantha Tiberi, Lucie Confente Cinquepalmi, Antonella Manisera, Andrea Viviani, Alessandra Ale, Mariba Di Mariarosaria Barra, Katia Ponza, Ruggero Dal Ponte, Rosa Lucia Cavagnoli, Dino Ardino, Stefano Cicchinelli, Lucia Berti, Carmelo Senatore, Giuseppe Carapellese, Laura Pilotto, Alberto Parussolo, Fulvio Antoniazzi, Silvana Centofanti, Pamela Legea Gentile, Alta Marea, Daniela Barone, Luca Vitagliano, Antonio Castaldo, Luciana Guerra, Marina Basso, Alessandra Valentini, Tatanca Mimmi Tatanca, Luciano Cavallotto, Giovanni Basile, Sabrina Bertino, Loretta Francia, Olivia Giannandrea, Marco Campora, Carla Alessiani, Irene Giacalone

20/02/2026

Il tradimento nasce dove non esiste un compromesso

Ti sei mai chiesto se ciò che chiami compromesso nella tua relazione sia davvero un incontro o solo una rinuncia? Scrivilo nei commenti.

Il compromesso, nel senso più profondo, non è la rinuncia a se stessi per mantenere una relazione, ma la possibilità di integrare due stili di vita diversi in una direzione condivisa. Secondo il principio adleriano, ogni individuo si muove verso mete personali e costruisce il proprio stile di vita in funzione di un significato. Quando in una relazione uno dei due rinuncia al proprio orientamento esistenziale per adattarsi all’altro, non nasce un legame: nasce una rappresentazione di relazione, qualcosa che dovrebbe esistere ma che, in realtà, non esiste perché tu non ci sei davvero.

Il vero compromesso è un accordo. E come in musica, un accordo funziona solo quando i suoi elementi sono armonici e risonanti tra loro. Se manca questa risonanza, l’accordo diventa dissonante e l’opera risulta fastidiosa, faticosa, innaturale. Così accade nelle relazioni: quando non esiste spazio di negoziazione, quando uno ha più margine e l’altro meno, quando non c’è integrazione ma solo adattamento, emerge una frattura interna.

In questa frattura spesso si inserisce il tradimento. Non come semplice atto morale da giudicare, ma come segnale psicologico di una mancanza di partecipazione autentica al legame. Si tradisce perché non si riconosce più nell’accordo qualcosa di buono per sé, perché non si è stati parte della sua costruzione, perché non si è trovata una sintesi tra due esistenze ma solo la richiesta implicita di scomparire.

Il compromesso sano non annulla, integra. Non impone, costruisce. Non chiede di perdere se stessi, ma di trovare uno spazio comune in cui entrambi possano esistere.

E tu, ciò che vivi è un compromesso che ti integra o una rinuncia che ti allontana da te stesso?

🎵 Musica di sottofondo: Credimi | Marco Moraca
📘 “Risolversi per risolvere” acquistabile in tutte le librerie e al link in bio

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi!🍀DocAntonio Lauro, Elisa Marcellini, Anna...
19/02/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi!🍀Doc

Antonio Lauro, Elisa Marcellini, Anna Bacci, Andrea Tvarusko, Giuliana Nardini, Alessandra Cesarano, Marinela Mjeshtri, Eleonora Cerutti, Eleonora Conti, Ma**ca Damonte, Antonietta Cardillo, Rosaria Murgano, Teatro Ribalta, Rosita Capolupo, Ambra Marconi, Samantha Tiberi, Lucie Confente Cinquepalmi, Antonella Manisera, Andrea Viviani, Alessandra Ale, Mariba Di Mariarosaria Barra, Katia Ponza, Ruggero Dal Ponte, Rosa Lucia Cavagnoli, Dino Ardino, Stefano Cicchinelli, Lucia Berti, Carmelo Senatore, Giuseppe Carapellese, Laura Pilotto, Alberto Parussolo, Fulvio Antoniazzi, Silvana Centofanti, Pamela Legea Gentile, Alta Marea, Daniela Barone, Luca Vitagliano, Luciana Guerra, Antonio Castaldo, Marina Basso, Alessandra Valentini, Tatanca Mimmi Tatanca, Luciano Cavallotto, Giovanni Basile, Sabrina Bertino, Loretta Francia, Marco Campora, Olivia Giannandrea, Carla Alessiani, Irene Giacalone

17/02/2026

Il fallimento non esiste nelle relazioni…

Hai mai pensato che ciò che chiami fallimento sia solo un’esperienza che non hai ancora compreso davvero? Scrivilo nei commenti.

Nelle relazioni non esiste il fallimento, se non quando smettiamo di provarci. Rinunciare a costruire una relazione equivale a negare a se stessi la possibilità di vivere un’esperienza, di attraversarne il fascino, di confrontarsi con ciò che emerge nell’incontro con l’altro. Ogni relazione è un movimento, un processo, un tentativo di significato. E ciò che spesso chiamiamo fallimento è, in realtà, un’espressione del nostro modo di interpretare ciò che accade, non la prova di un errore definitivo.

Secondo il pensiero di Alfred Adler, l’essere umano è orientato da un finalismo: agiamo sempre in direzione di uno scopo, anche quando non ne siamo pienamente consapevoli. In questa prospettiva, anche una relazione che termina, che cambia forma o che attraversa difficoltà non rappresenta una sconfitta, ma un passaggio coerente con il nostro percorso di sviluppo. L’esperienza relazionale diventa così uno spazio di conoscenza di sé, un’occasione per comprendere i propri bisogni, i propri timori, le proprie modalità di amare.

Evitare la relazione per paura di soffrire o per timore di non riuscire significa rinunciare a quella tensione evolutiva che permette all’individuo di crescere. Il vero limite non è l’errore, ma la rinuncia all’esperienza. Perché è solo attraverso il coinvolgimento autentico che possiamo scoprire chi siamo e quale direzione vogliamo dare alla nostra vita.

Non esiste fallimento quando scegliamo di vivere, comprendere e attraversare l’esperienza. Esiste solo la possibilità di evolvere.

E tu, hai mai pensato che ciò che chiami fallimento sia solo un’esperienza che non hai ancora compreso davvero?

🎵 Musica di sottofondo: “Credimi” Marco Moraca

📖 “Risolversi per risolvere” acquistabile in tutte le librerie e al link in bio.

personale

13/02/2026

Accettare un tradimento per il bene di qualcun altro: amore o rinuncia a sé?

Tu riusciresti a restare in una relazione dopo un tradimento solo per proteggere qualcun altro? Raccontamelo nei commenti.

Accettare un tradimento per il bene di qualcun altro sembra un atto di amore, di responsabilità, di sacrificio. Ma come puoi trattenere dentro di te un dolore così grande senza assumerti davvero la responsabilità della tua scelta? Come puoi continuare a dare bene quando senti di non averne più?

Molte persone restano non per scelta consapevole, ma per un bisogno relazionale che nasce dalla paura di perdere stabilità, appartenenza, identità. È una permanenza che non nasce dalla libertà, ma dalla convinzione di non poter fare a meno dell’altro. E quando dichiari a te stesso che non puoi vivere senza quella relazione, stai implicitamente affermando di non avere una struttura solida, una direzione autonoma, forse nemmeno abbastanza amor proprio per scegliere ciò che ti tutela davvero.

Secondo il principio adleriano del finalismo, ogni comportamento umano è orientato verso uno scopo. Anche restare in una relazione che fa soffrire risponde a una finalità: proteggersi dalla paura dell’abbandono, preservare un’immagine di sé, garantire una sicurezza percepita. Ma comprendere lo scopo nascosto delle proprie scelte permette di trasformarle da reazioni inconsapevoli in decisioni responsabili.

Restare può essere una scelta. Andare via può esserlo altrettanto. Ciò che fa la differenza è la consapevolezza con cui scegli, non il sacrificio con cui resisti.

E tu riusciresti a vivere accettando un dolore così grande per il bene di qualcun altro?

🎵 Musica di sottofondo: Credimi
📖 Dal libro Risolversi per risolvere, acquistabile in tutte le librerie e al link in bio.

10/02/2026

Separarsi non è la soluzione. Ma può diventarlo.

👉 E tu: stai restando per scelta o per paura di lasciare andare?

Separarsi non è quasi mai la prima risposta. Non è una fuga, non è una sconfitta, non è un fallimento personale. Può però diventare un’opzione sana, a patto di arrivarci comprendendo davvero che cosa ha accompagnato quella relazione fin lì. Non si lascia andare perché “non c’erano alternative”, si lascia andare quando si è consapevoli che quella è la scelta giusta, non l’unica possibile.

C’è una differenza enorme tra scegliere di lasciare andare ed essere costretti a farlo. Nel primo caso c’è partecipazione, responsabilità, lucidità. Nel secondo resta solo la sensazione di subire una perdita, anche quando la relazione era già diventata disfunzionale. Separarsi, se fatto con consapevolezza, deve rappresentare una soluzione costruttiva per entrambi, non il prolungamento di una sofferenza sotto altre forme.

Anche dopo la separazione si può continuare a stare male… oppure si può iniziare finalmente a stare meglio. La differenza la fa il senso che diamo alla scelta. In chiave adleriana, non è l’evento in sé a determinarci, ma la finalità con cui lo attraversiamo. Ci si separa per crescere, non per trascinare il conflitto all’infinito.

Separarsi, quando serve davvero, è un atto di rispetto. Per sé. E per l’altro.

🎵 Credimi – Marco Moraca

📘 Risolversi per risolvere, disponibile in libreria e al link in bio

06/02/2026

Il tradimento fa più male quando smetti di usarlo per non guardarti.

Ti sei mai chiesto se, dopo un tradimento, sia davvero tutto finito oppure se possa esistere una riparazione possibile? Scrivilo nei commenti, perché è una domanda che molti evitano, ma che prima o poi arriva.

Il tradimento è una ferita profonda, perché rompe un patto e incrina l’immagine che avevamo dell’altro e di noi stessi. Spesso resta addosso come una condanna definitiva, qualcosa che spiega tutto e non chiede altro di essere esplorato. Ma nella prospettiva adleriana non sono i fatti a determinare il nostro destino, bensì il significato che attribuiamo a ciò che accade e lo scopo, spesso inconscio, che guida i nostri movimenti relazionali. Il tradimento, allora, non è solo ciò che l’altro ha fatto, ma anche un segnale che parla di una dinamica già in atto: bisogni non riconosciuti, paure evitate, distanze costruite lentamente. Riparare non significa giustificare, né dimenticare, ma avere il coraggio di partire da sé come risorsa, interrogandosi su come si è partecipato a quella relazione e su quale direzione si vuole dare ora alla propria vita affettiva. È da questo lavoro interno che può nascere una nuova forma di legame, oppure una separazione più consapevole, ma in entrambi i casi un passaggio evolutivo. Perché la vera riparazione non riguarda solo la coppia, ma il recupero del proprio valore e della propria capacità di scegliere.

E tu, davanti a un tradimento, lo hai mai usato per non guardarti, oppure come occasione per capire meglio chi sei e cosa vuoi davvero?

🎵 Credimi – Marco Moraca (Spotify e YouTube)

📘 Risolversi per risolvere – acquistabile in libreria e online, link in bio

03/02/2026

“Una relazione sana non ti chiede di resistere”

Ti è mai capitato di vivere una relazione come se la cosa più importante fosse tenere duro? Scrivilo nei commenti 👇

Ci sono relazioni che, col tempo, smettono di nutrire e iniziano a chiedere sforzo, adattamento continuo, resistenza. Il legame non è più uno spazio in cui stare bene, ma qualcosa da portare avanti “perché si è deciso così”, perché c’è un accordo, un vincolo, un patto – esplicito o implicito. Quando il centro diventa il dovere di restare, il desiderio si spegne e la relazione rischia di trasformarsi in un compito da assolvere.

Le relazioni più sane, invece, non si reggono sulla fatica. Sono quelle in cui restare non è obbligatorio, ma scelto. Persone che stanno insieme perché potrebbero andarsene e, proprio per questo, decidono ogni giorno di rimanere. Lì non c’è resistenza, ma intenzione. Non c’è il peso del “devo”, ma la libertà del “voglio”. E quando una relazione nasce e si mantiene da una scelta libera, diventa più autentica, più viva, più soddisfacente.

Una relazione sana non ti chiede di resistere, ma di scegliere. E tu, stai resistendo o stai scegliendo?

🎶 Canzone di sottofondo: La tua splendida ironia, ascoltabile su Spotify sul canale Marco Moraca

📘 Libro: Risolversi per risolvere, disponibile in libreria e su tutte le principali piattaforme online

Indirizzo

Via Dei Mille 116
Pavia
27100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
19:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 12:00
19:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 17:00

Sito Web

https://amzn.eu/d/0P3yQP0, https://linktr.ee/risolversiperrisolvere?utm_source=linktree_profile_

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l Centro Consulenza Psicologica riunisce professionisti competenti sia in ambito clinico che in ambito aziendale proponendo attività trasversali a queste competenze per favorire lo sviluppo ed il benessere individuale in senso globale. Inoltre, comune intento, è quello di diffondere, promuovere e sviluppare le conoscenze nell’ambito della psicologia applicata e della ricerca in tal senso, per favorire la condivisione di strumenti e metodi di intervento innovativi. Il Team è costituito da un nucleo di professionisti Psicologi iscritti all’albo della Regione Lombardia, con competenze complementari, che si avvale della collaborazione di altri specialisti per favorire un approccio multidisciplinare alle problematiche riscontrate nella vita quotidiana e in ambito lavorativo. In ambito clinico, per i nostri pazienti offriamo servizi di:

Terapia a Seduta Singola (Single Session Therapy - www.terapiasedutasingola.it) applicata a:

Consulenza Psicologica Individuale e di Coppia Consulenza Psico-Educative Valutazioni Psicometriche In ambito lavorativo, per i pazienti ci occupiamo di: Colloqui di Coaching ed Empowermant Orientamento Scolastico e Professionale; Supporto al ricollocamento; Diagnosi e valutazione stress da lavoro correlato e Mobbing; Preparazione a colloqui lavorativi e redazione CV efficaci;

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