Cecopsy

Cecopsy Ce.co.psy | Dott.Marco Moraca | Centro Consulenza Psicologica a Pavia offre servizi psicologici per l'Individuo, la famiglia e l'impresa, anche on line.

Il Centro Consulenza Psicologica riunisce professionisti competenti sia in ambito clinico che in ambito aziendale proponendo attività trasversali a queste competenze per favorire lo sviluppo ed il benessere individuale in senso globale. Inoltre, comune intento, è quello di diffondere, promuovere e sviluppare le conoscenze nell’ambito della psicologia applicata e della ricerca in tal senso, per fav

orire la condivisione di strumenti e metodi. L’ Equipe è costituita da un nucleo di professionisti Psicologi iscritti all’albo della Regione Lombardia, che si avvale della collaborazione di altri specialisti per favorire un approccio multidisciplinare alle problematiche riscontrate nella vita quotidiana e in ambito lavorativo. In ambito clinico si propongono servizi quali:

Colloqui Individuali
Consulenza alla coppia
Consulenza Psico-Educative
Valutazioni Psicometriche

In ambito lavorativo, per i pazienti si propone:

Colloqui di Coaching e Sviluppo Individuale
Colloqui Motivazionali;
Orientamento Scolastico e Professionale;
Supporto al ricollocamento;
Diagnosi e valutazione stress da lavoro correlato e mobbing;
Preparazione a colloqui lavorativi;
Bilancio di competenze
Empowerment e sviluppo delle competenze comunicative

In ambito lavorativo si propone per le aziende supporto in:

Ricerca e Selezione
Consulenza di Processo e Organizzativa
Consulenza verso lo sviluppo commerciale
Formazione e Progettazione interventi formativi
Analisi del clima organizzativo
Adempimenti Stress da lavoro correlato D.lgs. 81/2008

01/05/2026

Dipendenza affettiva e narcisismo: il segnale da osservare subito

Ti è mai capitato di intuire fin dai primi incontri che qualcosa non tornava? Scrivimelo nei commenti.

Per scongiurare l’arrivo nella tua vita di persone intrappolate in dinamiche di dipendenza affettiva, spesso con tratti narcisistici, occorre osservare attentamente ciò che raccontano all’inizio di una conoscenza.

Chi non ha una struttura interiore sufficientemente solida fatica a proiettarsi nel futuro. Fatica a desiderare, a immaginare, a costruire. Rimane ancorato a un passato che continua a usare come spiegazione di tutto: delle proprie mancanze, delle relazioni fallite, delle occasioni p***e.

E così, nei primi incontri, il dialogo si trasforma spesso in un lungo elenco di ferite, delusioni, torti subiti.

Attenzione però: non è l’aprirsi il problema. È quando quel racconto sembra avere un unico obiettivo implicito — agganciarti.

In ottica adleriana, chi non riesce a sostenersi cerca spesso nell’altro una compensazione. Talvolta attraverso la richiesta di salvataggio, altre volte attraverso modalità più narcisistiche: seduzione, idealizzazione, bisogno costante di conferma.

Il punto è semplice: chi è bloccato nel proprio passato difficilmente può costruire con te un futuro.

Una relazione sana nasce tra due persone che si scelgono, non tra chi cerca qualcuno che lo salvi da sé stesso.

E tu, hai mai riconosciuto troppo tardi questo segnale?

🎵 La tua splendida ironia – Marco Moraca Official su Spotify

📖 Risolversi per risolvere, disponibile in libreria e online (link in bio)

🎤 Di questo e di molto altro parleremo il 9 maggio all’Expo della Psicologia di Treviso

🎟️ Info biglietti al link in bio

28/04/2026

I social non ti fanno andare avanti

Ti è mai capitato di controllare il profilo del tuo ex anche quando sai che dovresti lasciar andare? Scrivilo nei commenti.

I social network hanno aperto una porta che prima semplicemente non esisteva: quella dell’accesso continuo alla vita dell’altro, anche quando quell’altro non è più parte della tua. È qui che nasce l’inganno. Ti racconti che stai solo guardando, che è curiosità, che è normale. Ma in realtà stai rimanendo. Non nella relazione, ma nella sua ombra. Il controllo diventa una forma silenziosa di dipendenza: storie, accessi, ultime foto… piccoli frammenti che alimentano un legame che dovrebbe invece trasformarsi. In termini adleriani, questo è il punto: stai usando l’altro per regolare il tuo senso di valore. Non è più relazione, è confronto. Non è più amore, è misura. E ogni volta che misuri, perdi. Perché sposti fuori da te il baricentro della tua identità.

E allora ribalta la prospettiva: cosa penseresti di una persona che ti racconta di osservarti di nascosto ogni giorno, solo per verificare se la sua vita è migliore della tua? Ti sembrerebbe amore o smarrimento?

Finché resti lì a guardare, non stai perdendo l’altro. Stai perdendo te stesso.

Ti è mai capitato di controllare il profilo del tuo ex anche quando sai che dovresti lasciar andare? Scrivilo nei commenti.

🎵 Credimi – Marco Moraca (su Spotify)
📖 “Risolversi per risolvere” disponibile in libreria e al link in bio

Eventi:

📝 9 maggio | Expo della Psicologia - Treviso
📆 16 maggio – Università di Pavia
📆 31 maggio – Teatro Satiro Off, Verona

Per acquistare i biglietti e avere tutte le informazioni, trovi tutto al link in bio.

24/04/2026

La gentilezza non è scontata. Nemmeno nell’amore.

E tu… quando è stata l’ultima volta che hai detto davvero “grazie” alla persona che ami? Scrivilo nei commenti.

Nelle relazioni accade qualcosa di sottile e pericoloso: più cresce la confidenza, più rischiamo di perdere la gentilezza. Come se l’intimità ci autorizzasse a dare per scontato ciò che, in realtà, è tutto tranne che dovuto. La presenza dell’altro, i piccoli gesti quotidiani, le attenzioni silenziose… smettono di essere viste e iniziano ad essere pretese. È qui che la relazione si impoverisce. Non nei grandi conflitti, ma nella dimenticanza della cura. La gentilezza non è forma, è sostanza. È riconoscimento. È dire “ti vedo” anche quando tutto sembra normale. Perché nulla è normale, se qualcuno sceglie ogni giorno di esserci. E allora forse la qualità di un legame non si misura da quanto resistiamo, ma da quanto sappiamo ancora avere rispetto, gratitudine e delicatezza dentro la quotidianità. La gentilezza, in fondo, è ciò che protegge l’amore dall’abitudine.

Se vogliamo relazioni che funzionano, dobbiamo smettere di pensare che l’amore basti. Serve presenza. Serve intenzione. Serve ricordarsi che nulla è scontato.

E tu… sei ancora gentile nella tua relazione?

🎵 “La tua splendida ironia” – disponibile su Spotify (Marco Moraca Official)
📖 “Risolversi per risolvere” – acquistabile in tutte le librerie e al link in bio

📍 9 Maggio – Expo della Psicologia 2026, Treviso
🎭 31 Maggio – Teatro Satiro Off, Verona
“Risolversi per risolvere – Del coraggio e dell’amore”
Ore 20:30 – Biglietti disponibili su Eventbrite (link in bio, posti limitati)

21/04/2026

Quanto vale davvero una relazione se hai bisogno di controllarla?

Ti è mai capitato di sentire il bisogno di guardare il telefono o i social del tuo partner? Scrivilo nei commenti.

C’è un punto sottile, ma decisivo, in cui la richiesta di accesso smette di essere curiosità e diventa misura del proprio disvalore. Perché nel momento in cui chiedi di entrare in uno spazio che l’altro non ti sta offrendo spontaneamente, stai già dicendo qualcosa su come ti percepisci dentro quella relazione. La fiducia nell’altro non nasce dal controllo, ma dalla capacità di stare dentro se stessi senza bisogno di conferme continue. Quando questo manca, si inizia a cercare. Ma cosa stai davvero cercando? Una prova? Una rassicurazione? O un motivo che giustifichi una sensazione che già ti abita?

E allora la domanda cambia: che valore ha ottenere qualcosa che stai elemosinando, quando dovrebbe essere un atto libero, naturale, reciproco? Perché la trasparenza, quando è autentica, non ha bisogno di essere richiesta. Si manifesta. E se non c’è, forzarla non la crea.

Le direzioni sono due. O scegli di fidarti della persona con cui stai, assumendoti il rischio e la responsabilità di quella scelta. Oppure, se il dubbio sulla sua integrità ti attraversa in modo costante, allora il tema non è il suo telefono, ma la relazione stessa. L’integrità di una persona non si dimostra concedendo accessi: o c’è, o non c’è. E nessun controllo potrà mai sostituire questa verità.

E tu, vuoi una relazione basata sulla fiducia… o sul controllo?

🎵 Canzone: “Credimi” Marco Moraca Spotify
📖 Dal libro “Risolversi per risolvere” (disponibile in libreria e al link in bio)
📍 9 maggio – Expo della Psicologia, Treviso
🎭 31 maggio – Teatro Satiro Off, Verona (ore 20:30) – Biglietti su Eventbrite, tutte le info al link in bio

personale

20/04/2026

Sono rimasto molto scosso dalla notizia di qualche giorno fa dell’omicidio di Gabriele Vaccaro qui a Pavia.

Posto questo Reel di pancia, come un bisogno di non lasciar cadere qualcosa che ha un significato molto più grande rispetto a quanto, già di per sé, grande e grave rappresenti.

Ciò che è accaduto sabato — e che continua a ripetersi nelle nostre città — è la fotografia di un mondo in cui molti ragazzi non sanno più come muoversi. Non è solo rabbia, non è solo violenza: è spesso il segno di un desiderio spento, cresciuto nell’assenza di un sentimento sociale capace di orientare, contenere, dare direzione.

La torta chiamata Vita e libertà, così tanto desiderata, l’abbiamo mangiata tutti noi. E mentre la consumavamo, abbiamo finito per negarla a chi oggi dovrebbe trovarla intera. Così restano briciole. E quando resta poco, ci si aggrappa a qualsiasi cosa, anche a ciò che distrugge.

Forse dovremmo fermarci davvero a chiederci cosa stiamo trasmettendo, cosa stiamo togliendo, e cosa non stiamo più riuscendo a costruire insieme.

Un pensiero, va alla famiglia di Gabriele.Doc

17/04/2026

Quando smetti di essere te stesso per diventare “il ruolo”

Ti è mai capitato di sentirti più marito o moglie che persona? Scrivilo nei commenti.

Ci sono relazioni che nascono leggere, autentiche, libere. Due persone si incontrano e si riconoscono proprio in quella spontaneità, in quel sentirsi visti senza dover dimostrare nulla. Poi, nel tempo, qualcosa cambia. Non sempre all’improvviso, spesso in modo silenzioso. Si entra nei “vestiti” del ruolo: marito, moglie, compagno, compagna. E con quei vestiti arrivano aspettative, doveri, immagini sociali da rispettare.

Secondo Alfred Adler, l’essere umano si muove sempre verso una meta, spesso inconsapevole. E in questo movimento, il rischio è costruire un ideale di relazione che non nasce da ciò che siamo, ma da ciò che crediamo di dover essere. Il mito del “vissero per sempre felici e contenti” diventa allora una trappola: non un punto di arrivo, ma un’immagine rigida che finisce per allontanarci da noi stessi.

Così accade che l’autenticità, quella che aveva fatto nascere la relazione, venga sostituita dal dovere. Non faccio più qualcosa perché lo sento, ma perché “si fa così”. Non sono più in relazione con l’altro, ma con il ruolo che penso di dover incarnare. E questo, lentamente, crea distanza.

Il matrimonio, o qualsiasi scelta di coppia, non è il punto finale di una storia. È l’inizio di una costruzione. Un processo vivo, dinamico, che richiede coraggio: il coraggio di restare sé stessi anche dentro un legame, di non sacrificare la propria autenticità sull’altare dell’aspettativa sociale.

Perché una relazione funziona non quando i ruoli sono rispettati alla perfezione, ma quando due persone continuano a scegliersi restando vere.

E allora la domanda torna: sei nella tua relazione come persona… o come ruolo?

📍 Il 9 maggio parleremo di questo e molto altro all’Expo della Psicologia a Treviso. Biglietti disponibili al link in bio.

🎵 “La tua splendida ironia” – Marco Moraca Official (Spotify / YouTube)
📖 Risolversi per risolvere – disponibile in libreria e al link in bio

14/04/2026

la gelosia non è amore, è paura di non essere abbastanza …

Ti è mai capitato di sentirti minacciato anche quando non c’era un vero pericolo? Scrivilo nei commenti 🍀

Secondo il pensiero di Alfred Adler, la gelosia affonda le sue radici nel senso di inferiorità. Quando questo vissuto si struttura e si irrigidisce, può trasformarsi in un vero e proprio complesso di inferiorità: una lente attraverso cui leggiamo ogni relazione sentendoci sempre “meno” rispetto a qualcun altro. È lì che la gelosia prende forza. Non parla dell’altro, parla di noi. Di come ci percepiamo. Di quanto crediamo di valere.

E così accade un paradosso: chi prova gelosia finisce per limitare, controllare, trattenere… ma nel farlo distrugge ciò che teme di perdere. Perché la gelosia non protegge la relazione, la soffoca. E chi la subisce si sente progressivamente compresso, impedito nella propria espansione.

Se ami qualcuno, devi lasciarlo libero. Non è una frase romantica, è una verità psicologica profonda. È nella libertà che ciascun individuo trova il respiro necessario per scegliere ogni giorno di restare. Non per obbligo, non per paura… ma per desiderio.

E allora la domanda cambia: non è “come faccio a non perderti?”, ma “quanto mi sento degno di essere scelto?”

Ti riconosci in queste dinamiche? Raccontalo nei commenti!🍀😌🔥

🎵 Canzone di sottofondo: “Credimi” – Marco Moraca (disponibile su Spotify e su tutte le piattaforme di streaming)

📖 Se vuoi approfondire questi temi, ne parlo nel mio libro Risolversi per risolvere, disponibile in libreria e al link in bio.

🎤 Il 9 maggio sarò in conferenza alle 14 presso l’Expo della Psicologia 2026 a Treviso, dove parlerò proprio di questo e di molti altri temi legati alle relazioni e alla crescita personale. Biglietti al link in bio.

E tu, quanto spazio lasci alla libertà dentro le tue relazioni?

personale

10/04/2026

Lo spazio che non devi spiegare: quello dei segreti

Ti è mai capitato di sentire il bisogno di tenere qualcosa solo per te, anche dentro una relazione? Scrivimelo nei commenti.

Per Adler, viviamo costantemente tra appartenenza e individualità. In questo equilibrio, i segreti possono avere una funzione: non tanto nascondere, ma proteggere uno spazio interno quando il senso del dovere e l’immagine sociale diventano oppressivi. A volte sentirsi “imprigionati” ci ricorda che esiste anche la libertà, e allora alcune zone personali — fatte di pensieri, fantasie o parti non condivise — diventano un modo per respirare senza rompere il legame.

Non tutto ciò che è non detto è una bugia: il punto è capire se quel segreto avvicina a sé stessi o allontana dalla relazione. Un “noi” maturo regge anche piccoli spazi individuali, senza viverli come una minaccia.

E tu come vivi i segreti nelle tue relazioni? Protezione o distanza?

🎵 Credimi – disponibile su Spotify e YouTube (Marco Moraca Official)
📍 9 Maggio – Expo della Psicologia Treviso (biglietti al link in bio)
🎭 Presto a Verona con uno spettacolo nuovo (dettagli sui social)
🔗 Scopri di più al link in bio
📘 “Risolversi per risolvere” disponibile in libreria e online al link bio

personale

Indirizzo

Via Dei Mille 116
Pavia
27100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
19:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 12:00
19:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 17:00

Sito Web

https://amzn.eu/d/0P3yQP0, https://linktr.ee/risolversiperrisolvere?utm_source=linktree_profile_

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