Andrea Valigi

Andrea Valigi Biologo Nutrizionista - Agronomo
Mindful Eating Training Teacher

𝗜𝗹 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶 𝘃𝘀 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲Oltre 100 cuochi dell'Alleanza Slow Food propongon...
13/02/2026

𝗜𝗹 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶 𝘃𝘀 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲
Oltre 100 cuochi dell'Alleanza Slow Food propongono piatti con legumi locali (7-15 febbraio) 🫘
E qui c'è un punto fondamentale che vale la pena approfondire.
𝗜𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗰𝗼 non è solo chi "cucina proteine vegetali". 𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶.

Quando uno chef prepara la jota triestina con il fagiolo di San Quirino, non sta semplicemente "aggiungendo legumi alla dieta". 𝗦𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗻𝗱𝗼:

🥔 Una varietà locale a rischio estinzione
🫘 Una ricetta tradizionale territoriale
🚜 Il legame con un produttore specifico
🍳 Un sapere culinario tramandato

Il nutrizionismo vede "porzione proteica vegetale". Io vedo un alimento completo inserito in un contesto culturale.

E infatti l'articolo lo sottolinea: i cuochi "𝘀𝘁𝗿𝗶𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶" e "𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗰𝗵𝗲 𝗰'𝗲̀ 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼" 💡

Non comprano "legumi secchi certificati bio" dal fornitore industriale. Scelgono quella specifica varietà da quel produttore locale che lotta contro cinghiali e crisi climatica per preservare un ecotipo.

Questo è anti-riduzionismo applicato.

La somma (proteine + carboidrati + fibre) non fa il totale. Il totale include: storia culturale, storia colturale, sapere contadino, competenza del cuoco, memoria gastronomica.

𝗜 𝟰𝟬+ 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶̀𝗱𝗶 𝗦𝗹𝗼𝘄 𝗙𝗼𝗼𝗱 sui legumi non proteggono "fonti proteiche alternative". 𝗣𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶.

Quando scegliete legumi, privilegiate varietà locali o prodotti industriali generici? 🫘

https://www.rfr.bz/fa72998

12/02/2026

Ecco lungo articolo per dirci che la tradizione culinaria italiana è "una bugia di successo" 🇮🇹

Ammettiamo che tecnicamente abbiano ragione, cosa della quale dubito, che la carbonara è del 1952 e la pizza moderna è americana.
Facciamo lo sforzo di ammettere che sia tutto vero.

Facciamo bene attenzione al salto logico, che serve al Quadrumvirato, che è dietro questo tipo di contenuti:
"Siccome le RICETTE codificate sono recenti, allora tutta la tradizione è finzione nazionalista e quindi non ha senso difendere nulla"
Guardate bene il trucco: confondono RICETTA con CULTURA ALIMENTARE.
Sì, la ricetta precisa della carbonara è del '52. Ma prima gli italiani non mangiavano certo cibo industriale.
Mangiavano: uova VERE (non ovoprodotto), guanciale VERO (non bacon bits), pecorino VERO (non cagliata ricostituita).
La ricetta può essere recente. Ma la differenza tra ALIMENTO e PRODOTTO ALIMENTARE INDUSTRIALE non è "costruzione culturale". È 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮. È 𝗺𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 vs somma di molecole.

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘁𝗶𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗲𝘀𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝘀𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗮𝗿𝘃𝗶:
"Se tutto è invenzione recente, se anche la pizza è americana, allora perché rompere con l'ananas sulla pizza? Perché non il formaggio vegan? Perché non la carne coltivata? Tanto è tutta finzione."

🚫 NO!

La differenza tra mozzarella fatta con latte vero e mozzarella fatta con cagliata congelata + additivi non è "gastronazionalismo".

𝗘̀ 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗲 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶.

Il fatto che tuo nonno non facesse "la carbonara codificata" non significa che mangiasse peggio di te che compri il kit per carbonara al supermercato.

Anzi. 𝗠𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝘃𝗮 𝗠𝗢𝗟𝗧𝗢 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼. 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝘂𝘀𝗮𝘃𝗮 𝗔𝗟𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶.

𝗦𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗹𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗶 𝗿𝗮𝗺𝗶 𝘀𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶.

Nella vostra esperienza: notate differenza tra "cucinare con alimenti veri" (anche senza ricetta precisa) e "assemblare prodotti industriali" (anche seguendo ricette famose)?

𝗚𝗹𝗶 𝗮𝘁𝗹𝗲𝘁𝗶 𝗼𝗹𝗶𝗺𝗽𝗶𝗰𝗶 𝗮 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘇𝘇𝗮, 𝗽𝗮𝘀𝘁𝗮, 𝗿𝗶𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮, 𝗴𝗻𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶, 𝗹𝗮𝘀𝗮𝗴𝗻𝗲. 🍝🍕Non è marketing. Sono ...
11/02/2026

𝗚𝗹𝗶 𝗮𝘁𝗹𝗲𝘁𝗶 𝗼𝗹𝗶𝗺𝗽𝗶𝗰𝗶 𝗮 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗶𝘇𝘇𝗮, 𝗽𝗮𝘀𝘁𝗮, 𝗿𝗶𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮, 𝗴𝗻𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶, 𝗹𝗮𝘀𝗮𝗴𝗻𝗲. 🍝🍕

Non è marketing. Sono i 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶 𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶: oltre 3 milioni di pasti, 450 kg di pasta al giorno solo a Milano, 3000 uova, pizzoccheri valtellinesi, canederli di Cortina, risotto alla milanese, polenta con formaggi e funghi.

𝗟𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼, quelle che devono spingere il corpo umano al limite assoluto, 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻𝗻𝗶. 🧀

Certo, c'è la supervisione dei nutrizionisti. Guardate cosa hanno scelto come base: 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶, non prodotti alimentari industriali.

Niente polveri proteiche come piatto principale.
Niente meal replacement hi-tech.
Niente barrette fortificate a colazione, pranzo e cena.

𝗠𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀se. 𝗧𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝘂𝗹𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮. 𝗖𝗶𝗯𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼.

L'industria del nutrizionismo sportivo ci vuole convincere che senza integrazione estrema non si performa. Gli olimpionici dimostrano il contrario: con pasta, pizza e risotto si va benissimo. Anzi, si va alle Olimpiadi. 🏔️

𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲. Gli alimenti non sono collezioni di molecole da ottimizzare. Sono matrici che funzionano proprio perché sono complesse, non ridotte.

𝗟'𝗮𝘃𝗲𝘃𝗼 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘃𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝗹𝗲𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗔𝗖 𝗠𝗼𝗻𝘇𝗮. 𝗢𝗿𝗮 𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗢𝗹𝗶𝗺𝗽𝗶𝗮𝗱𝗶.

Voi nella vostra esperienza sportiva, cosa ha funzionato meglio: cibo vero o prodotti tecnologici?

Scopri come i pasti studiati dai nutrizionisti sostengono le performance olimpiche, in pista, nel dietro le quinte e... sugli spalti

𝗚𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗮𝗿𝗲𝘁𝘁𝗲 🚬Non lo dico io. Lo dice uno studio pubblicato sul...
10/02/2026

𝗚𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗮𝗿𝗲𝘁𝘁𝗲 🚬
Non lo dico io. Lo dice uno studio pubblicato sul Milbank Quarterly (2026) da ricercatori di tre università americane: 𝗛𝗮𝗿𝘃𝗮𝗿𝗱, 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝘆 𝗼𝗳 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗶𝗴𝗮𝗻 𝗲 𝗗𝘂𝗸𝗲.

Il titolo? "Gli UPF hanno più in comune con le si*****te che con frutta o verdura."
Perché?

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗶 per creare dipendenza e massimizzare il consumo.
Ottimizzano ingredienti e "dosi" per stimolare i circuiti cerebrali della ricompensa.
Soddisfano tutti i benchmark scientifici per le sostanze addittive.

E il marketing? Identico al tabacco negli anni '50.

Le scritte "low fat" o "sugar free" sono il nuovo "filtro protettivo" delle si*****te: 𝗵𝗲𝗮𝗹𝘁𝗵 𝘄𝗮𝘀𝗵𝗶𝗻𝗴 𝗽𝘂𝗿𝗼.
𝗣𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻𝗴𝗮𝗻𝗻𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲 che rallenta la regolamentazione mentre ti fa sentire "sano" 💊

Una paziente del team di ricerca racconta: "Prima ero dipendente dalle si*****te. Ora è la stessa cosa, ma con bibite gassate e ciambelle. So che mi fa male. Voglio smettere. Ma non riesco."

La proposta dei ricercatori?

𝗧𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗶𝗯𝗼 𝗨𝗹𝘁𝗿𝗮 𝗣𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝗯𝗮𝗰𝗰𝗼: contenziosi legali, restrizioni al marketing, interventi strutturali. Spostare la responsabilità dall'individuo all'industria.
Il Quadrumvirato all'opera, come sempre.

𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 📢

Qual è stato il primo prodotto industriale che avete eliminato dalla vostra alimentazione?


UPFs are made to encourage addiction and consumption and should be regulated like to***co, say researchers

𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗼 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲? 🤷‍♂️Dipende da cosa intendete per "carne di maiale".Un recente studio della South ...
09/02/2026

𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗼 𝗳𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗲? 🤷‍♂️
Dipende da cosa intendete per "carne di maiale".
Un recente studio della South Dakota State University (pubblicato su Current Developments in Nutrition, 2026) ha messo a confronto una dieta con carne di maiale "minimamente lavorata" e una con legumi.
Durata: 8 settimane.
Età del campione: 35-65 anni.
Elementi presi in esame: Biomarcatori dell'invecchiamento cognitivo e fisico.

𝗥𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶 - 𝗘𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗯𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗲:
Migliorano sensibilità all'insulina ✅
Riducono colesterolo totale ✅
Portano a perdita di peso ✅

MA 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗻𝗶. I legumi da soli non ci riescono.

Ora, attenzione al dettaglio che cambia tutto:
La carne era arrostita al girarrosto con SOLO olio d'oliva e sale. Basta. Zero additivi. Zero conservanti. 𝗭𝗲𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲.

Non è il prosciutto cotto della Iarc.
Non è la mortadella con 15 ingredienti.
Non è il wurstel che sa di plastica.

𝗘̀. 𝗖𝗮𝗿𝗻𝗲. 𝗩𝗲𝗿𝗮.

E se dietro alla vecchia ricetta "lenticchie e salsiccia" si nascondesse una saggezza antica al Quadrumvirato da tanto fastidio? Già, perchè è così che ci fregano: ci fanno credere che "la carne fa male", quando in realtà è LA LAVORAZIONE che subisce che fa male.

Così comprate i loro sostituti vegetali ultraprocessati pensando di fare la scelta giusta. 🎭

L'ennesima conferma:
𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗹'𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼. 𝗘̀' 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲.

Nella vostra esperienza, cosa è cambiato quando avete iniziato a distinguere cibo vero da prodotti industriali?

I risultati di uno studio evidenzia gli effetti positivi

𝗟𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗲 𝗹'𝗼𝘃𝘃𝗶𝗼: 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗲 🔬National Geographic (gennaio 2026) pubblica un articolo basat...
05/02/2026

𝗟𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗲 𝗹'𝗼𝘃𝘃𝗶𝗼: 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗲 🔬
National Geographic (gennaio 2026) pubblica un articolo basato su recenti studi che confermano una cosa semplice: non conta solo quanta fibra mangi, ma 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗮 e da quanti alimenti diversi.

Il problema? Il 𝟵𝟳% degli americani (in Italia non va meglio) non raggiunge la dose raccomandata di fibra giornaliera.

La soluzione del Quadrumvirato? Integratori e bevande funzionali fortificate con fibra isolata 💊

Ma poi ammettono: gli studi sugli integratori mostrano "risultati misti", e i cibi vegetali interi forniscono una "complessità nutrizionale" che la fibra isolata non può replicare.
Aspetta... quindi:

🏭 L'industria processa il cibo rimuovendo la fibra (per renderlo più vendibile)
💊 Poi ci vende integratori per compensare la fibra che ha tolto
📰 E gli studi dimostrano che questi integratori non funzionano come il cibo vero

𝗘 𝗻𝗼𝗶 𝗽𝗮𝗴𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗱𝘂𝗲 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲. 𝗣𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗼 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹'𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 🎪

I ricercatori citano popolazione dell'Ecuador rurale che mangia "relativamente poche fonti di fibra" ma ha microbiomi "incredibilmente diversi". Perché? 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶.

La soluzione? Quella che i nostri nonni applicavano senza leggere pubblicazioni scientifiche: 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗶𝗯𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗼, diverso, non processato. 𝗟𝗲𝗴𝘂𝗺𝗶, 𝗰𝗲𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗶, 𝘃𝗲𝗿𝗱𝘂𝗿𝗲, 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗲 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗴𝘂𝘀𝗰𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗰𝗶.

Nella tua esperienza, cosa è cambiato quando hai iniziato a mangiare più cibi vegetali interi invece di prodotti processati? 🌱

From oats to beans to chicory root, each type of fiber acts differently inside the body. New research is revealing how fiber diversity shapes the microbiome—and why more isn’t always better.

𝗦𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 📰𝗧𝗵𝗲 𝗟𝗮𝗻𝗰𝗲𝘁 - una delle riviste mediche più prestigiose al mondo - pubblica finalmente una...
28/01/2026

𝗦𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 📰
𝗧𝗵𝗲 𝗟𝗮𝗻𝗰𝗲𝘁 - una delle riviste mediche più prestigiose al mondo - pubblica finalmente una serie di articoli sugli ultra-processati (il link nel primo commento)
Una bibliografia che comprende centinaia di studi, migliaia di pagine, evidenze da 36 paesi.
I risultati?

🔴 Gli UPF stanno sostituendo le diete tradizionali in tutto il mondo
🔴 Degradano sistematicamente la qualità della dieta attraverso multipli meccanismi
🔴 Aumentano il rischio di 12 diverse malattie croniche

𝗘 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮? 𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗳𝗮 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲.
Il Genetic Literacy Project pubblica un articolo che accusa Lancet di "capitolazione all'allarmismo" e di fare il gioco di Make America Health Again (MAHA - il movimento di RFK Jr.) 🎪

Il loro argomento principale è geniale nella sua semplicità riduzionista: "È tutta questione di densità calorica, non di processing."
Traduciamo: 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗼𝗿𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶𝗲 𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗰𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗻𝗮𝗰𝗸 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 - 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝗲 𝘀𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲.

𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲.
Ignorano completamente:

☢️ La matrice alimentare alterata
☢️ Gli additivi e i composti chimici
☢️ Gli emulsionanti e i dolcificanti artificiali
☢️ La sostituzione delle diete tradizionali
☢️ Il potere dell'Industria Alimentare nel plasmare i sistemi alimentari

E quando Lancet osa parlare di "corporate power" e "to***co playbook", la risposta è prevedibile: allarmismo, ideologia, esagerazione.

Il Quadrumvirato funziona così: Industria alimentare produce, Nutrizionismo riduzionista giustifica, Medicina commerciale medicalizza le conseguenze, Mass media normalizza tutto quanto.

E quando qualcuno - persino The Lancet - dice la verità?
Arriva sempre qualcuno a difendere lo status quo con la maschera della "scienza equilibrata".

La differenza è semplice: 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗮 𝘁𝗵𝗶𝗻𝗸 𝘁𝗮𝗻𝗸. I prodotti alimentari industriali sì.

Nella vostra esperienza, quali sono i segnali che un articolo apparentemente "scientifico" sta in realtà difendendo interessi industriali?


he new Lancet Series on ultra-processed foods (UPFs) draws on decades of global data, mechanistic evidence, and more than 100 prospective studies to argue

𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲𝗜𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 "𝘄𝗲𝗹𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀" 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶 𝟵 𝘁𝗿𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶. 💸💸Crescita a...
26/01/2026

𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲

𝗜𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 "𝘄𝗲𝗹𝗹𝗻𝗲𝘀𝘀" 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶 𝟵 𝘁𝗿𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗶. 💸💸

Crescita annua del 7,3%. Il 𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗼 del ritmo di crescita del PIL mondiale. Un'industria che macina profitti mentre obesità, diabete e disturbi metabolici esplodono in tutto il mondo occidentale.
Secondo il Global State of Health & Wellness 2025 di NielsenIQ, il 64% degli italiani ha un "𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘤𝘤𝘪𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘴𝘦́". Bellissimo, no?

Peccato 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 "𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼" 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗱𝘂𝗰𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗶: probiotici confezionati, integratori, wearable da centinaia di euro, app con intelligenza artificiale per dirvi cosa mangiare.
La salute intestinale? Comprate prodotti alimentari ricchi di fibra. La stanchezza? Integratori. Lo stress? Un'app di meditazione a 9,99€ al mese, e chi più ne ha più ne metta!

Ma c'è un numero che l'industria legge come "opportunità" e io leggo come 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮: 𝗶𝗹 𝟰𝟳% 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶 𝗰𝗶𝗯𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮-𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶. 🌾
Questo dato non compare nei titoli sensazionali. Eppure è lì, testardo, a ricordarci che qualcosa sta cambiando dal basso.

Il problema? L'articolo stesso lo inquadra come uno "spazio di opportunità" per l'industria plant-based. Che tradotto significa: "𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘃𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗴𝗲𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮𝗹𝗶?"

𝗟𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 è 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼. Non si compra su Amazon con consegna in 24 ore.
Si coltiva. Con pazienza. Con disciplina. Con alimenti veri, non con prodotti che promettono benessere.

Quanto di ciò che comprate per "stare bene" è davvero necessario? E quanto invece è il risultato di una narrazione che vi ha convinti che la salute si acquista? 🤔

Il mercato globale del wellness cresce più del PIL e punta ai 9 trilioni. In Italia stop agli ultra-processati e focus su salute e trasparenza.

Sono uscite le nuove linee guida americane.  E mentre sulla rete impazza la guerra tra "carne sì" e "carne no", il docum...
15/01/2026

Sono uscite le nuove linee guida americane. E mentre sulla rete impazza la guerra tra "carne sì" e "carne no", il documento dice qualcosa di molto diverso.
Non parla di macronutrienti da eliminare.
Parla di 𝗰𝗶𝗯𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗼 da riscoprire.:

"𝗘𝗮𝘁 𝗿𝗲𝗮𝗹 𝗳𝗼𝗼𝗱."

Tre parole che valgono più di mille piramidi. Tre parole che i nostri nonni non avevano bisogno di leggere, perché vivevano così. Oggi dobbiamo riimparare quello che abbiamo dimenticato. E forse queste linee guida — al di là delle interpretazioni distorte — sono un primo passo.

🌿 Alimenti interi, non prodotti industriali.
🌿 Cereali integrali, non farine raffinate.
🌿 Cibo che nutre, non calorie vuote.
Questa è la direzione. Semplice. Antica. Sensata.

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗼𝗻 c𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼"𝘎𝘭𝘪 𝘢𝘮𝘦𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘪 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘴𝘵𝘢 𝘧𝘢 𝘮𝘢𝘭𝘦!"  Questa è il messaggio che g...
14/01/2026

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗼𝗻 c𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼
"𝘎𝘭𝘪 𝘢𝘮𝘦𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘪 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘴𝘵𝘢 𝘧𝘢 𝘮𝘢𝘭𝘦!" Questa è il messaggio che gira sui social.
Peccato che nelle linee guida USDA 2025-2030 ci sia scritto l'esatto contrario. Leggiamo insieme:
"𝗙𝗼𝗰𝘂𝘀 𝗼𝗻 𝗪𝗵𝗼𝗹𝗲 𝗚𝗿𝗮𝗶𝗻𝘀" — dai priorità ai cereali integrali. "Significantly reduce the consumption of highly processed, refined carbohydrates, such as white bread, ready-to-eat or packaged breakfast options, flour tortillas, and crackers." Traduzione? 𝗥𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶 𝗱𝗿𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶. Non i cereali. Non la pasta. Non il pane fatto come si deve. Il nemico non sono i carboidrati. Il nemico è ciò che l'industria alimentare ha fatto ai carboidrati: li ha raffinati, additivati, svuotati di fibra e nutrienti, trasformandoli in 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶.

Quello che le linee guida dicono davvero:
✅ Cereali integrali: 2-4 porzioni al giorno
✅ Verdura: 3 porzioni al giorno
✅ Frutta: 2 porzioni al giorno
✅ Proteine ad ogni pasto, animali o vegetali
✅ Latticini interi senza zuccheri aggiunti
✅ Olio d'oliva come grasso preferenziale

Vi ricorda qualcosa? A me ricorda la dieta mediterranea. Quella vera, non quella che pensiamo di fare.
La 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 è nel termine "𝗰𝗶𝗯𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗼". Un farro in chicchi non è uguale a un cracker industriale. Un pane a lievitazione naturale non è uguale al pane in cassetta. Un formaggio di alpeggio non è uguale a un formaggio fuso.

Industria, nutrizionismo, medicina commerciale e mass media vorrebbero che continuassimo a ragionare per singoli nutrienti.

𝗠𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗹𝗲𝗰𝗼𝗹𝗲. Sono una 𝗺𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮 dove tutto interagisce.

Forse è questo il messaggio che dà fastidio a qualcuno?

𝗟𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰'𝗲̀Sui media è esplosa la festa: "𝗟'𝗔𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗵𝗮 𝗿𝗼𝘃𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗿𝗮𝗺𝗶𝗱𝗲 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲!"  Ho...
12/01/2026

𝗟𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰'𝗲̀

Sui media è esplosa la festa: "𝗟'𝗔𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗵𝗮 𝗿𝗼𝘃𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗿𝗮𝗺𝗶𝗱𝗲 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲!"
Ho letto le nuove Dietary Guidelines USDA 2025-2030 con grande interesse. E devo dirvi una cosa scomoda: non c'è nessuna rivoluzione. C'è qualcosa di molto più importante: la riscoperta del buon senso.
Cosa dicono davvero queste linee guida?

🍎 "Eat real food" — mangiare cibo vero. Non integratori, non prodotti industriali mascherati da alimenti salutari. Cibo vero. • Cereali integrali sì, raffinati drasticamente ridotti. Il pane bianco e i cracker industriali sono nel mirino, non i cereali in sé.
🍗 Proteine 1,2-1,6 g/kg/die — un range che chi lavora nel campo usa da anni. Non è una novità, è la conferma di ciò che la pratica clinica già sapeva.
🥥 Grassi saturi sotto il 10% — esattamente come le linee guida italiane ed europee.
🥦 Vegetali, almeno 3 porzioni al giorno
🍒 Frutta, almeno 2 porzioni al giorno
🍞 Cereali Integrali 2-4 porzioni al giorno

E le diete low-carb? I sostenitori della carne a volontà?
Purtroppo per loro, 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼: 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗶𝗰𝗶, niente "burro a morsi".

Il messaggio centrale è 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, non l'eliminazione di un macronutriente. La vera notizia è che finalmente un'istituzione governativa ha avuto il coraggio di scrivere nero su bianco ciò che i nostri nonni sapevano: il cibo vero nutre, i prodotti industriali no.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮. Non sta nella piramide capovolta, ma nel 𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶.

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"𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗼𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼, 𝗺𝗮 𝗱𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗼𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲"Eccola lì, la grande verità che nessuno vuole...
22/12/2025

"𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗮 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗼𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼, 𝗺𝗮 𝗱𝗮 𝗖𝗮𝗽𝗼𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲"

Eccola lì, la grande verità che nessuno vuole sentirsi dire. Mentre fioccano in ogni dove liste di cibi "proibiti" e calcoli calorici per le feste, io vi dico: rilassatevi. Il problema non è il panettone del 25 dicembre.

Il problema è 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗱𝘂𝗲, 𝗽𝗼𝗶 𝘁𝗿𝗲, poi lo spiluccare costante tra un pasto e l'altro perché "tanto è Natale". Il problema non è il brindisi rituale, ma quel bicchiere di prosecco che si replica ad ogni portata. Non sono i dolci in sé, ma la loro disponibilità pervasiva in ogni angolo della casa che ci trasforma in mangiatori distratti.

Vi svelo tre territori dove si annida il vero rischio:
🥜 La frutta secca: mandorle, noci, nocciole sono alleate preziose della salute, ma quel piattino che svuotiamo meccanicamente mentre chiacchieriamo? Vale quanto un pasto completo.
🍤 Gli aperitivi infiniti: sembrano innocui perché piccoli, ma quando l'aperitivo si protrae a lungo prima del vero pranzo, consumiamo un pasto intero senza accorgercene.
🥃 I superalcolici: quel bicchierino "per digerire" dopo un pasto già abbondante non aiuta la digestione, la ostacola. E altera la nostra capacità di percepire la sazietà.

𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝘃𝗶𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝘂𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮. Quando scegliamo consapevolmente cosa e quanto mettere nel piatto, quando ascoltiamo i segnali di sazietà, stiamo praticando rispetto verso noi stessi e verso il significato stesso del ritrovarsi.
I chilogrammi di troppo non si costruiscono nei giorni di festa, ma nelle scelte quotidiane di tutti gli altri giorni dell'anno.

📖 Ho approfondito questo tema su Libero Quotidiano con esempi concreti e strategie pratiche. Link in primo commento.

𝗘 𝘃𝗼𝗶? 𝗤𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗲𝘁𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗲? 𝗦𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝘁𝗲𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝘂𝗿𝗶𝗼𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶𝗱𝗮 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 "𝗽𝗶𝗹𝘂𝗰𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘀𝗰𝗶𝗼".

Le feste si avvicinano e, con loro, il consueto dilemma: come godersi pranzi, cene e brindisi senza trasformare la tavola in un terr...

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